Clara: “Cinque, uno dopo l’altro”

di
genere
dominazione


Ciao a tutti, come ormai sapete mi chiamo Clara ho 37 anni e convivo da 8 anni con l’uomo della mia vita Roberto, che sto rischiando di perdere perchè gli ho confessato tutti i miei tradimenti.
Questo racconto è il seguito di “Clara: Caffè e pompino la miglior sveglia del mattino”.
Il venerdì sera avevamo fatto la cena aziendale e mi ero ubriacata, avevo un buco di alcune ore, ma era ormai convinta che i cinque commerciali della mia azienda che mi avevano riportato a casa della mia collega ne avessero approfittato.
Il lunedì in ufficio ci furono solo due eventi degni di nota, lo sguardo incrociato con Carmelina e in tarda mattinata due mazzi di fiori per noi due, ringraziandoci della serata.
Gli dissi con un’ironia che sorprese anche me in quella situazione: “Caspita Carmelina sono rimasti proprio contenti di noi due” e lei sottovoce: “Clara io sono più incazzata per come si sono approfittati di te, io in fondo mi sono divertita, a parte quel ragazzino stronzo e volgare, con Antonio e Marco è stata un’esperienza che non avrei mai avuto il coraggio di farla da lucida, ma dirti con il mio corpo non ha apprezzato sarei bugiarda”.
Gli risposi: “Non ti devi sentire in colpa, sono stata io che ero così vogliosa di divertirmi, di lasciarmi questo periodo di merda che abbiamo passato alle spalle, lo so che non lo reggo l’alcool”.
“Ho pensato anche che nella bottiglia in auto non ci fosse solo prosecco, ma ero già partita, la colpa è solo mia”
“Non so se confessarlo a Roberto, lo adoro, ogni cosa brutta che mi capita mi fa pensare a quanto sono fortunata ad avere accanto un uomo così”.
Carmelina: “Non essere frettolosa nella decisione, secondo me, certe cose è meglio non saperle, lui deve amare quella che sei con lui, non deve pensare a quello che hai fatto con altri, da ubriaca poi”
Il martedì andai a vedere i profili social dei cinque commerciali, quello che conoscevo meglio era Giorgio, giocatore di basket, simpatico, più o meno la mia età, ebbi conferma che stava con una ragazza dell’est.
Poi Massimiliano, ma tutti lo chiamano Max, erano diversi anni che lavorava da noi, era molto considerato e piuttosto bello, barba incolta, capello nero, molto elegante sia nel vestire che nei modi, forse il più grande tra i giovani, vicino ai quaranta, un signore, speriamo lo sia stato anche venerdì notte mi trovai a pensare.
Gli altri erano Danilo, che tutti mi descrivevano come un montato, arrogante figlio di papà, che lavorava solo per divertimento, eravamo con il suo SUV da centomila euro, guidava lui.
Agatino, che caspita di nome è? il siculo del gruppo e il più giovane avrà avuto 25-26 anni.
E Cesare lo stronzo che, forse non soddisfatto da me, si era fatto fare un servizio anche da Carmelina, anche lui sicuramente sotto i trent’anni.
La sera di martedì mi masturbai sotto la doccia, erano anni che non lo facevo, il bruciore era passato tra le gambe ma lo avevo ancora forte nel cervello, non riuscivo a pensare ad altro, mi rimproverai da sola: “invece di farti scopare bene bene dal tuo ragazzo, ti fai un ditalino come una ragazzina”.
Mercoledì mattina mentre andavo al lavoro, mi decisi a scrivere un messaggio a Giorgio: “Ti devo parlare, ci sei in pausa pranzo?”
La risposta arrivò all’istante: “Anche io, ma oggi sono fuori regione”
“Domani pausa pranzo? Mangiamo insieme?”
Avrei dovuto aspettare un altro giorno, ma almeno avrei saputo tutto o per lo meno quello che aveva il coraggio di confessarmi.
Mercoledì sera finalmente feci una scopata degna di tale nome, al primo orgasmo mentre lo cavalcavo io, sussurrai all’orecchio una grande verità che solitamente non avevo il coraggio di confessare: “Godo, godo, godo tantissimo, avevo una voglia di sesso (non ricordo se dissi sesso o cazzo)”
Roberto mi guardò così profondamente che sul momento pensavo di aver esagerato, poi invece si leccò l’indice della mano destra, e capendo che poteva osare mi stuzzicò l’ano dicendomi: “al prossimo aspettami, veniamo insieme” la mia risposta fu di chinarmi ancora di più per permettere quell’ispezione che gli negavo quasi sempre.
Feci anche una dormita spettacolare, avevo lasciato i piatti sporchi, la casa uno schifo, ma chi se frega, ripensai al sesso della sera prima, dopo riuscimmo davvero a venire insieme, solitamente mi preparo sempre i vestiti per andare a lavorare la sera prima, oggi volevo essere bella, in auto pensavo che sarei andata in pausa pranzo con Giorgio, la gonna stretta forse era un po’ fuori luogo.
Il giovedì Roberto non c’è a casa tutta la sera, rimane nella città dove lavora, perchè gioca a calcetto con i colleghi, mi ritrovai a pensare che mi ero vestita elegante e sexy perchè non avrei destato nessun sospetto nel mio boyfriend, sono sempre stata molto femmina, che stessi diventando anche un po’ troia?
Il viaggio in macchina fu un dialogo interiore, una sorta di confessione a me stessa, gli occhi addosso mi piacciono, andare a parlare ad uno che consideravo amico che probabilmente mi aveva scopato ubriaca davanti a quattro amici mi metteva ansia, e poi da venerdì questa cosa mi aveva messo addosso un sacco di pensieri, ma era anche vero che non riconoscevo più la mia micia, aveva una fame, mai avuta in precedenza.
Poi finalmente arrivai al lavoro, la pausa oggi l’avrei fatta al secondo turno alle 13:30, Giorgio mi sarebbe venuto a prendere in auto, non mi piaceva farmi vedere salire su un auto di un collega maschio, ma avendo solo cinquanta minuti, non guardai troppo per il sottile.
Mentre Giorgio per salutarmi mi stava dando il bacetto sulla guancia, senza premeditazione mi venne naturale dargli un ceffone, lasciandolo a bocca aperta: “Pensavo che fossi un amico”
Ad occhi bassi iniziò a raccontare: “Clara io ero davanti in auto, ti ho chiesto più di una volta se volevi andare in spiaggia, se volevi che ti toccassero, se volevi andare oltre, ti ricordi cosa mi hai detto?”
“Giorgio non fare il guastafeste stasera ho voglia di divertirmi”
Ingoiato il boccone amaro, gli chiesi di raccontarmi tutto.
Montati in macchina tu eri sulle ginocchia di Max dietro Danilo ( l’autista) tu chiudevi gli occhi, ti toccavamo le gambe e tu dovevi indovinare chi era, chi veniva beccato smetteva, avevi bevuto, ma ti piaceva, eri te così invitante, quando l’ho fatto io, hai aperto le gambe.
Io: “Fino dove arrivavate?”
“All’inizio fino alle cosce poi ti abbiamo toccato la passera, eri così vogliosa che mugolavi, l’alcool ti aveva tolto ogni inibizione, sei stata te che ti sei tolta il perizoma, lo hai messo in testa ad Agatino”
“Ti hanno masturbata e sei venuta prima di arrivare alla spiaggia”
“Io e Max ti abbiamo protetta, gli altri erono partiti per la tangente”
Max ha preso in mano la situazione: “prima di scopare chi la vuole leccare?”
“Eri sdraiata dietro e ti abbiamo baciato tutti, sia in bocca sia tra le gambe”
“Non te lo dico per togliermi delle responsabilità, ma fosse stato per gli altri tre ti saresti divertita meno”
Io: “Cazzo vi dovrei pure ringraziare, mi avete scopato tutti?”
“Si, Max ha preteso il preservativo”
Io: “Vi siete messi in fila e aspettavate il vostro turno?”
“Più o meno”
Io: “Chi è stato il primo?”
“Max poi io”
Ero stravolta: “Non ti far tirare fuori le cose con le pinze, dimmi fino a che punto siete dei pezzi di merda”
“Poi è stato............è venuto.......... Danilo lui dopo essere venuto e aver lasciato il posto a Cesare, si è tolto il preservativo sporco e a fatto il giro della macchina e ha voluto che”
Io: “che lo pulissi?” avevo uno strano sapore in bocca.
“Si Clara mi dispiace, adesso mi rendo conto che avrei dovuto insistere di più”
Io: ”lacrime di coccodrillo, guarda come sei eccitato” indicandogli i pantaloni che avevano un bozzo enorme.
Ricordandomi del racconto di Carmelina mi venne da chiedere: “anche Cesare aveva il preservativo?”
“Inizialmente si poi ha voluto farlo a pelle, Max ha preteso però che venisse fuori”
Io: “Perchè questa forma di rispetto?”
“Dicendo che convivevi e non ti potevamo riportare a casa farcita come un bignè”
Io: “c’è dell’altro, cosa non mi hai detto?” era più forte la voglia di sapere della vergogna di chiedere.
Te lo volevano mettere dietro ma per fortuna tu hai detto: “nel culo no”
Io: “Chi?”
“Diversi”
Io: “ho detto chi? Giorgio cazzo, già per me è difficile poi ti fai tirare le cose con le pinze”
“Si scusa, Danilo, Cesare e anche Agatino, hanno detto che loro erano la maggioranza ma io e Max ci siamo guardati ed è stato lui più pronto, ha preso Danilo per bavero e ci ha fatto sentire dei vermi, dicendo che ci eravamo divertiti abbastanza, adesso ti avrebbero fatto il bidè in mare e riportata a casa”
Io: “E le firme sul culo? Quando me l’avete fatte”
Che firme? Non me ne sono accorto? Ti abbiamo lavata e poi sono arrivati Antonio e Mario con Carmelina e ti abbiamo portato a casa sua.
Non dissi più nulla fino al parcheggio dell’azienda. Ero in ritardo, chiamai e mi presi il pomeriggio di permesso.
Arrivata a casa c’era un messaggio di Giorgio: “domani ci incontriamo per decidere come comportarsi”
Io: “Chi? Tutti e cinque? Come comportarsi in che senso? Vi dovreste chiedere se vi denuncio, pezzi di merda”
Giorgio: “Clara ho parlato con Max dopo che ti ho lasciata nel parcheggio, ti vuol vedere anche lui, mi dice che tu non ricordi, di non sentirmi in colpa perchè eri molto disponibile, anzi hai iniziato te a parlare di sesso e a stuzzicarci”
Venerdì sera verso le 11 mi scrisse Giorgio se ero ancora sveglia e se potevo parlare, gli scrissi al telefono no, per messaggio si.
Si erano incontrati e volevano chiarire anche con me, secondo loro non avevano fatto niente di male perchè ero stata io a stuzzicarli e a volermi divertire, pensavano addirittura che facessi la sbronza per non passare per gran troia, temendo problemi avevano alcune registrazioni dove io manifestavo chiaramente il mio consenso.
Fissammo per giovedì della settimana successiva, all’uscita dal lavoro, prima loro non potevano, avrei dovuto aspettare una settimana, ma giovedì avrei potuto anche fare tardi, visto che Roberto aveva il calcetto con i colleghi.
Giorgio: “Clara un ultima cosa, le firme sul culo sei stata te che te le sei fatta fare, io non mi ero accorto, ma nel viaggio di ritorno, ti sei avvicina a me e Danilo davanti, hai proprio messo le mani sulla console ti ricordi?
Io: “No Giorgio non ricordo un cazzo”
“E’ stato Cesare che trovando una bic ti ha chiesto se poteva farti un autografo, tu hai riso e hai chiesto dove lo voleva fare, dicendo subito che il posto giusto sulle chiappe, hai riso dicendo si metteteci la firma porcellini, e ti sei avvicinata a me distraendomi, mentre Cesare firmava con i nomi di tutti e cinque”
“Agatino ti ha fotografata, ma Max ha preteso che non fossi riconoscibile”
Io: “Nuda? Tutta nuda?” mi ha fotografato la fica? Te l’ha fatta vedere, la foto?
Si a tutte le domande.
Continua......


scritto il
2026-09-10
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