Volevo essere una brava ragazza – 2 - Ragazzi abbiamo fatto una cazzata

di
genere
dominazione

Mi chiamo Vittoria ho 34 anni, convivo da 5 anni con Marco, faccio la segretaria in un’azienda nel tessile.
Ho iniziato a leggere racconti erotici da un paio d’anni e commentando uno che mi aveva colpito particolarmente ho prima iniziato a chattare con Amico Segreto, poi dopo alcuni mesi mi ha convinto a debuttare raccontando cosa mi è successo nel 2018.
Questo è il secondo episodio, eravamo rimasti a:
Io: “Ragazzi abbiamo fatto una cazzata, io voglio bene a Marco”
Luca: “Anche noi che credi, quello che ti insegneremo ne godrà anche lui”
Non avevo commentato ero fuggita in bagno e dopo un’ora circa davanti allo specchio e ripensare a come era potuto succedere, Luca mi piaceva, ma avevo fatto sesso con tutti e due, mi infilai nel letto, trovando sul telefono, silenziato per l’orario, 5 messaggi.
Luca e Ottavio avevano creato un gruppo con solo noi tre, il nome era SuperVittoria, mi venne un sorriso, ma durò poco quando lessi che volevano che dormissi tutta nuda così al mattino Marco mi avrebbe trovata pronta e disponibile.
Naturalmente mi venne chiaramente specificato che se avessi seguito i lori ordini in questa vacanza, mi sarei divertita, avrei avuto Marco ai miei piedi, e tutto sarebbe rimasto tra di noi.
Mi si gelò il sangue, mi stavano ricattando, in maniera velata, ridendo e scherzando, ma se avessi detto di no, avrebbero detto tutto al mio ragazzo.
Quando andarono a letto passarono a vedere che sotto le lenzuola fossi completamente nuda, mi fecero l’occhiolino e fecero per andare via, poi dissero tra di loro: “diamogli almeno il bacino della buonanotte”.
Tornarono indietro, avevo abbracciato Marco quasi a proteggermi, spostando il lenzuolo, mi girarono e Luca si chinò per darmi un bacio sul clitoride, più di un bacio fu una leccatina, poi fu la volta di Ottavio che mi fece un mezzo succhiotto sempre nel solito posto.
Nonostante l’appagamento e il bidet, quei due stronzi avevano voluto eccitarmi, non passò nemmeno un minuto e gli ordini continuarono arrivare.
Domattina avrei dovuto dire a Marco, che ero molto eccitata che avevo goduto da sola durante la notte, e avrei dovuto iniziare un pompino, dicendogli che se voleva che continuassi l’opera, doveva andare in pasticceria a prendere 4 cornetti per fare colazione.
Il bar era ad una decina di minuti a piedi dal parcheggio sulla spiaggia dove eravamo.
Leggere il proseguo mi si gelò il sangue e la passerina mi dette uno spruzzo di umori che mi fece vergognare.
Mentre era via avrei dovuto fare due pompini completi. Quando chiesi cosa significava completi, mi venne riposto con l’ingoio, lo hai mai fatto? Chiaramente non l’avevo mai fatto, in quale cazzo di situazione mi ero ficcata.
Provai a dire ragazzi per favore non esagerate, non sono così disinibita. La risposta fu molto vera, oggi ne sono certa: “Scoprirai come ti piacerà essere la nostra troia”
Feci tutto quello che mi chiesero, e mi piacque farmi trovare nuda, mi vergognai tanto a confessargli di aver goduto durante la notte, mentre mi piacque molto il potere che stavo assumendo con Marco, il leccarlo, lasciarlo a metà, fare la viziosa che vuole il cornetto di pasticceria, sgattaiolai di là completamente nuda dopo 3 secondi che Marco era uscito. Erano già pronti iniziai con Ottavio e Luca invece di aspettare mi venne dietro e prima mi masturbò con il pollice dentro e il resto della mano sul clito e il monte di venere. Erano tutte esperienze nuove, io ero come una bambolina con cui loro giocavano.
Mentre Ottavio mi prese per le orecchie dettandomi il ritmo, Luca sostitui il pollice con il proprio pisello, mi trovò calda e pronta, avevo il tempo anche di pensare quanto fossi cambiata in solo dodice ore.
“Vittoria ecco la tua colazione da troia” mi disse Ottavio, fu super umiliante ricevere tutto lo sperma in bocca e doverlo buttare giù.
Il pompino di Luca fu molto più veloce, era già a buon punto, e come disse lui: “al sapore di fica”, il suo sperma erano più liquido, minore per quantità ma più dolce.
Addirittura stavo facendo i paragoni, mentre i miei due aguzzini non mi fecero andare a lavarmi i denti, avrei dovuto fare lo stesso trattamento al mio ragazzo, prima però dovevo “baciarlo al sapore di cazzo”.
Mi infilai slip e camicia da notte e tirai la porta scorrevole che separava la nostra camera dal resto del camper, per avere un minimo di privacy.
Dopo meno di 5 minuti tornò Marco e si mise a scherzare con i due stronzi che gli avevano scopato la ragazza, lo prendevano pure per il culo: “Che bravo Marco che sei andato a prenderci i cornetti, fino a che ti manda a comprarli e non te li fa lei devi essere contento” e giù risate.
Appena entro nella camera gli saltai addosso dicendogli:
“Marco non mi riconosco in questa vacanza ho voglia di trasgredire” baciandolo in bocca con trasporto “ti piace la mia bocca con il tuo sapore” (avrei voluto dirgli la verità, con il sapore di cazzo, ma questo non era il suo).
Lui era già in super erezione, stava sicuramente immaginando il continuo del pompino di mezz’ora prima.
Era super determinata, lo volevo veramente far godere, tanto, quasi a dimostrare che il sacrificio delle corna a qualcosa serviva.
Non durò nemmeno un minuto, mi avvisò come suo solito, ma invece di farlo venire con la mano come l’avevo abituato magari in un fazzoletto, come facevamo in auto, ebbi il tempo di dirgli “voglio fare una cosa porca” e lo presi in bocca aspettandomi almeno tre getti, forse di più, del suo seme, la raccolsi e umiliandomi anche con lui, la lasciai entrare nel pancino a far compagnia all’altra, avevo ingoiato lo sperma di tre ragazzi, per essere la prima volta ............
Quando andammo a far colazione, c’era il clima super allegro i due stronzi se la ridevano di brutto, Marco era contentissimo del trattamento, io avevo il cervello che viaggiava a più non posso, nell’ordine mi sentivo:
1) Umiliata di essere stata usata, e di avermi fatto usare;
2) Vogliosa perchè ero l’unica che non ero venuta;
3) Pensierosa perchè ero diventata la loro troia, sarebbe stata una vacanza lunga e faticosa;
4) Eccitata dall’idea di essere diventata la loro troia;
5) Infelice per aver abbandonato la brava ragazza che ero sempre stata;
6) Felice perchè mi piaceva essere guardata in quel modo, mi piaceva il potere che stavo acquisendo nei loro confronti, ero una vittima a cui iniziava a piacere essere guidata, obbligata a fare cose che non avrei mai fatto, alcune delle quali sorprendentemente molto piacevoli.

Continua.......
scritto il
2026-08-08
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