In mano a un gruppo di ventenni - il giorno dopo
di
Amico segreto
genere
dominazione
Siamo una bella coppia sposata del nord, Ugo e Michela rispettivamente di 36 e 34 anni, l’anno passato abbiamo avuto una brutta esperienza in Sardegna.
Michela si era addormentata in macchina, tornata in camera aveva fatto una doccia rigenerante si era messa un salva slip, e lo slip di cotone, senza infilarsi nemmeno la camicia da notte ed era collassata sul letto.
Non stavo nella pelle sono andato in bagno e nonostante la stanchezza aveva messo il costume e il copricostume a bagno nell’acqua, voleva nascondere delle prove del suo tradimento?
Mi ripiombavano in mente le sue parole: “stasera ti racconto tutto, ma devi promettermi che tra noi niente cambierà”
Sono venuto nel lavandino godendo davanti allo specchio.
In qualche modo avevo dormito anch’io, dopo la sega, come sempre io mi sveglio senza sveglia alle 5:00 o dovuto aspettare altre due ore, appena ha dato segni di vita gli ho baciato il collo e accarezzato il fianco fino al seno, stuzzicandola.
Mi è sempre piaciuto svegliarla con carezze, l’ho stuzzicata ancora un po’ e poi sono partito: “Cosa intendevi ti racconto tutto, ma devi promettermi che tra noi niente cambierà”
Si è fatta per un attimo seria, poi a sorriso nuovamente è corsa in bagno a fare pipi, con la porta aperta ha iniziato:
“Che se non mi prometti che non cambierà niente tra di noi, mi tengo il segreto”
“Certo che te lo prometto”
“Guarda Ugo non mi far pentire di volerti bene e di raccontarti tutto, già mi vergogno, però proprio perché non mi piacciono i segreti, vorrei confessarti tutto quello che mi hanno fatto, anche e soprattutto le mie emozioni, se vedrò degli sguardi che non mi piacciono non ti dirò più niente, d’accordo?”
Intanto si era tolta il salvaslip ed era tornata in camera, sempre a seno nudo.
“Mettiti comodo” da seduto mi sono sdraiato sul letto.
Era partita dall’inizio dai giochi dalle palpate, dallo stato di paura e di super eccitamento, Gavino aveva 23 anni, ma aveva una leadership che gli altri ragazzi pendevano dalle sue labbra, solitamente a quell’età c’è lo scontro tra testosteroni. Bertù il suo miglior amico, come lui erano stati compagni di scuola, Mentre Antonio e Marco avevano 20 anni e il quinto, che non ricordavo, si chiamava Giovanni ed aveva 19 anni.
“Cazzo Ugo partiamo bene, non ti ancora detto nulla e c’hai Ermenegildo (Michela chiamava così il mio pene) già sull’attenti”
“Quando mi hanno costretto a farti sesso orale, ero tesissima, una parte di me sapeva che poi avrebbero preteso qualcosa da me, mi sentivo il miele tra gli orsi, la vergogna di farlo con dieci occhi addosso oltre i tuoi è stato molto molto forte”
“Era già qualche ora che mi palpavano li però ero inginocchiata e a disposizione, quando mi hanno abbassato lo slip ho temuto che mi scopassero uno dopo l’altro davanti a te, mentre io ti facevo godere”
“Invece mi accarezzano le labbra e il bottoncino, più colavo e più mi vergognavo, quando Gavino ha iniziato a suonarmi come una chitarra mi si è annebbiata la vista e sono esplosa in un orgasmo pubblico mai provato prima”.
“Ho guardato prima te per comprendere se avevi capito che loro facevano quello che volevano e che tua moglie era venuta, poi Gavino con amore-odio, il primo perchè mi aveva procurato piacere, il secondo perchè contro la mia volontà”
Quando mi ha ordinato “fallo felice, non essere egoista” riprendermi per essermi lasciata andare, neanche fosse stata colpa mia, mi sono rituffata tra le tue gambe impegnandomi al massimo, non so neanche io perchè una parte di me, voleva dimostrare di essere brava con la bocca”
Quando mi ha detto: “però così è uno spreco” ti è tolta lo slip e me l’ha tirato fuori dai boxer, sedendosi sopra.
Io: “Dai Michela continua”
M: “Che porco, vuoi che ti racconti mentre scopiamo”
M: “Ugo non so se ci riesco così, veniamo veloce e poi continuo”
Io: “Mi hai fatto le corna ieri?”
M: “Si, un cesto di corna”
Io: “Con tutti”
M: “tre pompini e Gavino e Bertu mi hanno fatto il servizio completo”
M: “vieni Ugo, vieni con me, ti prego”
Quando veniva prima lei poi si metteva a smorzacandela e il mio orgasmo era assicurato in pochi secondi, quel giorno non fece certo eccezione, nonostante nelle ultime 24 ore ero già venuto tre volte.
Mentre Michela si andava a lavare con la mano sotto a raccogliere i nostri umori: “Questa vacanza sto facendo gli straordinari”
Trovando il bidè occupato mi sono lavato nel lavandino: “Michela sono stati violenti?”
M: “Un po’ si, adesso ti racconto, ma non riuscivo a concentrarmi con Ermenegildo sull’attenti perenne”
M: “Sai che ho avuto, anzi avevo avuto, poche esperienza prima di te, in dieci anni avevo visto meno uccelli di ieri”
Io: “Questo non me l’hai mai detto!”
M: “Tu con quante ragazze avevi scopato prima di me?”
Io: Non lo so forse una quindicina”
M: “Ecco io avevo avuto solo 3 ragazzi ed una sola esperienza singola”
M: “ieri ne ho accontentati sei, quattro con la bocca, uno con la fica e uno.....
Io: “Gavino?”
M: “Gavino”
M: “Cazzo Ugo hai goduto adesso, ci siamo appena lavati, e sei nuovamente in tiro?”
Io: “Michela non hai voluto nemmeno provare con me, e al primo tradimento ti fai fare il culo?”
M: “Brutto stronzo non me lo sono fatto fare, se l’è preso”
Io: “Michela scusami, perdonami, ti amo, ti adoro, ti perdono se hai fatto qualcosa da farti perdonare”
M: “Così va meglio, credi sia facile per me? Voglio raccontarti tutta la verità, anche le mie emozioni, ma non pensare sia facile”
M: “Pensa se cinque ragazze, ti legassero e ti scopassero, anche controvoglia, anche obbligato, tu non proveresti piacere, Ermenegildo schizzerebbe quante volte?”
Io: “scusami, prometto che non dico niente”
M: ”mentre si rientrava Gavino mi ha detto che era d’accordo con te, per farmi provare delle emozioni forti, che voi avreste allungato il passo e poi sareste tornati indietro, per darci una mezz’oretta di piacere”
M: “Abbiamo deviato per la fonte e mi hanno spogliato completamente, Bertu mi ha preso per le chiappe ed ha iniziato a baciarmi la farfallina, Gavino mi metteva la lingua in bocca e giocava con i seni e con i capezzoli”
M: “Giovanni era di guardia che non arrivavate troppo presto, ma si guardava la scena, ero come in trance, ma percepivo la loro forza, la loro voglia, una parte di me si sentiva onorata di essere così desiderata, una parte aveva paura, una parte non voleva tradirti, ed una parte voleva farlo, non so come spiegarlo”
M: “Ero oscena, in piedi a gambe aperte con un ventenne che mi leccava e altri due che mi guardavano, quando si è leccato il dito e me lo ha messo dietro, ho compreso che conoscevano meglio il mio corpo e le sue reazioni loro di me stessa”
M: “Anche l’essere guardata, sia mentre leccavo te, sia mentre Bertu lo faceva a me, non so spiegarmi, mi accendeva ecco”
M: “Un attimo di più e sarei venuta così, l’ho proprio buttato giù, comprendendo al volo si è tolto il costume, non ti offendere, ma era bello, bello grosso anche, il più grosso tra tutti loro”
“Mi sono calata sopra senza nessun riguardo ne per la mia passerotta ne per lui, ho iniziato a cavalcarlo guardando Gavino negli occhi, mentre si spogliava e veniva davanti a me, con il pisello dritto”
“Ugo essere tra due ragazzi, con un terzo che ormai si segava, molto più giovani di noi, mi vergogno ad ammetterlo soprattutto con te, ma credo che sia stato l’orgasmo più intenso della mia vita, mi sono sentita come svenire, è durato tanto, quando ho riaperto gli occhi, Bertu era ancora piantato dentro di me, fermo che mi aspettava, Gavino invece mi guardava e rideva: “Brava Michela è così che ti vogliamo, stasera racconta tutto a tuo marito, vedrai è un uomo intelligente ti capirà”
“Gavino ha avuto uno sguardo d’intesa con Bertu, che ha lasciato la presa sulle tette e mi ha tirato giù, baciandomi alla francese come se non ci fosse un domani, quando ho sentito che il suo amico, mi raccoglieva i succhi e me li spalmava sopra il buchino, ho capito che mi avrebbe strappato la mia ultima verginità”
“Da dietro mi diceva Michela rilassata, vedrai ci ringrazierai, sentivo la cappella che si faceva largo, sotto c’era Bertù che diceva a Gavino che gli mancava poco, mi stavano prendendo insieme, come sai era la prima volta, non riuscivo a rilassarmi, più stringevo e più faceva attrito e più sentivo dolore, entrava piano, ma inesorabile sempre un po’ di più sempre un po’ di più”
Raccontava guardando nel vuoto, come se stesse rivivendo la scena, ogni tanto guardava la mia erezione, che potete immaginare non voleva saperne di abbassarsi. Poi dal nulla me lo ripreso in mano, stringendolo forte, ed è tornata sopra di me.
M: “Ugo non mi riconosco, è come se mi avessero acceso qualcosa, anche te sei inesauribile stamani”
Io: “Anche io ti devo confessare che sono incazzatissimo, ma super eccitato, però preferisco le cose che ti sono piaciute piuttosto che gli abusi”
M: “Ugo adesso non voglio fare l’amore con te, voglio che mi scopi, comanda te, dimmi cosa devo farti, trattami male, offendimi”
Io: “Michela ma ieri che troia sei diventata?”
“girati cavalcami al contrario, fammi veder il culo, come te l’hanno ridotto”
M: “prometto che te lo darò, ma non oggi, mi brucia troppo”
Poi ha continuato mentre mi cavalcava.
M: “Bertu è uscito, doveva venire e ha pensato bene di farmela tutta in bocca, non volevo stavo a bocca chiusa, allora lui mi preso con due dita il naso chiudendolo, dietro Gavino adesso mi inculava senza riguardi, sconfitta ho aperto la bocca, e si è scaricato tutto dentro, per fortuna non ha preteso che buttassi giù lo sperma, colava tutto per terra, lungo la bocca, mi arrivato anche sul seno”
“Gavino ha poi chiamato Giovanni, umiliandomi ancora di più”
Io: “Michela rallenta un po’ senno vengo” “Cosa gli detto?”
M: “Giovanni masturbala con due dita mentre la inculo, facciamola godere questa troia veneta”
Io: “Sei venuta un’altra volta?”
M: “no, era troppo il dolore dietro, quando a iniziato a masturbarmi mi sono riaccesa, ma Gavino era una quindicina di minuti che pompava e ha urlato come un maiale sgozzato, ho sentito il cazzo ingrossassi dentro di me e spuzzare più volte tutto il suo seme”
“io vengo ancora Ugo, vieni anche te”
Non ce la facevo più nemmeno io, credo di aver fatto una gocciolina molto liquida, mi ero svuotato completamente.
M: “Ugo ci farà male tutto questo sesso? La sotto mi brucia tutto”
“Adesso basta raccontare, io ho una fame da lupa”
Io: “Ok adesso andiamo a fare colazione, ma almeno finisci”
Mentre ci vestivano mi ha liquidato, solo nel pomeriggio ha finito il racconto.
M: “Gavino una volta venutomi dietro ha voluto che accontentassi con la bocca Giovanni, il cui pisello sapeva di sperma essendo già venuto smanettandosi da solo, dopo poco siete arrivati voi tre.
“Sempre Gavino ha voluto che ti prendessi in giro mimando l’atto sessuale, mi colava lo sperma da dietro, ne avevo il sapore in bocca, avevo anche le tette sporche, avevo scoperto una Michela che non conoscevo nemmeno io, ero stravolta”.
“Poi siamo ripartiti e sono arrivati Antonio e Marco, Gavino si era premunito di darmi indicazioni, accontentali come Giovanni.”
“Appena arrivati un po’ distanza, mi hanno portato dietro un cespuglio, avevano pure un cuscino che gentilmente hanno poggiato in terra per le mie ginocchia, mi hanno chiesto di togliermi il copricostume, e ho avuto un’altra dose di palpate.”
“Mi sono inginocchiata per l’ennesimo atto sessuale, li ho impugnati tutte e due come una professionista e poggiavo le labbra e la lingua alternandoli, quando abbiamo sentito dei passi, ero pronta a sotterrarmi dalla vergogna, ma era Gavino, che gli ha chiesto se il servizio era di qualità.”
“Si è fatto largo tra loro due, calato il pantaloncino e non ancora prontissimo me l’ha avvicinato alla faccia, emanava un odore nauseabondo, mi sono ricordata dove l’aveva messo.”
“Ha un cattivo odore gli ho detto, e la sua risposta mi ha gelato: “lo so”, ho abbassato la testa, umiliata ancora una volta, per imboccarlo da sotto, le due mani erano saldamente ancorate agli due cazzi che dovevo accontentare”
“Se l’odore era cattivo, il sapore era terribile, ho mollato Antonio per passare con la mano su quello di Gavino e leccare il suo bello pulito, e poi sono passata a Marco”
“Gavino si è spostato, aveva in mente un ulteriore umiliazione, mi ha preso il telefono, facendomelo aprire con l’impronta, si rimesso nel mezzo, mi ha fotografato con gli occhi aperti e il suo cazzo in bocca e mentre segavo gli altri due”
“Ogni gesto, ogni parola di Gavino era uno sprofondare sempre più in basso:
peccato che non ti abbiamo fotografata prima mentre di sverginavo il culo;
Ragazzi dove preferite venire, sulla manina che vi ha fatto godere, su quelle meravigliose tette, o sul buchino del culo.
Antonio voleva farlo in bocca, ma il boss gli ha risposto no quella è occupata.
Lui ha scelto il culo e Marco le tette, è arrivato prima lui, così mi hanno fatto prendere il seno in mano e mi dovevo leccare le labbra, mi hanno fatto una foto così.
“Subito dopo mi sono dovuta mettere a pecorina, con la guancia a terra, aprire le chiappe con le mani, mentre lui si finiva di segare, mi ha appoggiato la cappella proprio li e mi sono sentita bagnare, hanno voluto che rimanessi ferma ancora un po’, con il ditino la raccoglieva e la faceva cedere dentro, con foto ricordo”
“Mentre si tornava mi hanno fatto mettere il copricostume dentro il perizoma, perchè volevano vedere lo sperma che mi colava dal culo.”
“Naturalmente ho dovuto accontentare nuovamente Gavino con il suo cazzo puzzolente, mi ha presa per le orecchie e scopato la bocca come fosse una fica, avevo le lacrime, mi arrivava fino alle tonsille, un po’ di volte ho avuto i conati di vomito.
“Con le mani sulle sue cosce mi proteggevo, così mi ha ordinato di metterle dietro la schiena per non fare resistenza, poi ha cambiato idea, mi ha detto: Toccati troia, se riesci a venire prima di me, non ti faccio baciare tuo marito al sapore di cazzo, ma ormai non ne potevo più ero come annullata, è venuto rimandomi dentro, avevo tutto lo sperma in bocca, mi ha messo un ditino sotto il mento, dicendo no questa non la sputi, la ingoi da brava zoccola”
“Ugo ti ho voluto raccontare tutti questi dettagli, mi è costato tantissimo, per farti capire quanto sono stata usata e umiliata come la peggiore delle puttane, e quello che ho fatto non è stata di mia iniziativa.
“Le foto porche le ho cancellate tutte, ma Gavino si è mandato una copia ad un numero che penso sia il suo, come ha detto lui un’assicurazione contro la nostra eventuale querela”
Ci siamo messi a piangere abbracciati, questa brutta esperienza ha avuto il merito di unirci ancora di più e forse anche di renderci più attivi sessualmente, in fondo tutti i mali non vengono per nuocere.
Michela si era addormentata in macchina, tornata in camera aveva fatto una doccia rigenerante si era messa un salva slip, e lo slip di cotone, senza infilarsi nemmeno la camicia da notte ed era collassata sul letto.
Non stavo nella pelle sono andato in bagno e nonostante la stanchezza aveva messo il costume e il copricostume a bagno nell’acqua, voleva nascondere delle prove del suo tradimento?
Mi ripiombavano in mente le sue parole: “stasera ti racconto tutto, ma devi promettermi che tra noi niente cambierà”
Sono venuto nel lavandino godendo davanti allo specchio.
In qualche modo avevo dormito anch’io, dopo la sega, come sempre io mi sveglio senza sveglia alle 5:00 o dovuto aspettare altre due ore, appena ha dato segni di vita gli ho baciato il collo e accarezzato il fianco fino al seno, stuzzicandola.
Mi è sempre piaciuto svegliarla con carezze, l’ho stuzzicata ancora un po’ e poi sono partito: “Cosa intendevi ti racconto tutto, ma devi promettermi che tra noi niente cambierà”
Si è fatta per un attimo seria, poi a sorriso nuovamente è corsa in bagno a fare pipi, con la porta aperta ha iniziato:
“Che se non mi prometti che non cambierà niente tra di noi, mi tengo il segreto”
“Certo che te lo prometto”
“Guarda Ugo non mi far pentire di volerti bene e di raccontarti tutto, già mi vergogno, però proprio perché non mi piacciono i segreti, vorrei confessarti tutto quello che mi hanno fatto, anche e soprattutto le mie emozioni, se vedrò degli sguardi che non mi piacciono non ti dirò più niente, d’accordo?”
Intanto si era tolta il salvaslip ed era tornata in camera, sempre a seno nudo.
“Mettiti comodo” da seduto mi sono sdraiato sul letto.
Era partita dall’inizio dai giochi dalle palpate, dallo stato di paura e di super eccitamento, Gavino aveva 23 anni, ma aveva una leadership che gli altri ragazzi pendevano dalle sue labbra, solitamente a quell’età c’è lo scontro tra testosteroni. Bertù il suo miglior amico, come lui erano stati compagni di scuola, Mentre Antonio e Marco avevano 20 anni e il quinto, che non ricordavo, si chiamava Giovanni ed aveva 19 anni.
“Cazzo Ugo partiamo bene, non ti ancora detto nulla e c’hai Ermenegildo (Michela chiamava così il mio pene) già sull’attenti”
“Quando mi hanno costretto a farti sesso orale, ero tesissima, una parte di me sapeva che poi avrebbero preteso qualcosa da me, mi sentivo il miele tra gli orsi, la vergogna di farlo con dieci occhi addosso oltre i tuoi è stato molto molto forte”
“Era già qualche ora che mi palpavano li però ero inginocchiata e a disposizione, quando mi hanno abbassato lo slip ho temuto che mi scopassero uno dopo l’altro davanti a te, mentre io ti facevo godere”
“Invece mi accarezzano le labbra e il bottoncino, più colavo e più mi vergognavo, quando Gavino ha iniziato a suonarmi come una chitarra mi si è annebbiata la vista e sono esplosa in un orgasmo pubblico mai provato prima”.
“Ho guardato prima te per comprendere se avevi capito che loro facevano quello che volevano e che tua moglie era venuta, poi Gavino con amore-odio, il primo perchè mi aveva procurato piacere, il secondo perchè contro la mia volontà”
Quando mi ha ordinato “fallo felice, non essere egoista” riprendermi per essermi lasciata andare, neanche fosse stata colpa mia, mi sono rituffata tra le tue gambe impegnandomi al massimo, non so neanche io perchè una parte di me, voleva dimostrare di essere brava con la bocca”
Quando mi ha detto: “però così è uno spreco” ti è tolta lo slip e me l’ha tirato fuori dai boxer, sedendosi sopra.
Io: “Dai Michela continua”
M: “Che porco, vuoi che ti racconti mentre scopiamo”
M: “Ugo non so se ci riesco così, veniamo veloce e poi continuo”
Io: “Mi hai fatto le corna ieri?”
M: “Si, un cesto di corna”
Io: “Con tutti”
M: “tre pompini e Gavino e Bertu mi hanno fatto il servizio completo”
M: “vieni Ugo, vieni con me, ti prego”
Quando veniva prima lei poi si metteva a smorzacandela e il mio orgasmo era assicurato in pochi secondi, quel giorno non fece certo eccezione, nonostante nelle ultime 24 ore ero già venuto tre volte.
Mentre Michela si andava a lavare con la mano sotto a raccogliere i nostri umori: “Questa vacanza sto facendo gli straordinari”
Trovando il bidè occupato mi sono lavato nel lavandino: “Michela sono stati violenti?”
M: “Un po’ si, adesso ti racconto, ma non riuscivo a concentrarmi con Ermenegildo sull’attenti perenne”
M: “Sai che ho avuto, anzi avevo avuto, poche esperienza prima di te, in dieci anni avevo visto meno uccelli di ieri”
Io: “Questo non me l’hai mai detto!”
M: “Tu con quante ragazze avevi scopato prima di me?”
Io: Non lo so forse una quindicina”
M: “Ecco io avevo avuto solo 3 ragazzi ed una sola esperienza singola”
M: “ieri ne ho accontentati sei, quattro con la bocca, uno con la fica e uno.....
Io: “Gavino?”
M: “Gavino”
M: “Cazzo Ugo hai goduto adesso, ci siamo appena lavati, e sei nuovamente in tiro?”
Io: “Michela non hai voluto nemmeno provare con me, e al primo tradimento ti fai fare il culo?”
M: “Brutto stronzo non me lo sono fatto fare, se l’è preso”
Io: “Michela scusami, perdonami, ti amo, ti adoro, ti perdono se hai fatto qualcosa da farti perdonare”
M: “Così va meglio, credi sia facile per me? Voglio raccontarti tutta la verità, anche le mie emozioni, ma non pensare sia facile”
M: “Pensa se cinque ragazze, ti legassero e ti scopassero, anche controvoglia, anche obbligato, tu non proveresti piacere, Ermenegildo schizzerebbe quante volte?”
Io: “scusami, prometto che non dico niente”
M: ”mentre si rientrava Gavino mi ha detto che era d’accordo con te, per farmi provare delle emozioni forti, che voi avreste allungato il passo e poi sareste tornati indietro, per darci una mezz’oretta di piacere”
M: “Abbiamo deviato per la fonte e mi hanno spogliato completamente, Bertu mi ha preso per le chiappe ed ha iniziato a baciarmi la farfallina, Gavino mi metteva la lingua in bocca e giocava con i seni e con i capezzoli”
M: “Giovanni era di guardia che non arrivavate troppo presto, ma si guardava la scena, ero come in trance, ma percepivo la loro forza, la loro voglia, una parte di me si sentiva onorata di essere così desiderata, una parte aveva paura, una parte non voleva tradirti, ed una parte voleva farlo, non so come spiegarlo”
M: “Ero oscena, in piedi a gambe aperte con un ventenne che mi leccava e altri due che mi guardavano, quando si è leccato il dito e me lo ha messo dietro, ho compreso che conoscevano meglio il mio corpo e le sue reazioni loro di me stessa”
M: “Anche l’essere guardata, sia mentre leccavo te, sia mentre Bertu lo faceva a me, non so spiegarmi, mi accendeva ecco”
M: “Un attimo di più e sarei venuta così, l’ho proprio buttato giù, comprendendo al volo si è tolto il costume, non ti offendere, ma era bello, bello grosso anche, il più grosso tra tutti loro”
“Mi sono calata sopra senza nessun riguardo ne per la mia passerotta ne per lui, ho iniziato a cavalcarlo guardando Gavino negli occhi, mentre si spogliava e veniva davanti a me, con il pisello dritto”
“Ugo essere tra due ragazzi, con un terzo che ormai si segava, molto più giovani di noi, mi vergogno ad ammetterlo soprattutto con te, ma credo che sia stato l’orgasmo più intenso della mia vita, mi sono sentita come svenire, è durato tanto, quando ho riaperto gli occhi, Bertu era ancora piantato dentro di me, fermo che mi aspettava, Gavino invece mi guardava e rideva: “Brava Michela è così che ti vogliamo, stasera racconta tutto a tuo marito, vedrai è un uomo intelligente ti capirà”
“Gavino ha avuto uno sguardo d’intesa con Bertu, che ha lasciato la presa sulle tette e mi ha tirato giù, baciandomi alla francese come se non ci fosse un domani, quando ho sentito che il suo amico, mi raccoglieva i succhi e me li spalmava sopra il buchino, ho capito che mi avrebbe strappato la mia ultima verginità”
“Da dietro mi diceva Michela rilassata, vedrai ci ringrazierai, sentivo la cappella che si faceva largo, sotto c’era Bertù che diceva a Gavino che gli mancava poco, mi stavano prendendo insieme, come sai era la prima volta, non riuscivo a rilassarmi, più stringevo e più faceva attrito e più sentivo dolore, entrava piano, ma inesorabile sempre un po’ di più sempre un po’ di più”
Raccontava guardando nel vuoto, come se stesse rivivendo la scena, ogni tanto guardava la mia erezione, che potete immaginare non voleva saperne di abbassarsi. Poi dal nulla me lo ripreso in mano, stringendolo forte, ed è tornata sopra di me.
M: “Ugo non mi riconosco, è come se mi avessero acceso qualcosa, anche te sei inesauribile stamani”
Io: “Anche io ti devo confessare che sono incazzatissimo, ma super eccitato, però preferisco le cose che ti sono piaciute piuttosto che gli abusi”
M: “Ugo adesso non voglio fare l’amore con te, voglio che mi scopi, comanda te, dimmi cosa devo farti, trattami male, offendimi”
Io: “Michela ma ieri che troia sei diventata?”
“girati cavalcami al contrario, fammi veder il culo, come te l’hanno ridotto”
M: “prometto che te lo darò, ma non oggi, mi brucia troppo”
Poi ha continuato mentre mi cavalcava.
M: “Bertu è uscito, doveva venire e ha pensato bene di farmela tutta in bocca, non volevo stavo a bocca chiusa, allora lui mi preso con due dita il naso chiudendolo, dietro Gavino adesso mi inculava senza riguardi, sconfitta ho aperto la bocca, e si è scaricato tutto dentro, per fortuna non ha preteso che buttassi giù lo sperma, colava tutto per terra, lungo la bocca, mi arrivato anche sul seno”
“Gavino ha poi chiamato Giovanni, umiliandomi ancora di più”
Io: “Michela rallenta un po’ senno vengo” “Cosa gli detto?”
M: “Giovanni masturbala con due dita mentre la inculo, facciamola godere questa troia veneta”
Io: “Sei venuta un’altra volta?”
M: “no, era troppo il dolore dietro, quando a iniziato a masturbarmi mi sono riaccesa, ma Gavino era una quindicina di minuti che pompava e ha urlato come un maiale sgozzato, ho sentito il cazzo ingrossassi dentro di me e spuzzare più volte tutto il suo seme”
“io vengo ancora Ugo, vieni anche te”
Non ce la facevo più nemmeno io, credo di aver fatto una gocciolina molto liquida, mi ero svuotato completamente.
M: “Ugo ci farà male tutto questo sesso? La sotto mi brucia tutto”
“Adesso basta raccontare, io ho una fame da lupa”
Io: “Ok adesso andiamo a fare colazione, ma almeno finisci”
Mentre ci vestivano mi ha liquidato, solo nel pomeriggio ha finito il racconto.
M: “Gavino una volta venutomi dietro ha voluto che accontentassi con la bocca Giovanni, il cui pisello sapeva di sperma essendo già venuto smanettandosi da solo, dopo poco siete arrivati voi tre.
“Sempre Gavino ha voluto che ti prendessi in giro mimando l’atto sessuale, mi colava lo sperma da dietro, ne avevo il sapore in bocca, avevo anche le tette sporche, avevo scoperto una Michela che non conoscevo nemmeno io, ero stravolta”.
“Poi siamo ripartiti e sono arrivati Antonio e Marco, Gavino si era premunito di darmi indicazioni, accontentali come Giovanni.”
“Appena arrivati un po’ distanza, mi hanno portato dietro un cespuglio, avevano pure un cuscino che gentilmente hanno poggiato in terra per le mie ginocchia, mi hanno chiesto di togliermi il copricostume, e ho avuto un’altra dose di palpate.”
“Mi sono inginocchiata per l’ennesimo atto sessuale, li ho impugnati tutte e due come una professionista e poggiavo le labbra e la lingua alternandoli, quando abbiamo sentito dei passi, ero pronta a sotterrarmi dalla vergogna, ma era Gavino, che gli ha chiesto se il servizio era di qualità.”
“Si è fatto largo tra loro due, calato il pantaloncino e non ancora prontissimo me l’ha avvicinato alla faccia, emanava un odore nauseabondo, mi sono ricordata dove l’aveva messo.”
“Ha un cattivo odore gli ho detto, e la sua risposta mi ha gelato: “lo so”, ho abbassato la testa, umiliata ancora una volta, per imboccarlo da sotto, le due mani erano saldamente ancorate agli due cazzi che dovevo accontentare”
“Se l’odore era cattivo, il sapore era terribile, ho mollato Antonio per passare con la mano su quello di Gavino e leccare il suo bello pulito, e poi sono passata a Marco”
“Gavino si è spostato, aveva in mente un ulteriore umiliazione, mi ha preso il telefono, facendomelo aprire con l’impronta, si rimesso nel mezzo, mi ha fotografato con gli occhi aperti e il suo cazzo in bocca e mentre segavo gli altri due”
“Ogni gesto, ogni parola di Gavino era uno sprofondare sempre più in basso:
peccato che non ti abbiamo fotografata prima mentre di sverginavo il culo;
Ragazzi dove preferite venire, sulla manina che vi ha fatto godere, su quelle meravigliose tette, o sul buchino del culo.
Antonio voleva farlo in bocca, ma il boss gli ha risposto no quella è occupata.
Lui ha scelto il culo e Marco le tette, è arrivato prima lui, così mi hanno fatto prendere il seno in mano e mi dovevo leccare le labbra, mi hanno fatto una foto così.
“Subito dopo mi sono dovuta mettere a pecorina, con la guancia a terra, aprire le chiappe con le mani, mentre lui si finiva di segare, mi ha appoggiato la cappella proprio li e mi sono sentita bagnare, hanno voluto che rimanessi ferma ancora un po’, con il ditino la raccoglieva e la faceva cedere dentro, con foto ricordo”
“Mentre si tornava mi hanno fatto mettere il copricostume dentro il perizoma, perchè volevano vedere lo sperma che mi colava dal culo.”
“Naturalmente ho dovuto accontentare nuovamente Gavino con il suo cazzo puzzolente, mi ha presa per le orecchie e scopato la bocca come fosse una fica, avevo le lacrime, mi arrivava fino alle tonsille, un po’ di volte ho avuto i conati di vomito.
“Con le mani sulle sue cosce mi proteggevo, così mi ha ordinato di metterle dietro la schiena per non fare resistenza, poi ha cambiato idea, mi ha detto: Toccati troia, se riesci a venire prima di me, non ti faccio baciare tuo marito al sapore di cazzo, ma ormai non ne potevo più ero come annullata, è venuto rimandomi dentro, avevo tutto lo sperma in bocca, mi ha messo un ditino sotto il mento, dicendo no questa non la sputi, la ingoi da brava zoccola”
“Ugo ti ho voluto raccontare tutti questi dettagli, mi è costato tantissimo, per farti capire quanto sono stata usata e umiliata come la peggiore delle puttane, e quello che ho fatto non è stata di mia iniziativa.
“Le foto porche le ho cancellate tutte, ma Gavino si è mandato una copia ad un numero che penso sia il suo, come ha detto lui un’assicurazione contro la nostra eventuale querela”
Ci siamo messi a piangere abbracciati, questa brutta esperienza ha avuto il merito di unirci ancora di più e forse anche di renderci più attivi sessualmente, in fondo tutti i mali non vengono per nuocere.
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