Clara: “Vivi e goditela”
di
Amico segreto
genere
dominazione
Ciao a tutti, come ormai sapete mi chiamo Clara ho 37 anni e convivo da 8 anni con l’uomo della mia vita Roberto, che sto rischiando di perdere perchè gli ho confessato i miei tradimenti.
Questo racconto è il seguito di “Clara: Caffè e pompino la miglior sveglia del mattino” e "Clara: Uno dopo l’altro".
Arrivammo finalmente a Giovedì, pensai tantissimo come andare vestita al lavoro, visto che dopo non avrei potuto cambiarmi, non potevo andare con il burqa ne chiaramente in minigonna, optai per un tailleur con pantaloni a sigaretta che mi stava benissimo, loro essendo commerciali erano sempre vestiti molto bene.
Volli andare con la mia auto e quando arrivai mancava solo Giorgio che mi aveva scritto essere un po’ in ritardo, mi salutarono tutti con gioia, abbracciandomi e baciandomi forse con un po’ troppo trasporto, non c’era nessuna tensione, rimasi sorpresa dell’atteggiamento.
Sul tavolo c’era già una bottiglia di prosecco nel secchiello del ghiaccio e i calici ancora vuoti, fu Max a sdrammatizzare “stasera solo un brindisi mi raccomando Clara”.
“Sai siamo rimasti stupiti di quello che hai detto a Giorgio, ora ci immaginavamo un po’ di sensi di colpa nei confronti del tuo ragazzo, come noi del resto, ma che tu dai tutta la colpa a noi ci sembra esagerato”.
Arrivò Giorgio e un’oretta dopo ognuno andò per la sua strada, più o meno.
Quando montai in macchina scoppiai a piangere: Una sera al mese avrei dovuto uscire con loro, sarei stata la loro trombamica, mi avevano fatto scegliere se una volta a settimana con uno alla volta o una sera tutti insieme.
Decisero il primo giovedì del mese fino all’estate, ogni sera uno di loro sarebbe stato il padrone di casa, avrebbe organizzato lui la serata. La prossima settimana saremmo stati a casa di Max loro per un poker ed io sarei stata la loro sexy cameriera.
Volevano coinvolgere anche Roberto, gli volevano parlare probabilmente era la minaccia se io non avessi fatto quello che volevano.
Danilo mi aveva riportato il perizoma della famosa sera, l’aveva messo sul tavolo e chiesto se lo poteva tenere, dopo il mio assenso, fu Cesare che mi chiese se glielo potevo regalare anche a lui, volle quello che indossavo, mi fecero andare in bagno e stare senza fino a casa. I pantaloni erano piuttosto aderenti e color crema, rischiavo una figura di merda colossale.
I saluti furono molto diversi da quelli iniziali, vollero che salissi sulle loro gambe e li limonassi uno dopo l’altro, tutti mi presero per le chiappe portandomi a contatto con la loro erezione.
Il più imbarazzati erano Giorgio, forse per l’amicizia, e Agatino forse per l’età, Danilo e Cesare i più stronzi e porci e Max il più sicuro.
Mentre ero in bagno, mi arrivò il suo messaggio, “finito qui vai a casa ti cambi, metti la minigonna più corta che hai, e ti porto a cena, così ti spiego le regole del gioco”
Il secondo messaggio era meno violento: “Clara non ti preoccupare sarà solo un gioco divertente, anche per te, sei adorabile e ti vogliamo bene”.
Mi asciugai le lacrime e di ritorno a casa, analizzavo le mie alternative, confessare a Roberto che mi ero fatta scopare da cinque colleghi, uno dopo l’altro, mi avrebbe lasciato, come dargli torto, mi sarei dovuta licenziare perchè se lo avessero saputo anche in azienda, mi avrebbero mandato via loro.
Stare al gioco, avrei fatto la troia, perchè di quello si trattava, una sera al mese, mi sarei potuta anche divertire, togliere qualche sfizio, fare un po’ di sesso senza amore, un’evasione dal tram tram quotidiano, mi ritrovai a pensare che fossero stati solo Giorgio e Max l’avrei fatto più volentieri.
Ho sempre pensato che noi donne siamo un po’ porcelle sotto sotto, c’è chi riesce a farlo venire a galla e chi no, fosse successo a un Uomo che cinque belle ragazze se lo fanno una dopo l’altra?
Prima di spengere l’auto alla radio c’è uno che ripeteva “Vivi e goditela” “Vivi e goditela” e dopo: “Vivi e goditela”.
Per fortuna il pantalone aveva una stoffa spessa e un po’ di protezione dentro era uno schifo di umori nel cavallo, ma fuori non si vedeva niente, mi feci una doccia, avevo la patata bollente, ma una vocina mi disse che stasera Max si sarebbe divertito, l’ho sempre immaginato come un toro a letto.
Stasera avrei tradito nuovamente il mio Roberto, da conscia stavolta, mi dissi Clara: “Vivi e goditela”
Parlai con lui (Roberto) al cellulare e mi tornò il magone, avrei preferito che mi impedisse di uscire e mi proteggesse, invece lui era sempre dolcissimo.
La mini era scozzese di flanella a vita alta, l’avevo messa una volta sola con Roberto al mare e mi faceva sentire a disagio per quanto era corta, sopra un dolcevita nero aderente, senza reggiseno ero super sexy, non ebbi però il coraggio di osare, me lo misi imbottito, per valorizzare la mia terza scarsa.
La posizione che mandai a Max era davanti al Mac, duecento metri e due svolte dopo casa nostra, arrivò con una bmw cabrio tirata a lucido, il bacio che mi dette appena salita con carezza sulla coscia, rese subito inutile la doccia che mi ero fatta, almeno la sotto.
“Clara lo sai che Roberto è un uomo fortunato”
Io:”credo che lo sappia” e poi aggiunsi: “anche se avrebbe preferito avermi in esclusiva”
Lui mi rispose: “Ne sei così sicura?” “Se vuoi che lo conosca e sondi il terreno, basta che me lo chiedi”
Io: “no, ho deciso di lasciarlo fuori da questa cosa”
“Ti incomincia a piacere l’idea di trasgredire una volta al mese?”
Io: ”devo rientrare prima delle undici, ti prego”
“ok, no problem, come ti dicevo questa cosa deve essere divertente anche per te, stasera ti comporterai come se tu fossi la mia ragazza”
Mettendomi la mano nuovamente sulla coscia guantata dalle calze nere.
“Un volta al mese ci vedremo anche noi due da soli, mi racconterai le tue sensazioni, cosa ti è piaciuto della serata trasgressiva e cosa no, come vanno le cose con Roberto, d’accordo?”
Io: ”mi posso rifiutare?”
“Certo, ma per lo stesso motivo che mi apri le gambe ti conviene venire, così potremmo aggiustare il tiro, non vogliamo o meglio io e Giorgio non vogliamo farti diventare la zoccola del Paese, o rovinarti il rapporto con Roberto, vogliamo divertirci e farti divertire, quello si, per quello voglio conoscere la verità, quello che ti è piaciuto e quello no”
Io: “so che mi hai, forse avete, un po’ protetto?”
Eravamo su una cabrio, era primavera, mi ero messa il giacchetto di jeans, non avevo freddo, ma tutti vedevano le mie gambe e la mano sempre più su. Al semaforo stava arrivando un gruppo di ragazzini.
Invece di togliere la mano, con l’indice era arrivato a destinazione, mi sono girata verso di lui, in modo da far vedere solo la coscia destra.
“Clara quando viene verde sorridi, guardali e fagli l’occhiolino”
Lo feci e aprii anche un po’ le gambe, quando non mi potevano vedere più, ma era un invito ad essere toccata spudoratamente, scoppiai in una risata isterica.
“A conferma di quello che ti ho appena detto, lo vedi che può essere divertente giocare un po’”
“Ti è piaciuto eccitarli?”
Io: “mi sono vergognata come una ladra, ma un po’ si”
“Tra poco ce n’è un altro semaforo, lo rifacciamo?”
“Sganciati la cintura e cercai qualcosa dietro”
Ero a pecora, culo all’aria.
“peccato non c’è nessuno, ma rimani così, cerca sotto il sedile”
Adesso mi stava toccando sfacciatamente culo e passera, mentre l’aria fresca mi freddava i bollenti spiriti.
“C’è una scatola, trovata?”
C’era davvero, era un regalo, quando l’aprii rimasi a bocca spalancata, era un completo da sexy cameriera da sexy shop.
“Appena hai un minuto di tempo provatelo e mandami una foto, se non ti sta bene te ne compro un altro”
Ci fermammo a mangiare un panino con la porchetta, eravamo solo noi due e quattro motociclisti cinquantenni, mi mangiamo con gli occhi, Max volle che attaccassi bottone, mi ci misi a parlare di moto e libertà.
Mi chiese riportandomi a casa se ero delusa che non mi avesse scopato, io mentii sfacciatamente dicendo che lo ringraziavo di non averlo fatto.
“Imparerai ad essere più sincera, prima con te stessa e poi con gli altri, hai voglia di scopare?”
Io: “Con il mio ragazzo, tanta”
“Bene allora stasera spuppazzatelo tutto, pensi che farmi un pompino ti ecciti ancora di più oppure no?”
Io: “Penso di si”
“Allora chiedimelo”
Io: “Ti devo chiedere se vuoi un pompino?”
“Si, ma spiegami il perchè, devi essere sincera e convincente”
Io: “E’ tutta la situazione, scoprire cosa ho fatto venerdì notte, vestirmi così, la serata di giovedì prossimo, i tuoi palpamenti in auto, i discorsi, il fatto che mi hai difesa, vorrei ringraziarti con un po’ di sesso orale”
“Sesso orale?”
Io: “con un bel pompino, fatto bene”
“Credi di essere brava a leccare il cazzo?
Io: “credo di si”
“ok, ti piace farlo sotto le stelle?”
Io: “l’ho fatto solo una volta al mare a Roberto” mi sono ricordata che alle 23:30 sarebbe tornato e “Max possiamo, si insomma, non vorrei fare tardi”
“Lui mettendosi comodo mi hai chiesto alle 23:00 a casa no? Ce la fai a farmi venire in 15 minuti?”
Mi sono messa in ginocchio e ho iniziato a sbottonargli i pantaloni, aveva un’erezione prepotente, abbassato i boxer e schizzato fuori in tutta la sua bellezza.
Mi sono quasi pentita di avergli detto che non volevo scopare, avevo la passera che andava a fuoco, ero come in missione, dovevo farlo venire velocemente”
Nel piazzale dove eravamo, non eravamo proprio soli, ma non avevamo per fortuna macchine vicine, non potevo guardare troppo per il sottile ho iniziato sega e labbra sul glande con colpi di lingua, era durissimo.
Ha voluto che mi calassi calze e slip sotto le chiappe e mentre ero di nuovo chinata su di lui, giocava con il mio buchino, dicendomi che la passera me la sarei dovuta toccare da sola, lui non ci arrivava.
Sentivo l’aria fresca colpirmi sugli umori che colavano fuori, ero veramente fica all’aria, un ditino che sondava il mio ano, e una mano sulla testa che mi dettava il ritmo, facendolo entrare sempre di più.
Alle sue parole: “Tesoro non vorrei sporcarmi ne i pantaloni ne la macchina” ho avuto un mezzo orgasmo, mi sono impegnata tralasciando il mio piacere, appena avevo la bocca piena buttavo giù, due, tre, quattro volte, sono rimasta con le labbra incollate alla cappella anche dopo, poi da brava pompinara gli ho ripulito tutto con la lingua, la durezza se ne stava andando, ma il servizio secondo me era stato da dieci e lode, ne ero fiera.
“Clara ma che brava, sei stata super, dammi un minuto e ti porto a casa”
Mentre rientravamo, volle che mi levassi del tutto calze e perizoma, le prime le misi in borsa, il secondo lo volle di regalo, stava diventando una costante tornare a casa senza mutande.
Mi fece scendere più in basso con culo, stare a gambe larghe e toccarmi fuori e dentro, eravamo su un cabrio ci fosse stato uno alla finestra avrebbe visto tutto.
Arrivati sotto casa, mi ero ricomposta anche se la gonnellina copriva proprio poco, e a gambe nude mi ha voluto sentire l’alito, e dare un controllino sotto:
“Clara sai di cazzo e hai la fica fradicia, invidio il tuo ragazzo adesso, ci vediamo giovedì”
“Ciao Max”
Continua......
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