Marta ed il camionista rumeno
scritto il 2026-09-21 tempo di lettura 2 min
di
Mickky
genere
Trans
cura
A
Vestita da donna, ero eccitata e una sera decisi di andare al parcheggio della dogana, dove sostavano diversi camionisti. Mi avvicinai a un camion rumeno: sopra c’era un autista sui trentacinque anni, che mi fece cenno di salire.
Salii. Lui era nudo e mi mostrò il cazzo: era enorme, bello ed eccitante, con una bella cappella. Tirò le tendine, io mi spogliai e lui si stese sulla brandina.
Mi disse: «Dai, facciamo un sessantanove». Il suo cazzo era lungo circa ventiquattro centimetri: lo presi tutto in bocca; intanto lui mi stimolava il culo con le dita. Poi mi disse: «Adesso siediti sopra».
Io gli dissi che era troppo grosso e che non sarebbe entrato. Allora mi mise della crema e poi mi sedetti sopra di lui. Entrò come un siluro: sentii dolore, ma non dissi nulla.
Mi chiese se mi piaceva il suo cazzo e gli risposi di sì, che mi piaceva molto. Cominciò a muoversi su e giù con forza; poi mi strinse e mi mise sotto di lui. Ogni colpo era doloroso ma, allo stesso tempo, provavo piacere.
Mi venne dentro senza estrarre il cazzo. Mi disse: «Bello, non sono mai venuto così tanto». Ci baciammo sulla bocca e poi, stordita e con il culo in fiamme, scesi dal camion e ripresi la mia auto per tornare a casa, felice e appagata.
Salii. Lui era nudo e mi mostrò il cazzo: era enorme, bello ed eccitante, con una bella cappella. Tirò le tendine, io mi spogliai e lui si stese sulla brandina.
Mi disse: «Dai, facciamo un sessantanove». Il suo cazzo era lungo circa ventiquattro centimetri: lo presi tutto in bocca; intanto lui mi stimolava il culo con le dita. Poi mi disse: «Adesso siediti sopra».
Io gli dissi che era troppo grosso e che non sarebbe entrato. Allora mi mise della crema e poi mi sedetti sopra di lui. Entrò come un siluro: sentii dolore, ma non dissi nulla.
Mi chiese se mi piaceva il suo cazzo e gli risposi di sì, che mi piaceva molto. Cominciò a muoversi su e giù con forza; poi mi strinse e mi mise sotto di lui. Ogni colpo era doloroso ma, allo stesso tempo, provavo piacere.
Mi venne dentro senza estrarre il cazzo. Mi disse: «Bello, non sono mai venuto così tanto». Ci baciammo sulla bocca e poi, stordita e con il culo in fiamme, scesi dal camion e ripresi la mia auto per tornare a casa, felice e appagata.
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