Notte porca 2 - Incesto vero
di
Spidey
genere
incesti
Per farsi sbattere in gruppo da Mirko ed amici bisogna essere delle merde. Mirko è lo scopamico di mia madre, io sono Valentina la Merda.
E la cosa non me la levo dalla testa. Mi è rimasto qualcosa dentro che mi frigge. Non, so, è come se mi mancasse qualcosa. Eppure mi dico che in fondo non è successo nulla, Mirko non è mica mio parente, non è nemmeno il compagno di mamma Fanno sesso insieme, punto. E qualche cena, e una vacanza al mare che c'ero anch'io. Lui non è mio padre.
Dopo la notte porca ho cominciato a pensare a mio padre, quello vero. Una cosa ridicola perché non lo ricordo quasi nemmeno, se n'è andato che avevo sette anni. Ho scoperto dopo dieci anni che in realtà era finito in galera. Mai più rivisto, non so quanto ci è stato, so solo che mi manda soldi e regali. La yaris che guido è sua.
Sono una merda, non mi è mai interessato nulla di lui e ho fatto felice mia mamma: basta nominarlo per farle venire una crisi di nervi.
Nel pomeriggio ho aiutato Kate a sistemare il suo bilo. Vuole che ci vada a vivere anch'io in quel buco. È tutta scema. S'è accorta che ho qualcosa che non va. 'Non ti sarai mica innamorata di qualche porco del club?!!!'
Non le ho detto che pensavo a mio padre.
A cena ho infranto un tabù con mamma.
'Com'era papà?'
'Uno stronzo! Di buono aveva solo l'uccello.'
'No mamma. Non mi hai mai detto nulla di lui... perché è finito in galera?'
'Perché era furbo solo lui! Truffa, sfruttamento della prostituzione ed aggressione, ha mezzo ammazzato il socio che voleva fregarlo... e gli è andata bene, hanno scoperto solo metà di quello che combinava.' cose che non posso dirle nemmeno a te! È un porco bastardo.'
'E adesso dov'è, cosa fa?
'É morto, Valentina, per noi è morto.'
So che mi segue su instagram. Sono sicura che è lui. Mette i mi piace e ha commentato con un cuoricino la foto del tatuaggio sulla chiappa.
O faccio d'impulo, gli scrivo. 'Ho bisogno di parlarti.' e gli do il numero.
Quaranta minuti dopo sono sulla yaris direzione, Prossima Cazzata. Lo sento ma non resisto, questa sarà una cazzata storica.
Abita al quinto piano. Lo trovo fuori dall'ascensore. Niente baci, siamo perfetti sconosciuti. È alto, in tuta da ginnastica lisaa e ciabatte sformate, puzza di fumo, ma è ancora il bell'uomo di cui s'era innamorata mamma. Sotto la tuta malmessa c'è un fisico curato e forte, penso a quel poveraccio che ha pestato, papà ha le mani grosse.. E mi suona in testa quello che m'ha detto mamma, ha buono solo l'uccello.
Anche lui mi ispeziona e non lo fa da padre. Gli occhi indugiano sul mio brillantino, sono in calzoncini neri, di cotone, e maglietta corta, non mi copro il pancino nemmeno a gennaio. Siamo a luglio, essere guardata così da papà mi fa scorrere un brivido leggero. Ho le gambe fredde, tiene l'aria condizionata a palla. Non so perché, ma sono contenta, voglio che veda come sono.
'Come sta quella psicotica di tua madre?
'Come sempre.'
Entriamo in un appartamento pulito e moderno. Papà è uno che sorprende. Lui si butta su un divano nero, io rimango in piedi, mi guardo attorno. È una casa ricca.
'Tua madre è una pazza, sei stata sfortunata, Valentina, avevi bisogno di una con la testa a postoma non buttarti via anche tu… so che ti lascia fare la puttana. Okay, a me non interessa e non ho nulla contro, ma cazzo!, lavorare in quel cesso del Velours Noir! No, proprio no!'
'Mamma non sa che lavoro al club.'
'Papà si mette a ridere. Ci credo, ahah! Ti strapperebbe gli occhi!'
'No, a mamma frega un cazzo di quel che faccio. Ma tu come lo sai?'
'Vedi, una volta si chiamava Red Imperium, ci ho conosciuto tua madre... Era mio. L'ho venduto tre anni fa, ma l'immobile è ancora mio. Adesso hai capito perché mamma ti strappa gli occhi se sa che lavori proprio lì?... Scelte tue, a me non interessa, però non dire a quel maiale di Pepe che sei mia figlia. Se no ti scopa con più gusto, ahaha!'
Cerco di scacciare il ricordo di quel porco che mi sbatte ogni sera che vado a lavorare, ma sapere che papà mi spia e parla con Pepe mi confonde. Me li vedo, papà che si fa raccontare da Pepe com'è quella cagnetta con i rasta,
'Devi spiegarmelo. Come fa mamma ad essere sicura che sei tu mio padre?'
È la domanda che mi frulla in testa da questa mattina: io ho davvero un papà o sono solo figlia di una puttana?
'Vieni.' Papà mi fa sedere sulle ginocchia. 'Beh, i primi tempi io e tua madre eravamo innamoratissimi e lei aveva smesso di lavorare. E poi c'è questa.' Mi solleva le trecce rasta e con la punta del dito mi preme un punto dietro appena sotto l'attaccatura dei capelli, dove ho una voglia a forma di virgola. 'Ora guarda qui.' s'abbassa il colletto della tuta.
Ha una voglia identica alla mia! Nello stesso punto.
Mi viene da piangere.
'Che c'è?'
Singhiozzo un minuto in braccio a papà e poi riesco a parlare. '… sono una merda, papà, sono una merda!'
'Non dire così! Sei bellissima e libera, una ragazza stupenad.'
'No, papà, non puoi capire... io voglio scopare con te!'
'E che problema c'è?'
Mi preme la mano tra le cosce. 'Anch'io lo voglio.'
Papà è un porco. Come mamma. Come me.
Sto meglio.
E lo bacio.
Mi stringe con un braccio, la mano sotto mi manda in balla. Succhio la lingua. Sa di fumo, cento volte meglio dei porci del Velours che succhiano mentini e hanno l'uccello che sa di sapone.
Mi contorco in braccio a lui. Il suo cazzo sa di maschio.
Mi butto di schiena sul divano, mi levo coi piedi le sneakers, strappo in giù i pantaloncini, le mutandine mi tagliano le cosce, ho una dannata fretta, se ci ripenso scappo. Alzo le gambe al soffitto è papà mi è sopra, lo stringo con le cosce e l'aiuto a penetrarmi. Godo peggio che a sedici anni.
Non so da quanto sono qui.
Mamma aveva ragione, papà è un porco bastardo.
Gli orgasmi non mi si spengono mai completamente. Godo meccanicamente col corpo ma in testa ho un'esplosione. Sono nuda pancia in giù sul suo materasso, le caviglie legate ad un bastone nero che mi tiene le gambe larghi. Sono merda totale, l'ho voluto io, papà mi ha violentata. Mi ha spinto di tutto in fica e culo.. Papà ha la camera piena come un sexy shop bdsm.
E mamma ha cercato di drmelo, faceva così con lei. Le cose che non poteva dirmi.
Con me è peggio. Un porco bastardo. Papà è tre anni che spia le mia foto su instagram. Finalmente mi ha avuta
Me lo ficca ancora in culo. Il suo cazzone mi apre la chiappe ma ci sta fino alle palle. Mi battono sulla figa. Usa le trecce rasta come le redini, mi cavalca in culo, schiena inarcata che mi si spezza. I rasta li tengo per questo, mi fanno selvaggia, ragazza facile, cagna da scopare, mi guardano il culetto e s'immaginano come usarli a letto. E papà è innamorato dei mie rasta.
'Sei meglio di tua madre.'
'Sì papà.'
'Non finisce qui, tu torni, vero?'
'Sì papà.'
E la cosa non me la levo dalla testa. Mi è rimasto qualcosa dentro che mi frigge. Non, so, è come se mi mancasse qualcosa. Eppure mi dico che in fondo non è successo nulla, Mirko non è mica mio parente, non è nemmeno il compagno di mamma Fanno sesso insieme, punto. E qualche cena, e una vacanza al mare che c'ero anch'io. Lui non è mio padre.
Dopo la notte porca ho cominciato a pensare a mio padre, quello vero. Una cosa ridicola perché non lo ricordo quasi nemmeno, se n'è andato che avevo sette anni. Ho scoperto dopo dieci anni che in realtà era finito in galera. Mai più rivisto, non so quanto ci è stato, so solo che mi manda soldi e regali. La yaris che guido è sua.
Sono una merda, non mi è mai interessato nulla di lui e ho fatto felice mia mamma: basta nominarlo per farle venire una crisi di nervi.
Nel pomeriggio ho aiutato Kate a sistemare il suo bilo. Vuole che ci vada a vivere anch'io in quel buco. È tutta scema. S'è accorta che ho qualcosa che non va. 'Non ti sarai mica innamorata di qualche porco del club?!!!'
Non le ho detto che pensavo a mio padre.
A cena ho infranto un tabù con mamma.
'Com'era papà?'
'Uno stronzo! Di buono aveva solo l'uccello.'
'No mamma. Non mi hai mai detto nulla di lui... perché è finito in galera?'
'Perché era furbo solo lui! Truffa, sfruttamento della prostituzione ed aggressione, ha mezzo ammazzato il socio che voleva fregarlo... e gli è andata bene, hanno scoperto solo metà di quello che combinava.' cose che non posso dirle nemmeno a te! È un porco bastardo.'
'E adesso dov'è, cosa fa?
'É morto, Valentina, per noi è morto.'
So che mi segue su instagram. Sono sicura che è lui. Mette i mi piace e ha commentato con un cuoricino la foto del tatuaggio sulla chiappa.
O faccio d'impulo, gli scrivo. 'Ho bisogno di parlarti.' e gli do il numero.
Quaranta minuti dopo sono sulla yaris direzione, Prossima Cazzata. Lo sento ma non resisto, questa sarà una cazzata storica.
Abita al quinto piano. Lo trovo fuori dall'ascensore. Niente baci, siamo perfetti sconosciuti. È alto, in tuta da ginnastica lisaa e ciabatte sformate, puzza di fumo, ma è ancora il bell'uomo di cui s'era innamorata mamma. Sotto la tuta malmessa c'è un fisico curato e forte, penso a quel poveraccio che ha pestato, papà ha le mani grosse.. E mi suona in testa quello che m'ha detto mamma, ha buono solo l'uccello.
Anche lui mi ispeziona e non lo fa da padre. Gli occhi indugiano sul mio brillantino, sono in calzoncini neri, di cotone, e maglietta corta, non mi copro il pancino nemmeno a gennaio. Siamo a luglio, essere guardata così da papà mi fa scorrere un brivido leggero. Ho le gambe fredde, tiene l'aria condizionata a palla. Non so perché, ma sono contenta, voglio che veda come sono.
'Come sta quella psicotica di tua madre?
'Come sempre.'
Entriamo in un appartamento pulito e moderno. Papà è uno che sorprende. Lui si butta su un divano nero, io rimango in piedi, mi guardo attorno. È una casa ricca.
'Tua madre è una pazza, sei stata sfortunata, Valentina, avevi bisogno di una con la testa a postoma non buttarti via anche tu… so che ti lascia fare la puttana. Okay, a me non interessa e non ho nulla contro, ma cazzo!, lavorare in quel cesso del Velours Noir! No, proprio no!'
'Mamma non sa che lavoro al club.'
'Papà si mette a ridere. Ci credo, ahah! Ti strapperebbe gli occhi!'
'No, a mamma frega un cazzo di quel che faccio. Ma tu come lo sai?'
'Vedi, una volta si chiamava Red Imperium, ci ho conosciuto tua madre... Era mio. L'ho venduto tre anni fa, ma l'immobile è ancora mio. Adesso hai capito perché mamma ti strappa gli occhi se sa che lavori proprio lì?... Scelte tue, a me non interessa, però non dire a quel maiale di Pepe che sei mia figlia. Se no ti scopa con più gusto, ahaha!'
Cerco di scacciare il ricordo di quel porco che mi sbatte ogni sera che vado a lavorare, ma sapere che papà mi spia e parla con Pepe mi confonde. Me li vedo, papà che si fa raccontare da Pepe com'è quella cagnetta con i rasta,
'Devi spiegarmelo. Come fa mamma ad essere sicura che sei tu mio padre?'
È la domanda che mi frulla in testa da questa mattina: io ho davvero un papà o sono solo figlia di una puttana?
'Vieni.' Papà mi fa sedere sulle ginocchia. 'Beh, i primi tempi io e tua madre eravamo innamoratissimi e lei aveva smesso di lavorare. E poi c'è questa.' Mi solleva le trecce rasta e con la punta del dito mi preme un punto dietro appena sotto l'attaccatura dei capelli, dove ho una voglia a forma di virgola. 'Ora guarda qui.' s'abbassa il colletto della tuta.
Ha una voglia identica alla mia! Nello stesso punto.
Mi viene da piangere.
'Che c'è?'
Singhiozzo un minuto in braccio a papà e poi riesco a parlare. '… sono una merda, papà, sono una merda!'
'Non dire così! Sei bellissima e libera, una ragazza stupenad.'
'No, papà, non puoi capire... io voglio scopare con te!'
'E che problema c'è?'
Mi preme la mano tra le cosce. 'Anch'io lo voglio.'
Papà è un porco. Come mamma. Come me.
Sto meglio.
E lo bacio.
Mi stringe con un braccio, la mano sotto mi manda in balla. Succhio la lingua. Sa di fumo, cento volte meglio dei porci del Velours che succhiano mentini e hanno l'uccello che sa di sapone.
Mi contorco in braccio a lui. Il suo cazzo sa di maschio.
Mi butto di schiena sul divano, mi levo coi piedi le sneakers, strappo in giù i pantaloncini, le mutandine mi tagliano le cosce, ho una dannata fretta, se ci ripenso scappo. Alzo le gambe al soffitto è papà mi è sopra, lo stringo con le cosce e l'aiuto a penetrarmi. Godo peggio che a sedici anni.
Non so da quanto sono qui.
Mamma aveva ragione, papà è un porco bastardo.
Gli orgasmi non mi si spengono mai completamente. Godo meccanicamente col corpo ma in testa ho un'esplosione. Sono nuda pancia in giù sul suo materasso, le caviglie legate ad un bastone nero che mi tiene le gambe larghi. Sono merda totale, l'ho voluto io, papà mi ha violentata. Mi ha spinto di tutto in fica e culo.. Papà ha la camera piena come un sexy shop bdsm.
E mamma ha cercato di drmelo, faceva così con lei. Le cose che non poteva dirmi.
Con me è peggio. Un porco bastardo. Papà è tre anni che spia le mia foto su instagram. Finalmente mi ha avuta
Me lo ficca ancora in culo. Il suo cazzone mi apre la chiappe ma ci sta fino alle palle. Mi battono sulla figa. Usa le trecce rasta come le redini, mi cavalca in culo, schiena inarcata che mi si spezza. I rasta li tengo per questo, mi fanno selvaggia, ragazza facile, cagna da scopare, mi guardano il culetto e s'immaginano come usarli a letto. E papà è innamorato dei mie rasta.
'Sei meglio di tua madre.'
'Sì papà.'
'Non finisce qui, tu torni, vero?'
'Sì papà.'
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