Il pagliaio
di
Banana trentatré 33...
genere
corna
Gino era amico di famiglia, quando c'era molto lavoro, nell'azienda veniva a dare una mano. Nadia era la moglie di Tore, lei bella e prosperosa, un seno bello pieno che non ci stava nella camicia. Gino quando era vicino all'amica non faceva a meno di guardarla e desiderarla. Nadia vedeva gli sguardi di Gino, ma non ci poteva fare nulla, lei era una moglie non poteva andare con chi le piaceva. Il fatto era che Gino stava sempre a farsi seghe. Il suo posto preferito era il pagliaio. Aveva le mura belle larghe e non entrava né il caldo né il freddo. Veloce saliva sulla scaletta, si metteva in un angolo nascosto dalle balle del fieno , tirava fuori il cazzo, prima di segava lento pensando al culo di Nadia, poi sempre più veloce fino a sborrare per terra abbondantemente.
Nadia vedeva chi il ragazzo ogni tanto si appartava nel pagliaio, forse andava a farsi un pisolino e a godersi il fresco della costruzione.
Finito di pranzare Tore doveva andare nell'azienda confinante dovevano scambiarsi animali. Nadia si sedette sull'uscio di casa a prendere l'ombra. Gino forse perché non c'era nulla da fare pensò che gli richiedeva farsi una sega. Salì veloce la scaletta e si mise nel suo nascondiglio a menare il cazzo.
C'è lo aveva diritto e duro, sembrava volesse scoppiare. Cominciò il suo e giù, e già aveva di fronte nella fantasia il culo di Nadia.
Quella scalata veloce nel pagliaio aveva incuriosito la donna. Volle vedere con i suoi occhi cosa faceva lì su. Salì la scala e lenta senza fare rumore si diresse verso l'angolo libero dello stabile. Gino si segava e guardava all'insù, lei ammirava quel cazzone e la mano dell'amico che andava veloce su e giù. Stette a guardare e un po' quella situazione la eccitava.
Gino abbassò lo sguardo e la vide.
Non si scompose molto, continuò la masturbazione, anzi si rivolse alla donna e le disse: "Mi sto segando e sto pensando al tuo culo speciale "
"Perché proprio a me? Non ne hai di ragazze di paese a cui pensare?"
" Mi faccio la sega pensandoti e nella finale ti sborro sempre in bocca." Lei arrossì e non aveva risposta. " Vieni Aiutami a farmi sborrare" " Ma quando mai, io sono sposata, prenderò quello di mio marito non il tuo" " Prendilo in mano un po' che mi fai eccitare di più, così finisco" " No, no continua a fartelo io ti guardo, mi piace vedere i cazzi sborrare. Gino sempre con il cazzo in mano si avvicinò a lei e gli mostrava il cazzo," Lei guardava . Ma si conteneva. Con la mano destra lavorava il cazzo e con la mano sinistra prese la mano destra di lei e la guido verso il il suo menbro. Nadia non protestò e quando fu vicina impugnò
quell'arnese. Stava ferma però , non segava , fu Gino a farla andare su e giù Poi per un po' segò lei, lo sentiva duro come il marmo, palpitante, Gino era giovane, dieci anni in meno del marito, e funzionava meglio. Segava veloce aveva deciso di farlo sborrare. Le piaceva vedere la sborra uscire e sparare a destra e a manca. Gino se la tentò, " Bagniala che si sta asciugando" Si avvicinò e la sputò.
"No, Bagniala con la bocca" "No con la bocca no." Allora bacia la punta e continua a segare." Lo segò ancora un po' , poi lenta si inchinò e diede alcuni bacetti sul glande.
" Brava, continua adesso, ti posso toccare la figa , nel mentre che mi seghi? " " No, la figa no , accarezzami me natiche." Gino subito fece entrare la mano nella parte posteriore di lei, e dolcemente le carezzava le natiche. Come sempre succede andò vicino al buco del culo e gli passò il dito sopra. Lei trasalì ma non protestò. La sega continuava, aveva diminuito il ritmo, le piaceva quella situazione e non voleva che finisse subito.
Gino si attardava nel buchetto, scese più giù dove iniziava la figa, sentì il ruvido dei peli, continuo con segno circolare per un po'. Avanzò ancora e senti l'umidità della figa, fu allora che spinse e ci infilò il dito medio. Lei face un leggero mugolio, lui la scavava col dito e lei apriva le cosce per farlo entrare meglio. Nadia era in estasi mugolava piano, per non farsi sentire. Gino scavava, scavava, fu lei a dire:" Lo voglio baciare, ora subito. Il ragazzo glielo porse, lei iniziò a sbaciucchiarlo cominciando dalle palle fino alla punta del cazzo. Con le labbra prendeva la punta del glande e con la lingua girava attorno a esso. Gino salì fino al clitoride, lo accarezzò dolcemente, e lei venne mordendosi le labbra. Si strinse a Gino, sembrava che quell'orgasmo non finiva più. Quando si placò guardò a Gino come gli chiedesse cosa fare. Lui propose:" Dammi la figa. " Lei rispose di no. " Ti sborro il culo. " Nemmeno. " Allora inginocchiati che mi faccio la sega e tu mi
spompini. Si inginocchiò e apri la bocca per accogliere il cazzo.Gino continuava a segarsi, lei gli accarezzava le palle. Lo tirò un po' per avvicinare il cazzo alla bocca, ma Gino aveva deciso di non darglielo ancora.Lei lo voleva e insisteva a metterselo in bocca. Allora Gino le disse:" Lo vuoi in bocca ?" Lei annuì:" Bene, prima mi baci il buco del culo poi apri la bocca e il te lo metto in gola, tu dovrai inghiottire il glande. " No, il culo no ," "Prova vedrai che ti piacerà." "Va bene , prima però lo voglio succhiare un poco" Si impossessò del cazzo e non la finiva di leccarlo, aspirava il glande e lo rimetteva fuori, poi lo aspirava di nuovo. :" Basta ora fai ciò che ti ho detto. " Lui si girò, si inchinò e le porse le natiche. Lei inizio a sbaciuchiare i glutei, indugiava nel toccare il buco. Si inumidì il dito e lo passò nel buchetto, lo pulì per un po'. Si avvicinò e lo baciò delicatamente." Devi baciarlo come quando baci uno in bocca. " Questa situazione le stava piacendo, si stava eccitando di nuovo. Leccò le natiche attorno al buco, poi sempre più vicina mise la punta della lingua nel culo e la mosse da giù verso su. :" Brava, ora prendi il buchetto con le labbra e con la lingua lo sbaciucchi tutto. Lo fece e nel mentre si portò la mano nella figa e iniziò a masturbarsi. " Adesso inginocchiati che ti scopo la gola. " La fece aprire totto quanto poteva e il cazzo lento glielo infilò fino a toccare la gola. Lo ritrasse, lei lo voleva. " Devi cercare di inghiottirlo" Con la testa annuì. Lo rimise e quando stava sbattendo la gola, lei lo prese con le mani e spinse forte. Il glande lo inghiottì tutto, fu allora che il cazzo di Gino esplose. Un fiotto di sperma si incanalò nell'esofago e gli altri schizzi dentro la gola. Dopo un po' lasciò uscire il cazzo, aveva bevuto tutto.
La fece alzare di impossessò della figa e la masturbo fino a farla venire. Lei strinse le cosce imprigionando la mano di Gino. Poi si ricompose e guadagnò l'uscita.
( Continua)
Nadia vedeva chi il ragazzo ogni tanto si appartava nel pagliaio, forse andava a farsi un pisolino e a godersi il fresco della costruzione.
Finito di pranzare Tore doveva andare nell'azienda confinante dovevano scambiarsi animali. Nadia si sedette sull'uscio di casa a prendere l'ombra. Gino forse perché non c'era nulla da fare pensò che gli richiedeva farsi una sega. Salì veloce la scaletta e si mise nel suo nascondiglio a menare il cazzo.
C'è lo aveva diritto e duro, sembrava volesse scoppiare. Cominciò il suo e giù, e già aveva di fronte nella fantasia il culo di Nadia.
Quella scalata veloce nel pagliaio aveva incuriosito la donna. Volle vedere con i suoi occhi cosa faceva lì su. Salì la scala e lenta senza fare rumore si diresse verso l'angolo libero dello stabile. Gino si segava e guardava all'insù, lei ammirava quel cazzone e la mano dell'amico che andava veloce su e giù. Stette a guardare e un po' quella situazione la eccitava.
Gino abbassò lo sguardo e la vide.
Non si scompose molto, continuò la masturbazione, anzi si rivolse alla donna e le disse: "Mi sto segando e sto pensando al tuo culo speciale "
"Perché proprio a me? Non ne hai di ragazze di paese a cui pensare?"
" Mi faccio la sega pensandoti e nella finale ti sborro sempre in bocca." Lei arrossì e non aveva risposta. " Vieni Aiutami a farmi sborrare" " Ma quando mai, io sono sposata, prenderò quello di mio marito non il tuo" " Prendilo in mano un po' che mi fai eccitare di più, così finisco" " No, no continua a fartelo io ti guardo, mi piace vedere i cazzi sborrare. Gino sempre con il cazzo in mano si avvicinò a lei e gli mostrava il cazzo," Lei guardava . Ma si conteneva. Con la mano destra lavorava il cazzo e con la mano sinistra prese la mano destra di lei e la guido verso il il suo menbro. Nadia non protestò e quando fu vicina impugnò
quell'arnese. Stava ferma però , non segava , fu Gino a farla andare su e giù Poi per un po' segò lei, lo sentiva duro come il marmo, palpitante, Gino era giovane, dieci anni in meno del marito, e funzionava meglio. Segava veloce aveva deciso di farlo sborrare. Le piaceva vedere la sborra uscire e sparare a destra e a manca. Gino se la tentò, " Bagniala che si sta asciugando" Si avvicinò e la sputò.
"No, Bagniala con la bocca" "No con la bocca no." Allora bacia la punta e continua a segare." Lo segò ancora un po' , poi lenta si inchinò e diede alcuni bacetti sul glande.
" Brava, continua adesso, ti posso toccare la figa , nel mentre che mi seghi? " " No, la figa no , accarezzami me natiche." Gino subito fece entrare la mano nella parte posteriore di lei, e dolcemente le carezzava le natiche. Come sempre succede andò vicino al buco del culo e gli passò il dito sopra. Lei trasalì ma non protestò. La sega continuava, aveva diminuito il ritmo, le piaceva quella situazione e non voleva che finisse subito.
Gino si attardava nel buchetto, scese più giù dove iniziava la figa, sentì il ruvido dei peli, continuo con segno circolare per un po'. Avanzò ancora e senti l'umidità della figa, fu allora che spinse e ci infilò il dito medio. Lei face un leggero mugolio, lui la scavava col dito e lei apriva le cosce per farlo entrare meglio. Nadia era in estasi mugolava piano, per non farsi sentire. Gino scavava, scavava, fu lei a dire:" Lo voglio baciare, ora subito. Il ragazzo glielo porse, lei iniziò a sbaciucchiarlo cominciando dalle palle fino alla punta del cazzo. Con le labbra prendeva la punta del glande e con la lingua girava attorno a esso. Gino salì fino al clitoride, lo accarezzò dolcemente, e lei venne mordendosi le labbra. Si strinse a Gino, sembrava che quell'orgasmo non finiva più. Quando si placò guardò a Gino come gli chiedesse cosa fare. Lui propose:" Dammi la figa. " Lei rispose di no. " Ti sborro il culo. " Nemmeno. " Allora inginocchiati che mi faccio la sega e tu mi
spompini. Si inginocchiò e apri la bocca per accogliere il cazzo.Gino continuava a segarsi, lei gli accarezzava le palle. Lo tirò un po' per avvicinare il cazzo alla bocca, ma Gino aveva deciso di non darglielo ancora.Lei lo voleva e insisteva a metterselo in bocca. Allora Gino le disse:" Lo vuoi in bocca ?" Lei annuì:" Bene, prima mi baci il buco del culo poi apri la bocca e il te lo metto in gola, tu dovrai inghiottire il glande. " No, il culo no ," "Prova vedrai che ti piacerà." "Va bene , prima però lo voglio succhiare un poco" Si impossessò del cazzo e non la finiva di leccarlo, aspirava il glande e lo rimetteva fuori, poi lo aspirava di nuovo. :" Basta ora fai ciò che ti ho detto. " Lui si girò, si inchinò e le porse le natiche. Lei inizio a sbaciuchiare i glutei, indugiava nel toccare il buco. Si inumidì il dito e lo passò nel buchetto, lo pulì per un po'. Si avvicinò e lo baciò delicatamente." Devi baciarlo come quando baci uno in bocca. " Questa situazione le stava piacendo, si stava eccitando di nuovo. Leccò le natiche attorno al buco, poi sempre più vicina mise la punta della lingua nel culo e la mosse da giù verso su. :" Brava, ora prendi il buchetto con le labbra e con la lingua lo sbaciucchi tutto. Lo fece e nel mentre si portò la mano nella figa e iniziò a masturbarsi. " Adesso inginocchiati che ti scopo la gola. " La fece aprire totto quanto poteva e il cazzo lento glielo infilò fino a toccare la gola. Lo ritrasse, lei lo voleva. " Devi cercare di inghiottirlo" Con la testa annuì. Lo rimise e quando stava sbattendo la gola, lei lo prese con le mani e spinse forte. Il glande lo inghiottì tutto, fu allora che il cazzo di Gino esplose. Un fiotto di sperma si incanalò nell'esofago e gli altri schizzi dentro la gola. Dopo un po' lasciò uscire il cazzo, aveva bevuto tutto.
La fece alzare di impossessò della figa e la masturbo fino a farla venire. Lei strinse le cosce imprigionando la mano di Gino. Poi si ricompose e guadagnò l'uscita.
( Continua)
1
voti
voti
valutazione
7
7
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Ho visto mia mamma
Commenti dei lettori al racconto erotico