Il Padrone celato - sesta parte
di
Serena Rossi
genere
etero
Messa al muro, non soltanto plasticamente parlando del mio corpo appoggiato alla parete della doccia, ma soprattutto in una condizione molto più ampia che implicava la mia esistenza intera.
Questo è ciò che provo mentre l'acqua sroscia calda e rigenerante sul mio corpo cercando di far scivolare via oltre lo sperma seccato di dieci uomini anche una moltitudine di pensieri su ciò che ero, che sono e che sarò.
Avvolgendomi in un ampio telo di cotone blu mi avvio verso la camera padronale. Sul comodino di di sx guardando la spalliera vedo una mascherina per il riposo che decido di indossare per poi rannicchiarmi in posizione fetale.
Lo scemare di emozioni e confessioni mi svuota e presto sento le palpebre pesanti e mi perdo in una letargia non profonda ma inesorabile.
Quando mi sveglio spostando la mascherina vedo Enzo seduto in una poltrona di fianco osservarmi.
"Ciao Camilla, sono contento tu abbia riposato un po', non so quanto bene purtroppo visto che ti sei lamentata e agitata spesso".
Forse è per quanto mi dice che mi trovo senza più il telo e completamente esposta.
"Quanto ho dormito Enzo?"
"Un paio d'ore Camilla".
Mi accorgo osservandolo meglio che il tessuto molle del pantalone della tuta rivela una parziale erezione, forse dovuta alla mia nudità.
"Enzo per favore vieni a stenderti un attimo vicino a me, ho bisogno di un abbraccio.."
Mi cinge con una stretta forte e prolungata mentre io gli dò piccoli baci sul collo. Trovare la sua bocca è una conseguenza, la trovo già aperta e mentre intreccio la mia lingua alla sua con il palmo della mano destra tocco il tessuto all'altezza del pube trovando una erezione completata.
Mi stacco dalla sua bocca per aiutarlo a sfilare la tuta e gli slip. L'ho già visto eppure è come fosse la prima volta. La calma, il contesto diverso può influire su ciò che sono le nostre percezioni di memoria sensoriale.
Contemplando questo erezione che ascende verticalmente non posso esimermi da contemplarne così fatta bellezza e perfezione.
Capisco il perché sin dagli albori dell'umanità si siano narrate le gesta del potere fallico.
Lo impugno sentendo il suo intenso calore.
"Enzo quando hai scopato l'ultima volta?"
"Ho fatto l'amore due anni fa, prima della scomparsa di mia moglie".
Mi chino incominciando a leccare il glande attorno allo scalino ben pronunciato.
"Enzo per favore guardami, tieni gli occhi nei miei.."
"Perdonami Camilla, sei troppo bella, troppo brava, così non posso resistere molto".
"Mettiti la mascherina Enzo allora, ti guideranno i miei movimenti e le tue sensazioni".
Gli lascio una scia di bava dalla punta del glande ai testicoli, dando cinque pennellate dal basso all'alto e viceversa per poi ingoiarlo completamente.
A differenza della volta scorsa è completamente diverso, più bello, decisamente più appagante e il mio corpo ne porta plasticamente le prove.
I miei capezzoli duri, la mia fica fradicia e già dischiusa sono lì a testimoniarlo.
Mi stacco dal corpo di Enzo supino, il suo cazzo colmo di saliva liberato dalla mia bocca ha leggeri movimenti come uno spasmo continuo.
Lui emette un sospiro, un terrore misto a paura di avermi persa.
"Stai tranquillo Enzo, ora ti scopo".
Mi calo lentamente lasciando che scivoli tutto dentro sentendolo arrivare fino alla cervice.
Prima di incominciare a muovermi gli chiedo di prendere i capezzoli e stringerli. Lo fa troppo poco per paura di farmi male, lo prego di farlo con più energia. Ora posso incominciare a muovermi mentre mi accarezzo il clitoride.
Questo mix combinato di cazzo duro, capezzoli e clitoride mi porta presto in uno stato di nirvana assoluto che mi rilascia un orgasmo squassante.
"Enzo come va, riesci a resistere?"
Annuisce con un filo di voce.
Decido per un reverse cown girl dandogli le spalle. Ora sono io a stringere i capezzoli che sono sempre più duri e grossi.
Gli chiedo di bagnarsi un dito e infilarlo nell'ano.
Il piacere torna presto a salire favorendo la dilatazione del retto.
Gli chiedo di inserire prima un secondo poi un terzo dito.
Nonostante la pienezza sento scivolare il suo cazzo come insaponato dai miei continui e costanti umori. Il "ciao ciap" è quasi caricaturale.
Sento arrivare un secondo orgasmo, lo comunico aggiungendo che dopo gli darò il culetto.
"No Camilla..non riesco, sto quasi per venire.."
Lo cavalco allora con una furia disperata. Lo faccio quasi urlandogli di scopare più forte il mio culo con le dita.
Poi....poi si irrigidisce completamente, temo quasi un malore, ma è solo quell'attimo in cui l'aria sembra fermarsi prima del suono tremendo di una catastrofe naturale.
Adesso si muove come un posseduto, spinge forte con il cazzo e con le dita, viene dimenandosi e urlando e io quasi insieme a lui.
Trascorre un minuto in cui i nostri respiri cercano di tornare alla normalità.
Mi sfilo e indietreggio verso il suo viso.
"Togliti la mascherina Enzo, ora puoi farlo e guarda come sono aperta davanti e dietro.."
Lui mi allarga i glutei così da essere ancora più esposta e incomincia a leccarmi l'ano aperto, il perineo e la fica gocciolante che riversa parte di lui in lui.
Aspettiamo il sonno baciandoci con i nostri odori, sapori e umanità mischiate.
Quando mi sveglio al mattino sono sola. Mi alzo nuda e a piedi scalzi vado in cucina dove vedo Enzo di spalle che non si accorge di me.
Lo abbraccio da dietro mentre lui frettolosamente abbassa il telefono che aveva in mana non prima che io abbia il tempo di vedere che era impegnato in una chat.
"Buongiorno e ben svegliata Camilla, ti va se stasera ceniamo insieme?"
Questo è ciò che provo mentre l'acqua sroscia calda e rigenerante sul mio corpo cercando di far scivolare via oltre lo sperma seccato di dieci uomini anche una moltitudine di pensieri su ciò che ero, che sono e che sarò.
Avvolgendomi in un ampio telo di cotone blu mi avvio verso la camera padronale. Sul comodino di di sx guardando la spalliera vedo una mascherina per il riposo che decido di indossare per poi rannicchiarmi in posizione fetale.
Lo scemare di emozioni e confessioni mi svuota e presto sento le palpebre pesanti e mi perdo in una letargia non profonda ma inesorabile.
Quando mi sveglio spostando la mascherina vedo Enzo seduto in una poltrona di fianco osservarmi.
"Ciao Camilla, sono contento tu abbia riposato un po', non so quanto bene purtroppo visto che ti sei lamentata e agitata spesso".
Forse è per quanto mi dice che mi trovo senza più il telo e completamente esposta.
"Quanto ho dormito Enzo?"
"Un paio d'ore Camilla".
Mi accorgo osservandolo meglio che il tessuto molle del pantalone della tuta rivela una parziale erezione, forse dovuta alla mia nudità.
"Enzo per favore vieni a stenderti un attimo vicino a me, ho bisogno di un abbraccio.."
Mi cinge con una stretta forte e prolungata mentre io gli dò piccoli baci sul collo. Trovare la sua bocca è una conseguenza, la trovo già aperta e mentre intreccio la mia lingua alla sua con il palmo della mano destra tocco il tessuto all'altezza del pube trovando una erezione completata.
Mi stacco dalla sua bocca per aiutarlo a sfilare la tuta e gli slip. L'ho già visto eppure è come fosse la prima volta. La calma, il contesto diverso può influire su ciò che sono le nostre percezioni di memoria sensoriale.
Contemplando questo erezione che ascende verticalmente non posso esimermi da contemplarne così fatta bellezza e perfezione.
Capisco il perché sin dagli albori dell'umanità si siano narrate le gesta del potere fallico.
Lo impugno sentendo il suo intenso calore.
"Enzo quando hai scopato l'ultima volta?"
"Ho fatto l'amore due anni fa, prima della scomparsa di mia moglie".
Mi chino incominciando a leccare il glande attorno allo scalino ben pronunciato.
"Enzo per favore guardami, tieni gli occhi nei miei.."
"Perdonami Camilla, sei troppo bella, troppo brava, così non posso resistere molto".
"Mettiti la mascherina Enzo allora, ti guideranno i miei movimenti e le tue sensazioni".
Gli lascio una scia di bava dalla punta del glande ai testicoli, dando cinque pennellate dal basso all'alto e viceversa per poi ingoiarlo completamente.
A differenza della volta scorsa è completamente diverso, più bello, decisamente più appagante e il mio corpo ne porta plasticamente le prove.
I miei capezzoli duri, la mia fica fradicia e già dischiusa sono lì a testimoniarlo.
Mi stacco dal corpo di Enzo supino, il suo cazzo colmo di saliva liberato dalla mia bocca ha leggeri movimenti come uno spasmo continuo.
Lui emette un sospiro, un terrore misto a paura di avermi persa.
"Stai tranquillo Enzo, ora ti scopo".
Mi calo lentamente lasciando che scivoli tutto dentro sentendolo arrivare fino alla cervice.
Prima di incominciare a muovermi gli chiedo di prendere i capezzoli e stringerli. Lo fa troppo poco per paura di farmi male, lo prego di farlo con più energia. Ora posso incominciare a muovermi mentre mi accarezzo il clitoride.
Questo mix combinato di cazzo duro, capezzoli e clitoride mi porta presto in uno stato di nirvana assoluto che mi rilascia un orgasmo squassante.
"Enzo come va, riesci a resistere?"
Annuisce con un filo di voce.
Decido per un reverse cown girl dandogli le spalle. Ora sono io a stringere i capezzoli che sono sempre più duri e grossi.
Gli chiedo di bagnarsi un dito e infilarlo nell'ano.
Il piacere torna presto a salire favorendo la dilatazione del retto.
Gli chiedo di inserire prima un secondo poi un terzo dito.
Nonostante la pienezza sento scivolare il suo cazzo come insaponato dai miei continui e costanti umori. Il "ciao ciap" è quasi caricaturale.
Sento arrivare un secondo orgasmo, lo comunico aggiungendo che dopo gli darò il culetto.
"No Camilla..non riesco, sto quasi per venire.."
Lo cavalco allora con una furia disperata. Lo faccio quasi urlandogli di scopare più forte il mio culo con le dita.
Poi....poi si irrigidisce completamente, temo quasi un malore, ma è solo quell'attimo in cui l'aria sembra fermarsi prima del suono tremendo di una catastrofe naturale.
Adesso si muove come un posseduto, spinge forte con il cazzo e con le dita, viene dimenandosi e urlando e io quasi insieme a lui.
Trascorre un minuto in cui i nostri respiri cercano di tornare alla normalità.
Mi sfilo e indietreggio verso il suo viso.
"Togliti la mascherina Enzo, ora puoi farlo e guarda come sono aperta davanti e dietro.."
Lui mi allarga i glutei così da essere ancora più esposta e incomincia a leccarmi l'ano aperto, il perineo e la fica gocciolante che riversa parte di lui in lui.
Aspettiamo il sonno baciandoci con i nostri odori, sapori e umanità mischiate.
Quando mi sveglio al mattino sono sola. Mi alzo nuda e a piedi scalzi vado in cucina dove vedo Enzo di spalle che non si accorge di me.
Lo abbraccio da dietro mentre lui frettolosamente abbassa il telefono che aveva in mana non prima che io abbia il tempo di vedere che era impegnato in una chat.
"Buongiorno e ben svegliata Camilla, ti va se stasera ceniamo insieme?"
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