A te non piace farlo
di
G.I.B
genere
tradimenti
Gianni spingeva il suo grosso cazzo dentro al mio culo come un toro in calore. Sentivo le sue palle sbattere contro le mie chiappe.
Il dolore, misto al piacere, mi fecero venire.
Copiosi e densi umori, colarono fuori dalla mia vulva matura da vera troia perversa.
“ Ti piace puttana, vero? “ , mi disse con tono rude e incredibilmente eccitante, mentre mi schiaffeggia con forza il sedere, lasciandomi segni rossi sulle natiche.
“ Siii godo siii, sfondami tutta, sono una puttana “ gridai travolta dal godimento.
Tirò fuori il suo uccello sporco dal mio buco del culo, e senza esitazione, me lo mise tutto dentro la figa.
“ Ahhh siii porco siii “ urlai provando subito piacere, nel sentirlo spingere con forza dentro di me quel suo dotato cazzo.
Mi fece sua sul tavolo della cucina, per un tempo che mi sembrò infinito, passando dalla figa al culo, e dal culo alla figa senza fermarsi un secondo.
Dolorante, e con gli orifizi che mi bruciavano, lo implorai “ vieni ti prego, non ce la faccio più “.
Lui accelerò il ritmo, e un minuto dopo, liberò il frutto del suo orgasmo dentro al mio sfondato sedere.
“ Ohhh siii troia siiiii “ urlò.
Sentii il forte getto del suo sperma colpire le pareti interne del mio ano e
percepii un senso di pesantezza al ventre.
Quando tirò fuori il suo uccello da me, un fiotto di sborra sporca scivolò lungo la mia gamba, colando a terra.
Ansimante, rimasi qualche istante a recuperare fiato nella posizione in cui mio genero mi aveva scopata fino a quel momento, guardando eccitata, il rivolo di sperma che colava dal mio sedere.
“ Tu si che sei una vera donna da scopare. Non quella frigida di tua figlia.
Dovresti insegnarle qualcosa “ mi disse, avvicinandosi con l'uccello in mano e mettendomelo davanti alla bocca.
“ Hai ragione “, gli risposi, prendendo il suo pene fra le labbra.
Disgustata dal sapore del suo uccello, glielolo succhiai fino a sentirlo totalmente moscio nella bocca.
Il rumore delle chiavi che giravano nella serratura della porta, stroncò di netto quel momento perverso.
Come fulmini ci sistemammo e con indifferenza accogliemmo mia figlia rientrata dal lavoro.
“ Ciao mamma. Che ci fai qui da noi ? “, mi chiese.
“ Sono venuta a farmi scopare il culo e la figa da tuo marito, visto che a te non piace farlo “. Avrei voluto dirle, ma risposi semplicemente “ sono venuta a vedere come stavate “.
Guardai per un istante Gianni. Nel suo sguardo potei vedere ancora la sua voglia inesauribile di possedermi.
“ Perché non ti fermi a cena con noi “, mi chiese mio genero toccandomi il sedere furtivamente.
“ Volentieri “, risposi, sapendo che ci sarebbe stato anche un dopo cena, appena la mia frigida e moscia figlia si fosse addormentata sul divano.
Il dolore, misto al piacere, mi fecero venire.
Copiosi e densi umori, colarono fuori dalla mia vulva matura da vera troia perversa.
“ Ti piace puttana, vero? “ , mi disse con tono rude e incredibilmente eccitante, mentre mi schiaffeggia con forza il sedere, lasciandomi segni rossi sulle natiche.
“ Siii godo siii, sfondami tutta, sono una puttana “ gridai travolta dal godimento.
Tirò fuori il suo uccello sporco dal mio buco del culo, e senza esitazione, me lo mise tutto dentro la figa.
“ Ahhh siii porco siii “ urlai provando subito piacere, nel sentirlo spingere con forza dentro di me quel suo dotato cazzo.
Mi fece sua sul tavolo della cucina, per un tempo che mi sembrò infinito, passando dalla figa al culo, e dal culo alla figa senza fermarsi un secondo.
Dolorante, e con gli orifizi che mi bruciavano, lo implorai “ vieni ti prego, non ce la faccio più “.
Lui accelerò il ritmo, e un minuto dopo, liberò il frutto del suo orgasmo dentro al mio sfondato sedere.
“ Ohhh siii troia siiiii “ urlò.
Sentii il forte getto del suo sperma colpire le pareti interne del mio ano e
percepii un senso di pesantezza al ventre.
Quando tirò fuori il suo uccello da me, un fiotto di sborra sporca scivolò lungo la mia gamba, colando a terra.
Ansimante, rimasi qualche istante a recuperare fiato nella posizione in cui mio genero mi aveva scopata fino a quel momento, guardando eccitata, il rivolo di sperma che colava dal mio sedere.
“ Tu si che sei una vera donna da scopare. Non quella frigida di tua figlia.
Dovresti insegnarle qualcosa “ mi disse, avvicinandosi con l'uccello in mano e mettendomelo davanti alla bocca.
“ Hai ragione “, gli risposi, prendendo il suo pene fra le labbra.
Disgustata dal sapore del suo uccello, glielolo succhiai fino a sentirlo totalmente moscio nella bocca.
Il rumore delle chiavi che giravano nella serratura della porta, stroncò di netto quel momento perverso.
Come fulmini ci sistemammo e con indifferenza accogliemmo mia figlia rientrata dal lavoro.
“ Ciao mamma. Che ci fai qui da noi ? “, mi chiese.
“ Sono venuta a farmi scopare il culo e la figa da tuo marito, visto che a te non piace farlo “. Avrei voluto dirle, ma risposi semplicemente “ sono venuta a vedere come stavate “.
Guardai per un istante Gianni. Nel suo sguardo potei vedere ancora la sua voglia inesauribile di possedermi.
“ Perché non ti fermi a cena con noi “, mi chiese mio genero toccandomi il sedere furtivamente.
“ Volentieri “, risposi, sapendo che ci sarebbe stato anche un dopo cena, appena la mia frigida e moscia figlia si fosse addormentata sul divano.
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