In discoteca ho capito di essere troia.
di
Monica92
genere
etero
Quella sera in discoteca è stata la serata che ha cambiato tutto.
Ero uscita con le mie amiche come al solito.
Ballavamo, ridevamo, bevevamo. A un certo punto della serata
ho deciso di andare verso il bancone a prendermi un cocktail.
Mentre camminavo ho dato un’occhiata alla zona dei divanetti un po’ in penombra…
e quello che ho visto mi ha bloccato sul posto.
Una delle mie amiche era seduta a cavalcioni su un tipo palestrato,
di quelli grossi e tatuati. Il vestitino corto che aveva indosso
era completamente sollevato fino alla vita. Le mutandine nere
erano scostate di lato e il cazzo di lui era infilato tutto dentro la sua figa.
Potevo vedere nitidamente lei che andava su e giù,
che si impalava da sola su quell’uccello grosso, mentre lui la teneva
per i fianchi e la spingeva ancora più a fondo.
Non ci potevo credere.
Era lì, in mezzo alla discoteca, che si faceva scopare come una puttana.
La figa di lei era completamente esposta, le labbra gonfie che scivolavano
su e giù lungo il cazzo lucido. Si sentiva quasi il rumore bagnato nonostante
la musica alta. Da una parte quella scena mi innervosiva.
Avevo sempre pensato che certe cose non si dovessero fare in pubblico,
che fosse da troie senza dignità. Dall’altra… non riuscivo a staccare gli occhi.
Mi sono fermata lì, con il bicchiere in mano, a guardare la mia amica
che saltava sempre più forte su quel cazzo.
Il tipo le aveva infilato una mano sotto il vestito e le strizzava una tetta,
mentre con l’altra la teneva ferma per il culo.
Poi è successo.
L’ho visto irrigidirsi, ho visto i suoi addominali contrarsi.
Stava venendo. Le stava sborrando dentro. E lei, invece di fermarsi, ha accelerato.
Ha spalancato la bocca e lui le ha infilato la lingua in gola,
mezzo metro di lingua oscena mentre le riempiva la figa di sborra.
Lei tremava, godeva, si faceva riempire come una troia mentre
lo baciava in modo osceno.Non avevo mai visto una scena così da puttane in vita mia.
E invece di schifarmi… mi sono eccitata da morire.
Sentivo la mia figa che pulsava e si bagnava dentro le mutandine.
Sono rimasta lì ferma per non so quanto tempo, con il cuore che batteva fortissimo,
a immaginare come dovesse essere sentirsi riempire così,
in mezzo a tanta gente, con un cazzo che ti pulsa dentro
mentre ti baciano come animali.
Da quella sera tante cose sono cambiate dentro di me.
Ho iniziato a pensare continuamente a quella scena.
Quando mi toccavo la sera, non riuscivo più a venire se non immaginavo
di essere al posto della mia amica: vestitino alzato, mutandine scostate di lato,
un cazzo grosso che mi entrava dentro mentre tutti potevano vederci.
Mi toccavo pensando a come doveva essere sentire la sborra calda
che mi riempiva la figa mentre un ragazzo mi teneva la lingua in bocca.
Quella visione mi aveva aperto una porta. Da brava ragazza un po’ timida
sono diventata sempre più curiosa. Ho iniziato a vestirmi più provocante,
a lasciarmi toccare di più in discoteca, a cercare situazioni rischiose.
Ogni volta che vedevo un ragazzo con il cazzo duro nei pantaloni pensavo
a quella figa piena di sborra e al bacio da troia che si erano dati mentre lui
le veniva dentro. Quella notte ho capito che dentro di me c’era una troia
che voleva uscire.
E da allora ho smesso di combatterla.
Ero uscita con le mie amiche come al solito.
Ballavamo, ridevamo, bevevamo. A un certo punto della serata
ho deciso di andare verso il bancone a prendermi un cocktail.
Mentre camminavo ho dato un’occhiata alla zona dei divanetti un po’ in penombra…
e quello che ho visto mi ha bloccato sul posto.
Una delle mie amiche era seduta a cavalcioni su un tipo palestrato,
di quelli grossi e tatuati. Il vestitino corto che aveva indosso
era completamente sollevato fino alla vita. Le mutandine nere
erano scostate di lato e il cazzo di lui era infilato tutto dentro la sua figa.
Potevo vedere nitidamente lei che andava su e giù,
che si impalava da sola su quell’uccello grosso, mentre lui la teneva
per i fianchi e la spingeva ancora più a fondo.
Non ci potevo credere.
Era lì, in mezzo alla discoteca, che si faceva scopare come una puttana.
La figa di lei era completamente esposta, le labbra gonfie che scivolavano
su e giù lungo il cazzo lucido. Si sentiva quasi il rumore bagnato nonostante
la musica alta. Da una parte quella scena mi innervosiva.
Avevo sempre pensato che certe cose non si dovessero fare in pubblico,
che fosse da troie senza dignità. Dall’altra… non riuscivo a staccare gli occhi.
Mi sono fermata lì, con il bicchiere in mano, a guardare la mia amica
che saltava sempre più forte su quel cazzo.
Il tipo le aveva infilato una mano sotto il vestito e le strizzava una tetta,
mentre con l’altra la teneva ferma per il culo.
Poi è successo.
L’ho visto irrigidirsi, ho visto i suoi addominali contrarsi.
Stava venendo. Le stava sborrando dentro. E lei, invece di fermarsi, ha accelerato.
Ha spalancato la bocca e lui le ha infilato la lingua in gola,
mezzo metro di lingua oscena mentre le riempiva la figa di sborra.
Lei tremava, godeva, si faceva riempire come una troia mentre
lo baciava in modo osceno.Non avevo mai visto una scena così da puttane in vita mia.
E invece di schifarmi… mi sono eccitata da morire.
Sentivo la mia figa che pulsava e si bagnava dentro le mutandine.
Sono rimasta lì ferma per non so quanto tempo, con il cuore che batteva fortissimo,
a immaginare come dovesse essere sentirsi riempire così,
in mezzo a tanta gente, con un cazzo che ti pulsa dentro
mentre ti baciano come animali.
Da quella sera tante cose sono cambiate dentro di me.
Ho iniziato a pensare continuamente a quella scena.
Quando mi toccavo la sera, non riuscivo più a venire se non immaginavo
di essere al posto della mia amica: vestitino alzato, mutandine scostate di lato,
un cazzo grosso che mi entrava dentro mentre tutti potevano vederci.
Mi toccavo pensando a come doveva essere sentire la sborra calda
che mi riempiva la figa mentre un ragazzo mi teneva la lingua in bocca.
Quella visione mi aveva aperto una porta. Da brava ragazza un po’ timida
sono diventata sempre più curiosa. Ho iniziato a vestirmi più provocante,
a lasciarmi toccare di più in discoteca, a cercare situazioni rischiose.
Ogni volta che vedevo un ragazzo con il cazzo duro nei pantaloni pensavo
a quella figa piena di sborra e al bacio da troia che si erano dati mentre lui
le veniva dentro. Quella notte ho capito che dentro di me c’era una troia
che voleva uscire.
E da allora ho smesso di combatterla.
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