In un'altra vita...
di
EmmePi
genere
confessioni
Ti rincorro ma non lo sai, segreto di pulcinella, mi rendi traditore, almeno nella mente, nella fantasia, solo lì posso trovarti e farti mia, ci vorrebbe un’altra vita, si ecco, forse in un’altra vita ti fotterei, o magari saresti tu a fottere me, chi lo sa.
Eppure ti osservo, spesso, o almeno quando posso, quando riesco, sì ecco, ma quando ci troviamo, dai afferra la mia mano, giochiamo tra le onde di quel mare che ci unisce, sempre nei sogni, nella fantasia, però la testa tra le tue cosce la metterei volentieri, conoscere il tuo odore di femmina, gusterei il tuo sapore di donna, ascolterei il tuo godere e lo farei mio.
Ma vogliamo parlare delle tue labbra, dei tuoi capelli, di quei capezzoli pronunciati che mi fanno venire solo al pensiero di stringerli tra i denti, morderli e succhiarli, e leccarli tenendoli stretti tra le dita di questa mano che ora, si ora può solo rincorrere questo desiderio, questa fantasia, ma te l’ho detto che ci vorrebbe un’altra vita, altro tempo, un destino diverso dove scoparci, viverci, stringersi.
Bè si, fantastico anche su come usi la lingua, sono certo che hai una grande dimestichezza e padronanza dell’orale, ma no dai, che hai capito, non parlo certo della lingua di Dante, sto parlando di pompini, di succhiate di cazzo, di mani che scivolano sulla mia asta, sul fatto che a breve, appena terminato di sbattere le dita su questa tastiere, mi sdraierò nel letto, nel silenzio di questa casa, e farò scivolare la mano, accarezzerò la pelle, i testicoli che ora sono gonfi, e poi, bè e poi l’hai capito, e poi andrò a lavorare, e poi penso a quell’altra vita, a quella che continuo a trovare e ritrovare solo dentro alla fantasia, ma che tentazione che sei, o che sciocco che posso essere io a pensare a tutto questo senza sapere a cosa pensi tu…
Comunque se tu guardi a nord io guardo verso sud, e chissà magari un caffè, si dice così vero, un caffè, due chiacchiere, banali scuse o alibi perfetti per le coscienze, ma la verità che schiaffeggerei le tue natiche, stringerei i tuoi capelli, bacerei le tue labbra, lo vedrei morire tra le tue labbra, godrei sulla tua pelle, mi riempirei la bocca dei tuoi oprgasmi e poi ti bacerei, si bacerei i nostri sapori, ma ora vado, sento che la realtà di questo tempo è ritornata nel presente, il sogno lentamente svanisce, si dissolve, muore per poi rinascere un altro giorno, un’altra volta, un’altra vita?
Eppure ti osservo, spesso, o almeno quando posso, quando riesco, sì ecco, ma quando ci troviamo, dai afferra la mia mano, giochiamo tra le onde di quel mare che ci unisce, sempre nei sogni, nella fantasia, però la testa tra le tue cosce la metterei volentieri, conoscere il tuo odore di femmina, gusterei il tuo sapore di donna, ascolterei il tuo godere e lo farei mio.
Ma vogliamo parlare delle tue labbra, dei tuoi capelli, di quei capezzoli pronunciati che mi fanno venire solo al pensiero di stringerli tra i denti, morderli e succhiarli, e leccarli tenendoli stretti tra le dita di questa mano che ora, si ora può solo rincorrere questo desiderio, questa fantasia, ma te l’ho detto che ci vorrebbe un’altra vita, altro tempo, un destino diverso dove scoparci, viverci, stringersi.
Bè si, fantastico anche su come usi la lingua, sono certo che hai una grande dimestichezza e padronanza dell’orale, ma no dai, che hai capito, non parlo certo della lingua di Dante, sto parlando di pompini, di succhiate di cazzo, di mani che scivolano sulla mia asta, sul fatto che a breve, appena terminato di sbattere le dita su questa tastiere, mi sdraierò nel letto, nel silenzio di questa casa, e farò scivolare la mano, accarezzerò la pelle, i testicoli che ora sono gonfi, e poi, bè e poi l’hai capito, e poi andrò a lavorare, e poi penso a quell’altra vita, a quella che continuo a trovare e ritrovare solo dentro alla fantasia, ma che tentazione che sei, o che sciocco che posso essere io a pensare a tutto questo senza sapere a cosa pensi tu…
Comunque se tu guardi a nord io guardo verso sud, e chissà magari un caffè, si dice così vero, un caffè, due chiacchiere, banali scuse o alibi perfetti per le coscienze, ma la verità che schiaffeggerei le tue natiche, stringerei i tuoi capelli, bacerei le tue labbra, lo vedrei morire tra le tue labbra, godrei sulla tua pelle, mi riempirei la bocca dei tuoi oprgasmi e poi ti bacerei, si bacerei i nostri sapori, ma ora vado, sento che la realtà di questo tempo è ritornata nel presente, il sogno lentamente svanisce, si dissolve, muore per poi rinascere un altro giorno, un’altra volta, un’altra vita?
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