Paese che vai, cazzi che trovi
di
IL MICROBO
genere
gay
PAESE CHE VAI, CAZZI CHE TROVI
Nel paese straniero in cui ero arrivato il capo tribù costumava richiedere agli stranieri completa sottomissione sessuale. Fui condotto nella capanna del sottocapo. Le sue tre mogli mi aiutarono a spogliarmi e mi sistemarono capovolto su una sella. Una di loro mi accarezzo le natiche, le altre guardavano con stupore.
Il sottocapo: Very Good.
Le femmine si scostarono. Il sottocapo avanzò con tanto di uccello in arma. Saltò sopra di me e iniziò a scoparmi. Il buco mi faceva male. Stringevo i denti. Pensavo al mio orgoglio di maschio che stava finendo nel cesso. Fui anche fecondato e fatto uscire nudo (a testa bassa) fra due ali di maschi festanti. Corsi fra i cespugli a piangere e dolermi. Mi raggiunse un ragazzo e mi disse: Ora sei dei nostri.
Gli chiesi: Sei mai stato scopato?
-Una volta sola e solo dal capo, nel giorno della pubertà. È un grande onore sai.
-Ti ha fatto male?
-Tantissimo. Ha un cazzo molto grosso.
-Perché sei qui?
-Per portarti da lui.
L'ho seguito in silenzio. Fui introdotto in sua presenza. Stava seduto con le gambe aperte. Non avevo mai visto uomo più dotato. Mi fece segno di avvicinarmi. Mi inginocchiai davanti a lui. Schioccò le dita e cominciai a succhiarlo. Mi prese per i capelli facendomi aumentare il ritmo. Mi batteva fin dentro l'esofago. Quasi gli vomitavo. Stava per godere. Cercai di ritrarmi. Niente da fare. Ho ingoiato.
Disse: Sei stato bravo. Puoi restare.
Sono rimasto da quelle parti per due mesi a fare ricerche nella foresta. Ogni sera il capo mi faceva chiamare. Si era innamorato di me. Dargli il sedere mi era diventato più che normale. Il giorno della partenza gli ho chiesto: Come farò senza di te?
-Troverai il modo di arrangiarti.
Infatti, nel bar che ora frequento, divento di tutti e di nessuno.
Nel paese straniero in cui ero arrivato il capo tribù costumava richiedere agli stranieri completa sottomissione sessuale. Fui condotto nella capanna del sottocapo. Le sue tre mogli mi aiutarono a spogliarmi e mi sistemarono capovolto su una sella. Una di loro mi accarezzo le natiche, le altre guardavano con stupore.
Il sottocapo: Very Good.
Le femmine si scostarono. Il sottocapo avanzò con tanto di uccello in arma. Saltò sopra di me e iniziò a scoparmi. Il buco mi faceva male. Stringevo i denti. Pensavo al mio orgoglio di maschio che stava finendo nel cesso. Fui anche fecondato e fatto uscire nudo (a testa bassa) fra due ali di maschi festanti. Corsi fra i cespugli a piangere e dolermi. Mi raggiunse un ragazzo e mi disse: Ora sei dei nostri.
Gli chiesi: Sei mai stato scopato?
-Una volta sola e solo dal capo, nel giorno della pubertà. È un grande onore sai.
-Ti ha fatto male?
-Tantissimo. Ha un cazzo molto grosso.
-Perché sei qui?
-Per portarti da lui.
L'ho seguito in silenzio. Fui introdotto in sua presenza. Stava seduto con le gambe aperte. Non avevo mai visto uomo più dotato. Mi fece segno di avvicinarmi. Mi inginocchiai davanti a lui. Schioccò le dita e cominciai a succhiarlo. Mi prese per i capelli facendomi aumentare il ritmo. Mi batteva fin dentro l'esofago. Quasi gli vomitavo. Stava per godere. Cercai di ritrarmi. Niente da fare. Ho ingoiato.
Disse: Sei stato bravo. Puoi restare.
Sono rimasto da quelle parti per due mesi a fare ricerche nella foresta. Ogni sera il capo mi faceva chiamare. Si era innamorato di me. Dargli il sedere mi era diventato più che normale. Il giorno della partenza gli ho chiesto: Come farò senza di te?
-Troverai il modo di arrangiarti.
Infatti, nel bar che ora frequento, divento di tutti e di nessuno.
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