Le vecchiette schiave del mio cazzo.

di
genere
orge

Isa è una mia vicina, nei settanta inoltrati. Snella, statura media, si tiene molto bene. Ogni tanto mi chiama per darle una mano ma, questa volta, mi telefona per invitarmi a cena da lei. La cosa mi sorprende ma, una buona cena non la posso rifiutare e poi, non si sa mai.
Mi presento all’ora fissata e, sorpresa, Isa è insieme a tre amiche: mi sembrano simpatiche anche se sorridono in modo sornione.
- Quattro donne contro un uomo, mi dice in tono enfatico, e quindi caro Luca dovrai obbedirci senza fiatare.
- Non mi resta che arrendermi e sperare nella clemenza della corte, dico copiando una frase celebre.
- E fai bene, dice Isa; sotto, ragazze, col nostro piano A.
Cominciano a spogliarmi e in attimo sono nudo. Non faccio in tempo a reagire e mi trovo sul lettone e le quattro donne sembrano un cane affamato che si scaglia sulla preda. Una mi allarga le gambe prende in bocca il mio cazzo; le altre si spogliano e una si siede sulla mia faccia e mi mette la figa in bocca. Io non posso fare nulla, sono loro che esplorano il mio corpo. Leccano, succhiano, carezzano, sospirano. Ora mi trovo in bocca delle tette da mordere e succhiare. Poi mi girano, mi aprono le chiappe, mi leccano il buco del culo, ci infilano uno, due dita.
Un paradiso, per me e il mio cazzo è duro, teso, impaziente. Non resisto: mi libero di loro, ne prendo una, la metto alla pecorina e infilo il cazzo nella figa e comincio a pompare con tutta la mia forza. Le altre guardano, toccano, incitano, dicono parolacce. Vista la loro età, non c’è il problema di dove sborrare, ma voglio resistere e, una dopo l’altra, me le faccio tutte. Quella che mi è piaciuta di più è una piccolina, magra, senza tette ma che asseconda il mio avanti e indietro nella sua fica e, a un certo punto, si lascia andare in preda all’orgasmo. Una bella vista: io sudato, col cazzo bagnato dagli umori delle loro fiche e bocche e loro che si toccano le tette e si masturbano.
E’ il momento della cena, stiamo tutti nudi. I discorsi riguardano le sensazioni provate, dopo un lungo digiuno, le fantasie e la voglia che aumenta. Al termine, Isa annuncia:
- Luca, preparati. Ti vogliamo vedere sborrare e poi gustare il tuo succo. Ragazze, in bagno e poi sotto col piano B. Io non so quale sia il piano B, ma in bagno tutti insieme a pisciare in allegria. Poi mi riaccompagnano sul lettone. Da un piattino Isa estrae un foglietto e legge: Paola.
- Paola sarà l’ultima a darti il buco del culo e tu la riempirai di sborra che poi ci divideremo, dice Isa con autorità. Scopo a pelle, con violenza, dentro e fuori. Si sente il rumore delle mie palle che picchiano contro le chiappe, i gridolini di dolore che si tramutano poi in respiro affannoso, incitamento a darci dentro, parolacce, titoli, orgasmi. Come richiesto, io sborro nel buco del culo di Paola e quando sento che la sborra sta colando fuori, mi tiro da parte e tutte si buttano a leccare la sborra densa e colorata che esce.
- Ti è piaciuto? Mi domanda Isa. Io rispondo con un cenno del capo e, tra me, penso: alla prossima, di sicuro. Queste vecchiette assatanate ora sono schiave del mio cazzo. Che fortuna!
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2026-06-06
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