La malattia

di
genere
gay

LA MALATTIA
Tutte le sere Osmodio principe di Ostricazia aveva il cazzo duro e le palle così piene di sperma che gli facevano male. Era un disturbo congenito che il suo Medicus aveva diagnosticato come una rara forma di “Ipersessualità essenziale”. Gli serviva scaricare la troppa tensione accumulata. Ma con chi? Quando stai così non cercare la femmina, che ti farebbe peggiorare, ma solo un giovane che sia ancora ignaro. Lo stupri e ti fa tornare normale. La sua carne ti purificherà e smorzerà del tutto i tuoi esagerati ardori. I verginelli dei suoi poderi li aveva già fatti fuori tutti, non ce ne restava uno che sia uno. Se non hai nessuno sottomano invoca il dio degli inferi e fatti ispirare da lui. Quella sera quel dio gli indicò un certo Apicio, un casto eremita in odore di santità. L'importante è che il soggetto anche se non di prima età sia controvoglia e in totale ripugnanza. Più si lamenta e più si dimena e più verrai risanato. Quel tapino che il sesso non lo aveva mai esperito gli si gettò ai piedi. Ti prego non farlo. Poche storie, sei un rimedio al male che mi affligge, me lo ha ordinato il Medicus cosa ti credi. Levategli la tunica. Gli apparve un bel culetto sodo. Stendetelo e apritegli le gambe. Singhiozzava come un maiale condotto al macello. Lo inforcò e ne fu deliziato. Non dirmi che non ti è piaciuto almeno un po'. Mio Signore non conoscevo niente di queste pratiche. Ma insomma dimmelo, cosa hai provato? Una grande gioia, un tripudio. Torna nel tuo nascondiglio lassù. Avrà ancora bisogno di me? Se avrò bisogno e voglia ti farò chiamare. Spero che avvenga presto. Presto o tardi sono gli dei a deciderlo. Osmodio si girò verso uno dei suoi generali (che si era già fatto molte volte): Ma cosa ci faccio io a questi Inutili. Mio Signore tu ci mostri una strada che è tutta in salita e sai dare un senso alle nostre terga. Coricati con me che se in piena notte torno in calore ne avrò sfogo. Lo spero molto e prego il nume che ti costringe in erezione a destinarmene una dritta in culo. Solo a questo servi. Solo a questo aspiro, lo sai, nel sedere e anche di pompa. L'ultima volta se ben ricordo me lo hai lavorato di un bene... Modestia a parte di bocca non mi batte nessuno. Succhia e taci. Sgrublll. Sgrublll. Splash. Il suo seme mi travolse, lo mandai giù e subito il sonno dei giusti (e dei giustiziati a fil di pene) ci invase.
scritto il
2026-05-24
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