Amici per sempre
di
IL MICROBO
genere
gay
AMICI PER SEMPRE
Si chiamava Mauro. Era ben piazzato, fisico sportivo e forte di carattere. Compagni di classe dalle elementari in su, mi aveva invitato a studiare da lui ma ad un certo punto, non so come mai, abbiamo parlato dei nostri cazzi e mi ha proposto di confrontarci. Ce l'ho sempre avuto piccolo e il suo chissà che grande che era. Insisteva e mi sono calato i pantaloni, Lui anche. Ci sono rimasto male, io la metà e lui il doppio. Non è finita lì. Durante una break fra matematica e scienze cominciò a pontificare sui culi. Mi disse che ce l'avevo bello e mi chiese se lo avevo mai dato.
-Qualche volta.
-A chi?
-A gente matura.
-E ti è piaciuto?
-Un po' sì.
Poi mi mi mise alle strette con una serie di domande a raffica (un'inchiesta in piena regola). Se lo avevo dato gratis o a pagamento (Ma che dici?), se mi avevano sborrato dentro (No), se li avevo anche succhiati (No), se era stato per caso o mi sentivo veramente attratto dai maschi (Beh sì), cosa ne pensavo del suo uccello (stratosferico), se lo accompagnavo in cantina (A fare cosa?).
-Per diventare mio.
Non risposi e lui: Chi tace acconsente (più che giusto).
Mi trascinò in un box e mi disse: Qui comando io, tu mi ubbidisci.
Mi fece spogliare, decise la mia postura.
-Sembri una vacca, ora ti arriva il toro.
Saltò su, me lo spinse dentro (tutto d'un colpo), mi fece gemere. Piangevo quasi. Più soffrivo più godeva (e io anche sottotraccia), Venne prima di togliersi. Mi costrinse a leccarglielo. Non feci storie.
Da quel giorno diventai la sua troia. Lo adoravo.
Sono passati tanti anni e siamo diventati molto gay. Mauro è un attivo rinomato, io passivissimo, come da copione. Mi dice che ho ancora un bel sedere. Qualche volta mi chiama e io corro. Ci sa fare, ci vado volentieri.
-Quante chiavate abbiamo fatto insieme?
-Non lo so: almeno un centinaio.
-A occhio e croce molte di più.
Mi sa tanto che potrebbe aver ragione lui. Ma che importa che conta è sempre e solo l'ultima.
Si chiamava Mauro. Era ben piazzato, fisico sportivo e forte di carattere. Compagni di classe dalle elementari in su, mi aveva invitato a studiare da lui ma ad un certo punto, non so come mai, abbiamo parlato dei nostri cazzi e mi ha proposto di confrontarci. Ce l'ho sempre avuto piccolo e il suo chissà che grande che era. Insisteva e mi sono calato i pantaloni, Lui anche. Ci sono rimasto male, io la metà e lui il doppio. Non è finita lì. Durante una break fra matematica e scienze cominciò a pontificare sui culi. Mi disse che ce l'avevo bello e mi chiese se lo avevo mai dato.
-Qualche volta.
-A chi?
-A gente matura.
-E ti è piaciuto?
-Un po' sì.
Poi mi mi mise alle strette con una serie di domande a raffica (un'inchiesta in piena regola). Se lo avevo dato gratis o a pagamento (Ma che dici?), se mi avevano sborrato dentro (No), se li avevo anche succhiati (No), se era stato per caso o mi sentivo veramente attratto dai maschi (Beh sì), cosa ne pensavo del suo uccello (stratosferico), se lo accompagnavo in cantina (A fare cosa?).
-Per diventare mio.
Non risposi e lui: Chi tace acconsente (più che giusto).
Mi trascinò in un box e mi disse: Qui comando io, tu mi ubbidisci.
Mi fece spogliare, decise la mia postura.
-Sembri una vacca, ora ti arriva il toro.
Saltò su, me lo spinse dentro (tutto d'un colpo), mi fece gemere. Piangevo quasi. Più soffrivo più godeva (e io anche sottotraccia), Venne prima di togliersi. Mi costrinse a leccarglielo. Non feci storie.
Da quel giorno diventai la sua troia. Lo adoravo.
Sono passati tanti anni e siamo diventati molto gay. Mauro è un attivo rinomato, io passivissimo, come da copione. Mi dice che ho ancora un bel sedere. Qualche volta mi chiama e io corro. Ci sa fare, ci vado volentieri.
-Quante chiavate abbiamo fatto insieme?
-Non lo so: almeno un centinaio.
-A occhio e croce molte di più.
Mi sa tanto che potrebbe aver ragione lui. Ma che importa che conta è sempre e solo l'ultima.
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Commenti dei lettori al racconto erotico