Circuito chiuso

di
genere
gay

CIRCUITO CHIUSO
Sono stato ammesso in prova ad un club privato molto esclusivo che accoglie massimo dieci soci per volta equamente suddivisi fra “lupi” e “agni”. Un agno si è appena ritirato per ragioni di salute e ha lasciato vacante il posto che ora occuperò io. La frequentazione è obbligatoria ogni sabato, quasi facoltativa gli altri giorni (del tutto discrezionale per i lupi, mentre per gli agni non sono tollerate assenze che vadano oltre i due giorni, consecutivi o meno, e complessivi settimanali, senza un valido certificato medico di malattia). Mica si può poltrire a buon mercato.
I lupi ci entrano vestiti di nero, gli agni di bianco. Fino ad una certa ora non succede niente di speciale. Si chiacchiera, si gioca a carte, si beve un drink in compagnia. Dalle 11 in poi ci si porta a nudo, con la clausola tassativa per gli agni che da lì in poi non possono rifiutare nessuna avances. La mia prima volta ero l'unico bianco convocato (una specie di esordio o di collaudo) fra cinque neri. Ad ore 11 mi si fece intorno una parata di uccelli pronti per me. Ne succhiai qualcuno ma subito venni catapultato su una delle cinque selle da monta che arredano il locale. Così tanti cazzi in culo non sono cosa da niente ma li fronteggiai (col mio didietro si intende) al meglio. Mi lasciarono solo e discussero fra loro. Il più anziano mi comunicò che ero piaciuto e che venivo confermato all'unanimità. Per regola ogni nero ha diritto ad un'unica scopata a sera. I bianchi si devono adeguare a come sono richiesti. Le prime volte non ci crederete ho sbancato. Tutti i neri hanno consumato il loro credito su di me e gli altri bianchi sono andati “in bianco”. Poi la situazione si è abbastanza normalizzata. Ora come ora vengo scelto a rotazione per uno solo, massimo due, testa coda, che quando sono due o raramente anche tre significa, a termini di regolamento, che almeno due o tre agni rischiano di restare al palo inutilizzati. Come premio di consolazione possono e devono usufruire del gioco dei resti, che consiste nel fare un buon orale aggiuntivo a manetta. A ciascuno tocca un maschio lupo da succhiare, che in pompa magna può godere di una seconda più che salutare sborrata. Dopo di che tutti a nanna. Nei feriali i neri sono più o meno al completo e i bianchi spesso scarseggiano. Poco male ne basta anche uno solo, di piantone e in qualità di rappresentante unico della categoria dei passivi, per attivare senza troppe storie gli assalti multipli del gruppo (che in questo unico caso prende di fatto il nome di branco). I lupi in questione ce l'hanno tutti molto grosso e ti arrivano fino alle budella. Ragion per cui il giorno dopo se hai fatto en plein di sicuro marchi visita. Due volte al mese vengono organizzate delle serate a tema (pissing, sadomaso) molto apprezzate sia dai lupi che dagli agni. Ogni mese si stila una classifica e viene conferito all'agno più gettonato, su base sia quali che quantitativa, il “dattero d'oro”. Modestia a parte ne ho già meritati più d'uno, segno che la mia appartenenza al Club, i miei glutei sodi e il mio ano assai pervio, non passano del tutto inosservati. Le chiavate che mi destinano me le godo tutte, una per una impartita di prepotenza da questi cinque tali nostri caporioni e superiori, Machi forzuti di mestiere, che quando usano tanto di asta forte e dura, non badano a spese e non mi fanno mancare nulla della loro inesauribile libido a percussione. Buon per loro e buon per me che più mi macinano, più mi sento rotto e felice di prenderlo colpo su colpo, a strage, a gemiti e guaiti. Come gli mugolo io sotto sforzo, nessun altro degli anziani in carriera, a quanto pare, ci sa fare.
scritto il
2026-05-20
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