Due contro uno

di
genere
gay

DUE CONTRO UNO
Torno la sera dopo. Sono in due. Mi stavano aspettando. Faccio finta di essere sorpreso.
-Entra dai, mica mordiamo.
Solito capitombolo sul divano. Niente cerimonie. Mi stanno dietro e sopra, si alternano a spinta, un po' uno e un po' l'altro. Entrano in pausa, Sta andando per le lunghe. Ridono, commentano. Tornano alla carica, mi squassano. Un urlo ed è fatta. Un altro urlo da gran finale. Ci voleva proprio.
-Boia come lo abbiamo rotto.
Mi sono rivestito in fretta. Non vedevo l'ora di andare via.
-Domani ancora?
-Ci penso.
-Abbiamo esagerato?
-Un po' sì.
-Riposaci su.
Mi ci è voluto qualche buona ora prima che il buco si richiudesse. Con certi energumeni la scopata diventa una specie di fisting. Diavolo come ce l'avevano grosso e come lo picchiavano a spaccalegna e che clisteri di sborra da manicomio. Mai più cercati, mai più rivisti. Anche se, la loro fisicità, i modi rozzi, il peso di quei corpi sulla mia schiena, i colpi di reni a rimbalzo, le bordate fuori di misura, i fiotti di sperma a getto, tutto quello che mi hanno destinato, restano impressi nella mia memoria fra i ricordi più vivi, più crudi, più veri e di maggiore sofferenza ma anche di massimo godimento anale di tutta la mia carriera di volonteroso prendi cazzo in culo, che quasi quasi, ma no, ma sì, non spesso, solo una volta, una sola e poi basta, mi ripresento bravo bravo e buono buono, a ripetere l'esperienza. E perché no?
scritto il
2026-05-21
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