Le conseguenze di Barbara
di
Jack Off
genere
incesti
Un pub in periferia. Saverio è già alla quarta birra in mezz’ora, Giacomo beve la prima malvolentieri. È mercoledì sera e lui di solito va a nanna presto non a fare bisboccia ma quando il suo amico gli ha chiesto se potevano vedersi ha capito dal tono della voce quanto fosse importante e ha accettato.
Ora lo guarda bere, lo studia, sembra stravolto e poco lucido. Vorrebbe farlo parlare ma non sa come scuoterlo, Saverio continua a tergiversare, non ce la fa…
Poi lo sblocco, quasi inconsapevolmente, quando gli chiede “Come sta Barbara?”.
Di punto in bianco Saverio si mette a ridere di gusto.
“Sta bene, sta benissimo la troia…è di nuovo incinta” mormora.
Giacomo resta un po’ perplesso per la notizia, d’istinto ribatte “auguri allora”.
“Ha una panza così e le tettone gonfie di latte come una vacca”.
Giacomo non fa fatica a immaginarla, Barbara ha una ottava naturale, due poppe che sembrano sempre voler saltare fuori dalla scollatura e che attirano spesso gli sguardi dei passanti, ora che è gravida saranno ancora più grosse e invitanti, pensa, toccandosi appena il cazzo.
“Un terzo figlio non è poi una brutta notizia dai…” prova a consolarlo Giacomo.
“Si ma non è mio!” sbotta Saverio.
“Cosa?”.
“Non è mio, non è mio questo e non sono miei neanche gli altri due”.
Giacomo non sa cosa dire, studia l’amico, sembra davvero convinto di ciò che dice.
“Ora ti dico un segreto, una cosa che sa solo mia madre. Io sono sterile”.
Giacomo non crede alle sue orecchie “Scherzi?”.
“No. A tredici anni ho avuto un incidente, di per se una cazzata, sono finito in una buca con la bici. Una buca enorme, non l’ho vista e ci sono cascato dentro. All’inizio non pareva nulla, una botta alla gamba, un po’ al braccio ma poi un male, un male alle palle che non ti dico”.
“Cioè hai sbattuto le palle sul sellino?”.
“Si, tutto il pacco. Sono arrivato a casa e avevo le palle blu. Mia madre mi ha portato al pronto soccorso perché la stronzata pareva una cosa seria. Insomma per fartela breve dopo qualche giorno e un po’ di esami è venuto fuori che avevo danneggiato irreparabilmente certi condotti che abbiamo lì sotto, insomma sparavo a salve”.
Giacomo sorride “ok, si ma a 13 anni dai, poi si cresce e magari certe cose vanno a posto per quello hai fatto i figli”.
Ma Saverio scuote la testa “Dopo la nascita di Daniele ho fatto il test in modo anonimo. Avrei potuto ingravidarla solo con un miracolo”.
“A! Cioè quindi mi stai dicendo che da 19 anni sai che Barbara è stata ingravidata da un altro?”.
Lui annuisce “Se è per questo sono quasi venti perché l’ho vista mentre la ingravidavano”.
Giacomo sbianca “hai visto un altro farsela?”.
“Si. Farsela e metterla incinta. E sai quando? Il giorno delle nozze pensa. In sacrestia, lei con l’abito bianco e questo tizio con un uccello enorme che pompava a tutto spiano”.
“Quindi hai visto anche chi era ?”.
“No, no appena ho visto cosa stava capitando mi sono nascosto, questo tizio mi ha dato le spalle tutto il tempo e non ha mai parlato. L’unica cosa che ho visto è che aveva un cazzo enorme, l’ho visto quando l’ha tirato fuori tutto gocciolante”.
“Ma enorme in che senso?”.
“Guarda a occhio saranno stati trenta centimetri, una roba da negro giuro, mai visto un affare così”.
“E sei sicuro che è venuto dentro?”.
“Si, quando l’ha tolto colava sborra e anche lei colava dalla figa, l’ho visto. Tu pensa la troia, è venuta all’altare con le mutande piene di sborra di un altro. E poi l’ho sentita, l’ha detto chiaro, ha detto “O nooo mi hai riempita tutta e se resto incinta che si fa”.
“E lui non ha risposto?”.
“No. Ha fatto tutto lei, ha detto speriamo che sia maschio, Saverio vuole un maschio e poi hanno riso tutti e due mentre quel tizio metteva via quel palo di carne e usciva dalla porta sul retro”.
“Quindi sei certo che è stato lui” annuisce Giacomo.
“Ho contati i mesi. Nove esatti dal matrimonio. È di certo lui almeno voglio pensare così perché se no significa che oltre a quel tizio se ne faceva altri”.
“Ma no dai adesso non esagerare, un amante basta e avanza”.
“Anche a me piace pensare che abbia avuto solo questo tizio superdotato” sorride Saverio e beve altra birra dalla bottiglia.
“Ma tu, scusami tanto, scopri che tua moglie si fa un altro in abito bianco, sai che ha la sua sborra ancora dentro che gli cola nelle mutande e la sposi lo stesso”.
Saverio lo guarda indeciso su cosa dire, probabilmente ha ripensato alla sua scelta mille volte. “Io ho pensato che comunque un figlio lo volevamo, che forse era una cosa una tantum, che magari non era rimasta nemmeno incinta e poi alla fine se lo fosse stata mi sarei risparmiato di doverle dire che sparo a salve”.
“Ma a Barbara non l’hai mai detto? Davvero?”.
“No te l’ho detto lo sapevano solo i miei che mi hanno curato da ragazzo, mio padre è morto anni fa quindi il segreto è tra me, mamma …e te adesso ovviamente”.
“E grazie al cazzo. Contento che ti fidi di me ma cazzo ste cose alla moglie uno le deve dire ti pare?”.
“E perché avrei dovuto?” sbotta Saverio.
“Magari proprio per evitare che lei si faccia venire dentro e ti torni a casa piena. Ti pare?”.
Lui scuote la testa “In verità io ho pensato proprio il contrario. Ho sentito di donne che vanno con l’amante senza protezione e quando si accorgono che lui le ha riempite corrono a casa a farsi sbattere dal marito che ovviamente fanno venire dentro magari due o tre volte come nulla fosse.
Poi aspettano un mesetto e gli fanno la sorpresa. Sai no? Sorpresa amore mi hai messa incinta. E quelli ci cascano.
Poi il bimbo magari gli nasce prenturo di un mesetto ma chi vuoi che ci faccia caso.
Ecco io ho pensato che se Barbara si fosse fatta mettere incinta dal suo amante l’avrei subito beccata sul fatto. Avrei subito capito quanto era vacca. Anche per questo non l’ho detto che sparavo a salve”.
“Tu sei un pazzo” sbotta Giacomo.
“No, sono un cornuto amico mio, cornuto due volte anzi tre fra un po’”.
Ora è Giacomo ad aver bisogno di bere. Tracanna la sua birra in un colpo solo…
“Poi mi ha tradito ancora, o forse non ha mai smesso di farlo, chi lo sa? Comunque due anni dopo è arrivato Francesco”.
“E tu pensi sia lo stesso tizio?”.
“Secondo me si perché uno con un cazzo così mica lo molli ti pare?”
“Magari è stata solo una scappatella…”.
“Allora vuol dire che questo tizio ogni volta che scopa ingravida. Forse dovrebbe curarsi lui”.
“Quindi anche quando hai saputo di Francesco l’hai mandata giù…”.
“Ma per forza, eravamo sposati da due anni, c’era già un bambino in casa. Che dovevo fare dire a tutti che un montone con un cazzo da cavallo mi aveva riempito due volte la moglie. Divorziato, cornuto e con la moglie incinta… Non l’avrei sopportato e mia madre ne sarebbe morta…”.
“Capisco”.
“Certo che però anche lei prendersi una cazzo di pillola” borbotta mentre ordina altra birra.
“Magari voleva proprio un altro figlio ci hai mai pensato?”.
“Si ci ho pensato ma poi ho pensato a quel cazzo enorme e a quanto le piaceva mentre la montava al matrimonio. Voleva un figlio? Voleva solo un cazzo doppio del mio? Chi lo sa”.
“Forse voleva entrambi” mormora Giacomo.
“La troia….” urla Saverio e poi cade a faccia avanti.
Giacomo si alza, lo aiuta a tirarsi su “dai forse è ora di andare a casa”.
“Non ci voglio andare a casa” borbotta Saverio ma Giacomo non molla, lo accompagna spalla a spalla, escono dal locale e lo fa salire a forza sulla sua BMW.
“Ho la macchina qua dietro”.
“Col cazzo che guidi, sei sbronzo. La una carretta la recuperiamo domani”.
Il parcheggio è buio, Saverio sbuffa, Giacomo si mette alla guida ma quando infila le chiami nel quadro Saverio le sfila a forza.
“Cazzo fai….”.
Saverio gli fa tintinnare davanti le chiavi come per scherno.
“Sai c’è una cosa… una cosa strana… quando Barbara è rimasta incinta di Francesco tu sei sparito. Ti sei trovato quel lavoro in Francia…”.
“Si, più o meno in quel periodo” annuisce confuso Giacomo.
“Ora torni, sei qui da sei mesi e lei è di nuovo incinta, strano no?”.
“Non capisco dove vuoi arrivare”.
“Sto solo dicendo che quando tu sei qui lei resta incinta e quando non ci sei no”.
“Non vedo l’attinenza”.
Saverio ride “vuoi una attinenza? Te la do io l’attinenza. Tiralo fuori!”.
“Ma che cazzo dici?”.
“Tira fuori il cazzo!”.
“Ma sei scemo”.
“Io non gli ho visto la faccia. Però quel cefalo che montava Barbara l’ho visto bene. Fammi vedere se hai il cefalo”.
“Ma non scherzare qui nel parcheggio ci scambiano per una coppia di froci”.
“Lo so infatti siamo qui apposta. Non hai notato che è una birreria per gay? Ci sono più incontri promiscui nel parcheggio di quanto credi”.
“E mi hai portato in un locale gay? Perché?”.
“Perché lo sono. Quel giorno, quel giorno che mi hanno montato Barbara e ho visto quel coso io non ero arrabbiato, non ero geloso ero eccitato capisci. Eccitato da quel cazzo e li ho capito… Ho capito e ho iniziato a cercarne un altro uguale, uno grosso, venoso, con le palle piene di sborra…”.
Di botto Saverio si apre i pantaloni e se lo tira fuori. “Guarda, guarda come è duro appena penso a un bel cazzo…”.
“Cazzo Saverio ma sei davvero frocio… e Barbara? Per quello non glielo dai mai…”.
“O si che glielo do, ogni tanto glielo do per rabbia, per dispetto, per ricordarle che è lei che sta sotto di me ma io, si, io godo a prenderlo in bocca. Grossi, lunghi, stretti, coi peli bianchi, neri… e bevo, o si bevo tutto” inizia a toccarsi.
“È la serata delle sorprese” annuisce Giacomo.
“No, me la devi fare vedere tu la sorpresa. Sbottona i pantaloni”.
“O ma cazzo dici. Ve bene sei gay, tanto rispetto per te, affari tuoi ma non è che io adesso…”.
“Fammi vedere il cazzo! Tu devi e lo sai”.
“Ma porco zio -sbotta Giacomo- maledetto io che stasera sono venuto.
“E adesso sei qui. Vuoi tornare a casa? Fammi vedere il cazzo”.
“No che non ti faccio vedere il cazzo”.
“E allora sei tu! Sei tu che mi hai trombato la moglie, sei tu che me l’hai ingravidata e sai che se lo vedo non potrai negare”.
“Io tua moglie praticamente l’ho vista due volte o tre da quando sono tornato e c’eri sempre tu presente. Che facevo te la trombavo con gli occhi? Con la telepatia”.
“Balle”.
“Non l’ho messa incinta io, te lo giuro…”.
“E allora fammi vedere il cazzo!”.
Giacomo scuote la testa “E va bene, adesso me lo tiro fuori per davvero. Dovrei mettertelo al culo per quanto mi fai incazzare…”.
“Seee magari” sorride Saverio.
“Come see. Ma lo prendi anche al culo adesso…?”.
“Sono andato per gradi. Si inizia con la bocca, ci si eccita e poi…”.
“O madonna” scuote la testa Giacomo poi, rassegnato, si apre i pantaloni…
Una chianga da quasi 28 cm sguscia fuori molle ma potente.
Saverio sgrana gli occhi “O si che uccello. Eccolo il cazzone. Sei tu!”.
“Mica sarò l’unico ad averlo grosso…”.
Saverio lo afferra, glielo prende in mano. Per un attimo Giacomo ha paura che provi a fargli del male ma non ha la forza di ribellarsi è troppo in soggezione…
Invece Saverio, dolce, delicato, gli fa una sega.
“Ora puoi dirmelo…” dice dolce.
Giacomo sbuffa, si fa forza “E sia, si, io stavo con Diana, sua sorella, te lo ricordi no? Bella quanto Barbara ma vera ninfomane. È lei che ci ha presentato. Barbara era così bella ingenua dolce e con quelle tettone che… si, l’ho sedotta e siccome doveva essere vergine per te lo facevamo solo nel culo. Se l’avessi sverginata io l’avresti capito.
Poi la sera prima del matrimonio tu hai forzato le cose, sei andato in camera sua e l’avete fatto. L’hai sverginata.
È stato questo che l’ha scatenata. Bellissima in abito da sposa ma senza mutandine. Era così sexy quando mi ha detto che non era più vergine e che potevo metterglielo dentro.
Non ho resistito, mancava un’ora al vostro matrimonio e l’ho presa. L’ho presa e le sono venuto dentro senza pietà perché tanto anche la sera prima l’avevi riempita tu…”.
“E l’hai messa incinta”.
“Temo di si”.
“E Francesco?”.
“Si, non ci giriamo attorno è mio anche lui. Lei ha insistito, credevo prendesse la pillola, così mi aveva detto e invece poi mi confessò che tu la usavi poco e il bimbo non arrivava. Lei voleva tanto un secondo figlio e mi ha usato. Ci ha usato tutti e due è questa la verità ma ti giuro che dopo io non l’ho più toccata. Te lo giuro non l’ho messa incinta io…non stavolta”.
Saverio non pare triste anzi sembra più sereno. “Posso farti una sega?”.
“No”.
“Non ne hai voglia?”.
“No”.
“Sai che sono gay per colpa tua”.
“Non sei gay, sei bisex se ogni tanto la scopi e comunque non è colpa mia. Se hai visto un cazzo e ti è venuta voglia di usarne uno non è certo colpa del cazzo. Sei tu che eri già così e non lo sapevi”.
“E adesso che faccio?”.
“Adesso continui come prima. Avrai un altro figlio. Sei un buon marito con un bel lavoro e una bella famiglia. Non ti manca nulla. Magari ogni tanto chiavala, vedi tu e non ci venire troppo spesso al pub gay si sa mai che ti vedano”.
“È il padre? Chi è il padre?”.
“Senti io non sono, stai certo, ma se scopro chi è sarai il primo a saperlo”.
“Ho la testa che mi scoppia, sono ubriaco”.
“Hai bisogno di dormire”.
“Ma lei ormai mi odia, le ho detto che il figlio non è mio, le ho detto che sono sterile, le ho dato della troia…”.
Giacomo gli sorride “ma in fondo ti ama. Magari non avrete un amore fisico ma in fondo il sesso non è tutto…”.
“Che mal di testa”.
“Ti porto a letto…” dice Giacomo riprendendosi le chiavi mentre Saverio crolla.
Si rimette il cazzo nei pantaloni, accende il motore. Lo riporta a casa”.
“E adesso?” singhiozza Barbara.
“Adesso niente. Adesso vi tenete tre figli e continuate felici e contenti come una famiglia per bene. Lui ogni tanto andrà a fare pompini nei parcheggi, tu ogni tanto leccherai la figa a tua sorella e naturalmente continuerai a farti trombare dai tuoi figli più grandi spero con la pillola da adesso in poi” mormora Giacomo.
Appena rimasti soli in cucina con Saverio ubriaco che ronfa sul letto e i due figli addormentati in camera loro Barbara gli ha detto tutto anzi lo ha incolpato di tutto perché se i figli sono così porci e così dotati secondo lei è solo perché hanno ereditato tutto dal padre, quello vero, lui.
“Almeno hai fatto dei controlli prima che da un incesto con tuo figlio ti nasca un bimbo con tre teste o sei braccia”.
“Ho già controllato è sano, stai tranquillo. Sano come quelli che ho fatto con te”.
Lei lo abbracciò, hai voglia di farlo un ultima volta? Mi sei mancato tanto sapessi.
Lui la fissa male “e se i tuoi figli ci sentono che facciamo? Ti scopiamo in tre? Magari ti piacerebbe anche…”.
“Ma che dici?”.
“E che cazzo ti devi dire? Ti fai ingravidare da me, due volte, probabilmente sapendo fin da subito che lui non poteva, ti fai tua sorella, ti fai montare dai tuoi figli e non pigli nemmeno una pillola. Ma che ti devo dire non so guarda”.
“Quindi sono una troia!”.
“Temo di si amore mio” le sorride amaro Giamoco, poi si alza, se ne va ignorando le sue voglie…
Il giorno dopo telefona. Il posto nella multinazionale francese c’è ancora, se lo rivuole. Lui ammette che tornare a casa non è stata una buona idea, ringrazia, abbassa la testa col capo e riaccetta il suo posto. Quel pomeriggio stesso fa le valigie.
Non vuole sapere più nulla di Barbara e della sua famiglia.
Se li vuole solo dimenticare…
Jackpffstorie@yahoo.com
Ora lo guarda bere, lo studia, sembra stravolto e poco lucido. Vorrebbe farlo parlare ma non sa come scuoterlo, Saverio continua a tergiversare, non ce la fa…
Poi lo sblocco, quasi inconsapevolmente, quando gli chiede “Come sta Barbara?”.
Di punto in bianco Saverio si mette a ridere di gusto.
“Sta bene, sta benissimo la troia…è di nuovo incinta” mormora.
Giacomo resta un po’ perplesso per la notizia, d’istinto ribatte “auguri allora”.
“Ha una panza così e le tettone gonfie di latte come una vacca”.
Giacomo non fa fatica a immaginarla, Barbara ha una ottava naturale, due poppe che sembrano sempre voler saltare fuori dalla scollatura e che attirano spesso gli sguardi dei passanti, ora che è gravida saranno ancora più grosse e invitanti, pensa, toccandosi appena il cazzo.
“Un terzo figlio non è poi una brutta notizia dai…” prova a consolarlo Giacomo.
“Si ma non è mio!” sbotta Saverio.
“Cosa?”.
“Non è mio, non è mio questo e non sono miei neanche gli altri due”.
Giacomo non sa cosa dire, studia l’amico, sembra davvero convinto di ciò che dice.
“Ora ti dico un segreto, una cosa che sa solo mia madre. Io sono sterile”.
Giacomo non crede alle sue orecchie “Scherzi?”.
“No. A tredici anni ho avuto un incidente, di per se una cazzata, sono finito in una buca con la bici. Una buca enorme, non l’ho vista e ci sono cascato dentro. All’inizio non pareva nulla, una botta alla gamba, un po’ al braccio ma poi un male, un male alle palle che non ti dico”.
“Cioè hai sbattuto le palle sul sellino?”.
“Si, tutto il pacco. Sono arrivato a casa e avevo le palle blu. Mia madre mi ha portato al pronto soccorso perché la stronzata pareva una cosa seria. Insomma per fartela breve dopo qualche giorno e un po’ di esami è venuto fuori che avevo danneggiato irreparabilmente certi condotti che abbiamo lì sotto, insomma sparavo a salve”.
Giacomo sorride “ok, si ma a 13 anni dai, poi si cresce e magari certe cose vanno a posto per quello hai fatto i figli”.
Ma Saverio scuote la testa “Dopo la nascita di Daniele ho fatto il test in modo anonimo. Avrei potuto ingravidarla solo con un miracolo”.
“A! Cioè quindi mi stai dicendo che da 19 anni sai che Barbara è stata ingravidata da un altro?”.
Lui annuisce “Se è per questo sono quasi venti perché l’ho vista mentre la ingravidavano”.
Giacomo sbianca “hai visto un altro farsela?”.
“Si. Farsela e metterla incinta. E sai quando? Il giorno delle nozze pensa. In sacrestia, lei con l’abito bianco e questo tizio con un uccello enorme che pompava a tutto spiano”.
“Quindi hai visto anche chi era ?”.
“No, no appena ho visto cosa stava capitando mi sono nascosto, questo tizio mi ha dato le spalle tutto il tempo e non ha mai parlato. L’unica cosa che ho visto è che aveva un cazzo enorme, l’ho visto quando l’ha tirato fuori tutto gocciolante”.
“Ma enorme in che senso?”.
“Guarda a occhio saranno stati trenta centimetri, una roba da negro giuro, mai visto un affare così”.
“E sei sicuro che è venuto dentro?”.
“Si, quando l’ha tolto colava sborra e anche lei colava dalla figa, l’ho visto. Tu pensa la troia, è venuta all’altare con le mutande piene di sborra di un altro. E poi l’ho sentita, l’ha detto chiaro, ha detto “O nooo mi hai riempita tutta e se resto incinta che si fa”.
“E lui non ha risposto?”.
“No. Ha fatto tutto lei, ha detto speriamo che sia maschio, Saverio vuole un maschio e poi hanno riso tutti e due mentre quel tizio metteva via quel palo di carne e usciva dalla porta sul retro”.
“Quindi sei certo che è stato lui” annuisce Giacomo.
“Ho contati i mesi. Nove esatti dal matrimonio. È di certo lui almeno voglio pensare così perché se no significa che oltre a quel tizio se ne faceva altri”.
“Ma no dai adesso non esagerare, un amante basta e avanza”.
“Anche a me piace pensare che abbia avuto solo questo tizio superdotato” sorride Saverio e beve altra birra dalla bottiglia.
“Ma tu, scusami tanto, scopri che tua moglie si fa un altro in abito bianco, sai che ha la sua sborra ancora dentro che gli cola nelle mutande e la sposi lo stesso”.
Saverio lo guarda indeciso su cosa dire, probabilmente ha ripensato alla sua scelta mille volte. “Io ho pensato che comunque un figlio lo volevamo, che forse era una cosa una tantum, che magari non era rimasta nemmeno incinta e poi alla fine se lo fosse stata mi sarei risparmiato di doverle dire che sparo a salve”.
“Ma a Barbara non l’hai mai detto? Davvero?”.
“No te l’ho detto lo sapevano solo i miei che mi hanno curato da ragazzo, mio padre è morto anni fa quindi il segreto è tra me, mamma …e te adesso ovviamente”.
“E grazie al cazzo. Contento che ti fidi di me ma cazzo ste cose alla moglie uno le deve dire ti pare?”.
“E perché avrei dovuto?” sbotta Saverio.
“Magari proprio per evitare che lei si faccia venire dentro e ti torni a casa piena. Ti pare?”.
Lui scuote la testa “In verità io ho pensato proprio il contrario. Ho sentito di donne che vanno con l’amante senza protezione e quando si accorgono che lui le ha riempite corrono a casa a farsi sbattere dal marito che ovviamente fanno venire dentro magari due o tre volte come nulla fosse.
Poi aspettano un mesetto e gli fanno la sorpresa. Sai no? Sorpresa amore mi hai messa incinta. E quelli ci cascano.
Poi il bimbo magari gli nasce prenturo di un mesetto ma chi vuoi che ci faccia caso.
Ecco io ho pensato che se Barbara si fosse fatta mettere incinta dal suo amante l’avrei subito beccata sul fatto. Avrei subito capito quanto era vacca. Anche per questo non l’ho detto che sparavo a salve”.
“Tu sei un pazzo” sbotta Giacomo.
“No, sono un cornuto amico mio, cornuto due volte anzi tre fra un po’”.
Ora è Giacomo ad aver bisogno di bere. Tracanna la sua birra in un colpo solo…
“Poi mi ha tradito ancora, o forse non ha mai smesso di farlo, chi lo sa? Comunque due anni dopo è arrivato Francesco”.
“E tu pensi sia lo stesso tizio?”.
“Secondo me si perché uno con un cazzo così mica lo molli ti pare?”
“Magari è stata solo una scappatella…”.
“Allora vuol dire che questo tizio ogni volta che scopa ingravida. Forse dovrebbe curarsi lui”.
“Quindi anche quando hai saputo di Francesco l’hai mandata giù…”.
“Ma per forza, eravamo sposati da due anni, c’era già un bambino in casa. Che dovevo fare dire a tutti che un montone con un cazzo da cavallo mi aveva riempito due volte la moglie. Divorziato, cornuto e con la moglie incinta… Non l’avrei sopportato e mia madre ne sarebbe morta…”.
“Capisco”.
“Certo che però anche lei prendersi una cazzo di pillola” borbotta mentre ordina altra birra.
“Magari voleva proprio un altro figlio ci hai mai pensato?”.
“Si ci ho pensato ma poi ho pensato a quel cazzo enorme e a quanto le piaceva mentre la montava al matrimonio. Voleva un figlio? Voleva solo un cazzo doppio del mio? Chi lo sa”.
“Forse voleva entrambi” mormora Giacomo.
“La troia….” urla Saverio e poi cade a faccia avanti.
Giacomo si alza, lo aiuta a tirarsi su “dai forse è ora di andare a casa”.
“Non ci voglio andare a casa” borbotta Saverio ma Giacomo non molla, lo accompagna spalla a spalla, escono dal locale e lo fa salire a forza sulla sua BMW.
“Ho la macchina qua dietro”.
“Col cazzo che guidi, sei sbronzo. La una carretta la recuperiamo domani”.
Il parcheggio è buio, Saverio sbuffa, Giacomo si mette alla guida ma quando infila le chiami nel quadro Saverio le sfila a forza.
“Cazzo fai….”.
Saverio gli fa tintinnare davanti le chiavi come per scherno.
“Sai c’è una cosa… una cosa strana… quando Barbara è rimasta incinta di Francesco tu sei sparito. Ti sei trovato quel lavoro in Francia…”.
“Si, più o meno in quel periodo” annuisce confuso Giacomo.
“Ora torni, sei qui da sei mesi e lei è di nuovo incinta, strano no?”.
“Non capisco dove vuoi arrivare”.
“Sto solo dicendo che quando tu sei qui lei resta incinta e quando non ci sei no”.
“Non vedo l’attinenza”.
Saverio ride “vuoi una attinenza? Te la do io l’attinenza. Tiralo fuori!”.
“Ma che cazzo dici?”.
“Tira fuori il cazzo!”.
“Ma sei scemo”.
“Io non gli ho visto la faccia. Però quel cefalo che montava Barbara l’ho visto bene. Fammi vedere se hai il cefalo”.
“Ma non scherzare qui nel parcheggio ci scambiano per una coppia di froci”.
“Lo so infatti siamo qui apposta. Non hai notato che è una birreria per gay? Ci sono più incontri promiscui nel parcheggio di quanto credi”.
“E mi hai portato in un locale gay? Perché?”.
“Perché lo sono. Quel giorno, quel giorno che mi hanno montato Barbara e ho visto quel coso io non ero arrabbiato, non ero geloso ero eccitato capisci. Eccitato da quel cazzo e li ho capito… Ho capito e ho iniziato a cercarne un altro uguale, uno grosso, venoso, con le palle piene di sborra…”.
Di botto Saverio si apre i pantaloni e se lo tira fuori. “Guarda, guarda come è duro appena penso a un bel cazzo…”.
“Cazzo Saverio ma sei davvero frocio… e Barbara? Per quello non glielo dai mai…”.
“O si che glielo do, ogni tanto glielo do per rabbia, per dispetto, per ricordarle che è lei che sta sotto di me ma io, si, io godo a prenderlo in bocca. Grossi, lunghi, stretti, coi peli bianchi, neri… e bevo, o si bevo tutto” inizia a toccarsi.
“È la serata delle sorprese” annuisce Giacomo.
“No, me la devi fare vedere tu la sorpresa. Sbottona i pantaloni”.
“O ma cazzo dici. Ve bene sei gay, tanto rispetto per te, affari tuoi ma non è che io adesso…”.
“Fammi vedere il cazzo! Tu devi e lo sai”.
“Ma porco zio -sbotta Giacomo- maledetto io che stasera sono venuto.
“E adesso sei qui. Vuoi tornare a casa? Fammi vedere il cazzo”.
“No che non ti faccio vedere il cazzo”.
“E allora sei tu! Sei tu che mi hai trombato la moglie, sei tu che me l’hai ingravidata e sai che se lo vedo non potrai negare”.
“Io tua moglie praticamente l’ho vista due volte o tre da quando sono tornato e c’eri sempre tu presente. Che facevo te la trombavo con gli occhi? Con la telepatia”.
“Balle”.
“Non l’ho messa incinta io, te lo giuro…”.
“E allora fammi vedere il cazzo!”.
Giacomo scuote la testa “E va bene, adesso me lo tiro fuori per davvero. Dovrei mettertelo al culo per quanto mi fai incazzare…”.
“Seee magari” sorride Saverio.
“Come see. Ma lo prendi anche al culo adesso…?”.
“Sono andato per gradi. Si inizia con la bocca, ci si eccita e poi…”.
“O madonna” scuote la testa Giacomo poi, rassegnato, si apre i pantaloni…
Una chianga da quasi 28 cm sguscia fuori molle ma potente.
Saverio sgrana gli occhi “O si che uccello. Eccolo il cazzone. Sei tu!”.
“Mica sarò l’unico ad averlo grosso…”.
Saverio lo afferra, glielo prende in mano. Per un attimo Giacomo ha paura che provi a fargli del male ma non ha la forza di ribellarsi è troppo in soggezione…
Invece Saverio, dolce, delicato, gli fa una sega.
“Ora puoi dirmelo…” dice dolce.
Giacomo sbuffa, si fa forza “E sia, si, io stavo con Diana, sua sorella, te lo ricordi no? Bella quanto Barbara ma vera ninfomane. È lei che ci ha presentato. Barbara era così bella ingenua dolce e con quelle tettone che… si, l’ho sedotta e siccome doveva essere vergine per te lo facevamo solo nel culo. Se l’avessi sverginata io l’avresti capito.
Poi la sera prima del matrimonio tu hai forzato le cose, sei andato in camera sua e l’avete fatto. L’hai sverginata.
È stato questo che l’ha scatenata. Bellissima in abito da sposa ma senza mutandine. Era così sexy quando mi ha detto che non era più vergine e che potevo metterglielo dentro.
Non ho resistito, mancava un’ora al vostro matrimonio e l’ho presa. L’ho presa e le sono venuto dentro senza pietà perché tanto anche la sera prima l’avevi riempita tu…”.
“E l’hai messa incinta”.
“Temo di si”.
“E Francesco?”.
“Si, non ci giriamo attorno è mio anche lui. Lei ha insistito, credevo prendesse la pillola, così mi aveva detto e invece poi mi confessò che tu la usavi poco e il bimbo non arrivava. Lei voleva tanto un secondo figlio e mi ha usato. Ci ha usato tutti e due è questa la verità ma ti giuro che dopo io non l’ho più toccata. Te lo giuro non l’ho messa incinta io…non stavolta”.
Saverio non pare triste anzi sembra più sereno. “Posso farti una sega?”.
“No”.
“Non ne hai voglia?”.
“No”.
“Sai che sono gay per colpa tua”.
“Non sei gay, sei bisex se ogni tanto la scopi e comunque non è colpa mia. Se hai visto un cazzo e ti è venuta voglia di usarne uno non è certo colpa del cazzo. Sei tu che eri già così e non lo sapevi”.
“E adesso che faccio?”.
“Adesso continui come prima. Avrai un altro figlio. Sei un buon marito con un bel lavoro e una bella famiglia. Non ti manca nulla. Magari ogni tanto chiavala, vedi tu e non ci venire troppo spesso al pub gay si sa mai che ti vedano”.
“È il padre? Chi è il padre?”.
“Senti io non sono, stai certo, ma se scopro chi è sarai il primo a saperlo”.
“Ho la testa che mi scoppia, sono ubriaco”.
“Hai bisogno di dormire”.
“Ma lei ormai mi odia, le ho detto che il figlio non è mio, le ho detto che sono sterile, le ho dato della troia…”.
Giacomo gli sorride “ma in fondo ti ama. Magari non avrete un amore fisico ma in fondo il sesso non è tutto…”.
“Che mal di testa”.
“Ti porto a letto…” dice Giacomo riprendendosi le chiavi mentre Saverio crolla.
Si rimette il cazzo nei pantaloni, accende il motore. Lo riporta a casa”.
“E adesso?” singhiozza Barbara.
“Adesso niente. Adesso vi tenete tre figli e continuate felici e contenti come una famiglia per bene. Lui ogni tanto andrà a fare pompini nei parcheggi, tu ogni tanto leccherai la figa a tua sorella e naturalmente continuerai a farti trombare dai tuoi figli più grandi spero con la pillola da adesso in poi” mormora Giacomo.
Appena rimasti soli in cucina con Saverio ubriaco che ronfa sul letto e i due figli addormentati in camera loro Barbara gli ha detto tutto anzi lo ha incolpato di tutto perché se i figli sono così porci e così dotati secondo lei è solo perché hanno ereditato tutto dal padre, quello vero, lui.
“Almeno hai fatto dei controlli prima che da un incesto con tuo figlio ti nasca un bimbo con tre teste o sei braccia”.
“Ho già controllato è sano, stai tranquillo. Sano come quelli che ho fatto con te”.
Lei lo abbracciò, hai voglia di farlo un ultima volta? Mi sei mancato tanto sapessi.
Lui la fissa male “e se i tuoi figli ci sentono che facciamo? Ti scopiamo in tre? Magari ti piacerebbe anche…”.
“Ma che dici?”.
“E che cazzo ti devi dire? Ti fai ingravidare da me, due volte, probabilmente sapendo fin da subito che lui non poteva, ti fai tua sorella, ti fai montare dai tuoi figli e non pigli nemmeno una pillola. Ma che ti devo dire non so guarda”.
“Quindi sono una troia!”.
“Temo di si amore mio” le sorride amaro Giamoco, poi si alza, se ne va ignorando le sue voglie…
Il giorno dopo telefona. Il posto nella multinazionale francese c’è ancora, se lo rivuole. Lui ammette che tornare a casa non è stata una buona idea, ringrazia, abbassa la testa col capo e riaccetta il suo posto. Quel pomeriggio stesso fa le valigie.
Non vuole sapere più nulla di Barbara e della sua famiglia.
Se li vuole solo dimenticare…
Jackpffstorie@yahoo.com
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