Soli e abbandonati
di
IL MICROBO
genere
gay
SOLI E ABBANDONATI
Quattro che siamo non saprei chi sia il più bravo a sfondare culetti. Attivi ostinati e impenitenti, di solito ci scambiamo la merce e ne giostravamo diversi, tutti luridi succubi della nostra strafottente virilità.
Ci siamo imbarcati da soli per una fantastica traversata oceanica dall'una all'altra sponda dell'Atlantico. La avevamo pianificata per dei mesi e avevamo scorte di ogni genere, ma non si capiva perché nessuno avesse previsto che ci sarebbe mancato il sesso.
-Potevamo imbarcarne almeno uno dei nostri soliti tangheri.
-Un mese di navigazione è lungo da passare.
A male estremi, estremi rimedi: dovevamo arrangiarci fra di noi.
-Qualcuno si offre volontario?
Silenzio di tomba.
-Un modo c'è: tiriamo a sorte.
-Uno non basta, ci serve fare il paio, altrimenti sai che sforzo.
La paglia più corta è toccata ai due più ruspanti, che mai e poi mai si sarebbero sognati di starci di loro spontanea volontà. Però però con mio grande stupore non hanno mosso troppe obiezioni.
-Stasera diamo fuoco alle polveri.
-Ostrega sì.
-E vabbè.
Venne il momento e i prescelti chiesero di essere almeno bendati. Poi come condannati al patibolo li abbiamo fatti piegare. Che bel sedere che hanno tirato fuori. Che grande trombata gli abbiamo riservato. Non hanno fatto storie di nessun tipo. Qualche gemiti strozzato in gola dovevamo aspettarcelo ma tutto sommato hanno tenuto fede ai patti e alla legge del caso, che questa volta è stata anche la legge del cazzo in alto mare, più duro e voglioso che mai.
Volevamo sapere come c'erano rimasti e ci hanno biascicato non senza un po' di vergogna che non era andata poi così male.
Squadra vincente non si cambia. Di fare a rotazione non era per niente stabilito. Loro lo prendevano sempre più volentieri e per tutto il viaggio si sono rassegnati, a tal punto che gli ultimi giorni si sono lanciati anche in pompa. E che bravi!
Una volta sulla terraferma, appena giunti a Brasilia, patria di follie erotiche e di occasioni gay a sperpero, potevano rientrare nei ranghi ma non hanno voluto, e da allora un po' ce li facciamo noi oppure vanno in cerca.
-Vi è venuto a piacere?
-Non sapete cosa ci si perde a negarsi.
Tanto ci hanno incuriosito che di nascosto ci siamo offerti pure noi, a degli energumeni del posto che ci hanno fatto trasalire. E da quel giorno, troia io e troie loro, il nostro sedere non restò mai disoccupato. A saperlo prima che faceva così bene.
Quattro che siamo non saprei chi sia il più bravo a sfondare culetti. Attivi ostinati e impenitenti, di solito ci scambiamo la merce e ne giostravamo diversi, tutti luridi succubi della nostra strafottente virilità.
Ci siamo imbarcati da soli per una fantastica traversata oceanica dall'una all'altra sponda dell'Atlantico. La avevamo pianificata per dei mesi e avevamo scorte di ogni genere, ma non si capiva perché nessuno avesse previsto che ci sarebbe mancato il sesso.
-Potevamo imbarcarne almeno uno dei nostri soliti tangheri.
-Un mese di navigazione è lungo da passare.
A male estremi, estremi rimedi: dovevamo arrangiarci fra di noi.
-Qualcuno si offre volontario?
Silenzio di tomba.
-Un modo c'è: tiriamo a sorte.
-Uno non basta, ci serve fare il paio, altrimenti sai che sforzo.
La paglia più corta è toccata ai due più ruspanti, che mai e poi mai si sarebbero sognati di starci di loro spontanea volontà. Però però con mio grande stupore non hanno mosso troppe obiezioni.
-Stasera diamo fuoco alle polveri.
-Ostrega sì.
-E vabbè.
Venne il momento e i prescelti chiesero di essere almeno bendati. Poi come condannati al patibolo li abbiamo fatti piegare. Che bel sedere che hanno tirato fuori. Che grande trombata gli abbiamo riservato. Non hanno fatto storie di nessun tipo. Qualche gemiti strozzato in gola dovevamo aspettarcelo ma tutto sommato hanno tenuto fede ai patti e alla legge del caso, che questa volta è stata anche la legge del cazzo in alto mare, più duro e voglioso che mai.
Volevamo sapere come c'erano rimasti e ci hanno biascicato non senza un po' di vergogna che non era andata poi così male.
Squadra vincente non si cambia. Di fare a rotazione non era per niente stabilito. Loro lo prendevano sempre più volentieri e per tutto il viaggio si sono rassegnati, a tal punto che gli ultimi giorni si sono lanciati anche in pompa. E che bravi!
Una volta sulla terraferma, appena giunti a Brasilia, patria di follie erotiche e di occasioni gay a sperpero, potevano rientrare nei ranghi ma non hanno voluto, e da allora un po' ce li facciamo noi oppure vanno in cerca.
-Vi è venuto a piacere?
-Non sapete cosa ci si perde a negarsi.
Tanto ci hanno incuriosito che di nascosto ci siamo offerti pure noi, a degli energumeni del posto che ci hanno fatto trasalire. E da quel giorno, troia io e troie loro, il nostro sedere non restò mai disoccupato. A saperlo prima che faceva così bene.
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