Sua prima volta
di
IL MICROBO
genere
gay
SUA PRIMA VOLTA
Portava in giro il più bel sederino del rione, Ben installato sopra un fisico da favola, torace sportivo, schiena diritta, fianchi stretti, ventre piatto, cosce tornite a sbuffo, da calciatore. Mi aveva chiesto un'infinità di volte se per favore lo iniziavo al sesso e che era pronto a fare tutto quello che avessi preteso da lui. Ma fino al giorno del suo 18° l'ho tenuto a freno. È una mia regola senza deroghe, non voglio impicci con minori, per magari tirarmi addosso rimbrotti, recriminazioni o peggio che peggio ricatti. Aveva sentito i resoconti degli amici più grandi che mi ero già fatto e voleva a tutti i costi che fossi io a togliergli la verginità. Per il suo compleanno gli ho allungato un regalino (un paio di tanga rossi e delle autoreggenti dello stesso colore) e l'ho invitato a passare a trovarmi verso sera. Ha suonato. L'ho fatto entrare. Neanche il tempo di salutarlo che si era già levata la tuta, sfoggiando d'incanto il suo corpo ben indossato con quelle cosette. Mi è caduto in ginocchio per schioccarmi un bacio sul pacco (che già avevo in subbuglio) ed accarezzarlo con la mano, con movimenti pieni di malizia, da vera birba. Senza che gli dicessi niente mi ha slacciato la cintura e ha tirato giù la cerniera, tuffandosi dentro i miei slip. Li ha afferrati a due mani abbassandoli quel tanto da mostrargli tutto. Ero sul chi va là, a squadra, e lo ha preso in bocca. L'ho lasciato succhiare.
-Ti piace il mio uccello?
-Lo sognavo da tanto.
Gli stavo per chiedere se era sicuro di volerlo ricevere dentro, quando si è girato in piega scostando la stringa del peri. Che culo! Che buchetto roseo! Come fare a resistergli. Colpo secco ed è stato mio.
Portava in giro il più bel sederino del rione, Ben installato sopra un fisico da favola, torace sportivo, schiena diritta, fianchi stretti, ventre piatto, cosce tornite a sbuffo, da calciatore. Mi aveva chiesto un'infinità di volte se per favore lo iniziavo al sesso e che era pronto a fare tutto quello che avessi preteso da lui. Ma fino al giorno del suo 18° l'ho tenuto a freno. È una mia regola senza deroghe, non voglio impicci con minori, per magari tirarmi addosso rimbrotti, recriminazioni o peggio che peggio ricatti. Aveva sentito i resoconti degli amici più grandi che mi ero già fatto e voleva a tutti i costi che fossi io a togliergli la verginità. Per il suo compleanno gli ho allungato un regalino (un paio di tanga rossi e delle autoreggenti dello stesso colore) e l'ho invitato a passare a trovarmi verso sera. Ha suonato. L'ho fatto entrare. Neanche il tempo di salutarlo che si era già levata la tuta, sfoggiando d'incanto il suo corpo ben indossato con quelle cosette. Mi è caduto in ginocchio per schioccarmi un bacio sul pacco (che già avevo in subbuglio) ed accarezzarlo con la mano, con movimenti pieni di malizia, da vera birba. Senza che gli dicessi niente mi ha slacciato la cintura e ha tirato giù la cerniera, tuffandosi dentro i miei slip. Li ha afferrati a due mani abbassandoli quel tanto da mostrargli tutto. Ero sul chi va là, a squadra, e lo ha preso in bocca. L'ho lasciato succhiare.
-Ti piace il mio uccello?
-Lo sognavo da tanto.
Gli stavo per chiedere se era sicuro di volerlo ricevere dentro, quando si è girato in piega scostando la stringa del peri. Che culo! Che buchetto roseo! Come fare a resistergli. Colpo secco ed è stato mio.
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