Il Master del sex shop (13)
di
serendipi2016
genere
dominazione
CAPITOLO 13 L’INIZIO DEL DEGRADO
“Così la nostra seria professionista da questa sera sarà solo la mia puttana, beninteso che non mi opporrò neppure alle scelte di Sacha dopo che gli avrai consegnato le foto che le hai fatto”
Senza che gli rispondessimo lui continuò rivolto a Silvia “Chi l’avrebbe mai detto che alla fine con tutte le tue arie avresti finito per venderti ad un altro uomo, non è quello che immaginavi nelle tue fantasie"
“Se lo scordi – alzò la voce in un tentativo di ribellione - non tradirei mai mio marito, si le fantasie le ho ma se lo dovessi fare non lo farei di certo con lei. Verrò con lei in quel locale ma niente di più e lo farò solo perchè venga mantenuto tutto segreto tra noi ”
“Forse non hai capito adesso che conosco i tuoi segreti voglio recuperare tutto il tempo che ho perso nel desiderarti disponibile mentre mi snobbavi, invece ora ti darai da fare per soddisfare anche le altre mie richieste”
“Non voglio diventare la sua puttana privata – rispose stizzita – se ne vada a cercare un’altra a pagamento”
“appunto. Allora dimmi quanto vuoi?” stava diventando offensivo e pensammo scherzasse, invece ci lasciò allucinati e tolse da tasca cinquanta euro.
Le si avvicinò sfregando la banconota da cinquanta euro contro la pelle nuda del seno di Silvia che lo guardava silenziosa. Lui piegò la banconota le scoprì la coscia fino alla balza delle calze e volgarmente gliela infilò. “Intanto per il momento prendi questi poi vedrò quanto vali”
Non stava scherzando. La stava umiliando non solo per la prestazione che le stava chiedendo ma anche per l’offerta insignificante.
Se con Sacha pensavo di poter condividere le proposte, anche se non avevo ancora capito quanto Silvia le credesse vere pur continuando a giocarvici fantasticando spinta dal suo esibizionismo masochistico immaginandosi una schiava da affidarsi a lui, ora c’era un’altra persona imprevista e la richiesta era ancor più estrema, ora eravamo davanti ad un fatto concreto Dunkel le chiedeva di prostituirsi per lui, pagandola come una volgare prostituta.
Con Sacha pensavo di poterne condividere le proposte per vederla trasformarsi come desideravo. La mia schiava, avevo pensato, anche quando avevo deciso che l’indomani avrei consegnato al russo le foto che mi aveva chiesto. Immaginavo di vederla realmente davanti a quell’uomo, vederla sottomessa a lui. Avevo condiviso con Silvia nelle nostre fantasie quella decisione di un suo esibizionismo spinto, una schiava da affidare a Sacha. Il mio desiderio era che Silvia appartenesse a lui, per quanto cercassi di soffocare le mie fantasie dovevo ammettere che pure io avrei voluto vederla cadere sempre più in basso obbligata a cedere a richieste che la facessero vergognare sempre di più. Non sapevo cosa avesse in serbo Sacha per lei, ma quello che stava succedendo ora era diverso.
Certo Silvia sembrava avere dei momenti di ribellione ma era innegabile che era una Silvia diversa quella che vedevo che stava entrando in quella sua nuova condizione anche davanti ad una persona che aveva sempre detestato.
Stavo provando una sensazione di forte gelosia contrariamente alle fantasie con cui avevamo giocato e lasciarla completamente nelle mani di quell’uomo non era certo quello che volevo eppure lasciai che Dunkel continuasse nelle sue richieste non fosse altro per vedere fin dove lei sarebbe arrivata.
Giocai la parte “mi sembra poco per soddisfare tutti i vostri desideri soppressi per anni, merita di più e sarete soddisfatto per la sua disponibilità” Quelle parole mi rimasero in gola e vidi Silvia sgranare gli occhi allucinata.
Dunkel accondiscese e senza sbattere ciglio prese mille euro “per tutta la notte ma succhierà senza profilattico” ed infilò la banconota vicino alla precedente.
Non riuscii a contrastare la sua follia e mi resi conto che la stavo cedendo come una vera prostituta e finii col dire la frase più volgare ed offensiva che mi passò per la testa “ per quel prezzo non ci saranno problemi potrete divertirvi come volete”
Silvia tacque.
“vedi che porca viziosa che sei, già calata nella parte senza ribellarti” la riprese Dunkel.
Ero senza parole anche se alla fine l’autore della sceneggiata ero stato proprio io. Silvia di ghiaccio si era lasciata fare La sua passività raffreddò la mia gelosia e al contrario, fece crescere anche la mia eccitazione nel vederla cadere sempre più in basso passare dalle fantasie alla realtà come se stessimo dando una svolta alla nostra vita. L’idea potesse cedere alle richieste del notaio per trascinarla nella perdizione della prostituzione mi metteva i brividi e mi eccitava allo stesso tempo.
Silvia fece velocemente alcuni passi e mi abbracciò.
“digli di smettere” mi implorò
“che bell’immagine – si prese gioco di noi – sembrate due piccioncini”
Sicuro di se ci disse che sarebbe andato a prendere l’auto per raggiungere il locale
In un lampo di lucidità Silvia con la voce rotta “mi sto vergognando a morte lui è il nostro vicino, mi ha vista così. Non possiamo assecondarlo, non dove vuole andare lui non sappiamo neanche chi ci potremmo trovare” Mi stava forse chiedendo di continuare, che il gioco le piaceva, ma non li fuori, non in quel locale sconosciuto.
Che risposta si aspettava? Ero un folle, un perverso , un depravato, le parole uscirono meccanicamente e probabilmente la mia risposta così decisa la sconvolse “Ormai il nostro vicino conosce il nostro segreto e sarà difficile convincerlo di lasciar perdere e ancor meno dimenticare l’accaduto credo che tu debba accettare di accompagnarlo in chissà quale locale”
“Vuoi veramente che passi il resto della notte con lui? Vorresti veramente che diventassi la sua puttana e non solo per questa sera?”
La sua voce si era fatta più dolce mescolando paura ed incredulità. Lo sapeva benissimo che non c’erano altri modi per mantenere con il notaio il nostro segreto.
“giocherai a fare la puttana che è quello che hai sempre sognato – le dissi desiderandolo perversamente senza immaginare cosa avrebbe invece comportato.
“Ora Dunkel tornerà ti prenderà con se come una di quelle ragazze che vedavamo passare sui marciapiedi della periferia e potrà disporre di te a suo piacimento è impaziente di approfittare di quello che gli offri, del resto lui ti ha chiesto chi eri e tu gli hai risposto una puttana”
La lasciai senza parole.
“Stai per diventare la sua puttana e da quello che ho capito chissà per quanto tempo. Hai accettato volontariamente di abbandonarti nelle sue mani e per quale motivo ora dovrei impedirgli di fare quello che vuole da te? Fare la puttana come nelle tue fantasie era il tuo desiderio”
Balbettò che erano solo delle fantasie così io continuai “Ti ricordi quando sulla statale vedevamo tutte quelle puttane seminude e tu commentavi schifata di come potesse una donna mostrarsi in quel modo? Adesso anche tu sembri una di loro e mi sembra che ti sia ben calata nella parte”
Si sollevò la spallina della sottoveste coprendosi il seno. Abbassò lo sguardo. Capii cosa si aspettava così con il cuore che vibrava aggiunsi “Sei come una di loro, hai giocato a fare la puttana per me, ora lo sei veramente”
Silvia sembrò impallidire “ma….ma – balbettò – non puoi pensarlo veramente io .. io non posso , tu mi hai spinto a fare cose che non avrei mai immaginato di fare e con il notaio per giunta”
“io volevo solo giocare con te e tu hai accettato, ma le cose sono andate diversamente, non mi sarei mai aspettato che tu potessi lasciarti trascinare così in basso. Ti vergognavi ad uscire con quella sottoveste e ti lasci trattare in questo modo restando mezza nuda ”
Silvia per la prima volta ebbe un lampo di stizza “non ti ho mai tradito, come puoi pensare che lo faccia ora, io mi sono lasciata andare perché pensavo che fosse quello che volevi, niente di più , ma da li al resto ce ne passa vuoi che faccia la sua puttana? Lo vuoi veramente?””
Sembrava volesse riversare su di me tutte le colpe dopo che anche lei aveva partecipato con complicità abbandonandosi nelle mani del russo. Non mi andava di essere colpevolizzato in quel modo e allora reagii.
“io non voglio niente, mi limito ad osservare che ti sei lasciata accarezzare come se fossi veramente una prostituta nelle mani di un cliente, senza che io ti chiedessi di farlo” conclusi.
Mi svincolai dal suo abbraccio e senza alcuna delicatezza le scoprii la coscia indicandole le banconote nella balza della calza. “ Guarda ti sei lasciata pure pagare” Lei con voce flebile mi fermò “Scusami ti prego ti amo ma non sono riuscita a reagire mi ha preso alla sprovvista”
Senza che le chiedessi altro confessò i suoi sentimenti “Mi hai ingannata, non volevo mi vedesse vestita in questo modo ma, quando mi sono trovata davanti a lui ho scoperto un piacere che non avevo mai provato più forte delle nostre fantasie. Tanta vergogna ma cresceva il mio desiderio consapevole di iniziare qualcosa che non so dove mi potrà portare ma che non riesco ad arrestare”
Sentii dei brividi corrermi lungo la schiena; era ormai calata nella parte e avrei detto perversamente ed irrimediabilmente sottomessa.
Si interruppe solo il tempo di prendere fiato.
“Ma hai sentito cosa vuole? Mi vuole disponibile in qualunque momento abbigliata tanto succintamente perché sembri disponibile come una volgare prostituta senza che io mi possa ribellare”
La voce si fece più sommessa e tremula. Non potevo credere che mia moglie volesse realmente accettare di degradarsi a quelle richieste così umilianti si fermò per un attimo fissandomi intensamente e con una smorfia riprese “pensa a cosa mi potrebbe chiedere – lasciò una pausa – ed ho paura che non sarei capace di rifiutarglielo”
Per la prima volta ebbi paura, paura di perdere il controllo su di noi sui suoi desideri e fui preso da un senso di rabbia.
“Pensa cosa vorrebbe. Noi in casa, lui ti chiama e vai da lui,. Sei veramente una puttana dentro non è così, non era quello che fantasticavamo?”
“si – sussurrò Silvia e subito dopo si corresse – no, non so sono scossa, turbata, non so cosa sto dicendo nelle fantasie, non dal vero dove ho un lavoro serio, sono sposata con te non posso fare la puttana del nostro vicino di casa”
Ripensai alla prima sera :“credi che non me ne fossi accorto la sera delle prime foto parlavi nel sonno. Avevi paura era quella di passare per una moglie poco seria, di darmi l’immagine della puttana e adesso sei disposta ad andare in un locale notturno con lui vestita in questo ed accettare tutto il resto”
Silvia aveva la voce spezzata “perdonami non l’ho mai fatto, ma cosa posso fare”
“Possiamo risalire in casa senza aspettarlo ma sono certo che non è quello che vuoi, altrimenti saresti già fuggita ma, soprattutto avresti bisogno che non sia io ma un estraneo, che sappia trasformarti senza ritegno”
Fissai Silvia aspettando la sua risposta, ero certo che ad una domanda così diretta sarebbe rinsavita ed io l’avrei fatto subito dopo di lei, invece fu esattamente il contrario. Avevo colto nel segno .
“amore – fu la prima volta nella sera ad essere mielosa – mi stai facendo vergognare di me stessa. Mi sono lasciata andare con la fantasia di quel Sacha e delle foto che volevi mostrargli – non capivo se lo pensasse ancora come una fantasia che avevo inventato - sei tu il mio uomo, io mi sono offerta a te è per te che gioco a fare la puttana. Volevo giocare con te, oltrepassare i limiti del nostro pudore, ma ora non so cosa sia successo, forse la paura che il notaio racconti a tutti come mi ha visto ma forse lui mi ha aperto un universo che non conoscevo, non so neppure io come spiegartelo.” Lo diceva sinceramente.
Mi strinse ancora più forte e senza guardarmi continuò “lo so è assurdo ma mi sono eccitata anche se sono anche consapevole di iniziare qualcosa che non so dove mi potrà portare. Già posando per quelle foto, camminare per strada solo con questo straccetto indosso ma, trovarmi esibita a Dunkel - Abbassò lo sguardo - mi sono lasciata andare ai tuoi desideri”
“fingere di adescare uno sconosciuto nella via sotto casa lo chiami un mio desiderio?”
Cercò ancora di trovare delle spiegazioni “ma noi siamo complici, sei l’unica persona che conosce i miei desideri più perversi”
Era vero e glielo dissi ma questa volta sarebbe stato diverso “Hai accettato senza batter ciglio che ti pagasse come una prostituta”.
“Tu non gli hai detto niente e gli hai dato il permesso di trattarmi come se fosse veramente il mio cliente?”
“si e tu gli hai confessato di essere la sua puttana” le risposi sommessamente Si guardò intorno e sollevò provocatoriamente il bordo della sottoveste scoprendosi il sesso “e tu mi hai venduta come una prostituta” Quello che mi chiese mi sconvolse abbracciandomi seminuda “… e tu mi terresti con te anche se lo diventassi?”
Le confessai le volte che passando davanti a falò di prostitute sulle statali avevo immaginato di vederla vestita in quel modo “ questa sera tu sei come una di loro e se ti ho fatto uscire in mezzo alla strada facendoti tutte quelle foto per Sacha era come se lo stessimo facendo veramente senza vergogna di tenerti tra le braccia come una prostituta ”
“Allora trattami come una puttana, sono tua fai quello che vuoi”
“lo sai che non sarà così” le risposi “perché le regole come vedi non le fisserei io e tu le dovresti solo rispettare e ancor peggio se le dovesse fissare Dunkel e – la mia voce si fece seria – ci sono le foto da dare a Sacha”
Con una voce tremante Silvia cercò di rispondere “ho immaginato di volerlo…. Forse si lo volevo ma è difficile passare dalla fantasia alla realtà”
Era una frase che diceva tutto e niente ,la paura di un percorso di perversione o come mi aveva detto i giorni precedenti Sacha mostrassi per quello che sarebbe diventata l'avrebbe fatta vergognare
Sentii dei brividi corrermi lungo la schiena; era ormai calata nella parte e avrei detto perversamente ed irrimediabilmente sottomessa ma chi di più a Sacha o Dunkel od entrambi?
Lei prese fiato prima di riprendere balbettando. Il mio cuore batteva all’impazzata nel sentire simili volgarità, non potevo credere che la seria e altezzosa professionista si era abbassata a simili sconcezze tanto,
La mia immaginazione più perversa non sarebbe arrivata a tanto. Dunque Silvia acconsentiva di trasformarsi in una schiava ubbidiente disposta ad accettare qualunque cosa anche la più infamante.
Mi aspettavo una ferma reazione di Silvia.
“Ma non posso pensare che sia vero, non puoi neanche pensare che … - si interruppe quasi non trovando le parole - Mi spaventi se pensi veramente queste cose, non sono normali . Ti rendi conto anche tu che a queste condizioni non possiamo continuare. Lasciare che uno sconosciuto mi tratti come una puttana e ancor peggio diventare la sua schiava per i prossimi giorni o la modella da esporre in uno squallido sex shop?”
Prima che potessi pensare ad una risposta lei continuò “ammettiamo che accetti cosa potrebbe succedere?”
Sentii il cuore partire a mille ed il sesso irrigidirsi
Silvia sembrava decisa “mi ecciti troppo con queste fantasie”.
“Non sono fantasie ti dovrai adattare ad un nuovo modo di vita sottomessa alle sue richieste o dovrei dire il tuo padrone o il tuo cliente?” usai di nuovo quella parola direttamente senza mezzi termini. Silvia non sembrava essere scossa più di tanto.
“Beh,si…. se tu lo vuoi… mi lascerei andare….” La vedevo titubante e lasciai cadere il discorso nel vago perché volevo che me lo chiedesse ancor più apertamente “io non voglio importi nulla, non ti ci vedo proprio. Non è solo lasciarsi andare ma essere pronta senza mezze misure ad essere dominata da un master che non si porrà scrupoli nello spingerti verso ciò che da sempre hai evitato per arrivare a toccare il fondo scoprendo il gusto perverso della sottomissione”.
“e tu accetteresti senza dire niente?”
“al punto in cui siamo arrivati direi che è troppo tardi per chiedersi se mi piaccia o no. Quello che che ho visto è che ti ecciti sentirti obbligata a cedere a richieste indecenti diventare una serva, una sguattera una schiava pulire pavimenti e servire seminuda in una cena di soli uomini e che tu hai voglia di diventare la sua puttana”
Cogliere quel suo conflitto interiore mi eccitava e non mi riconoscevo più ma la paura che lei volesse fermare tutto mi angosciava.
Infatti fu così
“Basta, è un discorso che è andato troppo oltre”
Non riuscii a trattenermi cercando di provocarla “non eri tu che avresti voluto andare seminuda nel locale del tuo cliente, ora ne avresti veramente l’opportunità e sono certo che è quello che vuoi”
“Ancora non capisci o non vuoi capire, Sacha esiste veramente ed io ti ho offerta a lui perché ti sappia piegare alle sue richieste. Per completare quella trasformazione lui si spingerà sempre più lontano.”.
“ma ti rendi conto cosa mi stai chiedendo? Appartenere ad un altro e non avere altra scelta.”.
“non sei ancora soddisfatto hai mostrato le foto di tua moglie indecente ad un estraneo - chiese titubante - Cosa vuoi fare ancora?”
Parlai come Sacha “Lui ti insegnerà ad osare di più, a mostrarti più impudicamente in mezzo ad altra gente che ti possa ammirare cambiare il modo di vestirti abiti fascianti, minigonne e poi calze e reggicalze in bella mostra, ti saprà insegnare ad esibire meglio la tua sensualità . La sua educazione si spingerà fino a farti accettare la completa sottomissione trasformandoti prima nella sua schiava, poi in una donna docile e sottomessa la sua puttana privata disposta a fare tutto ciò che io non avrei mai immaginato chiederti”
“io non voglio essere educata da nessuno e tu non hai bisogno di esibirmi ad altri per sapere che sono tua, e te l’ho detto mi posso vestire come vuoi per te, ma pensare che qualcun altro mi possa vedere così mi fa stare male… mi vergogno e mi sento soffocare dall’agitazione ma non riesco ribellarmi, cosa mi succede, cosa ci succede? E ora?”
“ora però si è intromesso anche il nostro vicino e credo che le cose si siano complicate”. La vidi cambiare espressione del volto
“dai non scherzare, non puoi neanche pensare che - si interruppe quasi non trovando le parole - ….Dunkel mi ha chieste cose impossibili, inimmaginabili per una signora per bene come me”
“Sacha è stato ancora più chiaro, quando porterò le foto a Sacha poi deciderà lui cosa chiederti di nuovo ed io non mi opporrò” dovrai accettare ogni sua richiesta”
“Come ad esempio?” questa volta mi rispose quasi spaventata.
“Ci saranno altre foto ancora più sconce che Sacha mostrerà ai clienti del suo locale”
si fece seria “Dunkel e Sacha ma vuoi veramente che diventi la loro schiava sessuale una puttana per i prossimi mesi?”
Decisi di esser provocatorio e volgare.
“Una che si struscia sulla porta del nostro vicino e poi si lascia pagare non può che restare per sempre nelle loro mani, sei la loro puttana ed è quello che vuoi”.
Sentivo una perversa eccitazione solo nell’usare un linguaggio così crudo.
Silvia restò un attimo in silenzio, abbassò la testa “quello che mi hai fatto fare mi inquieta ancora.”
Sembrava imbarazzata nell’ammettere quello che era successo.
Non le diedi tregua “ e non ti sei ribellata”, vero?”
Abbassò di nuovo lo sguardo “ si – ammise – non so cosa mi è preso ed ho avuto paura. Mi sono vergognata di stare fuori in strada seminuda davanti a lui , ho creduto di morire quando mi ha sfiorato con la banconota”
“E ora aspettiamo che ritorni per poter offrirti interamente a lui”
La vidi esitare “Ero terrorizzata. Non ho più capito fin dove arriva il gioco, la fantasia e dove incominciava la realtà”
Riprese fiato e continuò lasciandomi senza parole “ si mi sono eccitata, e voglio abbandonarmi nelle tue mani mi potrai chiedere ciò che vuoi, asseconderò ad ogni tua voglia, nel modo in cui tu vorrai ma sinceramente se Sacha esistesse veramente non saprei… forse..ma sarebbe difficile digerirlo ma sento che lo farò”
Quella sua affermazione mi convinse ad essere più duro “Era quello che volevi- mi feci ancora più serio – io non mi opportò a nessun delle sue richieste e se diventasse ancor più esigente tu dovrai accettare tutto quello che potrebbe chiedere”
“Non ti sembra di esserci spinti troppo in là. Mi hai offerta a Dunkel vuoi mostrare quelle foto ad uno sconosciuto Sono … sono la puttana di Dunkel.” Ripeté Silvia sempre con un filo di voce, quasi tremando.
Con un dito si toccò il collare ed il lucchetto che faceva bella vista davanti alla sua fossetta del collo: “Si fammi diventare la schiava di questo Sacha lo accompagnerò dove vuole semi vestita come vuole non ho paura, ho voglia di assecondare le tue richieste ,ma non so come dirtelo, mi vergogno”
Era inimmaginabile, si stava convincendo. “ma se incontrassimo qualcuno che mi conosce, ci pensi”
Dunkel parcheggiò l’auto dal lato opposto delle strada sotto un lampione. Scese ed attraversò il viale dirigendosi verso di noi. Lei lo fissò “ormai sono una puttana,vero?”
Spero di aver soddisfatto le attese!
A presto,o forse finisce qui
Serendipi2016@liberomail
“Così la nostra seria professionista da questa sera sarà solo la mia puttana, beninteso che non mi opporrò neppure alle scelte di Sacha dopo che gli avrai consegnato le foto che le hai fatto”
Senza che gli rispondessimo lui continuò rivolto a Silvia “Chi l’avrebbe mai detto che alla fine con tutte le tue arie avresti finito per venderti ad un altro uomo, non è quello che immaginavi nelle tue fantasie"
“Se lo scordi – alzò la voce in un tentativo di ribellione - non tradirei mai mio marito, si le fantasie le ho ma se lo dovessi fare non lo farei di certo con lei. Verrò con lei in quel locale ma niente di più e lo farò solo perchè venga mantenuto tutto segreto tra noi ”
“Forse non hai capito adesso che conosco i tuoi segreti voglio recuperare tutto il tempo che ho perso nel desiderarti disponibile mentre mi snobbavi, invece ora ti darai da fare per soddisfare anche le altre mie richieste”
“Non voglio diventare la sua puttana privata – rispose stizzita – se ne vada a cercare un’altra a pagamento”
“appunto. Allora dimmi quanto vuoi?” stava diventando offensivo e pensammo scherzasse, invece ci lasciò allucinati e tolse da tasca cinquanta euro.
Le si avvicinò sfregando la banconota da cinquanta euro contro la pelle nuda del seno di Silvia che lo guardava silenziosa. Lui piegò la banconota le scoprì la coscia fino alla balza delle calze e volgarmente gliela infilò. “Intanto per il momento prendi questi poi vedrò quanto vali”
Non stava scherzando. La stava umiliando non solo per la prestazione che le stava chiedendo ma anche per l’offerta insignificante.
Se con Sacha pensavo di poter condividere le proposte, anche se non avevo ancora capito quanto Silvia le credesse vere pur continuando a giocarvici fantasticando spinta dal suo esibizionismo masochistico immaginandosi una schiava da affidarsi a lui, ora c’era un’altra persona imprevista e la richiesta era ancor più estrema, ora eravamo davanti ad un fatto concreto Dunkel le chiedeva di prostituirsi per lui, pagandola come una volgare prostituta.
Con Sacha pensavo di poterne condividere le proposte per vederla trasformarsi come desideravo. La mia schiava, avevo pensato, anche quando avevo deciso che l’indomani avrei consegnato al russo le foto che mi aveva chiesto. Immaginavo di vederla realmente davanti a quell’uomo, vederla sottomessa a lui. Avevo condiviso con Silvia nelle nostre fantasie quella decisione di un suo esibizionismo spinto, una schiava da affidare a Sacha. Il mio desiderio era che Silvia appartenesse a lui, per quanto cercassi di soffocare le mie fantasie dovevo ammettere che pure io avrei voluto vederla cadere sempre più in basso obbligata a cedere a richieste che la facessero vergognare sempre di più. Non sapevo cosa avesse in serbo Sacha per lei, ma quello che stava succedendo ora era diverso.
Certo Silvia sembrava avere dei momenti di ribellione ma era innegabile che era una Silvia diversa quella che vedevo che stava entrando in quella sua nuova condizione anche davanti ad una persona che aveva sempre detestato.
Stavo provando una sensazione di forte gelosia contrariamente alle fantasie con cui avevamo giocato e lasciarla completamente nelle mani di quell’uomo non era certo quello che volevo eppure lasciai che Dunkel continuasse nelle sue richieste non fosse altro per vedere fin dove lei sarebbe arrivata.
Giocai la parte “mi sembra poco per soddisfare tutti i vostri desideri soppressi per anni, merita di più e sarete soddisfatto per la sua disponibilità” Quelle parole mi rimasero in gola e vidi Silvia sgranare gli occhi allucinata.
Dunkel accondiscese e senza sbattere ciglio prese mille euro “per tutta la notte ma succhierà senza profilattico” ed infilò la banconota vicino alla precedente.
Non riuscii a contrastare la sua follia e mi resi conto che la stavo cedendo come una vera prostituta e finii col dire la frase più volgare ed offensiva che mi passò per la testa “ per quel prezzo non ci saranno problemi potrete divertirvi come volete”
Silvia tacque.
“vedi che porca viziosa che sei, già calata nella parte senza ribellarti” la riprese Dunkel.
Ero senza parole anche se alla fine l’autore della sceneggiata ero stato proprio io. Silvia di ghiaccio si era lasciata fare La sua passività raffreddò la mia gelosia e al contrario, fece crescere anche la mia eccitazione nel vederla cadere sempre più in basso passare dalle fantasie alla realtà come se stessimo dando una svolta alla nostra vita. L’idea potesse cedere alle richieste del notaio per trascinarla nella perdizione della prostituzione mi metteva i brividi e mi eccitava allo stesso tempo.
Silvia fece velocemente alcuni passi e mi abbracciò.
“digli di smettere” mi implorò
“che bell’immagine – si prese gioco di noi – sembrate due piccioncini”
Sicuro di se ci disse che sarebbe andato a prendere l’auto per raggiungere il locale
In un lampo di lucidità Silvia con la voce rotta “mi sto vergognando a morte lui è il nostro vicino, mi ha vista così. Non possiamo assecondarlo, non dove vuole andare lui non sappiamo neanche chi ci potremmo trovare” Mi stava forse chiedendo di continuare, che il gioco le piaceva, ma non li fuori, non in quel locale sconosciuto.
Che risposta si aspettava? Ero un folle, un perverso , un depravato, le parole uscirono meccanicamente e probabilmente la mia risposta così decisa la sconvolse “Ormai il nostro vicino conosce il nostro segreto e sarà difficile convincerlo di lasciar perdere e ancor meno dimenticare l’accaduto credo che tu debba accettare di accompagnarlo in chissà quale locale”
“Vuoi veramente che passi il resto della notte con lui? Vorresti veramente che diventassi la sua puttana e non solo per questa sera?”
La sua voce si era fatta più dolce mescolando paura ed incredulità. Lo sapeva benissimo che non c’erano altri modi per mantenere con il notaio il nostro segreto.
“giocherai a fare la puttana che è quello che hai sempre sognato – le dissi desiderandolo perversamente senza immaginare cosa avrebbe invece comportato.
“Ora Dunkel tornerà ti prenderà con se come una di quelle ragazze che vedavamo passare sui marciapiedi della periferia e potrà disporre di te a suo piacimento è impaziente di approfittare di quello che gli offri, del resto lui ti ha chiesto chi eri e tu gli hai risposto una puttana”
La lasciai senza parole.
“Stai per diventare la sua puttana e da quello che ho capito chissà per quanto tempo. Hai accettato volontariamente di abbandonarti nelle sue mani e per quale motivo ora dovrei impedirgli di fare quello che vuole da te? Fare la puttana come nelle tue fantasie era il tuo desiderio”
Balbettò che erano solo delle fantasie così io continuai “Ti ricordi quando sulla statale vedevamo tutte quelle puttane seminude e tu commentavi schifata di come potesse una donna mostrarsi in quel modo? Adesso anche tu sembri una di loro e mi sembra che ti sia ben calata nella parte”
Si sollevò la spallina della sottoveste coprendosi il seno. Abbassò lo sguardo. Capii cosa si aspettava così con il cuore che vibrava aggiunsi “Sei come una di loro, hai giocato a fare la puttana per me, ora lo sei veramente”
Silvia sembrò impallidire “ma….ma – balbettò – non puoi pensarlo veramente io .. io non posso , tu mi hai spinto a fare cose che non avrei mai immaginato di fare e con il notaio per giunta”
“io volevo solo giocare con te e tu hai accettato, ma le cose sono andate diversamente, non mi sarei mai aspettato che tu potessi lasciarti trascinare così in basso. Ti vergognavi ad uscire con quella sottoveste e ti lasci trattare in questo modo restando mezza nuda ”
Silvia per la prima volta ebbe un lampo di stizza “non ti ho mai tradito, come puoi pensare che lo faccia ora, io mi sono lasciata andare perché pensavo che fosse quello che volevi, niente di più , ma da li al resto ce ne passa vuoi che faccia la sua puttana? Lo vuoi veramente?””
Sembrava volesse riversare su di me tutte le colpe dopo che anche lei aveva partecipato con complicità abbandonandosi nelle mani del russo. Non mi andava di essere colpevolizzato in quel modo e allora reagii.
“io non voglio niente, mi limito ad osservare che ti sei lasciata accarezzare come se fossi veramente una prostituta nelle mani di un cliente, senza che io ti chiedessi di farlo” conclusi.
Mi svincolai dal suo abbraccio e senza alcuna delicatezza le scoprii la coscia indicandole le banconote nella balza della calza. “ Guarda ti sei lasciata pure pagare” Lei con voce flebile mi fermò “Scusami ti prego ti amo ma non sono riuscita a reagire mi ha preso alla sprovvista”
Senza che le chiedessi altro confessò i suoi sentimenti “Mi hai ingannata, non volevo mi vedesse vestita in questo modo ma, quando mi sono trovata davanti a lui ho scoperto un piacere che non avevo mai provato più forte delle nostre fantasie. Tanta vergogna ma cresceva il mio desiderio consapevole di iniziare qualcosa che non so dove mi potrà portare ma che non riesco ad arrestare”
Sentii dei brividi corrermi lungo la schiena; era ormai calata nella parte e avrei detto perversamente ed irrimediabilmente sottomessa.
Si interruppe solo il tempo di prendere fiato.
“Ma hai sentito cosa vuole? Mi vuole disponibile in qualunque momento abbigliata tanto succintamente perché sembri disponibile come una volgare prostituta senza che io mi possa ribellare”
La voce si fece più sommessa e tremula. Non potevo credere che mia moglie volesse realmente accettare di degradarsi a quelle richieste così umilianti si fermò per un attimo fissandomi intensamente e con una smorfia riprese “pensa a cosa mi potrebbe chiedere – lasciò una pausa – ed ho paura che non sarei capace di rifiutarglielo”
Per la prima volta ebbi paura, paura di perdere il controllo su di noi sui suoi desideri e fui preso da un senso di rabbia.
“Pensa cosa vorrebbe. Noi in casa, lui ti chiama e vai da lui,. Sei veramente una puttana dentro non è così, non era quello che fantasticavamo?”
“si – sussurrò Silvia e subito dopo si corresse – no, non so sono scossa, turbata, non so cosa sto dicendo nelle fantasie, non dal vero dove ho un lavoro serio, sono sposata con te non posso fare la puttana del nostro vicino di casa”
Ripensai alla prima sera :“credi che non me ne fossi accorto la sera delle prime foto parlavi nel sonno. Avevi paura era quella di passare per una moglie poco seria, di darmi l’immagine della puttana e adesso sei disposta ad andare in un locale notturno con lui vestita in questo ed accettare tutto il resto”
Silvia aveva la voce spezzata “perdonami non l’ho mai fatto, ma cosa posso fare”
“Possiamo risalire in casa senza aspettarlo ma sono certo che non è quello che vuoi, altrimenti saresti già fuggita ma, soprattutto avresti bisogno che non sia io ma un estraneo, che sappia trasformarti senza ritegno”
Fissai Silvia aspettando la sua risposta, ero certo che ad una domanda così diretta sarebbe rinsavita ed io l’avrei fatto subito dopo di lei, invece fu esattamente il contrario. Avevo colto nel segno .
“amore – fu la prima volta nella sera ad essere mielosa – mi stai facendo vergognare di me stessa. Mi sono lasciata andare con la fantasia di quel Sacha e delle foto che volevi mostrargli – non capivo se lo pensasse ancora come una fantasia che avevo inventato - sei tu il mio uomo, io mi sono offerta a te è per te che gioco a fare la puttana. Volevo giocare con te, oltrepassare i limiti del nostro pudore, ma ora non so cosa sia successo, forse la paura che il notaio racconti a tutti come mi ha visto ma forse lui mi ha aperto un universo che non conoscevo, non so neppure io come spiegartelo.” Lo diceva sinceramente.
Mi strinse ancora più forte e senza guardarmi continuò “lo so è assurdo ma mi sono eccitata anche se sono anche consapevole di iniziare qualcosa che non so dove mi potrà portare. Già posando per quelle foto, camminare per strada solo con questo straccetto indosso ma, trovarmi esibita a Dunkel - Abbassò lo sguardo - mi sono lasciata andare ai tuoi desideri”
“fingere di adescare uno sconosciuto nella via sotto casa lo chiami un mio desiderio?”
Cercò ancora di trovare delle spiegazioni “ma noi siamo complici, sei l’unica persona che conosce i miei desideri più perversi”
Era vero e glielo dissi ma questa volta sarebbe stato diverso “Hai accettato senza batter ciglio che ti pagasse come una prostituta”.
“Tu non gli hai detto niente e gli hai dato il permesso di trattarmi come se fosse veramente il mio cliente?”
“si e tu gli hai confessato di essere la sua puttana” le risposi sommessamente Si guardò intorno e sollevò provocatoriamente il bordo della sottoveste scoprendosi il sesso “e tu mi hai venduta come una prostituta” Quello che mi chiese mi sconvolse abbracciandomi seminuda “… e tu mi terresti con te anche se lo diventassi?”
Le confessai le volte che passando davanti a falò di prostitute sulle statali avevo immaginato di vederla vestita in quel modo “ questa sera tu sei come una di loro e se ti ho fatto uscire in mezzo alla strada facendoti tutte quelle foto per Sacha era come se lo stessimo facendo veramente senza vergogna di tenerti tra le braccia come una prostituta ”
“Allora trattami come una puttana, sono tua fai quello che vuoi”
“lo sai che non sarà così” le risposi “perché le regole come vedi non le fisserei io e tu le dovresti solo rispettare e ancor peggio se le dovesse fissare Dunkel e – la mia voce si fece seria – ci sono le foto da dare a Sacha”
Con una voce tremante Silvia cercò di rispondere “ho immaginato di volerlo…. Forse si lo volevo ma è difficile passare dalla fantasia alla realtà”
Era una frase che diceva tutto e niente ,la paura di un percorso di perversione o come mi aveva detto i giorni precedenti Sacha mostrassi per quello che sarebbe diventata l'avrebbe fatta vergognare
Sentii dei brividi corrermi lungo la schiena; era ormai calata nella parte e avrei detto perversamente ed irrimediabilmente sottomessa ma chi di più a Sacha o Dunkel od entrambi?
Lei prese fiato prima di riprendere balbettando. Il mio cuore batteva all’impazzata nel sentire simili volgarità, non potevo credere che la seria e altezzosa professionista si era abbassata a simili sconcezze tanto,
La mia immaginazione più perversa non sarebbe arrivata a tanto. Dunque Silvia acconsentiva di trasformarsi in una schiava ubbidiente disposta ad accettare qualunque cosa anche la più infamante.
Mi aspettavo una ferma reazione di Silvia.
“Ma non posso pensare che sia vero, non puoi neanche pensare che … - si interruppe quasi non trovando le parole - Mi spaventi se pensi veramente queste cose, non sono normali . Ti rendi conto anche tu che a queste condizioni non possiamo continuare. Lasciare che uno sconosciuto mi tratti come una puttana e ancor peggio diventare la sua schiava per i prossimi giorni o la modella da esporre in uno squallido sex shop?”
Prima che potessi pensare ad una risposta lei continuò “ammettiamo che accetti cosa potrebbe succedere?”
Sentii il cuore partire a mille ed il sesso irrigidirsi
Silvia sembrava decisa “mi ecciti troppo con queste fantasie”.
“Non sono fantasie ti dovrai adattare ad un nuovo modo di vita sottomessa alle sue richieste o dovrei dire il tuo padrone o il tuo cliente?” usai di nuovo quella parola direttamente senza mezzi termini. Silvia non sembrava essere scossa più di tanto.
“Beh,si…. se tu lo vuoi… mi lascerei andare….” La vedevo titubante e lasciai cadere il discorso nel vago perché volevo che me lo chiedesse ancor più apertamente “io non voglio importi nulla, non ti ci vedo proprio. Non è solo lasciarsi andare ma essere pronta senza mezze misure ad essere dominata da un master che non si porrà scrupoli nello spingerti verso ciò che da sempre hai evitato per arrivare a toccare il fondo scoprendo il gusto perverso della sottomissione”.
“e tu accetteresti senza dire niente?”
“al punto in cui siamo arrivati direi che è troppo tardi per chiedersi se mi piaccia o no. Quello che che ho visto è che ti ecciti sentirti obbligata a cedere a richieste indecenti diventare una serva, una sguattera una schiava pulire pavimenti e servire seminuda in una cena di soli uomini e che tu hai voglia di diventare la sua puttana”
Cogliere quel suo conflitto interiore mi eccitava e non mi riconoscevo più ma la paura che lei volesse fermare tutto mi angosciava.
Infatti fu così
“Basta, è un discorso che è andato troppo oltre”
Non riuscii a trattenermi cercando di provocarla “non eri tu che avresti voluto andare seminuda nel locale del tuo cliente, ora ne avresti veramente l’opportunità e sono certo che è quello che vuoi”
“Ancora non capisci o non vuoi capire, Sacha esiste veramente ed io ti ho offerta a lui perché ti sappia piegare alle sue richieste. Per completare quella trasformazione lui si spingerà sempre più lontano.”.
“ma ti rendi conto cosa mi stai chiedendo? Appartenere ad un altro e non avere altra scelta.”.
“non sei ancora soddisfatto hai mostrato le foto di tua moglie indecente ad un estraneo - chiese titubante - Cosa vuoi fare ancora?”
Parlai come Sacha “Lui ti insegnerà ad osare di più, a mostrarti più impudicamente in mezzo ad altra gente che ti possa ammirare cambiare il modo di vestirti abiti fascianti, minigonne e poi calze e reggicalze in bella mostra, ti saprà insegnare ad esibire meglio la tua sensualità . La sua educazione si spingerà fino a farti accettare la completa sottomissione trasformandoti prima nella sua schiava, poi in una donna docile e sottomessa la sua puttana privata disposta a fare tutto ciò che io non avrei mai immaginato chiederti”
“io non voglio essere educata da nessuno e tu non hai bisogno di esibirmi ad altri per sapere che sono tua, e te l’ho detto mi posso vestire come vuoi per te, ma pensare che qualcun altro mi possa vedere così mi fa stare male… mi vergogno e mi sento soffocare dall’agitazione ma non riesco ribellarmi, cosa mi succede, cosa ci succede? E ora?”
“ora però si è intromesso anche il nostro vicino e credo che le cose si siano complicate”. La vidi cambiare espressione del volto
“dai non scherzare, non puoi neanche pensare che - si interruppe quasi non trovando le parole - ….Dunkel mi ha chieste cose impossibili, inimmaginabili per una signora per bene come me”
“Sacha è stato ancora più chiaro, quando porterò le foto a Sacha poi deciderà lui cosa chiederti di nuovo ed io non mi opporrò” dovrai accettare ogni sua richiesta”
“Come ad esempio?” questa volta mi rispose quasi spaventata.
“Ci saranno altre foto ancora più sconce che Sacha mostrerà ai clienti del suo locale”
si fece seria “Dunkel e Sacha ma vuoi veramente che diventi la loro schiava sessuale una puttana per i prossimi mesi?”
Decisi di esser provocatorio e volgare.
“Una che si struscia sulla porta del nostro vicino e poi si lascia pagare non può che restare per sempre nelle loro mani, sei la loro puttana ed è quello che vuoi”.
Sentivo una perversa eccitazione solo nell’usare un linguaggio così crudo.
Silvia restò un attimo in silenzio, abbassò la testa “quello che mi hai fatto fare mi inquieta ancora.”
Sembrava imbarazzata nell’ammettere quello che era successo.
Non le diedi tregua “ e non ti sei ribellata”, vero?”
Abbassò di nuovo lo sguardo “ si – ammise – non so cosa mi è preso ed ho avuto paura. Mi sono vergognata di stare fuori in strada seminuda davanti a lui , ho creduto di morire quando mi ha sfiorato con la banconota”
“E ora aspettiamo che ritorni per poter offrirti interamente a lui”
La vidi esitare “Ero terrorizzata. Non ho più capito fin dove arriva il gioco, la fantasia e dove incominciava la realtà”
Riprese fiato e continuò lasciandomi senza parole “ si mi sono eccitata, e voglio abbandonarmi nelle tue mani mi potrai chiedere ciò che vuoi, asseconderò ad ogni tua voglia, nel modo in cui tu vorrai ma sinceramente se Sacha esistesse veramente non saprei… forse..ma sarebbe difficile digerirlo ma sento che lo farò”
Quella sua affermazione mi convinse ad essere più duro “Era quello che volevi- mi feci ancora più serio – io non mi opportò a nessun delle sue richieste e se diventasse ancor più esigente tu dovrai accettare tutto quello che potrebbe chiedere”
“Non ti sembra di esserci spinti troppo in là. Mi hai offerta a Dunkel vuoi mostrare quelle foto ad uno sconosciuto Sono … sono la puttana di Dunkel.” Ripeté Silvia sempre con un filo di voce, quasi tremando.
Con un dito si toccò il collare ed il lucchetto che faceva bella vista davanti alla sua fossetta del collo: “Si fammi diventare la schiava di questo Sacha lo accompagnerò dove vuole semi vestita come vuole non ho paura, ho voglia di assecondare le tue richieste ,ma non so come dirtelo, mi vergogno”
Era inimmaginabile, si stava convincendo. “ma se incontrassimo qualcuno che mi conosce, ci pensi”
Dunkel parcheggiò l’auto dal lato opposto delle strada sotto un lampione. Scese ed attraversò il viale dirigendosi verso di noi. Lei lo fissò “ormai sono una puttana,vero?”
Spero di aver soddisfatto le attese!
A presto,o forse finisce qui
Serendipi2016@liberomail
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