Cosi' va il mondo
di
IL MICROBO
genere
gay
COSÍ VA IL MONDO
Ci conoscevamo da tanto tempo e niente mi lasciava immaginare nemmeno lontanamente di poterlo desiderare come uomo o di venire desiderato da lui, come presto sarebbe successo. Reduci da matrimoni falliti e finiti in separazione per via di avvocati. avevamo maturato la stessa diffidenza nei confronti delle nostre ex e di tutte le sgualdrine che portavano in giro e in tondo una fessura infragamba.
-Chi dice donna dice danno.
-Ce lo hanno messo nel culo per bene.
Mi confidò che qualche giorno avanti aveva incontrato un ragazzotto che gli si era messo a disposizione. Naturalmente non gli aveva dato spago ma nella sua testa cominciò a maturargli dentro e ad ingrandirsi a lettere cubitali l'opzione del sedere maschio.
-Potrebbe essere un'alternativa. Meglio di niente che ne dici?
-Ne ho sentito parlare da certi amici che ci marciano.
-E cosa ti hanno detto?
-Che è uguale a tonfare in fica.
Tutto è finito lì ma qualche sera dopo mi suonò a casa.
-Ti disturbo?
-Ma no.
-Ci hai pensato?
-A cosa?
-A niente dai.
-Gradisci un caffè.
-Sì.
Glielo stavo mettendo in macchina, girato verso il bancone della cucina, quando mi arrivò addosso e si stampò contro la mia schiena. Eravamo poco vestiti e l'ho sentito che mi premeva duro. Mi passò la mano sul davanti e si accorse che anch'io stavo così.
-Giulio no.
-Maurizio sì.
-Faresti tu?
-Sì ohhh sì.
Mi ha tirato giù la tuta a metà coscia. Si è tirato giù anche lui.
-Lo hai mai preso?
-Da giovane qualche volta.
-Lo vuoi.
-Come faccio a dirti di no?
Me lo ha cacciato e mi ha scopato duro.
-Ora è il tuo turno.
Si è piegato sul tavolo e gli ho restituito il favore.
Non abbiamo fatto commenti. Eravamo troppo imbarazzati.
La settimana dopo al bar: Ti è piaciuto?
-Molto, e a te?
-Da rifare non credi?
-Quando vuoi.
La sera stessa mi è capitato in casa.
-Hai un culo fantastico.
-Dici davvero?.
-Mettiamoci comodi.
-Ohhh sì.
Doccia insieme. Nudi dentro il divano. Tanti di quei baci luridi.
-Ti va di succhiarmelo?
-Ci provo.
Sono naufragato nel suo pube.
-Ora girati.
-Lo vuoi dentro?
-Tutto.
Che orgasmo. Ho goduto senz'altro più di lui.
-Tocca a te.
L'ho trapanato e alla fine ci siamo chiesti: Meglio scopare o essere scopati?
Il suo parere: Scopare.
Il mio: Venire scopato.
Da quella volta in poi sono diventato anzi diventata la sua troietta. Mi arriva di sorpresa, mi prende di prepotenza. Poi gli apparecchio la cena e intanto che se la gusta mi tiene sotto il tavolo (dice che è il mio posto) a farlo risorgere per la seconda passata, che mi arriva dritta in culo a quattro zampe sul pavimento senza fiatare.
Ci conoscevamo da tanto tempo e niente mi lasciava immaginare nemmeno lontanamente di poterlo desiderare come uomo o di venire desiderato da lui, come presto sarebbe successo. Reduci da matrimoni falliti e finiti in separazione per via di avvocati. avevamo maturato la stessa diffidenza nei confronti delle nostre ex e di tutte le sgualdrine che portavano in giro e in tondo una fessura infragamba.
-Chi dice donna dice danno.
-Ce lo hanno messo nel culo per bene.
Mi confidò che qualche giorno avanti aveva incontrato un ragazzotto che gli si era messo a disposizione. Naturalmente non gli aveva dato spago ma nella sua testa cominciò a maturargli dentro e ad ingrandirsi a lettere cubitali l'opzione del sedere maschio.
-Potrebbe essere un'alternativa. Meglio di niente che ne dici?
-Ne ho sentito parlare da certi amici che ci marciano.
-E cosa ti hanno detto?
-Che è uguale a tonfare in fica.
Tutto è finito lì ma qualche sera dopo mi suonò a casa.
-Ti disturbo?
-Ma no.
-Ci hai pensato?
-A cosa?
-A niente dai.
-Gradisci un caffè.
-Sì.
Glielo stavo mettendo in macchina, girato verso il bancone della cucina, quando mi arrivò addosso e si stampò contro la mia schiena. Eravamo poco vestiti e l'ho sentito che mi premeva duro. Mi passò la mano sul davanti e si accorse che anch'io stavo così.
-Giulio no.
-Maurizio sì.
-Faresti tu?
-Sì ohhh sì.
Mi ha tirato giù la tuta a metà coscia. Si è tirato giù anche lui.
-Lo hai mai preso?
-Da giovane qualche volta.
-Lo vuoi.
-Come faccio a dirti di no?
Me lo ha cacciato e mi ha scopato duro.
-Ora è il tuo turno.
Si è piegato sul tavolo e gli ho restituito il favore.
Non abbiamo fatto commenti. Eravamo troppo imbarazzati.
La settimana dopo al bar: Ti è piaciuto?
-Molto, e a te?
-Da rifare non credi?
-Quando vuoi.
La sera stessa mi è capitato in casa.
-Hai un culo fantastico.
-Dici davvero?.
-Mettiamoci comodi.
-Ohhh sì.
Doccia insieme. Nudi dentro il divano. Tanti di quei baci luridi.
-Ti va di succhiarmelo?
-Ci provo.
Sono naufragato nel suo pube.
-Ora girati.
-Lo vuoi dentro?
-Tutto.
Che orgasmo. Ho goduto senz'altro più di lui.
-Tocca a te.
L'ho trapanato e alla fine ci siamo chiesti: Meglio scopare o essere scopati?
Il suo parere: Scopare.
Il mio: Venire scopato.
Da quella volta in poi sono diventato anzi diventata la sua troietta. Mi arriva di sorpresa, mi prende di prepotenza. Poi gli apparecchio la cena e intanto che se la gusta mi tiene sotto il tavolo (dice che è il mio posto) a farlo risorgere per la seconda passata, che mi arriva dritta in culo a quattro zampe sul pavimento senza fiatare.
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