Una voglia improvvisa: il fuoco.
di
LolitaMartire
genere
etero
Marco è rimasto rimasto vestito e nel suo costoso completo blu, si sente stretto. Nella penombra della stanza osserva un rigonfiamento nei suoi pantaloni. È duro. È arrivato il momento anche per lui.
“Mi hai fatto eccitare..” esclama con un sorriso appena accennato e malizioso.
Lascia cadere la sua giacca ai piedi del letto, si allarga la cravatta, si slaccia i pantaloni e li lascia scivolare giù. Finalmente il suo pene è libero. Fasciato nei suoi boxer neri si può vedere bene tutto il suo rigonfiamento. Lo tocca. Lei che nel frattempo si è lasciata andare sul letto si rialza leggermente e si rimette carponi. Lui si abbassa i boxer, prende in mano il suo grande membro e fa per entrare nella vagina umida di lei. Lei lo ferma e girando la testa per incrociare il suo sguardo e con una voce quasi sussurrata dice “aspetta.. voglio fare anch io qualcosa per te.. entra dietro.. vuoi?”
Marco con un misto di incredulità ed eccitazione a quella richiesta risponde subito annuendo con la testa e dicendo “guarda che potrei farti male..” lei con uno sguardo molto profondo risponde “mi fido di te..”.
Marco con la mano accompagna il suo pene davanti il buchetto di lei. Lei ha un bel sedere rotondo e burroso, le sue forme sensuali sono accentuate dalla posizione in cui è messa e dalla luce lunare che traspare dalle finestre affianco al letto. Il pene di Marco è bello turgido, sui 15 centimetri con tutte le vene in rilievo. Il glande è un po’ più largo rispetto all asta ed leggermente umido. Lei nel frattempo si porta le mani dietro ai glutei e afferrandoli li allarga un po’. Lui poggia la punta su di lei e le fa sentire la sua presenza. Marco fa cadere la sua saliva per inumidire un po’ e poi spinge leggermente. Entra piano ma poco. Lei soffoca un gemito e stringe un po’ i denti. Lui riprova sempre lentamente e stavolta la punta entra quasi tutta. Lei fa un piccolo gridolino. Lui inizia a spingere lentamente e in maniera ritmica e a poco a poco il membro inizia ad entrare. È stretto. Marco inizia ad emettere dei sussurri. Lei ansima in modo diverso da prima. I respiri sono più pesanti e profondi. Marco la afferra per i glutei e inizia modulare le spinte più profonde ma lente. Vede il suo pene bitorzoluto scomparire dentro di lei e si eccita come non mai. Lei si è un po’ allargata e il membro scorre più comodamente. Le spinte si fanno più veloci. L aria nella stanza d albergo si fa elettrica, carica di ormoni e di piacere proibito. Lei inizia ad ansimare e gemere insieme. Il suo corpo inizia a bagnarsi di sudore. Fa caldo. Il piacere è caldo. Con una mano si sorregge sul letto e con l altra si inizia massaggiare il clitoride. La stanza è diventata l antro del loro piacere le loro voci si uniscono quasi in sincrono mentre godono insieme. Il seno di lei penzoloni adesso vibra quasi a tempo delle spinte decise di lui. Il suo corpo è una scossa di potenza, sta scaricando tutta la tensione della giornata in quell atto. Ad un certo punto Marco capisce che non ce la fa più. Tra un affanno e l altro le dice con voce spezzata “non reggo più devo venire” e mentre lo dice a fatica, inizia a dare delle spinte sempre più veloci ed energiche. Lei si massaggia ancora più con avidità. I loro corpi diventano un tutt uno e quasi sembrano non si stacchino più tra loro. “Non ti fermare” lo implora lei con voce rauca. Marco si affretta ancora con i movimenti. Il suo pene inizia a pulsare. Sa che sta per succedere. I loro corpi roventi sono in estasi. Urlano e gemono il insieme incuranti del mondo fuori. E poi l apice. Un grido un po’ più forte degli altri. La luce. Esplode il piacere. Marco sente il proprio membro pompare lo sperma dentro di lei. Lei così accogliente e sudata. Il rapporto si fa più leggero e accennato. Lei completamente con il volto abbassato si abbandona rilassata. I muscoli sono meno tesi. Lei gambe di lei più morbide. Marco ha finito. Esce da lei. Il buco è largo e un po’ di liquidò fuoriesce. È soddisfatto. Le passa una mano lungo tutta la schiena quasi a volerla salutare. Lei si sdraia sul letto e lui decide di stendersi affianco a lei, stanco ma soddisfatto.
“Mi hai fatto eccitare..” esclama con un sorriso appena accennato e malizioso.
Lascia cadere la sua giacca ai piedi del letto, si allarga la cravatta, si slaccia i pantaloni e li lascia scivolare giù. Finalmente il suo pene è libero. Fasciato nei suoi boxer neri si può vedere bene tutto il suo rigonfiamento. Lo tocca. Lei che nel frattempo si è lasciata andare sul letto si rialza leggermente e si rimette carponi. Lui si abbassa i boxer, prende in mano il suo grande membro e fa per entrare nella vagina umida di lei. Lei lo ferma e girando la testa per incrociare il suo sguardo e con una voce quasi sussurrata dice “aspetta.. voglio fare anch io qualcosa per te.. entra dietro.. vuoi?”
Marco con un misto di incredulità ed eccitazione a quella richiesta risponde subito annuendo con la testa e dicendo “guarda che potrei farti male..” lei con uno sguardo molto profondo risponde “mi fido di te..”.
Marco con la mano accompagna il suo pene davanti il buchetto di lei. Lei ha un bel sedere rotondo e burroso, le sue forme sensuali sono accentuate dalla posizione in cui è messa e dalla luce lunare che traspare dalle finestre affianco al letto. Il pene di Marco è bello turgido, sui 15 centimetri con tutte le vene in rilievo. Il glande è un po’ più largo rispetto all asta ed leggermente umido. Lei nel frattempo si porta le mani dietro ai glutei e afferrandoli li allarga un po’. Lui poggia la punta su di lei e le fa sentire la sua presenza. Marco fa cadere la sua saliva per inumidire un po’ e poi spinge leggermente. Entra piano ma poco. Lei soffoca un gemito e stringe un po’ i denti. Lui riprova sempre lentamente e stavolta la punta entra quasi tutta. Lei fa un piccolo gridolino. Lui inizia a spingere lentamente e in maniera ritmica e a poco a poco il membro inizia ad entrare. È stretto. Marco inizia ad emettere dei sussurri. Lei ansima in modo diverso da prima. I respiri sono più pesanti e profondi. Marco la afferra per i glutei e inizia modulare le spinte più profonde ma lente. Vede il suo pene bitorzoluto scomparire dentro di lei e si eccita come non mai. Lei si è un po’ allargata e il membro scorre più comodamente. Le spinte si fanno più veloci. L aria nella stanza d albergo si fa elettrica, carica di ormoni e di piacere proibito. Lei inizia ad ansimare e gemere insieme. Il suo corpo inizia a bagnarsi di sudore. Fa caldo. Il piacere è caldo. Con una mano si sorregge sul letto e con l altra si inizia massaggiare il clitoride. La stanza è diventata l antro del loro piacere le loro voci si uniscono quasi in sincrono mentre godono insieme. Il seno di lei penzoloni adesso vibra quasi a tempo delle spinte decise di lui. Il suo corpo è una scossa di potenza, sta scaricando tutta la tensione della giornata in quell atto. Ad un certo punto Marco capisce che non ce la fa più. Tra un affanno e l altro le dice con voce spezzata “non reggo più devo venire” e mentre lo dice a fatica, inizia a dare delle spinte sempre più veloci ed energiche. Lei si massaggia ancora più con avidità. I loro corpi diventano un tutt uno e quasi sembrano non si stacchino più tra loro. “Non ti fermare” lo implora lei con voce rauca. Marco si affretta ancora con i movimenti. Il suo pene inizia a pulsare. Sa che sta per succedere. I loro corpi roventi sono in estasi. Urlano e gemono il insieme incuranti del mondo fuori. E poi l apice. Un grido un po’ più forte degli altri. La luce. Esplode il piacere. Marco sente il proprio membro pompare lo sperma dentro di lei. Lei così accogliente e sudata. Il rapporto si fa più leggero e accennato. Lei completamente con il volto abbassato si abbandona rilassata. I muscoli sono meno tesi. Lei gambe di lei più morbide. Marco ha finito. Esce da lei. Il buco è largo e un po’ di liquidò fuoriesce. È soddisfatto. Le passa una mano lungo tutta la schiena quasi a volerla salutare. Lei si sdraia sul letto e lui decide di stendersi affianco a lei, stanco ma soddisfatto.
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