E sotto niente

di
genere
incesti

Mi tornano in mente i ricordi della mia gioventù
Quando si era più spensierati e forse, per certi versi,  si viveva meglio
Erano anni duri sì, li hanno chiamati anni di piombo per alcune vicissitudini, ma erano anche anni nei quali si viveva con una certa tranquillità e fiducia nel futuro
Erano anni nei quali si sperimentava un po' di tutto, dove si faceva sesso, dove tutti sapevano tutto di tutti, ma al contempo nessuno sapeva nulla e non parlava.
Almeno che la cosa non fosse estremamente palese, o che per invidia si mettevano in giro dei pettegolezzi.
A quel tempo ero un adolescente infoiato a bestia e mi andava bene di tutto pur di segarmi o fare esperienze.
Ero sempre eccitato, ogni  scusa era valida per toccarmi.
La mia musa ispiratrice, forse per comodità nel farmi le seghe, era mia madre.
Lei è stata la prima donna che ho visto nuda, e che per anni è stata oggetto delle mie fantasie.
Da questo punto della storia provo ad usare i verbi al presente o al passato prossimo, per renderla più scorrevole e contemporanea.
Spero di riuscirci senza cadere in troppi errori...
La prima volta che l'ho vista nuda è successo per una pura coincidenza.
Quasi una disavventura.
In casa abbiamo un solo bagno, perciò a volte bisogna aspettare che sia libero per fare i propri bisogni o la doccia.
Mio padre al lavoro, mia madre uscita per commissioni, io nel cortile rionale a giocare a calcio con gli amici.
Nulla di strano, se non chè...
Mi viene uno stricco di pancia e corro a casa.
Entro in bagno come una furia e faccio quello che dovevo fare.
Però nel stare a giocare giù, non mi sono accorto del ritorno di mamma a casa.
E alzando gli occhi dalla tazza del water...
Bhè... lei è lì sotto la doccia... nuda ovviamente...
Ho balbettato qualcosa... non so cosa...
So solo che lei mi ha risposto che ha finito e di stare in bagno a fare quel che dovevo fare...
Ma l'immagine di lei mi si è impressa nella mente.
Il suo seno abbondante, con areole abbastanza grandi rosee, ventre quasi piatto, ma quello che più mi è rimasto impresso è il suo pelo.
Una figa bella ricoperta di un folto pelo nero e ricco, una vera meraviglia.
E niente... mi è venuto duro... e oltre a scaricare il mal di pancia,  ho scaricato anche altro con un bel segone...
E da lì ho iniziato a spiare più che potevo, in ogni stanza e in ogni posa.
Mi è sempre piaciuto guardarla in mezzo alle gambe quando si mette le gonne,  e vederla accavvallare le gambe o vederla a gambe semiaperte.
Per intravedere in mezzo alle cosce le mutande, e scorgere al di sotto il pelo nero.
E spia e rispia... ho notato qualcosa di strano.
A volte non mette le mutande, soprattutto quando deve uscire per commissioni.
Molto strano, ma per me molto eccitante.
La parte che in quei casi mi eccita di più, è che anche altri possono vedere la sua figa pelosa e segarsi...
E io al pensiero mi sparo seghe a non finire.
Qualche volta anche in casa è senza intimo sotto.
Soprattutto quando io esco per gli allenamenti di nuoto.
Mai capito questa sua mania di stare senza slip sotto, perché non lo fa sempre, solo a volte.
Però a me piace, piace molto spiarla là in mezzo,  quel gusto del proibito...
E un pomeriggio scopro il perché di quel suo atteggiamento.
Saltato gli allenamenti di nuoto per un problema tecnico in piscina e me ne torno a casa.
Lei è in sala, ma non da sola.
Vedo perfettamente che ha le gambe aperte, la gonnella tirata un po' su.
Vedo molto bene il pelo nero.
E una mano di un uomo che la massaggia in mezzo alle gambe.
Mi viene il cazzo durissimo e mi tira da far quasi male.
Non so il perché di questa mia reazione, ma ero stra eccitato.
Faccio qualche passo indietro, riapro la porta di casa e faccio rumore nel richiuderla.
In modo che mi sentano.
E poi la chiamo dicendo che sono tornato a casa per gli allenamenti saltati.
Si ricompongono velocemente, ma lei ha ancora la gonnella un po' su, e con le gambe incrociate.
E si intravede quel meraviglioso pelo nero.
E attraverso la maglietta si notano i capezzoli turgidi.
Mi presenta il tipo come un vecchio amico, un po' di convenevoli, poi io mi chiudo in camera e mi faccio una mega sega.
L'immagine di quella mano che le lavora la figa mi perseguita e mi eccita.
Al solo pensiero mi faccio tante di quelle seghe...
E sì... da lì ho capito che mamma... si dà ai piaceri della carne.
Non so se essere incazzato o meno, so solo che la cosa mi eccita da morire.
E non mi è mai sfiorata l'idea di dirlo a mio padre...
Tutte le volte che esce di casa, e che vedo che è senza mutande, io mi chiudo in casa e l'immagino che si fa palpare...
E non solo...
Ma che si fa scopare, da uno o più uomini.
L'idea mi eccita così tanto che un pomeriggio mi sono fatto sei seghe una dietro l'altra.
La mia mente porca e pervasa vuole di più.
Voglio vedere che fa.
Così un pomeriggio faccio finta di andare agli allenamenti, e approfittando che lei fa la doccia, torno indietro e mi chiudo in camera.
Poco dopo suonano il campanello, lei apre e sento vociare.
Aspetto un po', quando le voci si abbassano, esco quatto quatto e mi avvicino alla sala.
E lì vedo il paradiso.
Mia madre seminuda, in ginocchio, che sta succhiando il cazzo del tipo.
La sua bocca ingoiare quel cazzo duro, la sua lingua avvolgere e giocare con la cappella.
Il seno libero sballonzolare avanti e indietro.
Io super infoiato mi sego come un matto.
Sborro sul pavimento e sullo stipite della porta.
E non mi fermo,  continuo a menarmi il cazzo.
Lui la prende e la mette sul tavolo, lei a gambe spalancate, le vedo perfettamente la figa, un vero capolavoro.
Poi è lui che si china su di lei ed inizia a leccarle la figa.
Come vorrei essere al suo posto...
E sborro ancora... e due...
Pochi minuti e la penetra, la inizia a scopare con veemenza, con forza.
Il rumore dei loro corpi che sbattono, il rumore della figa bagnata di mamma, i loro gemiti,  e niente... sborro per la terza volta.
Lui le dice qualcosa che non capisco, ma riesco a sentire la risposta di mamma " in figa no, nel culo non c'è problema ".
Si staccano per un attimo, lei si posiziona a novanta sul tavolo, e con le mani si allarga il culo.
Vedo lui che punta la cappella sullo sfintere e lentamente le entra nel culo.
Rimane fermo qualche secondo, poi inizia a pomparla come se non ci fosse un domani.
Dal suo grugnito capisco che le sta sborrando dentro all'ano, in profondità.
E io a mia volta sborro... e quattro...
Mi accorgo solo ora di tutta la sborra che ho riversato in terra e sullo stipite della porta, ma non ho il tempo di ripulire e mi precipito in camera.
Sento che parlottano un po', poi lui va via.
Mamma va in doccia e io approfitto per uscire di casa,  per poi rientrare al solito orario.
E nella concitazione dei momenti, mi sono scordato di pulire.
Passando davanti alla porta della sala, non trovo traccia del mio sperma...
Qualcuno ha pulito, e non sono stato io...
Sono fottuto, penso.
Ha pulito lei, quindi sa cosa ho fatto...
Mi aspetto un cazziatone mostruoso, e invece niente.
Nulla fino alla sera dopo.
Papà è fuori come sempre, al mercoledì sera va sempre al circolo e torna tardi.
Io sono in camera mia, sto leggendo un libro prima di dormire.
Entra mamma in camera, si siede sul letto e mi allunga dei fazzoletti di carta.
La guardo e le dico che non ho il raffreddore...
Lei ridendo mi dice " tu no, ma il tuo amichetto sì... "
La guardo e non capisco, e lei dalla mia espressione deve aver capito che io non ho capito...
Infila una mano sotto alle lenzuola, poi dentro alle mutande, mi prende il cazzo in mano e inizia a masturbarmi.
Io non so che fare, sono bloccato,  anche se mi è venuto duro più della roccia.
Lei allarga un po' le gambe e... sotto non ha niente.
Ho gli occhi puntati fissi su quel capolavoro di figa pelosa nera.
La mia eccitazione è alle stelle.
Sto per sborrare, lei se ne accorge dal pulsare del mio cazzo nella sua mano.
Con l'altra mano prende un fazzolettino e mi avvolge la cappella.
Io esplodo e sborro.
Finiti i fiotti, con un altro fazzolettino mi ripulisce per bene.
Poi mi dice, con calma " adesso hai capito a cosa possono servire? Se sei in bagno puoi scaricare nel water, nella doccia o nel lavandino e poi fai scorrere l'acqua. Se sei altrove usa i fazzolettini, ma poi buttali, non lasciarli in giro. ".
E se ne va come se nulla fosse.
È stata, in qualche modo, una lezione di praticità, una delle tante lezioni che ho imparato da lei...





scritto il
2026-05-04
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