La leva militare del 1966 (madre e figlio)
di
NUMB
genere
incesti
Era l’estate del 1966, le due del pomeriggio. Il sole mediterraneo picchiava forte sulla piccola casa di campagna vicino al mare, con le persiane socchiuse per tenere fuori il caldo. L’aria era densa, profumata di fichi maturi e salsedine.
Maria, cinquantacinque anni, mora con qualche filo grigio alle tempie, stava in cucina a bere un bicchiere d’acqua fresca. Indossava solo il suo reggiseno e le mutandine bianche di cotone semplice, un po’ lisi dal tempo ma ancora candidi. Ai piedi portava gli zoccoli di legno aperti, quelli con la suola spessa e la tomaia di cuoio morbido che usava in casa d’estate: clic-clac leggeri sul pavimento di cotto.
Insime e a lei suo figlio Luca di ventiquattro anni, Luca, era tornato per una settimana dal servizio di leva che stava facendo a Sondrio, ma quell’estate lo sguardo di lui si era fatto diverso, era un uomo.
Mamma fa un caldo bestiale oggi.»Lei sorrise, lenta, consapevole. Il reggiseno bianco conteneva a stento il seno generoso, ancora pieno e morbido. Le mutandine le segnavano i fianchi maturi, la pelle abbronzata dall’estate.
Luca. Bevi qualcosa è troppo caldo oggi, ti fa bene.
Gli zoccoli di lei batterono piano mentre si avvicinava al lavandino. L’aria era immobile. Quando gli porse il bicchiere, le loro dita si sfiorarono. Fu abbastanza.Luca la attirò a sé con delicatezza. Maria non resistette. Le labbra di lui, giovani e impazienti, trovarono le sue.
Il bacio fu subito profondo, caldo come il pomeriggio.Le mani del ragazzo scivolarono sulla schiena di lei, slacciarono il reggiseno bianco che cadde a terra. I seni di Maria, pesanti e con i capezzoli scuri, si liberarono. Lui li baciò con reverenza, succhiandoli piano mentre lei sospirava, la testa reclinata all’indietro.Maria gli aprì la camicia, accarezzando il petto liscio e giovane.
Gli abbassò i pantaloni. Il membro di Luca era già duro, teso verso di lei. Lei lo prese in mano, calda, esperta, muovendola lentamente mentre lo guardava negli occhi. "Oggi la mamma ti fa dimenticare la caserma" mormorò con voce roca.
Lo spinse contro il tavolo di legno. Si tolse le mutandine bianche, restando solo con gli zoccoli ai piedi. Il suono del legno sul pavimento accompagnò ogni passo. Si sedette sul bordo del tavolo, aprì le gambe. La sua fica era già bagnata, scura tra le cosce mature.
Luca si avvicinò. Entrò dentro di lei con un gemito lungo. Maria lo accolse tutto, stringendolo con le pareti calde e umide. Iniziarono a muoversi insieme, piano prima, poi più forte. Gli zoccoli di lei dondolavano a ogni spinta, battendo ritmicamente contro la gamba del tavolo: toc… toc… toc…Il sudore colava sui loro corpi. Il seno di Maria sobbalzava a ogni affondo. Lui le stringeva i fianchi larghi, affondando sempre più in profondità. Lei gli graffiava la schiena, sussurrando parole sporche in dialetto che lo facevano impazzire."Più forte… più dentro"…»Luca accelerò. Il tavolo cigolava. Maria venne per prima, con un lungo gemito gutturale, il corpo che tremava intorno a lui. Lui la seguì poco dopo, esplodendo dentro di lei con un grido soffocato, riempiendola di caldo seme giovane.Rimasero così, abbracciati, ansimanti, mentre fuori il sole delle due e mezza bruciava ancora il mondo.Maria sorrise, accarezzandogli i capelli sudati. Gli zoccoli di legno erano ancora ai suoi piedi, uno leggermente storto.
Lei lo baciò in bocca e gli sussurrò all'orecchio "quando avrai finito il militare tutte le nostre giornate saranno così"
Maria, cinquantacinque anni, mora con qualche filo grigio alle tempie, stava in cucina a bere un bicchiere d’acqua fresca. Indossava solo il suo reggiseno e le mutandine bianche di cotone semplice, un po’ lisi dal tempo ma ancora candidi. Ai piedi portava gli zoccoli di legno aperti, quelli con la suola spessa e la tomaia di cuoio morbido che usava in casa d’estate: clic-clac leggeri sul pavimento di cotto.
Insime e a lei suo figlio Luca di ventiquattro anni, Luca, era tornato per una settimana dal servizio di leva che stava facendo a Sondrio, ma quell’estate lo sguardo di lui si era fatto diverso, era un uomo.
Mamma fa un caldo bestiale oggi.»Lei sorrise, lenta, consapevole. Il reggiseno bianco conteneva a stento il seno generoso, ancora pieno e morbido. Le mutandine le segnavano i fianchi maturi, la pelle abbronzata dall’estate.
Luca. Bevi qualcosa è troppo caldo oggi, ti fa bene.
Gli zoccoli di lei batterono piano mentre si avvicinava al lavandino. L’aria era immobile. Quando gli porse il bicchiere, le loro dita si sfiorarono. Fu abbastanza.Luca la attirò a sé con delicatezza. Maria non resistette. Le labbra di lui, giovani e impazienti, trovarono le sue.
Il bacio fu subito profondo, caldo come il pomeriggio.Le mani del ragazzo scivolarono sulla schiena di lei, slacciarono il reggiseno bianco che cadde a terra. I seni di Maria, pesanti e con i capezzoli scuri, si liberarono. Lui li baciò con reverenza, succhiandoli piano mentre lei sospirava, la testa reclinata all’indietro.Maria gli aprì la camicia, accarezzando il petto liscio e giovane.
Gli abbassò i pantaloni. Il membro di Luca era già duro, teso verso di lei. Lei lo prese in mano, calda, esperta, muovendola lentamente mentre lo guardava negli occhi. "Oggi la mamma ti fa dimenticare la caserma" mormorò con voce roca.
Lo spinse contro il tavolo di legno. Si tolse le mutandine bianche, restando solo con gli zoccoli ai piedi. Il suono del legno sul pavimento accompagnò ogni passo. Si sedette sul bordo del tavolo, aprì le gambe. La sua fica era già bagnata, scura tra le cosce mature.
Luca si avvicinò. Entrò dentro di lei con un gemito lungo. Maria lo accolse tutto, stringendolo con le pareti calde e umide. Iniziarono a muoversi insieme, piano prima, poi più forte. Gli zoccoli di lei dondolavano a ogni spinta, battendo ritmicamente contro la gamba del tavolo: toc… toc… toc…Il sudore colava sui loro corpi. Il seno di Maria sobbalzava a ogni affondo. Lui le stringeva i fianchi larghi, affondando sempre più in profondità. Lei gli graffiava la schiena, sussurrando parole sporche in dialetto che lo facevano impazzire."Più forte… più dentro"…»Luca accelerò. Il tavolo cigolava. Maria venne per prima, con un lungo gemito gutturale, il corpo che tremava intorno a lui. Lui la seguì poco dopo, esplodendo dentro di lei con un grido soffocato, riempiendola di caldo seme giovane.Rimasero così, abbracciati, ansimanti, mentre fuori il sole delle due e mezza bruciava ancora il mondo.Maria sorrise, accarezzandogli i capelli sudati. Gli zoccoli di legno erano ancora ai suoi piedi, uno leggermente storto.
Lei lo baciò in bocca e gli sussurrò all'orecchio "quando avrai finito il militare tutte le nostre giornate saranno così"
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