Sotto la superficie

di
genere
voyeur

Il temporale che aveva sferzato il lago nei giorni precedenti era ormai solo un ricordo, lasciando il posto a una notte di giugno limpida e fresca. La mia villa sul Garda, disposta su tre piani digradanti verso l'acqua, era tornata silenziosa e quando Alberto, il figlio di mio cugino, mi aveva chiesto il permesso di passare il fine settimana lì con una coppia di amici, Marco e Jessica, avevo accettato volentieri.

Tutti fra i trenta e i trentacinque, Alberto era un atleta metodico, uno sportivo che non saltava mai la corsa mattutina, mentre i suoi amici sembravano la classica coppia affiatata e tranquilla. Ma la disposizione della casa, con l'ampia taverna isolata nel seminterrato destinata a loro, stava per diventare il teatro di un segreto inconfessabile.

Il dubbio aveva iniziato a tormentarmi già dal primo mattino. Scendendo felpato in taverna per recuperare una cassetta degli attrezzi, mi ero bloccato nei pressi della camera matrimoniale sentendo dei gemiti caldi e impastati di sonno. Pensando fossero Jessica e il fidanzato Marco, ero risalito, ma nell'ingresso avevo notato un dettaglio che mi aveva gelato il sangue per l'eccitazione e la sorpresa: le scarpe da corsa di Alberto erano lì, asciutte e inutilizzate. Alberto non era fuori a correre. Erano tutti e tre là sotto.

Il giorno successivo era volato via, culminando in una cena in un ristorante tipico insieme ad altri miei amici. A tavola i ragazzi si muovevano con una tale disinvoltura da farmi quasi dubitare dei miei stessi sensi. Eppure, l'immagine del corpo di Jessica — che a uno sguardo più attento rivelava un seno naturale e generoso, una terza piena e forse più, pesante e morbido sotto la stoffa leggera dei vestiti estivi — continuava a tormentarmi, riaccendendo in me desideri che credevo sopiti da tempo.

Erano circa le tre di notte quando, non riuscendo a prendere sonno, uscii sul terrazzo a fumare. Il fresco della notte e le volute di fumo mi davano una parvenza di pace, finché non notai una flebile luce giallastra illuminare l'erba del giardino. Veniva dalla finestrina a bocca di lupo della taverna, lasciata aperta per il caldo. Senza fare il minimo rumore, spinto da un desiderio morboso di sapere, scesi le scale esterne e mi appostai nell'ombra delle piante.
Dalla mia posizione vedevo solo una frazione della stanza: una parte del letto e il corridoio verso il bagno. La porta dello stesso si aprì e uscì Jessica. Era senza reggiseno, con indosso solo un paio di mutandine scure. La luce ne esaltava la pelle chiarissima, i capelli scuri e quel seno perfetto che si muoveva a ogni passo. Quando salì sul letto, la sua figura sparì nel mio angolo cieco, ma ebbi la certezza assoluta di ciò che stava accadendo quando dal bordo del materasso spuntarono le gambe di tutti e tre, intrecciate tra le lenzuola. I ragazzi parlavano a bassa voce, con una complicità totale, priva di qualsiasi tensione.

Sistemandomi meglio per non essere visto, vidi l'avambraccio tatuato di Marco entrare nelle mutandine di Jessica, iniziando a muoversi con un ritmo regolare. Subito dopo, la testa di Alberto si chinò in avanti, affondando il viso tra le tette di lei, che presero a muoversi sotto i suoi baci. Li avevo scoperti.
Con un movimento deciso, Marco sfilò le mutandine della fidanzata, rivelando la sua completa nudità e una depilazione impeccabile che ne risaltava le forme. La trascinò sul bordo del letto e si inginocchiò in terra; allargandole le cosce chiare iniziando a leccarla con foga. Jessica, stesa sul dorso, non rimase passiva: allungò la mano e afferrò l'uccello di Alberto. Rimasi sbalordito dalla grandezza surreale di quel membro, una massa scura e venata che lei, nonostante lo sforzo evidente, prese subito in bocca, iniziando a succhiarlo mentre veniva leccata dal compagno.
Tra i rumori umidi del sesso, sentii i loro commenti. Marco si staccò un istante, notando quanto lei fosse bagnata:
— Cazzo amore... sei già completamente allagata. Ti piace eh?
Jessica, liberando per un attimo le labbra lucide e sbavando vistosamente per lo sforzo di contenere tutta quella carne, rispose con una voce roca e profonda, senza alcuna cura della presenza del fidanzato:
— Marco... sì, dio mio... Albe, il tuo cazzo è una roba assurda... mi riempie tutta, mi fa impazzire...
Lungi dal mostrarsi geloso, Marco sembrava eccitarsi ancora di più nel vederla e sentirla così sottomessa al cazzone del suo amico. Si alzò da terra, si appoggiò alla parete della taverna e iniziò a menarsi il cazzo da solo, cogliendo ogni dettaglio visivo. Nel frattempo, Alberto si mise seduto sul bordo del letto e Jessica ci salì sopra, a cavalcioni, guidando quel membro enorme dentro di sé. A ogni spinta profonda ed energica, le sue tette naturali ballavano selvaggiamente, accompagnate da gemiti sempre più acuti, mentre Marco, dall'ombra del muro, continuava a segarsi furiosamente.

Quando Marco sentì che era sul punto di venire, si avvicinò alla sua donna, ancora intenta a scoparsi Alberto, la quale glielo afferrò dandogli le ultime bracciate e facendolo venire sulle lenzuola chiare. Il ritmo della spinta non si interruppe; l'eccitazione visiva portò al limite anche Alberto. Il corpo del mio giovane parente si irrigidì, le sue mani grandi serrarono i fianchi di Jessica e, con un grugnito animale, si sfilò da lei, schizzando copiosamente il proprio seme sul ventre piatto e sul seno della donna, tra i grugniti e i respiri spezzati di tutto il gruppo.

Rimasi immobile nel giardino, con la schiena contro il muro, mentre il silenzio della notte tornava a avvolgere la villa. Un sorriso carico di elettricità mi tese le labbra. Chi l'avrebbe mai detto che la mia tranquilla taverna potesse ospitare un'opera d'arte carnale così priva di tabù. Risalendo le scale a passi felpati, pensai alla mattina successiva: ci saremmo rivisti a colazione, ognuno nella propria parte di ospite educato o di parente ospitale. Ma io, guardandoli negli occhi davanti al caffè, avrei saputo esattamente quale segreto legava quei tre corpi, rendendo il resto weekend sul lago decisamente più interessante.
scritto il
2026-06-04
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