A puro titolo di esempio
di
IL MICROBO
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A PURO TITOLO DI ESEMPIO
Un padrone stava a tu per tu con un suo amico alle prime armi nel campo del dominio che intendeva scroccargli a buon mercato qualche dritta e qualche trucco del mestiere.
-”Se ti va bene ne parliamo e ti do dei consigli anche se certe cose si capiscono meglio mettendole in pratica”.
-”Fai pure”.
-”Il dislivello crea soggezione”.
-”In che senso scusa?”
-”Molto semplice io resto in giacca e cravatta e tu ti metti nudo come un verme”.
Mi spogliai.
-”Come ti senti?”
-”A disagio”.
-”Diciamo che sei in una situazione di inferiorità e anche in balia di eventi che ancora non conosci”.
-”Proprio così”.
-”Se ti blocco le braccia legandoti i polsi la disparità aumenta”.
-”Fallo”.
Me li legò sul davanti.
-”Questo crea impedimento”.
-”È già”.
-”L'imposizione di un collare configura una dimensione animale”.
-”Fammelo provare”.
Venni accontentato. Ci pendeva una catena che fu fissata alla parete.
-”Come lo avverti?”
-”Molto efficace e di sicuro non posso svignarmela”.
-”Andiamo avanti. Il dominio su una lei o su un lui poco importa comincia sempre dal sedere”.
-”Ma guarda!”
-”È un fortino che bisogna assediare ed espugnare per primo”.
-”Interessante”.
-”A proposito: sai che hai proprio un bel culo?”
-”Grazie”
-”Sei un marciatore?”
-”Corsa campestre sì”.
-”Ti ha sviluppato molto bene di natica”.
-”Effetto collaterale”.
-”Sei vergine dietro?”
-”Certo che sì”.
Si allontanò per alcuni interminabili minuti e poi tornò.
-”Attesa e abbandono creano aspettativa”.
-”Infatti. Anche un po' di ansia”.
-”Continuiamo. Dopo gli apprezzamenti verbali bisogna subito mettere le mani in pasta”.
Mi palpò i glutei. Li pizzicò. Li sculacciò con una certa energia.
-”Caspita”.
-”La parte in questione deve venir riscaldata”
-”Orpo. Ce l'ho in fiamme”
-”Poi si passa all'azione”.
-”Mostrami come”.
-”Basta che non mi fai storie”.
-”Non te ne farò”.
-”Inginocchiati e riversati”.
Gli ho esposto il fondoschiena in modo davvero schifoso”.
-”Ora ti salgo sopra”.
-”Sì”:
-”Ti opprimo”.
-”Sì”.
-”Sono a cazzo duro”.
-”Lo sento a struscio”.
-”Ha fame di buco”.
-”Non farmi questo”.
Zac.
-”Ahia. Ma sei fuori di testa?”
-”Taci”.
Mi sono zittito sul serio.
-”Lo senti?”
-”Un manico di scopa”
-”Lo muovo?”
-”Già che ci sei”.
Iniziò a remare, poi perse il controllo. Mi fece gemere forte. Quando venne dentro urlai disperato.
-”Ecco fatto. Ti slego. Prendi fiato”.
-”Grazie sì. Scusami ma mi hai mandato in confusione”.
-”A botta calda: Cosa hai provato?”
-”Tanta rabbia ma anche curiosità e molte sensazioni nuove”.
-”Sono momenti decisivi”.
-”Pienamente d'accordo”.
-”Altro?”
-”Sai che ti dico: forse forse preferisco diventare schiavo”.
-”Il mio schiavo?”
-”Sì. Mi accetteresti?”
-”Degnati di pulirmi l'uccello”.
Ho ubbidito. In ginocchio gli ripassai alla belle e meglio la verga e poi gli baciai anche i piedi.
-”Bravo”.
-”Grazie Padrone”.
-”Rivestiti. Per oggi abbiamo fatto anche troppo. Tienti a disposizione”.
-”Chiamami presto ti prego”.
-”Lo farò”.
Un padrone stava a tu per tu con un suo amico alle prime armi nel campo del dominio che intendeva scroccargli a buon mercato qualche dritta e qualche trucco del mestiere.
-”Se ti va bene ne parliamo e ti do dei consigli anche se certe cose si capiscono meglio mettendole in pratica”.
-”Fai pure”.
-”Il dislivello crea soggezione”.
-”In che senso scusa?”
-”Molto semplice io resto in giacca e cravatta e tu ti metti nudo come un verme”.
Mi spogliai.
-”Come ti senti?”
-”A disagio”.
-”Diciamo che sei in una situazione di inferiorità e anche in balia di eventi che ancora non conosci”.
-”Proprio così”.
-”Se ti blocco le braccia legandoti i polsi la disparità aumenta”.
-”Fallo”.
Me li legò sul davanti.
-”Questo crea impedimento”.
-”È già”.
-”L'imposizione di un collare configura una dimensione animale”.
-”Fammelo provare”.
Venni accontentato. Ci pendeva una catena che fu fissata alla parete.
-”Come lo avverti?”
-”Molto efficace e di sicuro non posso svignarmela”.
-”Andiamo avanti. Il dominio su una lei o su un lui poco importa comincia sempre dal sedere”.
-”Ma guarda!”
-”È un fortino che bisogna assediare ed espugnare per primo”.
-”Interessante”.
-”A proposito: sai che hai proprio un bel culo?”
-”Grazie”
-”Sei un marciatore?”
-”Corsa campestre sì”.
-”Ti ha sviluppato molto bene di natica”.
-”Effetto collaterale”.
-”Sei vergine dietro?”
-”Certo che sì”.
Si allontanò per alcuni interminabili minuti e poi tornò.
-”Attesa e abbandono creano aspettativa”.
-”Infatti. Anche un po' di ansia”.
-”Continuiamo. Dopo gli apprezzamenti verbali bisogna subito mettere le mani in pasta”.
Mi palpò i glutei. Li pizzicò. Li sculacciò con una certa energia.
-”Caspita”.
-”La parte in questione deve venir riscaldata”
-”Orpo. Ce l'ho in fiamme”
-”Poi si passa all'azione”.
-”Mostrami come”.
-”Basta che non mi fai storie”.
-”Non te ne farò”.
-”Inginocchiati e riversati”.
Gli ho esposto il fondoschiena in modo davvero schifoso”.
-”Ora ti salgo sopra”.
-”Sì”:
-”Ti opprimo”.
-”Sì”.
-”Sono a cazzo duro”.
-”Lo sento a struscio”.
-”Ha fame di buco”.
-”Non farmi questo”.
Zac.
-”Ahia. Ma sei fuori di testa?”
-”Taci”.
Mi sono zittito sul serio.
-”Lo senti?”
-”Un manico di scopa”
-”Lo muovo?”
-”Già che ci sei”.
Iniziò a remare, poi perse il controllo. Mi fece gemere forte. Quando venne dentro urlai disperato.
-”Ecco fatto. Ti slego. Prendi fiato”.
-”Grazie sì. Scusami ma mi hai mandato in confusione”.
-”A botta calda: Cosa hai provato?”
-”Tanta rabbia ma anche curiosità e molte sensazioni nuove”.
-”Sono momenti decisivi”.
-”Pienamente d'accordo”.
-”Altro?”
-”Sai che ti dico: forse forse preferisco diventare schiavo”.
-”Il mio schiavo?”
-”Sì. Mi accetteresti?”
-”Degnati di pulirmi l'uccello”.
Ho ubbidito. In ginocchio gli ripassai alla belle e meglio la verga e poi gli baciai anche i piedi.
-”Bravo”.
-”Grazie Padrone”.
-”Rivestiti. Per oggi abbiamo fatto anche troppo. Tienti a disposizione”.
-”Chiamami presto ti prego”.
-”Lo farò”.
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