Eskalation
di
IL MICROBO
genere
comici
ESKALATION
Siamo uno di fronte all’altro molto presi dalla nostra nudità. Puntiamo col dito a turno vari punti dei nostri corpi. Giochiamo ad acqua e fuoco in versione erotica. Mi tocca un piede e gli dico “diluvio”. Mi sfiora una guancia e gli dico “acquazzone”. Pizzico uno dei suoi capezzoli e mi risponde “raggio di sole”. Prendo in mano le sue palle e lui “cento gradi”. Mi impugna il cazzo e si sente dire “incendio”. Gli punto un dito sull’ano e mi reagisce con un “ustione”. Accarezzo la sua schiena: “temporale”. Agguanta le mie chiome: “uragano”. Ci strofiniamo gli uccelli: “combustione”. Mi offre il culo, mi faccio sotto: “caminetto acceso”. Lo penetro: “fiamme e fuoco”. Lo scopo: “terra bruciata”. Lui scopa me: “chi la fa l'aspetti”. Mi feconda: “fradicio”. Si ritrae, lo pulisco: “canide”. Ci slinguazziamo: “inferno”. I nostri uccelli in mano: “stantuffo”. Veniamo a schizzo: “porcilaia”. Ci addormentiamo bagnati: “naufraghi”. Ci risvegliamo e lo facciamo ancora: “mai sazi”. Altre due inculate a turno: “pari e patta”. Me lo faccio succhiare: “superiorità”. Lo ricambio di gusto: “compensazione”. Ci abbracciamo, ci palpiamo dove capita: “trambusto”. Arriva un attivo che ci fa fuori tutti e due: “pollastri”. Adoriamo il suo uccellone: “nati servi”. Ci comanda a bacchetta, ci giostra come gli pare e piace: “ben vi sta”. Non si sogna mica di offrirci il culo: “off limits”. Ci rompe continuamente: “catena di montaggio”. Se gli va ci mena anche: “mano lesta”. Non solo mano pure cinghiate: “senza ritorno”. Ci piace anche: “consenzienti”. Ci insulta, ci sputa addosso: “niente di che”. Non solo sborra anche pipì: “full immersion”. Ceduti ai suoi amici: “beati voi”. Ci fa sentire proprio zoccole: “ormai”. Anche controvoglia: “peccato”. Siamo completamente suoi: “nuda proprietà”.
Siamo uno di fronte all’altro molto presi dalla nostra nudità. Puntiamo col dito a turno vari punti dei nostri corpi. Giochiamo ad acqua e fuoco in versione erotica. Mi tocca un piede e gli dico “diluvio”. Mi sfiora una guancia e gli dico “acquazzone”. Pizzico uno dei suoi capezzoli e mi risponde “raggio di sole”. Prendo in mano le sue palle e lui “cento gradi”. Mi impugna il cazzo e si sente dire “incendio”. Gli punto un dito sull’ano e mi reagisce con un “ustione”. Accarezzo la sua schiena: “temporale”. Agguanta le mie chiome: “uragano”. Ci strofiniamo gli uccelli: “combustione”. Mi offre il culo, mi faccio sotto: “caminetto acceso”. Lo penetro: “fiamme e fuoco”. Lo scopo: “terra bruciata”. Lui scopa me: “chi la fa l'aspetti”. Mi feconda: “fradicio”. Si ritrae, lo pulisco: “canide”. Ci slinguazziamo: “inferno”. I nostri uccelli in mano: “stantuffo”. Veniamo a schizzo: “porcilaia”. Ci addormentiamo bagnati: “naufraghi”. Ci risvegliamo e lo facciamo ancora: “mai sazi”. Altre due inculate a turno: “pari e patta”. Me lo faccio succhiare: “superiorità”. Lo ricambio di gusto: “compensazione”. Ci abbracciamo, ci palpiamo dove capita: “trambusto”. Arriva un attivo che ci fa fuori tutti e due: “pollastri”. Adoriamo il suo uccellone: “nati servi”. Ci comanda a bacchetta, ci giostra come gli pare e piace: “ben vi sta”. Non si sogna mica di offrirci il culo: “off limits”. Ci rompe continuamente: “catena di montaggio”. Se gli va ci mena anche: “mano lesta”. Non solo mano pure cinghiate: “senza ritorno”. Ci piace anche: “consenzienti”. Ci insulta, ci sputa addosso: “niente di che”. Non solo sborra anche pipì: “full immersion”. Ceduti ai suoi amici: “beati voi”. Ci fa sentire proprio zoccole: “ormai”. Anche controvoglia: “peccato”. Siamo completamente suoi: “nuda proprietà”.
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