Ossessione anale

di
genere
etero

Ho preso una fissa per la tabaccaia all'angolo, una fantasia che mi mi è cresciuta col tempo. Una ragazza normale, carina ma niente di speciale eppure mi piace sempre più, è un bel tipino che mi eccita, snella, poche tette ma tonde sotto le magliette, veste sempre casual, roba messa su, non si trucca ed è piuttosto pallida. Sembra non curarsi, ha i capelli lisci sempre un po' spettinati, castani come gli occhi chiari, porta solo i jeans o pantaloni e i jeans fanno i miracoli a sostenere un culetto che è già appetitoso di suo. Mi attizza perché ha qualcosa da maschiaccio, i suoi modi non sono da femminuccia e non fa nulla per sedurre i maschietti. Ma cazzo, quando sorride imbarazzata e parla con la voce troppo alta me lo fa venire duro. Vorrei vedere i lacrimoni su quegli occhi sorridenti, lei non lo sa, ma ogni volta m'immagino come sarebbe col mio cazzone su per il culetto. Mi sa che è una che geme con la gola roca.
Sono un porco, le parlo gentile e intanto sogno d'incularmela a crudo, il mio cazzone spremuto fra quelle chiappette sode, ma sono solo fantasie. Fantasie che mi fanno star bene, m'immagino di violentarla in culo ,a non lo farei mai... se lei non volesse.
Abbiamo fatto amicizia, ci vado spesso anche se non fumo. La prima volta per pagare una multa, poi per le bollette di mia madre.
'Fumi queste?!'
'No sono per mia mamma, io non fumo.'
A mamma non faccio la scorta, le prendo un pacchetto per volta e passo dentro per le ricola o i biglietti di auguri. Ogni scusa è buona per vederla, sono felice anche se non le vedo il culetto nei jeans. Mi basta immaginarlo.
Chiacchieriamo mentre gli zombie giocano alle slot machine. C'è feeling, la diverto e la metto a disagio, ormai la fisso senza vergogna. Quando le guardo la fica si nasconde dietro il banco, ma non subito. Cazzo, mi basterebbe farmela in fica.
È tifosa sfegatata del milan e, da vero maschiaccio adora le moto. E io a pensare di farla il culetto in sella ad una kawasaky. Mi sa che mi legge nel cervello, quando mi fermo a chiacchierare serve i clienti e prende le sigarette voltandosi. Il culetto è tutto per me, almeno ci spero e, non mi vergogno, mi sego poi a casa. Una bella sega sbrodolona cazzo in mano pensando a lei.
Sono cambiato, ho messo la testa a posto, il frocetto prendinculo seriale è un ricordo, ora sono un trentottenne tranquillo che sogna di incularsi la commessa della tabaccheria. Mi ha cambiato una brutta avventura, a venticinque anni ho rischiato grosso, per due anni sono stato in cura ma non c'entravano nulla le puttanate che combinavo. Ho risolto, ne sono uscito ma è cambiato tutto.
O quasi tutto, l'ossessione anale mi è rimasta dentro. Ma non ho altri vizi, guadagno bene e vivo felicemente solo nello stesso palazzo di mia madre.
Si chiama Cristina.
Cris ha un casino di anni meno di me, andava al nido quando battevo nei boschetti. È diventata la mia ossessione. Lo sa, fa finta di niente ma lo sa.
È in tabaccheria al pomeriggio, di mattina c'è sua zia. Cris mi racconta, non le piace, cerca lavoro. Ha un fratello e un cane, li adora entrambi.
Ho scoperto chi è il suo compagno, l'ho incrociato in tabaccheria. Cristina mi guardava di lato imbarazzata, aveva vergogna, sta con un bestione. Un tipo che avevo già visto in palestra. Minchia, peggio non poteva sceglierlo, pancia, maniglie dell'amore e cosce flaccide e pelose. Sembra più vecchio di me, ha anche la barba unta. Ma ha la moto e negli spogliatoi ho capito, ha un uccello niente male. Ma cazzo, io con uno così neanche quando ero frocio perso! Solo al buio nei boschetti.
No, non è vero, mi eccitavano, mi sentivo troia più troia ancora. E pensare a Cristina che glielo ciuccia me lo fa venire duro. La voglio, è sicuramente cagna a letto. Se quello non glielo mette in culo è un pirla. Cazzo, che stronza.

Ieri ci ho tentato, una carezza sulla guancia con le nocche delle dita e le ho chiesto se le andava di farci una pizza insieme. O un giapponese.
L'ho messa in crisi.
'Noi due?!'
'Di che hai paura? Una serata come amici, tutto qui.'
Intanto cerco di ricordare qual è l'ultima sotto i venticinque anni che mi sono inculato. A parte trans e escort.
'Non saprei.'
'Il tuo orso è geloso?'
'Nooo! Non sai cosa dice di te.' Ride.
'Dimmelo.'
'No, non posso, Giacomo è un idiota, non capisce un cazzo.'
'Dai, cosa ti ha detto di me?'
'Ma è una cazzata! Non offenderti... dice che sei gay.'
Cerco di ridere, qui va tutto a puttane.
Ma lei è una furbina.
'Se fosse così non rischio nulla ahah! Facciamo domenica? Giacomo è a un raduno, io non ci vado, pioverà.'
'Okay, ma se sono gay forse rischi troppo.'
Le palpo il culo.
Uno zombie alle macchinette vede.
Cristina mi manda via.

Okay, ho bisogno urgente di una puttanella. Scorro gli annunci e scelgo Jenny, una colombiana di vent'anni.
È libera, decido di rischiare anche se è troppo figa per non essere fake. Invece dopo dieci minuti mi apre uno schianto di mulatta in tanga rosso che si prende i miei sette pollici larghi come un bicchiere d'acqua. Geme soltanto a denti stretti, non finge, sono io che ci vado pesante in culo pensando a Cristina.
È una ragazza simpatica, torna dal bagno con una mano dietro il culo. 'Ahio amore, tu devi farti curare, non ti piace la fica?'
Guarda al cellulare, non ha nessuno, mi carezza i capelli 'Vuoi fermarti un poco?' Mi leva lei il preservativo e mi stringe il cazzone bagnato. 'Uhh!' Un attimo d'esitazione e me lo lecca. Vuole ciucciarmi altri soldi. Ci sta, sono soldi ben spesi, è una ragazza da favola, bella come solo le latine lo sono. E non ha un culone flaccido, ma due chiappe tonde e alte che mi risvegliano mille voglie.
Trattiamo un poco, cerca di convincermi, mi strofina con le tette e mi fa sentire com'è calda sotto, ma poi accetta un secondo giro in culo ma solo se faccio piano. Profuma di femmina calda, limoniamo nudi, ci rimmarrei un mese ma mi è tornata l'urgenza al cazzo. Sbuffa scontenta, non può farci nulla, lo ingoia per insalivarlo e me lo riveste. 'La tua donna non ti dà il culo?'
Glielo affondo fino alle palle. La tengo inchiodata e prendo il cellulare.
Scrivo a Cris. 'Scusa, sei incazzata?'
'No figurati.'
'Mi piaci.'
'Anche tu.'
'Domenica allora?'
'Va bene.'
Sono di parola, con la povera Jenny ci vado piano, la scavo in culo facendola godere. Penso a domenica.
scritto il
2026-03-21
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