I pescatori

di
genere
incesti

La casa sembrava diversa, ora che papà era tornato. L'aria era carica di una tensione palpabile, un silenzio rotto solo dal ticchettio dell'orologio nel soggiorno. Io, Nicola, diciannove anni, mi sentivo come un attore sul palco, consapevole che il sipario si sarebbe presto aperto su un nuovo atto. Le avventure erotiche con mia madre, Angela, quarantacinque anni, erano diventate un ricordo vivido, un fuoco che ardeva sotto la cenere. Eravamo complici, io e lei, legati da un segreto che ci eccitava e ci spaventava allo stesso tempo.
Papà, ignaro di tutto, si era immerso nel lavoro da casa, intento a risolvere problemi e a partecipare a riunioni virtuali. La sua presenza, però, non faceva che aumentare la nostra eccitazione. Gli sguardi tra me e mia madre erano diventati più intensi, più carichi di promesse non dette. Ci bastava un semplice incrocio di occhi per farci capire, per rievocare i momenti trascorsi insieme, per riaccendere la fiamma della passione.
Le mani mi tremavano mentre mi masturbavo, la mente invasa dai ricordi. La figura di mia madre, così sensuale e provocante, mi ossessionava. La chiamavo "troia" nella mia mente, un termine che non esprimeva disprezzo, ma piuttosto ammirazione per la sua capacità di abbandonarsi al piacere. Ricordavo il manutentore della stufetta a gas, la prima volta che avevo percepito la sua sensualità, il modo in cui si muoveva, il suo profumo inebriante. Poi, i due muratori che avevano sistemato la mia camera da letto, un'altra occasione per vedere mia madre in una luce diversa, per capire quanto fosse desiderabile e perversa.
Il desiderio era diventato un'ossessione, un bisogno fisico che mi tormentava giorno e notte. Sognavo nuove avventure, nuovi incontri, nuove occasioni per esplorare i confini del nostro rapporto. Sapevo che era sbagliato, che le conseguenze sarebbero state inevitabili, ma non riuscivo a fermarmi. La speranza di un'altra casuale avventura mi spingeva avanti, mi faceva sentire vivo, mi faceva dimenticare la paura.
La calda brezza estiva accarezzava la pelle di Angela, mentre si specchiava nello sguardo eccitato di suo figlio Nicola. Il sole picchiava implacabile sulla veranda, ma l'atmosfera era tutt'altro che calma. Il marito di Angela, ignaro di tutto, era immerso nel lavoro nel suo studio, lasciando campo libero ai desideri proibiti che da tempo covavano tra madre e figlio.

"Allora, Nicola, sei pronto per la pesca?" la voce di Angela, vellutata e carica di promesse, ruppe il silenzio. I suoi occhi, di un verde intenso, brillavano di una luce che Nicola conosceva fin troppo bene. Sapeva che quella gita in spiaggia non era solo un'occasione per pescare.

"Certo, mamma," rispose Nicola, cercando di nascondere l'eccitazione che gli serpeggiava dentro. Sapeva che la spiaggia lungo il fiume, un luogo appartato e selvaggio, poteva essere occasione dopo tanto tempo, di poter vedere la madre nella sua natura. E sapeva anche che, come sempre, ci sarebbero stati i due pescatori che quando andavo da solo erano sempre presenti con le loro canne da pesca, due uomini sulla sessantina.

Angela, con un sorriso malizioso, si avvicinò a Nicola, posando una mano sulla sua spalla. Il contatto, leggero ma intenso, fece sussultare il ragazzo. "Ho preparato un cestino con qualcosa di speciale per noi," sussurrò lei, la voce appena percettibile. "E non dimenticare la crema solare, tesoro. Il sole picchia forte oggi."

Nicola annuì, sentendo il sangue ribollire nelle vene. L'immagine di sua madre, con la pelle chiara e il corpo sinuoso, lo tormentava da giorni. Ricordava ancora l'episodio dei muratori, quando, approfittando della mancanza per lavoro del padre, Angela aveva trovato il modo di soddisfare i suoi desideri più reconditi. Era passato molto tempo da allora, troppo tempo.
Arrivati con la macchina per un sentiero, arrivammo in un bosco vicino al fiume.
E scendendo da un argine, ci siamo ritrovati sulla spiaggia

La spiaggia era deserta, tranne per i due pescatori, seduti sulle loro sedie pieghevoli, intenti a scrutare le acque del fiume, con le loro canne da pesca. Angela, con un abito leggero che lasciava intravedere le sue forme generose, con un sorriso smagliante e malizioso, salutò i due pescatori. Nicola, intanto, si occupava di preparare la canna da pesca, ma i suoi occhi non si staccavano mai da sua madre.

Angela chiese a suo figlio Nicola di aiutarla a mettere l’ombrellone nella sabbia e mentre i due pescatori guardavano le gambe e il culo attraverso il vestito leggero della mamma, Nicola con espressione enigmatica, guardava la mamma, che da parte sue era divertita e pensava già a cose strane con eccitazione, aveva una gran voglia di trasgredire.
Nicola mise il telo della madre sotto l’ombrellone e se ne andò in riva al fiume con la canna da pesca, guardando i pescatori e poi la mamma che si stava togliendo il vestito per rimanere in costume.
Nicola, con il cuore in gola, osservava la scena. Sua madre, Angela, seduta sul telo sotto l'ombrellone, sembrava una dea scesa in terra. Il costume succinto, aderente, delineava perfettamente le sue curve, con il culo in bella vista e le tette che minacciavano di fuoriuscire. Una delle labbra della figa, umida e invitante, faceva capolino dal bordo del costume.
Angela, chiese al pescatore più vicino a lei se volesse bere una bibita, visto che Angela si era portata un cestino con le provviste.
Il pescatore si sedette davanti ad Angela si presentarono “piacere Luigi”.
Angela, “piacere Angela Lui è mio figlio Nicola”.
Luigi, il pescatore, un uomo robusto con la barba incolta e gli occhi che brillavano di desiderio, era seduto di fronte a lei, la lattina di bibita tremante tra le mani. Il suo cazzo, duro come l'acciaio, premeva contro i pantaloni. Nicola, dalla riva del fiume, sentiva il calore salirgli alle guance, un misto di imbarazzo ed eccitazione.
“Nicola hai preso la crema da sole”?
Nicola aveva il cuore che rimbombava nel petto vedendo sua madre seduta a gambe aperte di fronte al pescatore.
“Si mamma è dentro nel mio zaino”
“Ti dispiace venire qui a farmi vedere”?
Lasciò la canna da pesca in riva al fiume e si avviò verso di lei, l’uomo robusto con la barba incolta era paonazzo e sicuramente con il cazzo duro.
Io tirai fuori la crema da sole dal mio zaino e gliela porsi, ma lei mi chiese se la aiutavo a metterla.
“Ma mamma io devo metterti la crema”?
“Beh se vuoi me la faccio mettere dal signore qui, gli ho offerto una bibita”
A questo punto mamma chiese a Luigi il pescatore, di chiede al suo amico in riva al fiume, che anche lui guardava verso il centro della spiaggia con eccitazione, di venire a bere qualcosa se aveva sete.
Con un cenno della mano Luigi disse al suo amico di raggiungerlo, l’altro pescatore arrivato all’ombrellone si presentò ad Angela.
Valerio, il nome dell’altro pescatore, vedendo da vicino il corpo chiaro di Angela, andò in estasi guardando il ben di dio sotto quel costume succinto.
Angela si girò prona sul telo, “Nicola dai la crema da sole dalla al signor Luigi che me la spalma sulla schiena”.
"Allora, Luigi, cosa ne dici di un po' di crema solare? La mia schiena è un po' come tutto il corpo è un po’ chiara."
Luigi, con gli occhi che gli brillavano di lussuria, annuì freneticamente. "Certo, Angela, con piacere." Il suo cazzo, duro come una pietra, premeva contro i pantaloni, un'evidente dimostrazione del suo desiderio.
La vista di sua madre, così disinvolta e provocante, lo eccitava e lo imbarazzava allo stesso tempo. Si avvicinò, con crema solare in mano e la porse a Luigi, mentre Valerio, l'amico di Luigi, si univa a loro, gli occhi fissi sul corpo di Angela.
Luigi prese la crema e cominciò a spalmarla sulla schiena della mamma…
“Nicola slacciami il costume che così il signor Luigi riesce a spalmare meglio la crema, non vorrei poi che mi restasse il segno del costume”
Nicola con eccitazione, mentre Luigi, con le mani così grandi spalmava la crema alla sua mamma, sganciò il costume alto.
L’eccitazione era palpabile e Valerio, incapace di resistere, si avvicinò, gli occhi fissi sul culo di Angela, che si muoveva sensualmente mentre Luigi la massaggiava e il figlio guardava. "Posso aiutare anch'io?" chiese, la voce rauca.
Angela, con un sorriso malizioso e da porca, annuì. "Certo, Valerio. Ma fai pure, potrebbe essere piacevole."
Valerio, con le mani che tremavano, si unì a loro. Le sue dita, mentre spalmavano la crema, scivolarono lungo le gambe di Angela, risalendo verso il suo sesso, sfiorando i bordi del costume. Angela gemette, un suono che si trasformò in un lamento di piacere.
“Nicola stanno facendo un buon lavoro i signori? Cosa ne dici”?
Nicola sentiva il cuore battere all'impazzata. La mano di Valerio, esperta e maliziosa, continuava a frugare nel costume di sua madre, trovando la sua figa madida. Angela gemeva, un suono gutturale che eccitava Nicola oltre ogni limite. Luigi, con le sue mani grandi e callose, le massaggiava il culo, stringendolo con forza.
"Oh, cazzo, sì! Proprio lì!" ansimava Angela, la voce roca di desiderio. "Non smettete… Nicola, amore, non sei geloso, vero?"
Nicola scosse la testa, incapace di parlare.
"Nicola sembra un po' timido." Disse Luigi.
"Mamma…" sussurrò, la voce tremante.
"Shhh…" rispose Angela, guardandolo in viso " Goditi lo spettacolo, amore. E magari, se sei bravo, potrai unirti anche tu."
“Ragazzi perché non mi sfilate il costume”?
Valerio non se lo fece ripetere due volte. Si alzò leggermente, sfilando il costume di Angela con un gesto rapido e deciso. La figa di Angela, con quel pelo biondo appena accennato, rossa e gonfia, era ora completamente esposta al sole.
Due dita di Luigi unte di crema erano già infilate nel buco del culo ed ora Valerio la stava scopando con tre dita nella figa.
Nicola vedeva sua madre godere come una vacca da monta, in quel momento si spogliarono entrambi i pescatori mostrando i loro cazzi.
A quel punto mamma Angela disse: finalmente due cazzi come si vede”, si alzò dal telo mare e cominciò a menarli e succhiarli ad uno ad uno.
Nicola sotto l’ombrellone guardava e anche lui eccitato con il cazzo che premeva sui calzoncini decise di tirarlo fuori, facendo felice la mamma che lo guardava godendo.
In quel momento, due figure si avvicinarono alla spiaggia. Erano due pescatori, vecchi amici di Luigi, che tornavano dalla pesca mattutina da un altro luogo sulla sponda del fiume. Ma passando e sentendo dei mugolii, scesero dalla scarpata. Vedendo la scena, si fermarono di colpo, a bocca aperta.
"Ma che succede qui?" chiese uno dei pescatori, un uomo robusto con una barba bianca.
Luigi rise, un suono profondo e gutturale. "Oh, niente di che, amici miei. Solo un po' di divertimento al sole. Venite, unitevi a noi!"
Si presentarono, visto che i due nuovi arrivati guardavano sotto l’ombrellone preoccupati, Luigi disse ai loro amici che Nicola il ragazzo sotto l’ombrellone, era il figlio di angela.
Nicola ancora più turbato ed eccitato dalla nuova situazione guardava sua madre con preoccupazione, ma lei ancora una volta con il suo sorriso, lo mise a suo agio.
“Nicola vieni un po’ più vicino e vieni a controllare che questi signori facciano il loro dovere”
I pescatori si scambiarono un'occhiata, poi sorrisero, un sorriso malizioso che rivelava la loro eccitazione. Si avvicinarono, i loro occhi fissi sul corpo nudo di Angela.
"Non ci facciamo pregare due volte!" esclamò l'altro pescatore, un uomo magro e scattante con gli occhi azzurri.
Angela rise, un suono provocante che invitava al peccato. "Bene, allora, ragazzi. Chi vuole essere il primo?"
Valerio il primo a rispondere ridendo, “prima io e Luigi che ti abbiamo scaldato per bene”
“Ne voglio uno in figa e uno nel culo se non vi dispiace”!
Valerio si mise supino sul telo e Angela gli si mise sopra guidando il suo cazzo nella figa, mentre Luigi si inginocchiava dietro di lei e sputando sul culo piano piano inizio ad inserirlo nell’orifizio.
Nicola vedeva il culo della mamma vicino che si apriva mentre Luigi la Stantuffava da dietro, mentre i due nuovi arrivati iniziarono a togliersi i pantaloni e cominciavano a masturbarsi.
“Si dai spaccatemiiiii rompetemi tuttaaaa godooooo come una porca in calore”
“venite qui voi due che vi succhio i cazziiiii si vi voglio tuttiiii”
“Anche tu amore mio vedi come gode la tua mamma e visto che sei stato bravo ti faccio partecipare”
Nicola non capiva più niente avrebbe voluto già sborrare in faccia alla madre.
Uno dei due ultimi arrivati si avvicinò a Nicola, mettendogli una mano sulla spalla. "E tu, ragazzo? Non vuoi partecipare?"
Nicola scosse la testa, ancora incapace di parlare.
"Dai, non fare il timido. Tua madre non si offenderà, vero, Angela?"
Angela sorrise, un sorriso che prometteva ogni sorta di piacere. "Certo che no, amore. Vieni qui."
Nicola si avvicinò a sua madre, il cuore che batteva all'impazzata.
"Oh, cazzo, sì! Più forte! Più forte!" ansimava Angela, mentre i 4 pescatori a turno la sodomizzavano e la fottevano nella figa.
Angela ansimava, il corpo scosso da spasmi di puro piacere. Valerio le spingeva dentro la figa con una foga animalesca, mentre Luigi continuava a penetrarla nel culo, allargandoglielo sempre di più. "Oh, cazzo, sì! Proprio lì! Più forte, Luigi! Spacca tutto!" urlava, la voce roca per l'eccitazione. Nicola, con le mani strette alle tette della madre, le succhiava avidamente, sentendo il sapore salato del sudore e del desiderio. Uno degli ultimi arrivati, gli si avvicinò, il cazzo duro che pulsava tra le mani.
Nicola, ormai completamente in preda alla lussuria, annuì freneticamente. L'uomo lo prese per mano e lo guidò verso il corpo nudo di Angela.
“Cambiamo posizione disse il pescatore, ora tocca me”
Luigi si scostò tirando fuori il cazzo dal culo di Angela.
Angela si fece scivolare fuori il cazzo di Valerio che aveva nella figa.
Il pescatore che fece avvicinare Nicola si stese supino sul telo con il cazzo ritto.
Angela si fece aiutare da Valerio a sedersi sopra il cazzo del pescatore e preso in mano il cazzo se lo guidò piano piano nello sfintere.
"Apri bene le gambe, troia, che anche il tuo figliolo vuole godere!"
Valerio gli allargava le cosce per far posto al cazzo duro del figlio.
“Dai troia che adesso prendi anche il cazzo di tuo figlio, non ne hai abbastanza vero?”
Nicola puntò il cazzo al buco della figa bagnata della madre ed entrò, guardava sua mamma che godeva come una vacca.
“Dai figliolo scopami forte, vedo che hai imparato bene da questi uomini, mi hanno riempita tutta”.
“adesso però voglio tutta la vostra sborra dentro e sopra di me”
Angela, con gli occhi iniettati di sangue e la bocca semiaperta, gemeva senza controllo. I pescatori, eccitati dal suo desiderio, accelerarono il ritmo. Valerio le sbatteva le tette mentre Nicola la penetrava con foga, sentendo la figa di sua madre stringersi attorno al suo cazzo. Luigi Valerio e l’altro pescatore si facevano succhiare i cazzi e se lo menavano. "Sei una vera porca, Angela! Ti piace farti usare così, vero?" urlò Valerio, mentre le sue mani le lasciavano segni rossi sulla pelle. Angela annuì freneticamente, incapace di parlare, sommersa dal piacere e dalla depravazione. Uno dopo l'altro, i pescatori raggiunsero l'orgasmo, riversando il loro sperma bollente dentro e sopra di lei. Sulla spiaggia, il sole tramontava, tingendo il cielo di rosso, mentre Angela, esausta e soddisfatta, giaceva nuda, ricoperta di sperma, un sorriso perverso verso il figlio, stampato sul volto e Nicola ancora una volta incredulo di come si può godere di una madre troia!
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scritto il
2026-03-21
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