Tutto va storto
di
IL MICROBO
genere
comici
TUTTO VA STORTO
Un deserto stasera. Ne intercetto uno. L'ultimo dei Moicani. Non è un Adone ma di schiena è passabile. Me lo porto a casa. Prelevo la posta.
-”Merda. La bolletta della luce”.
Inserisco la chiave. Non gira. Provo e riprovo. Adesso va. Apro la porta. Cigola. Dove ho messo lo Svitol? Eccolo.
-”Che aspetti a spogliarti?”
Gli si inceppa la cerniera. Ma guarda che slip: color senape. Apro la bottega. Si inceppa pure la mia. Fa niente. Uno strappo e via. Offro da bere. Da una gomitata al bicchiere, cade e va in frantumi. In due a raccogliere le schegge. Metto un po' di musica. Marcia funebre. Cambio canale. Questa va bene. Prendo in mano l'uccello. Fa lo svogliato. Tanto di culo pronto e mi entra in sciopero. Lo batto sulle natiche. Forse si ravviva. Non è al massimo ma dovrebbe entrare. Si svergola. Ora ti raddrizzo io. Gli do uno schiaffo. Finalmente. Inserisco. Buco spanato.
-”Stringi”.
Non lo sento proprio. Mi viene il nervoso. Mando via il deficiente.
Sotto la doccia ce l'ho in durezza. Scivolo la mano. Mi sparo una sega. Sempre meglio che niente. Vado in camera. Non funziona la lampadina. Entro a tentoni. Mi sistemo nel letto. Al calduccio sotto le coperte un'altra erezione. Tanta, da far quasi male. Scemo che sei. Ti sei svegliato? Mettiti buono che adesso non servi a un cazzo.
-”Al diavolo gli imprevisti”.
Mi assopisco. Che dormita.
Un deserto stasera. Ne intercetto uno. L'ultimo dei Moicani. Non è un Adone ma di schiena è passabile. Me lo porto a casa. Prelevo la posta.
-”Merda. La bolletta della luce”.
Inserisco la chiave. Non gira. Provo e riprovo. Adesso va. Apro la porta. Cigola. Dove ho messo lo Svitol? Eccolo.
-”Che aspetti a spogliarti?”
Gli si inceppa la cerniera. Ma guarda che slip: color senape. Apro la bottega. Si inceppa pure la mia. Fa niente. Uno strappo e via. Offro da bere. Da una gomitata al bicchiere, cade e va in frantumi. In due a raccogliere le schegge. Metto un po' di musica. Marcia funebre. Cambio canale. Questa va bene. Prendo in mano l'uccello. Fa lo svogliato. Tanto di culo pronto e mi entra in sciopero. Lo batto sulle natiche. Forse si ravviva. Non è al massimo ma dovrebbe entrare. Si svergola. Ora ti raddrizzo io. Gli do uno schiaffo. Finalmente. Inserisco. Buco spanato.
-”Stringi”.
Non lo sento proprio. Mi viene il nervoso. Mando via il deficiente.
Sotto la doccia ce l'ho in durezza. Scivolo la mano. Mi sparo una sega. Sempre meglio che niente. Vado in camera. Non funziona la lampadina. Entro a tentoni. Mi sistemo nel letto. Al calduccio sotto le coperte un'altra erezione. Tanta, da far quasi male. Scemo che sei. Ti sei svegliato? Mettiti buono che adesso non servi a un cazzo.
-”Al diavolo gli imprevisti”.
Mi assopisco. Che dormita.
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