Estate 2025 - 15 - Fiorenzuola di Focara
di
Alessia&Nicola
genere
orge
*** Una spiaggia libertaria e dei nuovi amici, Nicola scopre che… ***
Parcheggiamo la moto nella piazzetta di Fiorenzuola di Focara, un piccolo borgo medievale abbarbicato sulle colline, poco sopra Pesaro. Dopo il motoraduno di Rimini e la notte con Dario, cerchiamo un posto tranquillo per stare un po' rilassati. Facciamo un breve giro per il paese e poi percorriamo a piedi la strada dissestata che porta alla spiaggia, una serie di tornanti che scende lungo la collina con una bellissima vista sul mare. Alessia saltella allegra davanti a me. «Dai Nico! Ho voglia di fare un bagno!» dice, voltandosi con un sorriso.
La seguo in silenzio, pensando a quello che è successo solo poche ore fa. Far colazione da solo mentre lei si divertiva col nostro amico motociclista… Non è stata una bella sensazione, poteva almeno lasciarmi guardare…
Dopo una ventina di minuti arriviamo in fondo: la spiaggia è decisamente particolare: una striscia di sabbia e sassi dove qualcuno ha costruito delle capanne di fortuna utilizzando i tronchi restituiti dal mare. Non certo un posto per turisti.
Infatti non c’è quasi nessuno: una coppia lontana che prende il sole, un paio di donne in topless, un uomo solo che legge all’ombra di una roccia.
Un po' più lontano, alla nostra sinistra, tre uomini che fanno il bagno nudi.
Ci dirigiamo nella loro direzione, verso quella che sembra la zona più "libertaria".
Appoggiamo a terra gli asciugamani e ci spogliamo senza esitare. Alessia si sfila gilè e jeans, si guarda intorno per un attimo e si toglie anche lo slip nero con un gesto lento, quasi cerimoniale. Osservo il suo corpo nudo, la pelle abbronzata, i seni pieni, la fica depilata che brilla leggermente di sudore...
Bellissima…
Andiamo direttamente a fare un bagno. L’acqua è tiepida, ci accarezza la pelle mentre ci muoviamo con bracciate lente. Il sole picchia sulla schiena, il mare calmo sembra infinito. Mi giro a guardare Alessia, i capelli bagnati fluttuano attorno al viso, i seni affiorano dall'acqua quando si ferma a galleggiare…
«Allora? Com'è andata stamattina con Dario? Ti è piaciuto?»
Lei sorride, si lascia dondolare sull’acqua con le braccia aperte. «Ahahahahah!!! Vuoi conoscere i dettagli?» scherza. Poi si fa più seria. «È stato bello, Nico. Dario è stato molto dolce. Mi ha leccata a lungo, con calma, come se avesse tutto il tempo del mondo. Mi ha fatto venire con la lingua prima ancora di entrare. Poi mi ha presa alla missionaria, dolcemente, baciandomi e guardandomi negli occhi, spingendo piano, lentamente, ogni spinta era perfetta…»
Fa una pausa, gli occhi brillano sotto il sole. «A quel punto non ho resistito e sono salita sopra di lui. L’ho cavalcato lentamente all’inizio, mentre lui mi leccava i capezzoli. Abbiamo accelerato insieme, io che mi muovevo su e giù, lui che spingeva dal basso. Siamo venuti insieme… è stato intenso, caldo, quasi romantico.»
Mi strizza l'occhio: «È stato bello quasi come con te…» poi si fa seria: «Nico, abbiamo un problema?»
Rispondo lentamente, con un’ombra di gelosia che non riesco a nascondere. «Assolutamente no, Ale... però… aspettarti al bar mentre ti facevi Dario… Non è stata la colazione più bella della mia vita…»
Lei scoppia in una risata fragorosa, un’onda le riempie la bocca d’acqua. Tossisce, sputacchiando mentre cerca di riprendere fiato. Rido anch’io, il suono delle nostre risate che si mescola agli schizzi, il suo viso arrossato dal sole e dalla tosse che la rende ancora più bella.
Torniamo a riva e ci stendiamo insieme, ancora ansimanti, il calore della sabbia si mescola al fresco dell’acqua, i nostri respiri si sincronizzano per un momento, lei mi guarda con un sorriso sfrontato: «Vuoi che ti faccio vedere come ho scopato con Dario?» Sussurra.
Si muove con grazia, senza dire altro, sale sopra di me, guidandomi dentro di lei. La sento, calda e accogliente, mi avvolge completamente. I suoi occhi non lasciano i miei, e il suo respiro si spezza per un istante quando i nostri corpi si fondono del tutto. Poi inizia a cavalcarmi lentamente, il movimento del suo corpo segue il ritmo del mare alle nostre spalle.
La fica mi avvolge con una dolcezza che contrasta con l’intensità del suo sguardo. Ogni oscillazione dei suoi fianchi è un’onda di piacere, il suo ritmo cresce gradualmente, i suoi seni si tendono verso di me, pieni e invitanti, li afferro con le mani, stringo con forza, le mie dita affondano nella sua carne morbida mentre lei sospira piano. Il suo corpo si muove sempre più veloce, i fianchi ruotano con un’energia quasi disperata, i capelli bagnati che le cadono sul viso in ciocche disordinate, io rispondo spingendo verso l’alto, continuiamo a lungo, rallentando e accelerando i movimenti mentre il tempo sembra dissolversi tra i nostri sospiri e il calore che ci avvolge.
Veniamo insieme urlando, un’esplosione lunga e travolgente: lei trema sopra di me, la fica che pulsa attorno al mio cazzo, io che esplodo in un orgasmo che mi lascia senza fiato, il seme si mescola ai suoi umori sulla sabbia calda.
Il silenzio che segue è rotto solo dai nostri respiri affannosi e dal lieve sciabordio delle onde. Mi sdraio accanto a lei, il cuore che ancora batte forte.
Solo allora ci accorgiamo che i tre nudisti erano molto più vicini di quello che ci era sembrato, uno di loro esclama con un forte accento romano: «Aò, questo se dice scopà come Dio comanda, bravi!»
Alessia li saluta e si gira verso di me. «Hai visto come ci guardavano?». Annuisco divertito, passandole una mano tra i capelli bagnati.
Uno di loro si avvicina un po’ esitante. Capelli lunghi, lineamenti delicati, quasi effemminato, indossa un pareo colorato e si presenta come Marco: «Scusate se vi disturbo,» dice, «ma… wow, siete stati incredibili. Ci chiedevamo se vi va di unirvi a noi, abbiamo un po’ di vino, musica e qualcosa da fumare. Niente di impegnativo, giusto per festeggiare.»
Accettiamo volentieri, io mi avvolgo il telo da mare intorno ai fianchi, giusto per coprirmi un po', Alessia invece si alza e si dirige verso di loro così com'è: completamente nuda.
Ci uniamo al gruppo vicino al falò appena acceso. Gli altri due si presentano come Diego e Lorenzo ci offrono vino rosso e un grosso cilum di vetro già acceso.
Le chiacchiere volano leggere, storie di viaggi, vecchi sogni, l’aria sa di sale, di fumo e di marijuana. Il vino scorre, l’atmosfera si scalda, balliamo un po’ sulla sabbia fresca, Alessia si muove perfettamente a suo agio, nuda in mezzo a quattro uomini nudi.
Dopo un bel po’di vino e svariati giri di fumo, Alessia si alza un po' barcollante ed esclama: «Chi viene a fare un bagno, ho bisogno di rinfrescarmi un po’ le idee…». Cerco di alzarmi senza riuscirci, il vino e il fumo hanno fatto il loro lavoro, non riesco proprio a stare in piedi.
Anche Marco rifiuta l’invito, Diego e Lorenzo, invece, la seguono con entusiasmo.
La vedo allontanarsi verso il mare con i due uomini. L’acqua li avvolge, le onde li spingono l’uno contro l’altro. Non vedo tutto nei dettagli, ma è abbastanza: Alessia in mezzo, i corpi che la circondano, le mani che la accarezzano. Lei si muove tra loro, sospira, ride, si abbandona, li bacia con passione. Uno dopo l’altro la prendono in acqua, lei inarca la schiena, sospira di piacere.
Nel frattempo Marco, rimasto a riva con me, si avvicina, ubriaco anche lui. Senza dire nulla, si inginocchia di fianco a me e mi accarezza il cazzo, lentamente.
«Marco! Ma cosa…»
Lui risponde senza fermarsi: «Eravamo venuti qui per festeggiare la nostra trentennale amicizia, la tua mogliettina mi ha decisamente rubato la scena… e non chiamarmi Marco, chiamami… Marika.»
Si china sul mio cazzo e lo prende in bocca con decisione.
Il suo pompino è lento, caldo, esperto, la lingua accarezza la cappella. Il calore della bocca, il modo in cui sa esattamente dove premere, sento scariche di piacere che non riesco a controllare. Dovrei fermarlo, invece gli afferro i capelli per spingere più a fondo.
Dal mare arriva la voce di Alessia: un "sì… così…" portato dal vento, il rumore di schiaffi leggeri sull'acqua. Alzo gli occhi: è sempre in mezzo a loro due, Diego è davanti a lei, la penetra lentamente, Lorenzo dietro le accarezza i capezzoli mentre lei gli stringe i capelli. I suoi occhi incontrano i miei per un istante, un lampo complice, malizioso.
Marika alza lo sguardo, le labbra ancora strette intorno a me, e sorride con gli occhi. "Ti piace, vero? Lasciati andare… " La sua voce è bassa, quasi un sussurro contro la mia pelle. Non so se è l'alcol, il fumo o il vedere Alessia in mezzo a quei due, ma qualcosa dentro di me si rompe, non resisto più. Spingo nei suoi capelli, vengo. Un orgasmo violento che mi fa tremare le gambe, il seme schizza nella sua bocca mentre lei ingoia con calma, senza fretta, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Marica sta ancora accarezzando lentamente il mio cazzo quando Alessia emerge dall’acqua, cammina verso di me, nuda, sporca di sale e sperma, il corpo ancora scosso da fremiti. Si siede accanto a me, mi bacia piano, il sapore del mare e di altri uomini sulle labbra.
Poi si gira verso Marika e la bacia a lungo. «Conosco questo sapore, la serata promette bene…» sussurra con un sorriso complice.
Diego e Lorenzo intanto, sono appena usciti dall'acqua e già armeggiano col cilum…
Il sole è già alto quando apro gli occhi. La testa mi pulsa come se qualcuno mi stesse martellando le tempie, la bocca è secca e ha un sapore strano, metallico. Alessia è seduta sul telo, nuda, i capelli incasinati dal vento e dal sale, mi guarda con un'espressione tranquilla ma con quella scintilla maliziosa che mi fa sempre accelerare il battito.
«Buongiorno, amore,» dice piano, passandomi una bottiglietta d’acqua. «Che faccia… sembri uscito da una guerra.»
Bevo un sorso, tossisco. La gola brucia. «Ale… che è successo ieri sera? Il vino, il fumo… ricordo solo frammenti. Marco… Marika me l'ha preso in bocca… poi buio totale. Cos’altro è successo?»
Alessia ride divertita, si sdraia accanto a me appoggiandosi su un gomito. I seni le sfiorano il braccio mentre si avvicina. «Diciamo che siamo stati due brave troiette stanotte, Nico. Niente da dire.»
Io la fisso. «Due troiette… noi due? In che senso?»
Lei sorride di nuovo e mi pizzica il culo. «La serata è andata avanti, amore. Ti sei lasciato andare parecchio… eri bellissimo. Mi è piaciuto guardarti.»
Sento il viso che mi va a fuoco. Frammenti confusi mi tornano in mente: mani… carezze… poi buio.
«…Cazzo, Ale… non mi ricordo niente!»
Alessia si china, mi bacia piano sulle labbra. «Meglio così, no? Non serve sapere tutto. Sappi solo che … è stato bello...»
«Machecazzo!!! Basta… Forse è meglio non sapere...»
«Ahahahahaha!!! Quindi non ti devo raccontare niente? Sei sicuro?» Mi sfotte quasi sfacciata…
«Un’altra parola e giuro che ti lascio qui… ma… ora che ci penso: dove sono finiti i romani?»
«Sono partiti presto, tu ancora dormivi, dovevano prendere un treno, una coincidenza, qualcosa del genere… andiamo a casa anche noi? A proposito, il gilè l'ho regalato a Marika e Diego si è preso i miei slip come ricordo…» risponde mentre si infila i jeans sulla pelle nuda, «non è che mi presteresti la tua maglietta, la moto è parcheggiata in mezzo al paese, mica posso andarci conciata così».
«Secondo me puoi. E credo che ti guarderò mentre lo fai…» le rispondo leggermente acido mentre mi infilo la maglietta…
Parcheggiamo la moto nella piazzetta di Fiorenzuola di Focara, un piccolo borgo medievale abbarbicato sulle colline, poco sopra Pesaro. Dopo il motoraduno di Rimini e la notte con Dario, cerchiamo un posto tranquillo per stare un po' rilassati. Facciamo un breve giro per il paese e poi percorriamo a piedi la strada dissestata che porta alla spiaggia, una serie di tornanti che scende lungo la collina con una bellissima vista sul mare. Alessia saltella allegra davanti a me. «Dai Nico! Ho voglia di fare un bagno!» dice, voltandosi con un sorriso.
La seguo in silenzio, pensando a quello che è successo solo poche ore fa. Far colazione da solo mentre lei si divertiva col nostro amico motociclista… Non è stata una bella sensazione, poteva almeno lasciarmi guardare…
Dopo una ventina di minuti arriviamo in fondo: la spiaggia è decisamente particolare: una striscia di sabbia e sassi dove qualcuno ha costruito delle capanne di fortuna utilizzando i tronchi restituiti dal mare. Non certo un posto per turisti.
Infatti non c’è quasi nessuno: una coppia lontana che prende il sole, un paio di donne in topless, un uomo solo che legge all’ombra di una roccia.
Un po' più lontano, alla nostra sinistra, tre uomini che fanno il bagno nudi.
Ci dirigiamo nella loro direzione, verso quella che sembra la zona più "libertaria".
Appoggiamo a terra gli asciugamani e ci spogliamo senza esitare. Alessia si sfila gilè e jeans, si guarda intorno per un attimo e si toglie anche lo slip nero con un gesto lento, quasi cerimoniale. Osservo il suo corpo nudo, la pelle abbronzata, i seni pieni, la fica depilata che brilla leggermente di sudore...
Bellissima…
Andiamo direttamente a fare un bagno. L’acqua è tiepida, ci accarezza la pelle mentre ci muoviamo con bracciate lente. Il sole picchia sulla schiena, il mare calmo sembra infinito. Mi giro a guardare Alessia, i capelli bagnati fluttuano attorno al viso, i seni affiorano dall'acqua quando si ferma a galleggiare…
«Allora? Com'è andata stamattina con Dario? Ti è piaciuto?»
Lei sorride, si lascia dondolare sull’acqua con le braccia aperte. «Ahahahahah!!! Vuoi conoscere i dettagli?» scherza. Poi si fa più seria. «È stato bello, Nico. Dario è stato molto dolce. Mi ha leccata a lungo, con calma, come se avesse tutto il tempo del mondo. Mi ha fatto venire con la lingua prima ancora di entrare. Poi mi ha presa alla missionaria, dolcemente, baciandomi e guardandomi negli occhi, spingendo piano, lentamente, ogni spinta era perfetta…»
Fa una pausa, gli occhi brillano sotto il sole. «A quel punto non ho resistito e sono salita sopra di lui. L’ho cavalcato lentamente all’inizio, mentre lui mi leccava i capezzoli. Abbiamo accelerato insieme, io che mi muovevo su e giù, lui che spingeva dal basso. Siamo venuti insieme… è stato intenso, caldo, quasi romantico.»
Mi strizza l'occhio: «È stato bello quasi come con te…» poi si fa seria: «Nico, abbiamo un problema?»
Rispondo lentamente, con un’ombra di gelosia che non riesco a nascondere. «Assolutamente no, Ale... però… aspettarti al bar mentre ti facevi Dario… Non è stata la colazione più bella della mia vita…»
Lei scoppia in una risata fragorosa, un’onda le riempie la bocca d’acqua. Tossisce, sputacchiando mentre cerca di riprendere fiato. Rido anch’io, il suono delle nostre risate che si mescola agli schizzi, il suo viso arrossato dal sole e dalla tosse che la rende ancora più bella.
Torniamo a riva e ci stendiamo insieme, ancora ansimanti, il calore della sabbia si mescola al fresco dell’acqua, i nostri respiri si sincronizzano per un momento, lei mi guarda con un sorriso sfrontato: «Vuoi che ti faccio vedere come ho scopato con Dario?» Sussurra.
Si muove con grazia, senza dire altro, sale sopra di me, guidandomi dentro di lei. La sento, calda e accogliente, mi avvolge completamente. I suoi occhi non lasciano i miei, e il suo respiro si spezza per un istante quando i nostri corpi si fondono del tutto. Poi inizia a cavalcarmi lentamente, il movimento del suo corpo segue il ritmo del mare alle nostre spalle.
La fica mi avvolge con una dolcezza che contrasta con l’intensità del suo sguardo. Ogni oscillazione dei suoi fianchi è un’onda di piacere, il suo ritmo cresce gradualmente, i suoi seni si tendono verso di me, pieni e invitanti, li afferro con le mani, stringo con forza, le mie dita affondano nella sua carne morbida mentre lei sospira piano. Il suo corpo si muove sempre più veloce, i fianchi ruotano con un’energia quasi disperata, i capelli bagnati che le cadono sul viso in ciocche disordinate, io rispondo spingendo verso l’alto, continuiamo a lungo, rallentando e accelerando i movimenti mentre il tempo sembra dissolversi tra i nostri sospiri e il calore che ci avvolge.
Veniamo insieme urlando, un’esplosione lunga e travolgente: lei trema sopra di me, la fica che pulsa attorno al mio cazzo, io che esplodo in un orgasmo che mi lascia senza fiato, il seme si mescola ai suoi umori sulla sabbia calda.
Il silenzio che segue è rotto solo dai nostri respiri affannosi e dal lieve sciabordio delle onde. Mi sdraio accanto a lei, il cuore che ancora batte forte.
Solo allora ci accorgiamo che i tre nudisti erano molto più vicini di quello che ci era sembrato, uno di loro esclama con un forte accento romano: «Aò, questo se dice scopà come Dio comanda, bravi!»
Alessia li saluta e si gira verso di me. «Hai visto come ci guardavano?». Annuisco divertito, passandole una mano tra i capelli bagnati.
Uno di loro si avvicina un po’ esitante. Capelli lunghi, lineamenti delicati, quasi effemminato, indossa un pareo colorato e si presenta come Marco: «Scusate se vi disturbo,» dice, «ma… wow, siete stati incredibili. Ci chiedevamo se vi va di unirvi a noi, abbiamo un po’ di vino, musica e qualcosa da fumare. Niente di impegnativo, giusto per festeggiare.»
Accettiamo volentieri, io mi avvolgo il telo da mare intorno ai fianchi, giusto per coprirmi un po', Alessia invece si alza e si dirige verso di loro così com'è: completamente nuda.
Ci uniamo al gruppo vicino al falò appena acceso. Gli altri due si presentano come Diego e Lorenzo ci offrono vino rosso e un grosso cilum di vetro già acceso.
Le chiacchiere volano leggere, storie di viaggi, vecchi sogni, l’aria sa di sale, di fumo e di marijuana. Il vino scorre, l’atmosfera si scalda, balliamo un po’ sulla sabbia fresca, Alessia si muove perfettamente a suo agio, nuda in mezzo a quattro uomini nudi.
Dopo un bel po’di vino e svariati giri di fumo, Alessia si alza un po' barcollante ed esclama: «Chi viene a fare un bagno, ho bisogno di rinfrescarmi un po’ le idee…». Cerco di alzarmi senza riuscirci, il vino e il fumo hanno fatto il loro lavoro, non riesco proprio a stare in piedi.
Anche Marco rifiuta l’invito, Diego e Lorenzo, invece, la seguono con entusiasmo.
La vedo allontanarsi verso il mare con i due uomini. L’acqua li avvolge, le onde li spingono l’uno contro l’altro. Non vedo tutto nei dettagli, ma è abbastanza: Alessia in mezzo, i corpi che la circondano, le mani che la accarezzano. Lei si muove tra loro, sospira, ride, si abbandona, li bacia con passione. Uno dopo l’altro la prendono in acqua, lei inarca la schiena, sospira di piacere.
Nel frattempo Marco, rimasto a riva con me, si avvicina, ubriaco anche lui. Senza dire nulla, si inginocchia di fianco a me e mi accarezza il cazzo, lentamente.
«Marco! Ma cosa…»
Lui risponde senza fermarsi: «Eravamo venuti qui per festeggiare la nostra trentennale amicizia, la tua mogliettina mi ha decisamente rubato la scena… e non chiamarmi Marco, chiamami… Marika.»
Si china sul mio cazzo e lo prende in bocca con decisione.
Il suo pompino è lento, caldo, esperto, la lingua accarezza la cappella. Il calore della bocca, il modo in cui sa esattamente dove premere, sento scariche di piacere che non riesco a controllare. Dovrei fermarlo, invece gli afferro i capelli per spingere più a fondo.
Dal mare arriva la voce di Alessia: un "sì… così…" portato dal vento, il rumore di schiaffi leggeri sull'acqua. Alzo gli occhi: è sempre in mezzo a loro due, Diego è davanti a lei, la penetra lentamente, Lorenzo dietro le accarezza i capezzoli mentre lei gli stringe i capelli. I suoi occhi incontrano i miei per un istante, un lampo complice, malizioso.
Marika alza lo sguardo, le labbra ancora strette intorno a me, e sorride con gli occhi. "Ti piace, vero? Lasciati andare… " La sua voce è bassa, quasi un sussurro contro la mia pelle. Non so se è l'alcol, il fumo o il vedere Alessia in mezzo a quei due, ma qualcosa dentro di me si rompe, non resisto più. Spingo nei suoi capelli, vengo. Un orgasmo violento che mi fa tremare le gambe, il seme schizza nella sua bocca mentre lei ingoia con calma, senza fretta, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Marica sta ancora accarezzando lentamente il mio cazzo quando Alessia emerge dall’acqua, cammina verso di me, nuda, sporca di sale e sperma, il corpo ancora scosso da fremiti. Si siede accanto a me, mi bacia piano, il sapore del mare e di altri uomini sulle labbra.
Poi si gira verso Marika e la bacia a lungo. «Conosco questo sapore, la serata promette bene…» sussurra con un sorriso complice.
Diego e Lorenzo intanto, sono appena usciti dall'acqua e già armeggiano col cilum…
Il sole è già alto quando apro gli occhi. La testa mi pulsa come se qualcuno mi stesse martellando le tempie, la bocca è secca e ha un sapore strano, metallico. Alessia è seduta sul telo, nuda, i capelli incasinati dal vento e dal sale, mi guarda con un'espressione tranquilla ma con quella scintilla maliziosa che mi fa sempre accelerare il battito.
«Buongiorno, amore,» dice piano, passandomi una bottiglietta d’acqua. «Che faccia… sembri uscito da una guerra.»
Bevo un sorso, tossisco. La gola brucia. «Ale… che è successo ieri sera? Il vino, il fumo… ricordo solo frammenti. Marco… Marika me l'ha preso in bocca… poi buio totale. Cos’altro è successo?»
Alessia ride divertita, si sdraia accanto a me appoggiandosi su un gomito. I seni le sfiorano il braccio mentre si avvicina. «Diciamo che siamo stati due brave troiette stanotte, Nico. Niente da dire.»
Io la fisso. «Due troiette… noi due? In che senso?»
Lei sorride di nuovo e mi pizzica il culo. «La serata è andata avanti, amore. Ti sei lasciato andare parecchio… eri bellissimo. Mi è piaciuto guardarti.»
Sento il viso che mi va a fuoco. Frammenti confusi mi tornano in mente: mani… carezze… poi buio.
«…Cazzo, Ale… non mi ricordo niente!»
Alessia si china, mi bacia piano sulle labbra. «Meglio così, no? Non serve sapere tutto. Sappi solo che … è stato bello...»
«Machecazzo!!! Basta… Forse è meglio non sapere...»
«Ahahahahaha!!! Quindi non ti devo raccontare niente? Sei sicuro?» Mi sfotte quasi sfacciata…
«Un’altra parola e giuro che ti lascio qui… ma… ora che ci penso: dove sono finiti i romani?»
«Sono partiti presto, tu ancora dormivi, dovevano prendere un treno, una coincidenza, qualcosa del genere… andiamo a casa anche noi? A proposito, il gilè l'ho regalato a Marika e Diego si è preso i miei slip come ricordo…» risponde mentre si infila i jeans sulla pelle nuda, «non è che mi presteresti la tua maglietta, la moto è parcheggiata in mezzo al paese, mica posso andarci conciata così».
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