La chiamata
di
IL MICROBO
genere
dominazione
LA CHIAMATA
“Padrona cerca cazzo bello dritto per fargli inculare suo schiavo”. Attirato da questo appello mi sono fatto vivo rivolgendomi a quella meravigliosa e altezzosa Signora con il dovuto riguardo.
-”Come posso esserle utile?”
Le ho chiesto e subito ricevetti risposta.
-”Desidero e voglio che il mio schiavo etero di stretta osservanza venga umiliato sessualmente”.
-”Posso chiedere se esso lui è ancora vergine dietro?”
-”Vergine al cento per cento da sempre e non per molto”.
-”Gradisce che operi in sua presenza?”
-”Sì. Anche subito se avesse il tempo di dedicarvisi”.
Detto fatto lo chiamò con un fischio come se si trattasse di un animale e lo vidi avanzare a quattro zampe sul pavimento piazzandosi di sedere davanti a me come era stato istruiti di condursi, rosso di vergogna in volto, mogio e rassegnato per ciò che gli sarebbe presto accaduto a suo discapito.
-”Le piace questo fondoschiena?”
-”È davvero notevole”.
-”È tutto a sua disposizione”.
Mi sono alzato in piedi. Ho tirato fuori l'uccello che già guizzava. Ho sollevato le sue natiche ad altezza di tiro. L'ho puntato. L'ho penetrato.
-”Haiii”.
-”Prosegua”.
Presolo per i fianchi gli ho destinato un viavai di cui non sentiva certo il bisogno. Finita la scopata la sua Signora gli ingiunse di ringraziarmi.
-”Gra.zie tan.te per suo e.ner.gi.co stu.pro”.
Mi balbettò.
-”Le è piaciuto?”
-”Come ogni altro che si credeva etero e poi lo prende senza fiatare”.
-”Ha fatto un ottimo lavoro. La ringrazio”.
-”Se avesse bisogno di una ripassata di consolidamento mi chiami pure”.
-”Ci vuole sì”.
Poi rivolgendosi a lui con disprezzo.
-”Sei diventata una checca. Mi fai schifo”.
-”Mi scusi Signora ho solo ubbidito ai suoi ordini”.
Lei mi ha guardato e sorriso proponendomi un seguito.
-”Torni domani che glielo do ancora. Voglio che il suo orgoglio coli a picco”.
-”Non le sembra già più che abbastanza?”
-”Quello che di cui ha bisogno lo decido io. Una replica lo distruggerà e poi lo cederò a qualche omosessuale di mia conoscenza che volentieri lo prenderà a servizio”.
Che donna decisa e sicura del fatto suo! Beato colui che lo riceverà in dono.
“Padrona cerca cazzo bello dritto per fargli inculare suo schiavo”. Attirato da questo appello mi sono fatto vivo rivolgendomi a quella meravigliosa e altezzosa Signora con il dovuto riguardo.
-”Come posso esserle utile?”
Le ho chiesto e subito ricevetti risposta.
-”Desidero e voglio che il mio schiavo etero di stretta osservanza venga umiliato sessualmente”.
-”Posso chiedere se esso lui è ancora vergine dietro?”
-”Vergine al cento per cento da sempre e non per molto”.
-”Gradisce che operi in sua presenza?”
-”Sì. Anche subito se avesse il tempo di dedicarvisi”.
Detto fatto lo chiamò con un fischio come se si trattasse di un animale e lo vidi avanzare a quattro zampe sul pavimento piazzandosi di sedere davanti a me come era stato istruiti di condursi, rosso di vergogna in volto, mogio e rassegnato per ciò che gli sarebbe presto accaduto a suo discapito.
-”Le piace questo fondoschiena?”
-”È davvero notevole”.
-”È tutto a sua disposizione”.
Mi sono alzato in piedi. Ho tirato fuori l'uccello che già guizzava. Ho sollevato le sue natiche ad altezza di tiro. L'ho puntato. L'ho penetrato.
-”Haiii”.
-”Prosegua”.
Presolo per i fianchi gli ho destinato un viavai di cui non sentiva certo il bisogno. Finita la scopata la sua Signora gli ingiunse di ringraziarmi.
-”Gra.zie tan.te per suo e.ner.gi.co stu.pro”.
Mi balbettò.
-”Le è piaciuto?”
-”Come ogni altro che si credeva etero e poi lo prende senza fiatare”.
-”Ha fatto un ottimo lavoro. La ringrazio”.
-”Se avesse bisogno di una ripassata di consolidamento mi chiami pure”.
-”Ci vuole sì”.
Poi rivolgendosi a lui con disprezzo.
-”Sei diventata una checca. Mi fai schifo”.
-”Mi scusi Signora ho solo ubbidito ai suoi ordini”.
Lei mi ha guardato e sorriso proponendomi un seguito.
-”Torni domani che glielo do ancora. Voglio che il suo orgoglio coli a picco”.
-”Non le sembra già più che abbastanza?”
-”Quello che di cui ha bisogno lo decido io. Una replica lo distruggerà e poi lo cederò a qualche omosessuale di mia conoscenza che volentieri lo prenderà a servizio”.
Che donna decisa e sicura del fatto suo! Beato colui che lo riceverà in dono.
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