Il risveglio
di
IL MICROBO
genere
dominazione
IL RISVEGLIO
Di buon ora arrivò a destinazione in quel appartamento dove risiedeva il Padrone per fargli da sveglia di giorno in giorno alle 7 in punto come d'accordo. Entrò e si mantenne in piedi contro il muro immobile e nel silenzio a cui era tenuto fino a udire proveniente dalla stanza da letto un primo schiocco di dita che valeva da segnale, anzi da ordine di spogliarsi. Si tolse gli abiti e li ripose ritornando nella stessa posa di attesa di prima. Ad un secondo schiocco si diresse in cucina affrettandosi ad allestire la colazione che subito portò e porse in ginocchio al Suo Signore per augurargli il Buon giorno. Questi dopo essersi stiracchiato si degnò di zuccherare il caffè, lo mescolò e si gustò a piccoli sorsi la grata bevanda. Un altro schiocco e il servo riportò tutto in cucina. Ancora uno schiocco valeva da convocazione per profondersi ad adorare la prima erezione del mattino del Padrone e mettere a sua disposizione il culo. Uno schiocco e si pose carponi per essere penetrato e squinternato dall'assalto di una belva umana fremente e scalpitante che infierì sopra di lui. Finita questa abituale e selvaggia scopatina un ultimo schiocco valse da ordine di levarsi di torno. Il servo si allontanò verso l'ingresso, si rivestì e usci di casa perdendosi fra la gente, radioso per l'utilizzo che gli era stato consentito di accordare a Sua Signoria, mescolato all'andirivieni dei passanti che si affrettavano al lavoro. Il suo compito era terminato. Fino all'indomani non doveva più disturbare a meno che non gli arrivasse una chiamata d'emergenza.
Di buon ora arrivò a destinazione in quel appartamento dove risiedeva il Padrone per fargli da sveglia di giorno in giorno alle 7 in punto come d'accordo. Entrò e si mantenne in piedi contro il muro immobile e nel silenzio a cui era tenuto fino a udire proveniente dalla stanza da letto un primo schiocco di dita che valeva da segnale, anzi da ordine di spogliarsi. Si tolse gli abiti e li ripose ritornando nella stessa posa di attesa di prima. Ad un secondo schiocco si diresse in cucina affrettandosi ad allestire la colazione che subito portò e porse in ginocchio al Suo Signore per augurargli il Buon giorno. Questi dopo essersi stiracchiato si degnò di zuccherare il caffè, lo mescolò e si gustò a piccoli sorsi la grata bevanda. Un altro schiocco e il servo riportò tutto in cucina. Ancora uno schiocco valeva da convocazione per profondersi ad adorare la prima erezione del mattino del Padrone e mettere a sua disposizione il culo. Uno schiocco e si pose carponi per essere penetrato e squinternato dall'assalto di una belva umana fremente e scalpitante che infierì sopra di lui. Finita questa abituale e selvaggia scopatina un ultimo schiocco valse da ordine di levarsi di torno. Il servo si allontanò verso l'ingresso, si rivestì e usci di casa perdendosi fra la gente, radioso per l'utilizzo che gli era stato consentito di accordare a Sua Signoria, mescolato all'andirivieni dei passanti che si affrettavano al lavoro. Il suo compito era terminato. Fino all'indomani non doveva più disturbare a meno che non gli arrivasse una chiamata d'emergenza.
5
voti
voti
valutazione
4.8
4.8
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Quello stronzo di managerracconto sucessivo
La chiamata
Commenti dei lettori al racconto erotico