L'imbianchino
di
IL MICROBO
genere
gay
L'IMBIANCHINO
Mi sono sempre creduto un etero in divenire ma alla resa dei conti non lo sono per niente. Me ne accorsi quando ebbi in casa per qualche giorno l'imbianchino dal quale non riuscivo mai a staccare gli occhi di dosso. Lo vedevo salire e scendere dalla scala a pioli e dare vigorose pennellate sui muri. Gli ho offerto diversi caffè e l'ultimo giorno quel bel pezzo d'uomo che doveva aver capito al volo l'interesse che mi suscitava, mentre si stava togliendo la tuta da lavoro per cambiarsi e si è mostrato quasi nudo accennandomi degli strani sorrisetti, ha detto che dovevamo festeggiare.
-”Hai qualcosa di alcolico che facciamo un brindisi?”
-”Ho una Prugnetta”.
-”Prendila”.
-”Oh sì Subito”.
-”Hai visto che bel appartamento che ti ho tirato su?”
-”Sei stato proprio bravo”.
-”Ti va di conoscerci un pochettino”.
-”In che modo?”
-”Nel modo che dico io e che tu impari”.
Non gli era certo sfuggito che ero un imbranato di prima categoria. Detto questo mi ha messo le mani addosso scalzandomi i pantaloni della tuta dal culo.
-”Porti in giro un bel sederino. Mi fai voglia”.
-”Guarda che io non...”.
-”Andiamo in camera”.
Mi ha trascinato in camera tirando fuori la pennellessa”.
-”Guarda”
-”Quanta...”.
-”Girati che ti faccio provare”.
Come un automa mi sono girato e piegato a bordo materasso. Mi è salito sopra e ha puntato dritto il suo tozzo tra le mie povere natiche. Ha fatto tutto lui. Mi ha sverginato.
-”Lo sai che sei un vero maialino?”
-”Ma no dai no”.
-”Dai sì.
-”Ti sono piaciuto sul serio?”
-”Porca troia sì. Settimana entrante vengo a farti i ritocchi”.
-”Ah be certo”.
-”E ci diamo ancora dentro. La seconda va sempre meglio”.
Da quel giorno prima solo con lui e poi con suoi amici artigiani che mi ha fatto conoscere è iniziata la mia carriera di “Donnolo” ovvero di “Moglietto”. Che posso farci? Non riesco proprio a dire di no. E sto a posto con ogni genere di manutenzioni che mi fanno gratis in cambio a tempo perso.
Mi sono sempre creduto un etero in divenire ma alla resa dei conti non lo sono per niente. Me ne accorsi quando ebbi in casa per qualche giorno l'imbianchino dal quale non riuscivo mai a staccare gli occhi di dosso. Lo vedevo salire e scendere dalla scala a pioli e dare vigorose pennellate sui muri. Gli ho offerto diversi caffè e l'ultimo giorno quel bel pezzo d'uomo che doveva aver capito al volo l'interesse che mi suscitava, mentre si stava togliendo la tuta da lavoro per cambiarsi e si è mostrato quasi nudo accennandomi degli strani sorrisetti, ha detto che dovevamo festeggiare.
-”Hai qualcosa di alcolico che facciamo un brindisi?”
-”Ho una Prugnetta”.
-”Prendila”.
-”Oh sì Subito”.
-”Hai visto che bel appartamento che ti ho tirato su?”
-”Sei stato proprio bravo”.
-”Ti va di conoscerci un pochettino”.
-”In che modo?”
-”Nel modo che dico io e che tu impari”.
Non gli era certo sfuggito che ero un imbranato di prima categoria. Detto questo mi ha messo le mani addosso scalzandomi i pantaloni della tuta dal culo.
-”Porti in giro un bel sederino. Mi fai voglia”.
-”Guarda che io non...”.
-”Andiamo in camera”.
Mi ha trascinato in camera tirando fuori la pennellessa”.
-”Guarda”
-”Quanta...”.
-”Girati che ti faccio provare”.
Come un automa mi sono girato e piegato a bordo materasso. Mi è salito sopra e ha puntato dritto il suo tozzo tra le mie povere natiche. Ha fatto tutto lui. Mi ha sverginato.
-”Lo sai che sei un vero maialino?”
-”Ma no dai no”.
-”Dai sì.
-”Ti sono piaciuto sul serio?”
-”Porca troia sì. Settimana entrante vengo a farti i ritocchi”.
-”Ah be certo”.
-”E ci diamo ancora dentro. La seconda va sempre meglio”.
Da quel giorno prima solo con lui e poi con suoi amici artigiani che mi ha fatto conoscere è iniziata la mia carriera di “Donnolo” ovvero di “Moglietto”. Che posso farci? Non riesco proprio a dire di no. E sto a posto con ogni genere di manutenzioni che mi fanno gratis in cambio a tempo perso.
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