I miei clienti
di
IL MICROBO
genere
gay
I MIEI CLIENTI
Vado a letto coi mariti che di nascosto mi cercano e si divertono con il culo che a loro offro. Molti mi apprezzano quasi troppo e dicono di godere di più che con le loro donne che sono spente, svogliate, col seno cadente, la fica slabbrata. Invece io sono stretto ed elastico per cazzi ci entrano in passeggiata. Stringo e rilasso l'ano a ritmo per farli godere di più. Mi trapano con erezioni che si erano dimenticati di avere. Tornano giovani, ruspanti, arrapati. Mi abbracciano di schiena, mi pizzicano i capezzoli, fanno quello che a lor più garba sicuri che non mi lamento e che non rifiuto niente dei loro slanci. Sono dei delusi in cerca di libero amore ovvero sesso che a loro concedo. Sborrano come cani arrabbiati urlando insieme a me. Lo ritraggono, lo puliscono, lo rientrano nelle mutande per tornare alle loro vite sconsolate. Ma prima prendono in mano il portafoglio e mi allungano una grossa banconota che mi sono tutta guadagnata.
Qualcuno si lagna.
-”Il mese scorso eri costato meno”.
-”La prima tengo il prezzo più basso”.
-”Ma li vali tutti. Cosa ti è sembrato del mio cazzo?”.
Li lusingo.
-”È il più strepitoso su piazza”.
-”Ti è piaciuto riceverlo?”
E qui non lesino bugie.
-”Mi ha fatto fremere come non mi succedeva da tempo”.
-”Tieni altri dieci euro di mancia”.
-”Grazie maschione. Mio grande toro dalla guzzata lesta”.
E se ne vanno felici e contenti come se avessero scalato l'Everest.
Per me uno vale l'altro basta che dopo aver consumato si dimostrino generosi.
L'altra sera uno da cui me ne aspettavo cento me ne ha voluti allungare due di bigliettoni verdi per farsi ricordare e tenermi ingaggiato anche saltando il posto in lista d'attesa che quando gli gira non vuole fare la coda.
Vado a letto coi mariti che di nascosto mi cercano e si divertono con il culo che a loro offro. Molti mi apprezzano quasi troppo e dicono di godere di più che con le loro donne che sono spente, svogliate, col seno cadente, la fica slabbrata. Invece io sono stretto ed elastico per cazzi ci entrano in passeggiata. Stringo e rilasso l'ano a ritmo per farli godere di più. Mi trapano con erezioni che si erano dimenticati di avere. Tornano giovani, ruspanti, arrapati. Mi abbracciano di schiena, mi pizzicano i capezzoli, fanno quello che a lor più garba sicuri che non mi lamento e che non rifiuto niente dei loro slanci. Sono dei delusi in cerca di libero amore ovvero sesso che a loro concedo. Sborrano come cani arrabbiati urlando insieme a me. Lo ritraggono, lo puliscono, lo rientrano nelle mutande per tornare alle loro vite sconsolate. Ma prima prendono in mano il portafoglio e mi allungano una grossa banconota che mi sono tutta guadagnata.
Qualcuno si lagna.
-”Il mese scorso eri costato meno”.
-”La prima tengo il prezzo più basso”.
-”Ma li vali tutti. Cosa ti è sembrato del mio cazzo?”.
Li lusingo.
-”È il più strepitoso su piazza”.
-”Ti è piaciuto riceverlo?”
E qui non lesino bugie.
-”Mi ha fatto fremere come non mi succedeva da tempo”.
-”Tieni altri dieci euro di mancia”.
-”Grazie maschione. Mio grande toro dalla guzzata lesta”.
E se ne vanno felici e contenti come se avessero scalato l'Everest.
Per me uno vale l'altro basta che dopo aver consumato si dimostrino generosi.
L'altra sera uno da cui me ne aspettavo cento me ne ha voluti allungare due di bigliettoni verdi per farsi ricordare e tenermi ingaggiato anche saltando il posto in lista d'attesa che quando gli gira non vuole fare la coda.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Tutto un groviglioracconto sucessivo
L'idraulico
Commenti dei lettori al racconto erotico