Nel segno del comando

di
genere
bisex

NEL SEGNO DEL COMANDO
Il Boss arrivava all'improvviso e sceglieva cosa fare con lei o con lui.
-”Portamelo in camera Anna che lo faccio soffrire”.
Docile lei, docile lui, glielo condusse sul letto e lo fece accomodare a culo pronto.
-”Puoi restare e vedere come lo strapazzo”.
-”Caspita Boss come sei pieno di cazzo”.
-”Non è per te oggi. Puoi solo guardare”.
Il maritino era pieno di vergogna. Affondò la faccia sul materasso per non vedere cosa stava succedendo e si concesse.
-”Il tuo maritino è quasi più bravo di te Annuccia. Ha una fichetta che non mi delude mai”.
-”Vuoi restare a pranzo Boss?”
-”Ho fretta. Levo il disturbo. Vedetevela fra di voi”.
Se ne andò e i due sposini restati soli ragionarono a lungo se la cosa era stata più umiliante per l'uno e o per l'altra.
-”Ma ti rendi conto di cosa reclama da me in tua presenza?”
-“E tu lo capisci come mi sento avvilita quando cerca solo te e non mi degna nemmeno di uno sguardo?”
-”ti sei data anche troppe volte da cagna e l'ho visto come ci godevi”.
-”Perché tu no?”
-”Io almeno sono una donna”.
-”La mia donna che diventa sua”.
-”Il suo cazzo è bello grosso”.
-”Me ne sono reso conto di persona”.
-”Mi fai schifo”.
-”E tu mi fai vomitare dal disgusto”.
-”Non te la voglio più dare”.
-”Guarda come ci ha ridotto”.
-”Tutta colpa tua”.
-”non solo mia”.
-”Sai cosa dovremmo fare se ritorna?”
-”Vorresti che lo accoppo?”
-”Ne saresti capace?”
-”Non lo so ma lo odio tanto quanto te”.
-”È il nostro boss pensaci bene”.
-”Meglio che lo assecondiamo altrimenti perdiamo lo stipendio che ci passa”.
-”Ecco sì. Sopportiamolo dai”.
-”Sono d'accordo”.
scritto il
2026-02-19
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