Di tutto un po'
di
IL MICROBO
genere
gay
DI TUTTO UN PO'
Non li chiamo per nome ma li catalogo per taglia e modello. Di che cosa? Del loro splendido uccellone. Enzo è il mio 18 a banana. Non mi da scampo. Marco è un 20 dritto. Mi massacra sempre. Gianni ce l'ha ben oltre, lo chiamo “Zanna” anche perché mi azzanna con un tale gusto che anch'io ho un bel tornaconto e una giusta quota parte di goduria anale. Martino lo definisco il “Pompiere”. Gli piace succhiarmelo e i miei 23 di tutto rispetto se li fa sparire in bocca chissà dove, fino all'esofago. Sandro ha un culo da favola. È il mio bel “Tamburino”. Come mi alza il sedere gli sono già dentro a martellarlo e a stare in baldoria. I suoi gemiti si sentirebbero a tre isolati di distanza. Per questo lo porto nella mia casa di campagna che è in mezzo ai boschi dove i suoi guaiti si confondono coi lupi che latrano e con i belati delle greggi intimorite dai loro assalti, quasi più micidiali dei miei sul povero Sandrino. Non ne ha mai abbastanza e mi si offre ancora e ancora da abituale e recidivo costringendomi a sudare forte. Ma ne vale tanto la pena. Se poi ci vengono anche Enzo o Marco o Gianni o tutti e tre, mi danno manforte e quello che resta col cazzo sul momento disoccupato trova il modo di scopare anche me e di farmi strillare da gran bagascia.
Non li chiamo per nome ma li catalogo per taglia e modello. Di che cosa? Del loro splendido uccellone. Enzo è il mio 18 a banana. Non mi da scampo. Marco è un 20 dritto. Mi massacra sempre. Gianni ce l'ha ben oltre, lo chiamo “Zanna” anche perché mi azzanna con un tale gusto che anch'io ho un bel tornaconto e una giusta quota parte di goduria anale. Martino lo definisco il “Pompiere”. Gli piace succhiarmelo e i miei 23 di tutto rispetto se li fa sparire in bocca chissà dove, fino all'esofago. Sandro ha un culo da favola. È il mio bel “Tamburino”. Come mi alza il sedere gli sono già dentro a martellarlo e a stare in baldoria. I suoi gemiti si sentirebbero a tre isolati di distanza. Per questo lo porto nella mia casa di campagna che è in mezzo ai boschi dove i suoi guaiti si confondono coi lupi che latrano e con i belati delle greggi intimorite dai loro assalti, quasi più micidiali dei miei sul povero Sandrino. Non ne ha mai abbastanza e mi si offre ancora e ancora da abituale e recidivo costringendomi a sudare forte. Ma ne vale tanto la pena. Se poi ci vengono anche Enzo o Marco o Gianni o tutti e tre, mi danno manforte e quello che resta col cazzo sul momento disoccupato trova il modo di scopare anche me e di farmi strillare da gran bagascia.
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