Lo sconosciuto di Lucia - Cap 2

di
genere
dominazione

Due bocciature alle scuole superiori, finalmente conclusi gli esami di stato, Lucia è in attesa del verdetto. Maturità o dovrà ripetere l'anno?
Nel mentre però, grazie le sue ricerche per la tesina, scopre il mondo del porno, dei racconti e delle chat, dove in quest'ultima, incontrerà una persona molto particolare e dura.

ATTENZIONE : Questo è il secondo capitolo del racconto, se non l'hai ancora letto, ti invito a cercare il Lo sconosciuto di Lucia - Cap 1 !
Spero vi piaccia.
lokrost.menerito@gmail.com
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Mi sono masturbata.
Non ho resistito a causa di tutta quella voglia ancora assillante.
Mentre facevo la doccia, dopo essermi toccata il culo ancora aperto a causa del fallo che ho tenuto per tutto sto tempo, il cervello mi è andato in tilt e non ho potuto fare altro che masturbarmi in cerca di pace.

Con l’asciugamano addosso ed i capelli ancora bagnati, mi dirigo frettolosamente in camera per poter accendere il pc. Appena accedo alla mia mail, trovo un nuovo messaggio.
All’interno, un indirizzo che guardando sulla mappa, scopro rapidamente trovarsi a pochi km dal capolinea del bus preso in questi giorni.

Senza ulteriori attese, prendo il telefono e chiamo l’uomo.
- Cosa c’è?
- Volevo chiederti quando potevamo vederci.
L’uomo sembra divertito.
- Ti voglio nel luogo della mail tra 4 giorni.
- Ma non possiamo vederci prima?
- No e visto che il pomeriggio ti piace passarlo a casa facendo la maiala, ne approfittiamo.
- In che senso?
Domando spalancando gli occhi.

- Ti aspetto domani nella chat.
La chiamata si interrompe ed io rimango ancora una volta eccitata.

La notte è stato un turbine senza fine di emozioni. Non sono praticamente riuscita a dormire per più di 30 minuti di fila e la mattina presto, senza ormai riuscir più a chiudere occhio, apro il cassetto del comodino.
Il fallo di gomma è in bella vista dentro un sacchetto trasparente. Decido di prenderlo e già solo sfilarlo da dentro il cassetto, mi rendo conto di quanto pesi.
Lo guardo nei dettagli, lo stringo con fatica tra le mani visto il suo grande diametro e poi ripenso a quando mi è stato messo nel culo la prima volta.
In pochi istanti, una voglia spropositata torna viva tra le cosce che stringo con forza e quando con una mano vado ad infilarmi nelle mutandine, trovo un lago di umori.

Passo il resto della mattina con difficoltà e dopo un pasto veloce, mi collego con il pc alla solita chat.
Anche oggi è presente e quando seleziono il suo contatto, mi batte forte il cuore.

- Ciao
Passa diverso tempo in cui aspetto trepidante la sua risposta.

- Ciao. Sei nuda?
- No. Sono in maglietta e mutandine.
- Spogliati.
Nonostante sia da sola nella mia camera, quell’ordine mi fa mancare la salivazione mentre lo eseguo.

- Fatto.
- Brava. Ora lubrifica il fallo e infilatelo nel culo. Muoviti.
- Va bene.
Con mani tremanti raggiungo il comodino ed estratto il fallo dal sacchetto, vado a cercare il lubrificante che tengo sempre nella scrivania. Lo cospargo abbondantemente prima di passarne anche tra le mie chiappe e tutto attorno all’ano.
Stavo per iniziare ad infilarlo quando sento il suono di un nuovo messaggio.
- La base del fallo è fatta a ventosa, fallo aderire alla sedia e poi ti ci impali sopra.

Per fortuna la mia sedia è di quelle in legno, con solo un cuscino poggiato sopra. Rimuovo quindi il cuscino ed appena appoggio il fallo sulla superficie in legno, in un attimo aderisce e rimane come incollato.
Come ordinato, lo indirizzo tra le chiappe per poi scendere lentamente su di esso.
Ci vuole qualche secondo prima di sentire la cappella di gomma allargare le carni al punto di riuscire ad entrare e poi, lentamente inizio a scendere sentendo quell’affare muoversi dentro di me sempre piu in profondità.
Dopo quasi un minuto, finalmente raggiungo con le cosce la superficie in legno ed in pochi istanti, mi ritrovo seduta con quell’affare tutto spinto in me. Basta ancora davvero poco e fatto qualche movimento, sento il muscolo richiudersi raggiunta la base del fallo.

- Fatto.
- Brava.

Per le seguenti tre ore, mi ha costretta a stare seduta in quella posizione. Non mi ha concesso di andare al bagno, mi ha vietato di toccarmi e soprattutto, mi ha costretta a guardare decine di filmati porno per poi doverli commentare.
La sedia è diventata un lago di umori.

- Quando ho detto che voglio usare il tuo culo in modo intensivo, non dicevo assurdità. In questi tre giorni, verrai allenata come si deve, perché da quando uscirai di casa per incontrarmi a quando rientrerai, il tuo culo sarà la mia priorità.

Alla sera durante la doccia, ripenso al pomeriggio trascorso e dopo essermi toccata il culo ancora una volta spalancato, anche questa volta mi masturbo furiosamente fino a venire.

Il pomeriggio seguente, la situazione si ripete in modo molto simile, ma questa volta, ricevo ogni ora decine e decine di ordini in cui devo alzarmi dalla sedia fino a sfilare totalmente il fallo, per poi, tornare a sedere.

Il terzo giorno invece, sono stravolta a forza di scoparmi il culo su quella sedia, salire e scendere, estrarlo e rimetterlo dentro senza quasi mai fermarmi, per tre lunghissime ore.
Quest’ultimo giorno, quando l’uomo si scollega dalla chat, non mi alzo nemmeno dalla sedia ed allargate le cosce zuppe di umori, mi masturbo fino a godere.

La notte non ho dormito neanche un minuto. Il culo appena lo stringo mi lancia strane sensazioni mai provate prima in modo così intenso.
Sono le 7.45 quando il mio telefono squilla.
Sul display, il suo numero.

- Si
- Alzati e lavati. Tra un ora ti voglio nel luogo dell’appuntamento.
La chiamata si interrompe mentre anche i battiti del mio cuore sembrano fermarsi.

Ieri sera ho deciso di mangiare leggero perché nei giorni scorsi ho visto come fare a lavarsi bene il culo e come rimanere puliti a lungo.
Prima della doccia, decido quindi di farmi un bel lavaggio interno, per poi buttarmi sotto il getto dell’acqua.

Nella fretta e complice l’ansia, non mi asciugo nemmeno i capelli e passato l’asciugamano addosso, corro subito in camera a prendere il fallo di gomma.
Lo lubrifico con cura e poi, appena lo poggio sull’ano, alla prima spinta affonda con una facilità estrema ed in pochi attimi, l’ho già infilato tutto fino alla base.
Come ordinato mi infilo un corto miniabito, metto le infradito e preso cellulare e documenti esco di casa per correre subito all’auto.
Sono in perfetto orario quando alle 8.43 arrivo a destinazione.

Il luogo si trova al fondo di una stretta stradina di periferia. Ci sono due fabbriche apparentemente abbandonate e nel parcheggio adiacente, un grosso suv nero è parcheggiato con le luci accese.

Il telefono squilla.
- Sei tu?
- Si
- Parcheggia e raggiungi il suv. Vai di fronte il bagagliaio ed occhi puntati a terra. Non puoi alzare lo sguardo per nessun motivo.
- Va bene
Anche sta volta eseguo gli ordini ed una volta parcheggiato, prendo con me le mie cose e chiudo l’auto. Con il cuore a mille nel petto, raggiungo il suv e giunta di fronte il bagagliaio abbasso lo sguardo a terra.
Pochi attimi e sento aprirsi le portiere dell’auto, da entrambi i lati. Distinguo nitidamente l’avvicinarsi di due persone mentre la mia testa va nel panico, convinta che avrei incontrato solo lui.

- Finalmente la mia vacca è tornata a farsi montare.
La voce dell’uomo la riconosco, è lui.
- Wow! interessante. Sei proprio quella della foto.
Esclama ora l’altra voce più giovanile.

Appena i due si avvicinano, un cappuccio mi oscura rapidamente la visuale e pochi istanti dopo, sento il bagagliaio dell’auto aprirsi.

- Nuda. Togli tutto. Subito.
L’ordine arriva sempre dallo stesso uomo.

Mi manca il fiato mentre sento le sue mani prendere dalle mie il cellulare, le chiavi ed il resto delle mie cose.
In pochi attimi, mi fletto giusto per raggiungere il bordo inferiore del miniabito e senza ulteriori esitazioni, mi denudo totalmente di fronte quei due sconosciuti prima che anche quest’ultimo mi viene tolto dalle mani.

- Ora facciamo un giochino e tu stai dietro -
Mi dice posando una mano sul culo per poi invitarmi ad avanzare.
Una volta a contatto con il metallo dell’auto mi ordina ancora :
- Coricati, dai, mettiti dentro -

Il tempo di sistemarmi all’interno e sento una mano raggiungere le mie cosce.
In breve un oggetto freddo si presenta contro la mia passera.
Basta davvero poco e grazie alla voglia che ho, quell’oggetto sprofonda in me alla prima spinta.
Ansimo con forza ma i due non sembrano affatto interessati ai miei lamenti.
Sento che armeggia con la base ancora fuori dalla passera e poi, una vibrazione forte inizia ad invadermi prima di ricevere due forti sculaccioni che mi fanno urlare per lo spavento.

Il bagagliaio si richiude con me all’interno e poco dopo l’auto si mette in movimento.
- Dove diavolo sono andata a finire ??? – mi domando mentre l’auto prende velocità portandomi lontano.

Il viaggio sta risultando abbastanza lungo, qui nel bagagliaio, come se non bastasse, nonostante sia mattina il caldo è quasi insopportabile ed il vibratore nella figa mi sta facendo impazzire impostato su questa velocità assurda.
Infine sento l’auto svoltare in una strada dissestata e dopo alcuni minuti ferma la sua corsa.
Il motore si spegne e poco dopo il bagagliaio si riapre facendomi finalmente respirare un po’ di ossigeno.
Li sento ridere e poi armeggiando tra le mie gambe la vibrazione cessa di colpo lasciandomi finalmente rilassare.

Quando mi fanno uscire dal bagagliaio, il sole è ormai alto nel cielo ed è quasi ustionante sulla pelle del mio corpo totalmente nudo.
Sono tutta un tremore e tra l’agitazione del viaggio, il vibratore, il fallo nel culo e questi due che continuano a tenermi il cappuccio in testa, sono in una sorta di panico e timore per questa giornata che devo passare.
Sorreggendomi per non cadere, mi aiutano a salire diversi scalini e dopo aver percorso diversi metri ci fermiamo.
Sento rumore di chiavi e poi una serratura scattare. La porta si apre ed una volta entrati il fresco dell’ambiente mi fa quasi tornare a respirare normale e un certo sollievo si prende possesso del mio corpo.
La porta si richiude alle nostre spalle ed entrando in quella che suppongo essere una stanza, vengo spinta in ginocchio.
- Ora stai ferma. Se devi parlare chiedi prima il permesso, non ti è concesso niente, se non respirare. Chiaro? – domanda con tono duro.
Annuisco con il capo più volte per poi sentirmi carezzare una guancia.

Li sento chiacchierare di altre faccende, quasi come se io non esistessi. Scherzano e mentre uno si accende una sigaretta, l’altro sembra si sia seduto comodo su quello che suppongo essere un divano.

- Te l’avevo detto che sarebbe venuta – esclama l’uomo ad un certo punto
- Mi domando però perché non potevamo portarla a casa al posto di venire così lontani – risponde a sua volta.
- Per me, con la voglia che ha, questa si mette a urlare come una pazza. Poi, quando i vicini vengono a bussare prima di chiamare i carabinieri cosa dobbiamo dirgli? No signora si figuri! È la ragazza che è una vacca e le piace farsi sfondare – fa una pausa in cui lo sento tirare ancora dalla sigaretta.

- Ma, dove sono finiti? Marco ed Antonio stanno arrivando ? – domanda il mio sconosciuto terrorizzandomi ancora di più e facendomi scomporre dalla mia posizione.
- Stanno arrivando, sono passati a fare la spesa. – dice prima di sentirlo allontanarsi.
- Tu troia stai ferma, altrimenti frusto subito il tuo bel culetto con la cinghia – mi ordina mentre lo sento alzarsi.
- Ma ti ha già visto in faccia ? – domanda il ragazzo mentre si avvicina a me.
- No, ma se ora ti fai succhiare il cazzo, puoi levare il cappuccio dalla sua testa. Intanto io le libero i buchi. – esclama ridacchiando.
- Ma ha fatto proprio tutto quello che hai voluto ? – domanda mentre lo sento posizionarsi di fronte il mio volto.
- Si, a sta puttanella piace essere trattata male, dovevi vedere l’altro giorno com’è venuta quando l’ho fottuta mentre era ammanettata al palo. – risponde mentre lo sento rannicchiarsi alle mie spalle.

Ci vuole pochi attimi per sentire le sue mani ancorarsi ai due falli piantati in me.

- Ci sei troietta? Fai un bel respiro – mi ordina ridacchiando.
Eseguo l’ordine, ma nel momento stesso che apro la bocca, il cazzo di quello che ho di fronte entra con prepotenza tappandomela.
Subito dopo l’uomo dietro di me sfila con prepotenza entrambi i falli facendomi urlare ed anche se attutita dal cazzo, il lamento rimbomba nella stanza.
- Wow – sento sussurrare quello davanti a me prima di spingere ancora il cazzo nella mia bocca per poi fermarsi.
Mentre l’uomo dietro si rialza e si allontana, quello davanti con un gesto rapido mi toglie il cappuccio che mi rendeva cieca.
Appena i miei occhi vengono liberati, riaprendoli, in primo piano vedo il pube rasato del cazzo che sta dentro la mia bocca.
Bastano pochi attimi ed una mano del ragazzo mi prende per i capelli forzando poi il mio sguardo verso l’alto.
Mano a mano che alzo la testa si presenta un petto abbronzato dai muscoli abbastanza definiti, ancora più su, il suo viso, con una leggera barbetta incolta sembra molto carino. Con i capelli brizzolati e gli occhi scuri, mi sorride.
Con l’agitazione nel cuore, provo faticosamente a sorridere con il suo cazzo in bocca.

Pochi attimi ancora ed al suo fianco si presenta un omone grande, grosso, dai lineamenti duri del viso e con la testa rasata. Coperto da una maglietta che contiene a stento un petto decisamente muscoloso, l’uomo mi sorride:
- Finalmente ci conosciamo troietta – annuncia prima di congedarsi.
A questo punto il ragazzo torna a spingermi il cazzo in bocca e con la mano, questa volta mi trattiene il capo, dettando il ritmo del pompino.
- Succhia dai, usa quella lingua – mi ordina senza smettere di muoversi nella mia bocca.
Presa dalla situazione, serro le labbra intorno all’asta mentre con la lingua inizio a massaggiare la cappella.
- Brava ora succhia tu – mi ordina fermandosi e staccando la mano dal mio capo.

Come fossi un robot che agisce sotto comando, inizio ad andare avanti e indietro con la testa, iniziando così a succhiare e pompare il cazzo del ragazzo che avrà massimo 30 anni.
- Che bocca. Non voglio immaginare come sarà fotterti, altrimenti vengo subito. – annuncia rendendomi in un certo senso fiera pur ritrovandomi in una situazione alquanto assurda.
- Basta ora, ti prego – dice in preda all’eccitazione – succhia le palle – ordina estraendo il cazzo dalla bocca e tenendolo alto con la mano, mi porge le palle.
Apro la bocca ed una volta accolte all’interno, spingendo il mio viso a contatto con il suo pube, inizio a succhiare e passare la lingua su di esse.
Il ragazzo inizia a masturbarsi con calma, lentamente, mentre si gode a gambe larghe il mio trattamento. Succhio mentre con la coda dell’occhio riesco a vedere il suo volto, ad occhi chiusi ed ogni tanto a capo reclinato all’indietro che si gode il trattamento.
Poi con fretta, si stacca nuovamente e prendendomi per i capelli mi porta di fronte il divano continuando a tenermi inginocchiata.

- Ora mi lecchi il culo – ordina mentre si siede sul bordo del divano. Alza quindi le gambe fino al petto e portando le mani alle sue chiappe, le allarga e mi incita ad eseguire l’ordine.
Non avevo mai fatto niente di simile ed una volta avvicinata al suo culo, un certo senso di ribrezzo mi fa attendere qualche secondo.
Sento poi un’altra mano prendermi per i capelli e spingermi con forza tra le sue chiappe.
- Allora? Non vogliamo obbedire ? – mi domanda duro l’altro uomo che ci ha raggiunto silenziosamente.
Presa dal terrore, mentre un forte sculaccione si abbatte sulla chiappa destra, tiro fuori la lingua ed inizio a leccare il buco del culo.
- Aaahhh si, lecca più forte – ordina il ragazzo.
Un altro sculaccione forte mi colpisce nuovamente la stessa chiappa e l’uomo mi incita a leccare senza mai mollare la presa dai capelli.
- siiii ahhh che goduria – annuncia il ragazzo preso dalla mia lingua che impazzita dopo gli sculaccioni ricevuti, inizia a leccare con forza quello stretto buco. Il sapore acre che sento per me è nuovo, ma timorosa di un altro sculaccione, continuo a leccare e notata la mia collaborazione, l’altro uomo si allontana mollando la presa.

Dopo diversi minuti, il ragazzo si stacca nuovamente da me e dopo avermi ordinato di posizionarmi a pecora sul pavimento, si mette di fronte il mio viso in ginocchio e dopo che il suo cazzo ha ripreso possesso della mia bocca, con le mani raggiunge il mio culo nudo per poterlo strizzare a piacimento.
Con la testa girata di fianco a causa del suo bacino che preme su di me, torno a succhiarlo come prima e dopo alcune pompate e leccate, sento le sue dita raggiungere l’ano. Con una spinta decisa e senza troppa resistenza, il suo indice sprofonda in me fino alle nocche.
Subito dopo, anche l’altra mano raggiunge il mio culo e tenendo larga una chiappa, le dita in me diventano due per poi muoversi in un frenetico ditalino.

Mentre continuo a succhiare, inizio però a lamentarmi quando le dita in me aumentano.
Da due, spinte con la solita forza si passa a tre, che ruotando in me, entrano ed escono, giocano con il mio buco, lo forzano, lo allargano. Per concludere, dopo essere uscito, lo sento ansimare ed irrigidirsi e mentre mi assesta una serie di sculacciate leggere sul culo inizia a lamentarsi più forte.
- Dai puttana, dai succhia. Dai zoccola, dai , dai , dai – ordina e poi alzando il busto e tenendomi per i capelli, affonda il suo cazzo per intero nella mia bocca, fino a quando incontra la gola.
Spinge ancora, e mentre il mio volto inizia a colorarsi visto lo sforzo ed i conati di vomito, esce quasi totalmente e quando riaffonda, con una specie di ululato si scarica direttamente nel mio stomaco.
Senza poter far altro, inizio a deglutire per non strozzarmi ed una volta finito di venire, mentre esce mi ordina di ripulirgli perfettamente il cazzo.

Sono sconvolta.
Mentre torno finalmente a respirare, lo sento prendermi ancora per i capelli e questa volta farmi alzare in piedi.
Una volta di fronte a lui, con il mio metro e 65 riesco a malapena a raggiungere il suo volto.
Mi guarda sorridente e poi fissando le tette le raggiunge con le mani.
- Guarda che belle poppe, ma sei proprio una bella zoccola – ammette strizzandole con foga.

Una porta secondaria sbatte e da dietro l’angolo compare nuovamente il mio sconosciuto.
Grande e grosso.
Ora che sono in piedi, mi rendo veramente conto di quanto sia grosso anche se sono quasi certa che la maglietta nasconda solamente muscoli.
- Divertito ? – domanda senza però smettere di fissarmi.
- Si! È una gran troia. Sotto è pronto? – domanda mollando la presa dalle tette.
- Si, tutto pronto – conferma avvicinandosi.
Una volta di fronte a me, con un dito mi toglie una ciocca di capelli dal viso e carezzandomi una guancia mi sussurra che sotto hanno preparato una bella festa per me.

- Allora, sei contenta? – domanda a voce alta.
Senza parlare, un po’ impaurita dalla sua stazza rispondo affermativamente.
- Sicura? Ti piace come vieni usata? Adesso, ti piacerebbe godere ancora? – domanda sorridente ma deciso mentre estrae dalla tasca il collare che mi aveva già fatto indossare in precedenza.

Rispondo ancora affermativamente con il capo provocando una sonora risata di entrambi i presenti.
In pochi attimi, quella striscia di cuoio è nuovamente attorno al mio collo e quando scatta la chiusura, mi manca il fiato e la salivazione.

- Ah si? Ti piace allora quando ti faccio urlare ? – domanda mentre con una mano raggiunge il mio collo per poi stringerlo poco sopra il collare.
Annuisco ancora mentre il fiato inizia a scarseggiare.
- Guarda come faccio godere sta vacca – annuncia rivolto verso il ragazzo e poi tornando a guardarmi molla la presa dal mio collo e mentre torno finalmente a respirare la sua mano prende possesso della mia tetta destra per stringerla con forza.
Con l’altra mano invece raggiunge la passera e senza la minima delicatezza mi penetra per poi usarla come appiglio per spingermi all’indietro.

Con una spinta decisa sulla tetta che stringeva, mi fa letteralmente volare sul divano.
In pochi attimi, con violenza prende possesso del mio volto e mentre tre dita entrano nella bocca, altrettante tre vengono nuovamente spinte con forza nella passera.
Sono bagnata fradicia, ancora.

Le dita entrano fino alle nocche mentre dalla mia bocca escono diverse urla.
Mi muove sul divano fino a farmi raggomitolare con il culo che sporge fuori da esso.
Mentre la mano nella bocca si sposta a strizzare le tette, con l’altra inizia a sditalinarmi in un modo feroce.

Sento lo sciacquettio delle dita che entrano ed escono mentre il mio respiro si accorcia e i lamenti ormai escono dalla bocca in modo incontrollato.

- Allora sei la mia puttana? Ti posso fare tutto quello che voglio? – domanda con il fiato corto
- Parla vacca!! – urla mentre continua a stringere le tette e sditalinarmi la passera.

- aaahhh!!! Siii… siii!!!! Sono tutta tuaaa!!!!! – rispondo ansimando
– ahhh!!! Siii!!!! Fammi tutto quello che vuoi!!! Ahhhh !!! - urlo ancora quando prende a masturbarmi con tre dita.

Poi però, si ferma di colpo e prendendomi di peso, con violenza, mi sbatte a 90° sul bracciolo del divano.
Lo sento aprirsi frettolosamente i pantaloni e poco dopo, una fitta arriva diretta al cervello quando con il suo cazzo mi entra tutto dentro con un solo affondo.
- aaaaaaaahhhhhhhhhhhh!!!!!! – urlo incontrollata mentre con una mano raggiunge la mia testa spingendola contro il soffice tessuto del bracciolo.
Con l’altra mi prende per l’anello appeso al collare ed una volta posizionato meglio alle mie spalle, inizia a scoparmi con forza.
Urlo ancora.

- Vuoi che smetta? – urla a sua volta.
- Aaahhhh. Mi spacchi… ahhhh… Non… Non smettere… aaaaahhhh… - riesco a dire a fatica mentre sento la figa sconquassata da questa intrusione prepotente.
Con le mani si sposta ora sul culo e con i pollici mi apre dolorosamente le chiappe fino a sentire la pelle tirata al massimo.
- Lo sai che dopo ti sfondo il culo? – domanda mentre un pollice si sposta a contatto con il buchino prima di sprofondarci all’interno con prepotenza.
- Ahhhhhhh lo… lo so…. – dico invasa da tutta questa forza e volgarità che mi eccita a dismisura.
- Sei pronta a darmelo? – mi domanda senza smettere di scoparmi e con il pollice che entra ed esce dal culo.
- Ahhh. … Non… Non credo… aahhh – ammetto sentendo quanto sia grossa la presenza di quel cazzo nella mia passera.
- Ma io lo voglio ! – afferma sculacciandomi con la mano che teneva aperta la chiappa.
- Pr… Prendilo… quanto…vuoi…tutte le volte….che ….vuoi… - dico ormai carica di eccitazione e pronta ad esplodere un’altra volta.
- Troia ! – urla mentre mi sbatte dentro il cazzo fino alle palle facendomi sbattere ritmicamente con la testa contro lo schienale del divano.

Non resisto piu.
Scoppio.

- Aaaaaaahhhh!!!!! – urlo incontrollata mentre vengo sul suo cazzo come una fontana.
L’uomo si stacca subito, lasciandomi accasciare sul divano, priva di forze, mentre dalla figa colano ancora umori.
Pochi istanti e quasi non sento attrito quando il culo mi viene nuovamente riempito con quell’enorme fallo di gomma.

- Hai visto? Mi devo trattenere, altrimenti tra due ore sono spompo con questa. Voglio godermela con calma e farla impazzire. – dice mentre lo sento allontanarsi.

Il ragazzo intanto rimane fisso a guardarmi senza muoversi.
Riprendo fiato.
Questa giornata sarà lunga.
Lo so.
scritto il
2026-03-02
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