Alla scoperta del culo
di
IL MICROBO
genere
gay
ALLA SCOPERTA DEL CULO
Due etero un po' scalmanati erano in missione e occupavano la stessa stanza in Hotel. Continuavano a parlare di sesso e la sera andavano in passeggiata per curiosare un po' le fiche del posto, una più bella dell'altra.
Guarda che cosce, guarda che tette. Questi erano i commenti che si scambiavano.
Tornati in camera diedero il via alle confidenze.
-”Sai a me piace fare di tutto”.
-”Anche a me”.
-”Anche prenderle di culo ma non tutte ci stanno”.
-”I maschi te lo darebbero facile”.
-”Eh sì. Me ne sono fatto qualcuno”.
-”Ci hai goduto?”
-”Più di quello che pensavo”.
-”Lo hai fatto spesso?”
-”Tutte le volte che sono stato a secco”.
-”E lo hai anche preso?”
-”Non molto ma sì”.
-”Caspita tu sì che sei un uomo di esperienza”.
-”Vuoi che ci diamo da fare?”
-”Perché no”
-”Hai un bel culo sai”.
-”Anche tu”.
Ci siamo fiondati in doccia che eravano già a cazzo duro. Pari e dispari per chi scopava prima. Vinse lui e diventai il suo femmino. Mai fatto. Ero sottosopra un po' sconvolto ma mi è piaciuto quasi e anche senza quasi stare dall'altra parte della barricata, vedere come mi trattava da troietto, sentirlo dentro a colpi da energumeno, lasciarlo che mi fecondasse.
-”Ora tocca a te. Ti aiuto”.
Mi ha fatto sedere a gambe aperte con l'uccello a meridiana. È salito su e lo ha fatto sparire. Su e giù. Molto bello.
-”Che razza di stanga che hai”
-”Vacca troia che sedere”.
Mi ha cavalcato e ho iniziato a collaborare, dandogli delle spinte che gli facevano cacciare degli urletti. Mi incitava. Stavo per esplodere. L'ho bagnato. Urca.
-”Cavolo come hai sborrato”.
-”Un casino”.
-”Se posso dirtelo a me viene più facile così che non con le femmine”.
-”Vadano al diavolo. Possiamo arrangiarci fra di noi”.
Per tutta la durata della trasferta abbiamo continuato a incularci a vicenda formando un sodalizio che è durato anche dopo il rientro in sede, da quei cazzuti marci che siamo, pronti a stare sul pezzo offrendoci di petto come di schiena per trombare e essere trombati sempre di più e sempre meglio. Basta donne.
Due etero un po' scalmanati erano in missione e occupavano la stessa stanza in Hotel. Continuavano a parlare di sesso e la sera andavano in passeggiata per curiosare un po' le fiche del posto, una più bella dell'altra.
Guarda che cosce, guarda che tette. Questi erano i commenti che si scambiavano.
Tornati in camera diedero il via alle confidenze.
-”Sai a me piace fare di tutto”.
-”Anche a me”.
-”Anche prenderle di culo ma non tutte ci stanno”.
-”I maschi te lo darebbero facile”.
-”Eh sì. Me ne sono fatto qualcuno”.
-”Ci hai goduto?”
-”Più di quello che pensavo”.
-”Lo hai fatto spesso?”
-”Tutte le volte che sono stato a secco”.
-”E lo hai anche preso?”
-”Non molto ma sì”.
-”Caspita tu sì che sei un uomo di esperienza”.
-”Vuoi che ci diamo da fare?”
-”Perché no”
-”Hai un bel culo sai”.
-”Anche tu”.
Ci siamo fiondati in doccia che eravano già a cazzo duro. Pari e dispari per chi scopava prima. Vinse lui e diventai il suo femmino. Mai fatto. Ero sottosopra un po' sconvolto ma mi è piaciuto quasi e anche senza quasi stare dall'altra parte della barricata, vedere come mi trattava da troietto, sentirlo dentro a colpi da energumeno, lasciarlo che mi fecondasse.
-”Ora tocca a te. Ti aiuto”.
Mi ha fatto sedere a gambe aperte con l'uccello a meridiana. È salito su e lo ha fatto sparire. Su e giù. Molto bello.
-”Che razza di stanga che hai”
-”Vacca troia che sedere”.
Mi ha cavalcato e ho iniziato a collaborare, dandogli delle spinte che gli facevano cacciare degli urletti. Mi incitava. Stavo per esplodere. L'ho bagnato. Urca.
-”Cavolo come hai sborrato”.
-”Un casino”.
-”Se posso dirtelo a me viene più facile così che non con le femmine”.
-”Vadano al diavolo. Possiamo arrangiarci fra di noi”.
Per tutta la durata della trasferta abbiamo continuato a incularci a vicenda formando un sodalizio che è durato anche dopo il rientro in sede, da quei cazzuti marci che siamo, pronti a stare sul pezzo offrendoci di petto come di schiena per trombare e essere trombati sempre di più e sempre meglio. Basta donne.
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