Furbone e allocco
di
IL MICROBO
genere
gay
FURBONE E ALLOCCO
Sposato io, sposato lui, almeno così si era dichiarato ma ho scoperto dopo che le cose che mi raccontava erano tutte una finta. L'ho conosciuto in chat e si diceva un marito insoddisfatto in cerca di confidenze fra maschi.
-”Ne hai visti di uomini nudi?”
-”Beh in collegio sì, durante servizio militare e ora in palestra sì mi succede. E tu?”.
-”Stessa cosa. E hai mai fatto niente con qualcuno?”.
-”Qualche sega giovanile in compagnia. E tu?”
-”Anch'io”.
-”Tua moglie?”
-”Non me la da più”.
-”Anche la mia”.
-”Sarebbe bello conoscerci. Che ne dici?”
-”È un'ottima idea. Ma dove?”
-”Ho casa libera questa settimana. Vieni da me”.
Lo raggiungo. Seduti in salotto sul divano parliamo del nostro uccello e di sesso fatto strano.
-”Come ce l'hai tu?”
-”Sul grosso. E tu?”
-”Niente di che. Sotto la media”.
-”Vuoi vederlo?”
-”Ma dai”.
Si apre la cerniera e lo tira fuori.
-”Toccalo”.
Lo sfioro e si alza.
-”Ti fa paura?”
-”Più che altro invidia”.
-”Vuoi che proviamo una cosa nuova?”
-”E cioè?”
-”Farlo di culo. Ci staresti?”.
-”Qualche volta ci ho pensato”.
-”Dai che vediamo se ci piace”.
A questo punto che stavamo già oltre il limite di quello che riuscivo a immaginare mi ha fatto credere da quell'astuto che era che dovevamo scegliere chi lo avrebbe puntato e chi dato.
-”Io no di certo”.
-”Io forse. Spogliamoci”.
Da nudi mi sentivo in una nuova dimensione che un po' mi andava e un po' mi turbava. Mi ha fatto piegare ed esporre il fondoschiena, ingroppato a presa salda e senza che avessi il tempo di discutere l'ho ricevuto dentro.
-”Fai piano”.
-”Lo senti?”
-”Cavolo se lo sento.”
-”Vado avanti?”
-”Vai”.
Nelle nebbie di quel coito contronatura lui ansimava io gemevo. Non stavo a pensarci. Ero troppo emozionato e anche un po' stregato dalla nostra improvvisa intimità proibita che ho patito di chiappa. Prima di venire si è tolto e ha schizzato sul pavimento. Abbiamo ripreso fiato.
-”Cosa ti è sembrato?”
-”Che sei stato bravo”.
-”Tu anche”.
-”Abbiamo rotto il ghiaccio”.
-”Ehh sì”.
-”Maledizione. Niente sarà più come prima”.
-”Ci siamo riusciti”.
-”Ad arrangiarci sì”.
Settimana seguente ci ho riflettuto tanto. Ero combattuto. Quasi pentito. Ma anche attratto. Il Gringo mi aveva sverginato forte. Un episodio da dimeticare o un inizio e di non so cosa? Poi di sabato gli ho chiesto se casa era ancora libera. Lo era. Ci sono andato. Volevo parlargli, chiarire. Invece mi ha scopato ancora meglio della prima volta, facendomi sentire molto suo. Adesso ci torno spesso e mi coinvolge in robe sempre più turpi che non mi va di raccontare. Lascio a lui l'iniziativa, io mi adeguo, tutte porcherie che non mi figuravo. Passo dopo passo non gli nego più niente. Quando mi tiro indietro mi sgrida o mi mena e poi mi costringe la qual cosa mi solleva almeno da ogni responsabilità. Suo socio di minoranza senza diritto di voto. L'ho preso anche di bocca. Non vi dico altro.
Sposato io, sposato lui, almeno così si era dichiarato ma ho scoperto dopo che le cose che mi raccontava erano tutte una finta. L'ho conosciuto in chat e si diceva un marito insoddisfatto in cerca di confidenze fra maschi.
-”Ne hai visti di uomini nudi?”
-”Beh in collegio sì, durante servizio militare e ora in palestra sì mi succede. E tu?”.
-”Stessa cosa. E hai mai fatto niente con qualcuno?”.
-”Qualche sega giovanile in compagnia. E tu?”
-”Anch'io”.
-”Tua moglie?”
-”Non me la da più”.
-”Anche la mia”.
-”Sarebbe bello conoscerci. Che ne dici?”
-”È un'ottima idea. Ma dove?”
-”Ho casa libera questa settimana. Vieni da me”.
Lo raggiungo. Seduti in salotto sul divano parliamo del nostro uccello e di sesso fatto strano.
-”Come ce l'hai tu?”
-”Sul grosso. E tu?”
-”Niente di che. Sotto la media”.
-”Vuoi vederlo?”
-”Ma dai”.
Si apre la cerniera e lo tira fuori.
-”Toccalo”.
Lo sfioro e si alza.
-”Ti fa paura?”
-”Più che altro invidia”.
-”Vuoi che proviamo una cosa nuova?”
-”E cioè?”
-”Farlo di culo. Ci staresti?”.
-”Qualche volta ci ho pensato”.
-”Dai che vediamo se ci piace”.
A questo punto che stavamo già oltre il limite di quello che riuscivo a immaginare mi ha fatto credere da quell'astuto che era che dovevamo scegliere chi lo avrebbe puntato e chi dato.
-”Io no di certo”.
-”Io forse. Spogliamoci”.
Da nudi mi sentivo in una nuova dimensione che un po' mi andava e un po' mi turbava. Mi ha fatto piegare ed esporre il fondoschiena, ingroppato a presa salda e senza che avessi il tempo di discutere l'ho ricevuto dentro.
-”Fai piano”.
-”Lo senti?”
-”Cavolo se lo sento.”
-”Vado avanti?”
-”Vai”.
Nelle nebbie di quel coito contronatura lui ansimava io gemevo. Non stavo a pensarci. Ero troppo emozionato e anche un po' stregato dalla nostra improvvisa intimità proibita che ho patito di chiappa. Prima di venire si è tolto e ha schizzato sul pavimento. Abbiamo ripreso fiato.
-”Cosa ti è sembrato?”
-”Che sei stato bravo”.
-”Tu anche”.
-”Abbiamo rotto il ghiaccio”.
-”Ehh sì”.
-”Maledizione. Niente sarà più come prima”.
-”Ci siamo riusciti”.
-”Ad arrangiarci sì”.
Settimana seguente ci ho riflettuto tanto. Ero combattuto. Quasi pentito. Ma anche attratto. Il Gringo mi aveva sverginato forte. Un episodio da dimeticare o un inizio e di non so cosa? Poi di sabato gli ho chiesto se casa era ancora libera. Lo era. Ci sono andato. Volevo parlargli, chiarire. Invece mi ha scopato ancora meglio della prima volta, facendomi sentire molto suo. Adesso ci torno spesso e mi coinvolge in robe sempre più turpi che non mi va di raccontare. Lascio a lui l'iniziativa, io mi adeguo, tutte porcherie che non mi figuravo. Passo dopo passo non gli nego più niente. Quando mi tiro indietro mi sgrida o mi mena e poi mi costringe la qual cosa mi solleva almeno da ogni responsabilità. Suo socio di minoranza senza diritto di voto. L'ho preso anche di bocca. Non vi dico altro.
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