Tutto un groviglio
di
IL MICROBO
genere
gay
VOGLIO LA MOTO
Ho diciotto anni e voglio la moto. Papà e mamma è già da un po' che mi tengono a freno.
-”Non abbiamo abbastanza soldi per comprartela”.
I nonni manco per idea che mi aiutano.
-”Ai nostri tempi si andava in bicicletta”.
Zio Anselmo si scansa.
-”Mica sono la Banca d'Italia”.
Non mi restava che sperare in Zio Sandro. Vado a trovarlo. Mi riceve nel suo ufficio.
-”Dimmi tutto Nipotino”.
-”Beh vedi Zio voglio la moto”.
-”E i tuoi cosa dicono”.
-”Di aspettare”.
-”Prendi buoni voti a scuola?”
-”Ho la media dell'otto Zio”.
-”Bravo. Sai potrei anche fare qualcosa. Moto + casco + patentino faranno su per giù 1.000 euro”.
-”Più o meno”.
-”Se te li do il tuo culetto farebbe tutt'uno col sellino”.
-”Eh sì Zio”.
-”E realizzeresti il tuo sogno”.
-”Lo desidero tanto”.
-”Forse ti posso finanziare ma a una condizione”.
-”Tutto quello che vuoi Zio”.
-”Che ogni tanto il tuo bel sederino diventi mio”.
-”Ma cosa dici?”
-”Pensaci su”.
Che Zio Sandro fosse uno di quelli lo sappiamo tutti in famiglia ma di certo non mi aspettavo che avesse certe mire su di me. Continuai a pensarci per giorni e giorni. Ne parlai col mio miglior amico.
-”Io gliel'ho già dato e mi ha pagato una bella vacanza in Grecia. Mi ha preso bene sai e qualche volta ci torno”.
Saputo questo sono andato a rapporto da Zio Sandro e mi sono arreso alle sue richieste.
-”Moto in cambio di...”
-”E viceversa. Vieni qua”.
-”Fai tutto tu Zio?”
-”Ma certo”.
Mi ha tirato giù il pantalone e lo slip e ha cominciato ad accarezzarmelo. Poi me lo ha sculacciato.
-”Un po' di disciplina male non ti fa”.
-”No Zio”.
Poi mi ha messo in posizione. Ha tirato fuori il suo bolide che non avevo mai visto. Me lo ha puntato. È entrato piano ingroppandomi.
-”Tutto bene?”
-”Sì Zio”.
-”Lo senti?”
-”Tantissimo”.
-”Ora devi fare il bravo”.
-”Sì Zio”.
L'ho patito a battitappeto e non ha smesso fino a quando non è venuto. Gli sono tanto piaciuto che mi ha subito staccato un assegno con il pattuito. Ho comprato il motorino e quando sono a secco di benzina mi fiondo a razzo dallo Zio che “in cambio di” è sempre pronto a sborsarmi il pieno. Mi ha anche comprato la tuta da biker ma per quella ho dovuto sudare sette camice. Ho dovuto imparare il Pompino come me lo ha insegnato. Fra di noi non esistono più segreti e a forza di frequentarci mi ha tirato dalla sua parte. È troppo fico lo Zio. Urca come mi scopa bene.
L'INTERROGATORIO
Finite le superiori lo Zio mi ha assunto in Azienda per fargli da assistente. Lo seguivo in trasferta quando andava alle Fiere o dai clienti importanti all'estero. Spesso dormivo a casa sua. Mio padre era pieno di sospetti.
-”Come va con Zio Sandro?”
-”Bene”.
-”Ti porta rispetto?”
-”Ma sì”.
-”Come mai stai da lui anche sere e notti?”
A dire bugie di solito non me la cavo ma qui ci sono andato giù duro.
-”Facciamo contabilità e poi sono troppo stanco e resto lì”.
-”Dove ti mette”.
-”Nella stanza degli ospiti”.
-”Sicuro che non succede niente?”
-”Ma che vuoi che succeda?”
-”Allo Zio piacciono i ragazzi”.
-”E a me che me ne importa”.
-”Non ti ha mai messo le mani addosso?”
-”Qualche scappellotto dai quando sbaglio i totali”.
-”Vorrei crederti. Ma dovrò tenervi d'occhio”.
-”Più che giusto è il tuo mestiere”.
-”Lo sai che ha chiesto di tuo fratello più piccolo?”
-”Davvero?”
-”Dice che lo vuole indirizzare nel mondo del lavoro?”
-”Una bella cosa mi pare”.
-”Gli ha parlato facendogli strane proposte”.
-”Del tipo?”
-”Del tipo che tu già sai. Piccolo ipocrita. Sappiamo tutto”.
-”Sono maggiorenne e faccio quello che voglio”.
-”Allora è vero che ve la intendete e fate brutte cose?”
-”Sì”.
-”Lo sai cosa ne penso dei gay?”
-”Che ti fanno schifo”.
-”Lo sei diventato anche tu?”
-”Sì papà lo sono”.
-”Sei anche passivo?”
-”E come no”.
-”Proprio bravo lo Zio ad approfittarsi di te”.
-”Ormai è così”.
-”Dovevo tenervi più a bada”.
-”A me va bene. In cambio che gli do il culo mi copre di favori”.
-”Uno di questi giorni ci ragiono io con lui”.
-”Non servirà a niente”.
-”Stasera sei da Zio?”
-”Sì. Vado ad accontentarlo”.
Detto ciò sono scappato a gambe levate.
-”Se ti piglio ti ammazzo”.
-”Lasciami fare la mia vita”.
Ho gridato da lontano che era già dietro l'angolo mentre lui ci malediceva.
-”Accidenti a Sandro. Me lo ha guastato. Ogni famiglia ha le sue mele marce”.
IL RICATTO
-”Sandro devo parlarti”.
-”So già di cosa, Vieni oggi in ufficio sul tardi”.
Ci andò.
-”Mi vuoi spiegare cosa cavolo ti è saltato in mente di circuire il mio Maggiore e adesso scopro che ci stai provando anche col Piccolo?”
-”Mi conosci. Mi piacciono della loro età”.
-”Il grande lo hai già fatto tuo ma l'altro devi lasciarmelo stare”.
-”Li voglio tutti e due”.
-”Sei un lussurioso degenerato rovina famiglie”.
-”E tu cosa sei me lo spieghi?”
-”In che senso?”
-”Non ti ricordi che a suo tempo sei stato mio?”
-”Mi avevi imboscato coi tuoi soliti metodi”.
-”Ma è successo”.
-”Purtroppo si. Ma ne è passata di acqua sotto i ponti”.
-”E di quella giovincella di cui ti sei invaghito l'anno scorso cosa mi dici?”
-”Guarda veh”.
-”Ti conosco mascherina”.
-”Comunque il mio Gianni lo devi lasciar perdere”.
-”Lo farò fuori come tutti gli altri. Tradisci mia sorella e speri anche di passarla liscia?”
-”Non mi farai la spia?”
-”Dipende da te”.
-”In che senso porco lurido maiale che sei. Cosa hai intenzione di fare?”
-”Mi sono preso Alberto e ora mi prendo Gianni. Se non mi lasci fare spiffero le tue tresche a mia sorella, povera moglie tua”.
-”Questo è un ricatto belle e buono”.
-”I tuoi figli in cambio di...”
-”Del tuo silenzio?”
-”Sì. Guarda che loro non cercano altro”.
-”Maledetta quella volta che li ho messi al mondo. Ti adorano lo sai”.
-”Lo so bene. E so anche di cosa hanno bisogno”.
-”Di che cosa?”
-”Di un mentore...”.
-”Proprio tu”.
-”...Dall'uccello grosso come il mio”.
-”Sei una bestia”.
-”Rassegnati”.
-”Dovrò per forza”.
-”I tuoi ragazzi me li lasci. Altrimenti...”.
-”Me li stai rovinando”.
-”Vai dalla tua puttanella extra moenia e lasciaci in pace”.
-”È uno sporco baratto”.
-”Sì”.
-”Sei odioso”.
-”E tu mi fai pena. Me li cedi allora?”
-”Messa in questi termini non ho scelta”.
-”Vedo che ragioni”.
-”Non fargli troppo male”.
-”Gli rompo il culo e me li godo”.
-”Non dire niente a Lucrezia intesi?”
-”Intesi”.
Con l'aria dello sconfitto si avviò per strada e non osò più sollevare obiezioni che potevano ritorcersi contro di lui. Un bel esempio di padre che vende i suoi figli “in cambio di...” omertà.
Ho diciotto anni e voglio la moto. Papà e mamma è già da un po' che mi tengono a freno.
-”Non abbiamo abbastanza soldi per comprartela”.
I nonni manco per idea che mi aiutano.
-”Ai nostri tempi si andava in bicicletta”.
Zio Anselmo si scansa.
-”Mica sono la Banca d'Italia”.
Non mi restava che sperare in Zio Sandro. Vado a trovarlo. Mi riceve nel suo ufficio.
-”Dimmi tutto Nipotino”.
-”Beh vedi Zio voglio la moto”.
-”E i tuoi cosa dicono”.
-”Di aspettare”.
-”Prendi buoni voti a scuola?”
-”Ho la media dell'otto Zio”.
-”Bravo. Sai potrei anche fare qualcosa. Moto + casco + patentino faranno su per giù 1.000 euro”.
-”Più o meno”.
-”Se te li do il tuo culetto farebbe tutt'uno col sellino”.
-”Eh sì Zio”.
-”E realizzeresti il tuo sogno”.
-”Lo desidero tanto”.
-”Forse ti posso finanziare ma a una condizione”.
-”Tutto quello che vuoi Zio”.
-”Che ogni tanto il tuo bel sederino diventi mio”.
-”Ma cosa dici?”
-”Pensaci su”.
Che Zio Sandro fosse uno di quelli lo sappiamo tutti in famiglia ma di certo non mi aspettavo che avesse certe mire su di me. Continuai a pensarci per giorni e giorni. Ne parlai col mio miglior amico.
-”Io gliel'ho già dato e mi ha pagato una bella vacanza in Grecia. Mi ha preso bene sai e qualche volta ci torno”.
Saputo questo sono andato a rapporto da Zio Sandro e mi sono arreso alle sue richieste.
-”Moto in cambio di...”
-”E viceversa. Vieni qua”.
-”Fai tutto tu Zio?”
-”Ma certo”.
Mi ha tirato giù il pantalone e lo slip e ha cominciato ad accarezzarmelo. Poi me lo ha sculacciato.
-”Un po' di disciplina male non ti fa”.
-”No Zio”.
Poi mi ha messo in posizione. Ha tirato fuori il suo bolide che non avevo mai visto. Me lo ha puntato. È entrato piano ingroppandomi.
-”Tutto bene?”
-”Sì Zio”.
-”Lo senti?”
-”Tantissimo”.
-”Ora devi fare il bravo”.
-”Sì Zio”.
L'ho patito a battitappeto e non ha smesso fino a quando non è venuto. Gli sono tanto piaciuto che mi ha subito staccato un assegno con il pattuito. Ho comprato il motorino e quando sono a secco di benzina mi fiondo a razzo dallo Zio che “in cambio di” è sempre pronto a sborsarmi il pieno. Mi ha anche comprato la tuta da biker ma per quella ho dovuto sudare sette camice. Ho dovuto imparare il Pompino come me lo ha insegnato. Fra di noi non esistono più segreti e a forza di frequentarci mi ha tirato dalla sua parte. È troppo fico lo Zio. Urca come mi scopa bene.
L'INTERROGATORIO
Finite le superiori lo Zio mi ha assunto in Azienda per fargli da assistente. Lo seguivo in trasferta quando andava alle Fiere o dai clienti importanti all'estero. Spesso dormivo a casa sua. Mio padre era pieno di sospetti.
-”Come va con Zio Sandro?”
-”Bene”.
-”Ti porta rispetto?”
-”Ma sì”.
-”Come mai stai da lui anche sere e notti?”
A dire bugie di solito non me la cavo ma qui ci sono andato giù duro.
-”Facciamo contabilità e poi sono troppo stanco e resto lì”.
-”Dove ti mette”.
-”Nella stanza degli ospiti”.
-”Sicuro che non succede niente?”
-”Ma che vuoi che succeda?”
-”Allo Zio piacciono i ragazzi”.
-”E a me che me ne importa”.
-”Non ti ha mai messo le mani addosso?”
-”Qualche scappellotto dai quando sbaglio i totali”.
-”Vorrei crederti. Ma dovrò tenervi d'occhio”.
-”Più che giusto è il tuo mestiere”.
-”Lo sai che ha chiesto di tuo fratello più piccolo?”
-”Davvero?”
-”Dice che lo vuole indirizzare nel mondo del lavoro?”
-”Una bella cosa mi pare”.
-”Gli ha parlato facendogli strane proposte”.
-”Del tipo?”
-”Del tipo che tu già sai. Piccolo ipocrita. Sappiamo tutto”.
-”Sono maggiorenne e faccio quello che voglio”.
-”Allora è vero che ve la intendete e fate brutte cose?”
-”Sì”.
-”Lo sai cosa ne penso dei gay?”
-”Che ti fanno schifo”.
-”Lo sei diventato anche tu?”
-”Sì papà lo sono”.
-”Sei anche passivo?”
-”E come no”.
-”Proprio bravo lo Zio ad approfittarsi di te”.
-”Ormai è così”.
-”Dovevo tenervi più a bada”.
-”A me va bene. In cambio che gli do il culo mi copre di favori”.
-”Uno di questi giorni ci ragiono io con lui”.
-”Non servirà a niente”.
-”Stasera sei da Zio?”
-”Sì. Vado ad accontentarlo”.
Detto ciò sono scappato a gambe levate.
-”Se ti piglio ti ammazzo”.
-”Lasciami fare la mia vita”.
Ho gridato da lontano che era già dietro l'angolo mentre lui ci malediceva.
-”Accidenti a Sandro. Me lo ha guastato. Ogni famiglia ha le sue mele marce”.
IL RICATTO
-”Sandro devo parlarti”.
-”So già di cosa, Vieni oggi in ufficio sul tardi”.
Ci andò.
-”Mi vuoi spiegare cosa cavolo ti è saltato in mente di circuire il mio Maggiore e adesso scopro che ci stai provando anche col Piccolo?”
-”Mi conosci. Mi piacciono della loro età”.
-”Il grande lo hai già fatto tuo ma l'altro devi lasciarmelo stare”.
-”Li voglio tutti e due”.
-”Sei un lussurioso degenerato rovina famiglie”.
-”E tu cosa sei me lo spieghi?”
-”In che senso?”
-”Non ti ricordi che a suo tempo sei stato mio?”
-”Mi avevi imboscato coi tuoi soliti metodi”.
-”Ma è successo”.
-”Purtroppo si. Ma ne è passata di acqua sotto i ponti”.
-”E di quella giovincella di cui ti sei invaghito l'anno scorso cosa mi dici?”
-”Guarda veh”.
-”Ti conosco mascherina”.
-”Comunque il mio Gianni lo devi lasciar perdere”.
-”Lo farò fuori come tutti gli altri. Tradisci mia sorella e speri anche di passarla liscia?”
-”Non mi farai la spia?”
-”Dipende da te”.
-”In che senso porco lurido maiale che sei. Cosa hai intenzione di fare?”
-”Mi sono preso Alberto e ora mi prendo Gianni. Se non mi lasci fare spiffero le tue tresche a mia sorella, povera moglie tua”.
-”Questo è un ricatto belle e buono”.
-”I tuoi figli in cambio di...”
-”Del tuo silenzio?”
-”Sì. Guarda che loro non cercano altro”.
-”Maledetta quella volta che li ho messi al mondo. Ti adorano lo sai”.
-”Lo so bene. E so anche di cosa hanno bisogno”.
-”Di che cosa?”
-”Di un mentore...”.
-”Proprio tu”.
-”...Dall'uccello grosso come il mio”.
-”Sei una bestia”.
-”Rassegnati”.
-”Dovrò per forza”.
-”I tuoi ragazzi me li lasci. Altrimenti...”.
-”Me li stai rovinando”.
-”Vai dalla tua puttanella extra moenia e lasciaci in pace”.
-”È uno sporco baratto”.
-”Sì”.
-”Sei odioso”.
-”E tu mi fai pena. Me li cedi allora?”
-”Messa in questi termini non ho scelta”.
-”Vedo che ragioni”.
-”Non fargli troppo male”.
-”Gli rompo il culo e me li godo”.
-”Non dire niente a Lucrezia intesi?”
-”Intesi”.
Con l'aria dello sconfitto si avviò per strada e non osò più sollevare obiezioni che potevano ritorcersi contro di lui. Un bel esempio di padre che vende i suoi figli “in cambio di...” omertà.
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