La Sissy della mamma 2

di
genere
trans

Finisce di tirarmi su il perizoma, mi infila le calze a rete ed infine il body "Mi dispiace bambina mia, ma per adesso dovrai stare così come sei, perché metterti dei calzini per crearti delle tettine non mi piace, ma non temere, mi preoccuperò di procurarti al più presto un seno finto che terrai sempre addosso come fosse la tua seconda pelle."
Il suo volto è sempre illuminato da un grande sorriso insolito, mi prende la mano e mi invita a seguirla fino al suo mobiletto con specchio dove si trucca sempre, ma questa volta a essere truccato sarei stato io, infatti mi fa sedere sulla sedia dove senza perdere tempo inizia ad armeggiare sul mio viso.
Sono sincero, avrei sempre voluto truccarmi, varie volte quando ero in casa da solo mi sono seduto dinanzi a questo mobiletto e provare la sensazione su di me di un rossetto, o di una matita per gli occhi o dei brillantini e molto altro, ma non sapendo dopo come si potessero rimuovere avevo paura che mia madre potesse scoprirmi. E invece eccomi qua, è lei stessa che adesso mi sta truccando e la sensazione che sto provando la trovo a dir poco fantastica, è molto rilassante, il modo in cui mi tocca mi fa quasi dimenticare per un momento quello che è successo prima.
"Tesoro. Apri gli occhi e guardati allo specchio."
Io obbedisco e quello che vedo posso definirlo bellissimo, le mie labbra sono di un rosso acceso, la mia pelle ora non ha difetti perché ora sono coperti dal trucco, i miei occhi sono contornati da ombretto rosa confetto e brillantini risaltati da una matita nera, le mie ciglia più lunghe grazie al mascara e molto altro. Io rimango a bocca aperta.
"Ora passiamo ai capelli. Tesoro, sei fortunata ad averli tenuti già lunghi, da ora in poi non li taglierai più se non per dargli una sistemata tipo sfoltirli o eliminare le doppie punte."
Sempre collegato al vestirmi in segreto con gli indumenti di mia madre, ho voluto tenermi i capelli lunghi per risultare un minimo femminile in quei momenti. Chi lo avrebbe mai detto che questa poteva essere una mia fortuna. O una mia condanna?
"Ora abbiamo finalmente finito tesoro mio guardati allo specchio quanto sei bella."
Non posso dargli torto quello che è riuscita a fare con il mio volto lo trovo più che meraviglioso. Il mio volto completamente tramutato in quello di una bellissima fanciulla e i capelli tutti mossi perfetti come quelli che si vedono nelle pubblicità. Ha cancellato anche il più piccolo elemento maschile sul mio viso trasformandolo in quello di una ragazza. Ma a quale prezzo. A cosa stavo andando incontro, che cosa riservava il futuro per me da oggi in avanti?
Mia mamma, anzi la mia padrona mi abbraccia mentre sono ancora seduto. La mia testa è sul suo seno "Tesoro, dovremo presto pensare ad un nome giusto con cui chiamarti, quello che hai ora non va più bene. Ma adesso non ci pensiamo." è un momento tra il confortante e lo spaventoso.
Mi prende la mano e mi fa accomodare su di una poltrona in camera sua.
"Tesoro il momento che tanto desideravi ora è finalmente arrivato. Posso considerarmi fortunata che la tua sbadataggine nel non sapere certe cose ti abbia impedito di perdere la verginità in un modo così a dir poco squallido. Chi più di me potrebbe aiutarti in questo momento fantastico."
Dopo aver dello l'ultima parola mi tira su le gambe tenendomele strette con una mano in alto, sposta la attaccatura del body e si sente un leggero rumore, ha strappato un po' della trama delle calze a rete, "Fidati di me." mi infila un suo dito nel sedere e inizia a muoverlo. Lo tira fuori e lo rimette dentro. Lo gira a destra e poi a sinistra. Io contorco gli occhi è una sensazione che non riesco a descrivere. "Brava la mia bambina, preparati, ora entra il secondo." e subito dopo aver pronunciato l'ultima parola come da promessa entra con due dita. Stessi movimenti sempre con dolcezza, avanti, indietro, destra, sinistra e ancora e ancora. "Che brava che sei. Manca poco e finalmente potrò metterti questo bel cazzo nel culo, non sei contenta?" e anche il terzo dito entra dentro di me. Questa volta li muove solamente avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro, alternando dolcezza a colpi secchi. "Bambina mia. Quando ti vuoi infilare qualcosa nel tuo bel culetto devi prima procedere per gradi. Non puoi metterti qualcosa di grosso fin da subito e soprattutto deve essere ben lubrificato quello che vuoi inserire. Tu hai ancora il tuo bel buchetto vergine e quello che cercavi di metterti dentro era appunto troppo grosso per te. Ma la tua mamma è qui ad aiutarti. Sei contenta bambina mia?"
Io non riesco a rispondergli le sensazioni che sto provando mi tolgono qualsiasi parole dalla bocca.
"Tesoro mio, ti ho fatto una domanda rispondimi!?" toglie le tre dita dal mio sedere e mi stringe il mio pene chiuso nella gabbietta, il dolore è lancinante, ma indescrivibilmente lo trovo un dolore bello da provare.
"Si, si Mamma. Sono contento."
Mi stringe ancora di più il mio pene ingabbiato "Ti ho detto che mi devi chiamare padrona. Potrai tornarmi a chiamare mamma solamente quando sarai diventata la femminuccia che ho sempre desiderato e la strada è molto lunga. Come molto lunghi saranno i cazzi che ti infilerò nel culo per allenarti ad essere la migliore sissy del pianeta. Ma soprattutto dovrai iniziare a parlare di te stessa sempre al femminile o ti punirò severamente."
"Chiedo scusa mia padrona."
"Brava la mia bambina. E ora non voglio farti aspettare, voglio che ricevi questo bellissimo regalo."
Cosparge di lubrificante il suo cazzo finto e sempre con le tre dita che quasi scivolano dentro al mio culo mi lascia le gambe permettendomi di vederla in volto. Ha un sorriso che non ho mai visto così bello e felice.
In mezzo alle tre dita sento qualcosa di più grande che cerca di farsi strada, lei mi viene addosso il suo viso è attaccato al mio, i nostri nasi si toccano e io sento qualcosa di grosso dentro di me.
Che stranissima sensazione, mi fa male, ma è il male più bello che esiste.
Lei si muove avanti e indietro mentre mi riempie di baci le guance, diverse urla escono dalla mia bocca.
"Tesoro resisti, presto diventerà piacere. Sarai tu stessa a non poterne fare più a meno di prendere cazzi nel culo." i colpi sono un'alternanza tra dolci e decisi.
I miei occhi si ribaltano. Non tardo a emettere gemiti di puro piacere. Allora è questa la sensazione che si prova a prendere un cazzo nel culo. Posso finalmente dire che è bellissimo "Più forte mia padrona la prego." gli dico versando delle lacrime di gioia.
I suoi colpi diventano ogni volta più forti. Esce fuori del tutto col cazzo e poi con un colpo secco me lo rinfila dentro. Continua e continua ancora.
Mia mamma come avevo precedentemente detto è sempre stata una donna molto autoritaria, mi ha sempre trattato bene e non mi ha mai fatto mancare nulla nonostante mi ha cresciuto da sola, ma non è mai stata una donna molto incline a esternare i propri sentimenti, la vedevo sempre seria a malapena mi abbracciava e molto raramente mi dava dei baci, è sempre stata molto fredda e rigida, ma soprattutto quello che lei diceva io dovevo farlo senza obbiettare.
Ora invece la vedo e la sento finalmente felice, se questo mio nuovo futuro serve a farla contenta io diventerò qualunque cosa lei voglia. Ho sempre desiderato vedere un suo sorriso e ora che lo vedo posso dire che la mia mamma o la mia padrona è bellissima e io voglio vederla sempre così da ora in poi.
"Vedo piccolina mia che ti sta piacendo molto, dal tuo sguardo sembra che sei al settimo cielo. Te lo avevo detto che ti sarebbe piaciuto."
"Si mia padrona. La prego, continui!"
Toglie il cazzo da dentro di me e mi aiuta ad alzarmi dalla poltrona. Fatico un poco a camminare per il dolore, ma non mi interessa, voglio continuare. Mi sbatte sul letto a pancia in giù e subito lei si corica sopra di me. Finalmente lo risento dentro. Anche se ne sono stata senza per soli pochi secondi nella mia testa erano ore. Sento il suo seno sulla mai schiena, il pvc della tuta che si struscia su di me è molto fresco "Ti prego mia padrona più forte!"
"Sei proprio golosa bambina mia."
Mi mette a pecora e con colpi forti inizio a sentire un dolore immenso al mio pene, lui vorrebbe diventare grande ma è oppresso da quella gabbietta.
"Mamma mamma credo che sto per venire!" dico in estasi.
Con la sua mano raccoglie tutto lo sperma che ho eiaculato "Per questa volta ti perdono perché mi hai chiamato mamma, comunque guarda quanta ne hai fatta!" mi mostra il mio risultato, la sua mano ne è interamente piena.
"Leccamela. Devi pulirmela, non ne deve rimanere nemmeno una goccia."
Io obbedisco, leccando tutte le sue dita e il resto della mano. Ha un sapore dolciastro e la consistenza è gelatinosa, non mi piace per niente ma se la mia padrona vuole questo, che lo sperma diventi la mia bevanda preferita. Questo e altro per la mia mamma o padrona che sia.
La sto tenendo in bocca e ci sto giocando con la lingua. più il tempo passa e più il sapore inizia ad essere di mio gradimento.
"Ingoia tutto tesoro."
Io ai suoi ordini faccio scomparire una parte di me, nuovamente dentro di me.
Lei si alza "Andiamoci a fare una doccia".
Io gli afferro la mano trattenendola "La prego mia padrona, possiamo rimanere un po' distesi sul letto? Mi da il permesso di abbracciarla?" gli chiedo mentre sto per iniziare a piangere.
Le mi asseconda e ritorna coricata nel letto e mi abbraccia anche lei "Che cosa c'è piccola mia. Perché piangi?"
"Piango perché sono contento, scusami, volevo dire contenta. Mi hai sempre trattato bene ma non mi hai mai dimostrato l'affetto che una madre solitamente mostra al proprio figlio. Ma ora guardiamoci, siamo coricati nello stesso letto e ci stiamo abbracciando. Se volevi che io fossi una ragazza, perché non me lo hai imposto subito?"
"Perché in questo mondo non potevo obbligarti a farne parte..."
Questa volta sono io che interrompo lei "Mia padrona finalmente ti vedo sorridere, sei di una felicità che non ho mai visto trasparire sul tuo volto. Se per renderti contenta io mi devo umiliare, vestire da ragazza, succhiare tutti i cazzi del mondo, desidero che tutto questo succeda ogni secondo della mia vita. Se tu sei felice mia padrona sono felice anche io."
"Grazie per le bellissime parole." qualche lacrima sta uscendo dai suoi occhi. Rimaniamo qualche minuto in silenzio con lei mi accarezza i capelli.
"E ora andiamo al lavarci che dobbiamo ancora cenare e si sta facendo veramente tardi."
"Mia padrona dopo cena se lei vuole potrebbe farmi rivivere questa esperienza."
"Ma certo tesoro mio è bellissimo sentirtelo dire. Ti è piaciuto veramente tanto il cazzo?"
"Si mia padrona, lo desidero anche ora. Ma non voglio contraddire nuovamente un suo ordine."
"Allora ti darò una cosa." da dentro un cassetto tira fuori un oggetto che non avevo mai visto, "Questo si chiama plug, è praticamente un tappo per il culo. Lo terrai sempre quando non avrai un cazzo dentro di te. Contenta?"
"Certo mia padrona non desideravo altro."
"Prima ti lavo per bene il tuo buchetto e dopo te lo metto dentro."
Ci spogliamo e andiamo a lavarci come una madre e una figlia "Ti dovrò togliere la gabbietta del pene, perché ti devo lavare anche quella zona lì. Se mentre ti tocco avrai una erezione sarò obbligata a punirti bambina mia."
"Spero di non deluderla mia padrona."
Lava ogni mia singola parte del corpo, iniziando dal mio sedere, prende il sapone intimo e con due dita entra dentro di me e mi pulisce in profondità. Prende il plug, ha la forma di una goccia grande come quattro dita chiuse, ci sputa sopra, lo lecca un po' e poi lo nasconde nel mio culo. Ha faticato un poco ad entrare ma il mio buco è ancora abbastanza dilatato da accorglierlo senza fare troppe storie. Continua a lavarmi ogni singola parte del corpo compreso il mio uccello. Ogni tanto si ferma e mi abbraccia, mi mette il suo seno in faccia. Ha ancora con quel suo bellissimo sorriso che non voglio che mai si spenga.
Ma aimè, nonostante glielo avessi promesso il mio pene non tarda a raddrizzarsi.
"Qualcuna qui deve essere punita appena abbiamo finito di lavarci."
"Si me lo merito mia padrona."
Usciamo dalla doccia e lei mi prende dentro al suo accappatoio, ancora mi abbraccia e io non sento freddo ma un caldo materno bellissimo. Mi asciuga prima il corpo e poi i capelli sistemandomeli già con la piastra per farli diventare liscissimi, mi arrivano a metà schiena. Ora si asciuga anche lei e io rimango incantato dalla sua femminilità.
"Che cosa hai da guardare bambina mia?"
"Guardo che sei bellissima quando sorridi."
"Perché allora quando sono seria io sarei brutta!?" mi dice alzando la voce ma per scherzo.
"No tu sei sempre bellissima mamma."
"Tesoro mio. Mi hai chiamato mamma e non padrona, sommato al tuo pene in erezione mentre ti lavavo, vuole dire che ti dovrò punire due volte."
"E io non vedo l'ora che succeda. Mamma!" gli dico apposta sorridendo.
"Punizione per tre volte." mi dice mentre con una mano mi accarezza il volto e mi guarda con gli occhi pieni di gioia che non tardano a fare uscire delle lacrime. Io la abbraccio.
Mi piace vederla così, vederle scendere delle lacrime la rende quasi vulnerabile cosa che fino a ieri non avrebbe mai fatto.
"Andiamo tesoro. Che le cose da fare sono tante. Prima ti devo punire. Poi dobbiamo mangiare e poi si ritorna nel letto dove ti scoperò nuovamente. Questa sera dormirai con me."
"Davvero mia padrona. Non me lo hai mai permesso."
"Da oggi molte cose sono cambiate."
Andiamo in camera da letto "Coricati ti devo punire." io obbedisco e mi ritrovo disteso sulle lenzuola.
Inizia a tirarmi numerose sberle forti sul mio sedere in entrambi le natiche con la mano destra.
Io allungo il braccio sinistro mostrandogli che cerco la sua mano. Lei me la concede.
Con il pollice della mano sinistra mi accarezza la mia mano mentre con la mano destra mi tira delle sberle che risuonano ogni volta.
"Grazie Mamma, per questo bellissimo momento."
"Hai sbagliato nuovamente il modo in cui chiamarmi. Vuole dire altre punizioni." mi dice all'orecchio seguito dal più bel bacio sulla guancia che lei mi abbia mai dato.

Continua...
scritto il
2026-02-28
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