Tutto pagato
di
IL MICROBO
genere
gay
TUTTO PAGATO
Parola d'ordine: “Fare Moneta”. Dovevamo finanziare la nostra imminente vacanza al mare ed eravamo come al solito in bolletta. Il mio amico del cuore John ed io ci siamo inventati lì per lì una raccolta di offerte per una fantomatica iniziativa benefica.. Giravamo di casa in casa e la cosa stava funzionando.
Suoniamo all'ultimo portoncino della giornata e ci appare un signore assai empatico che senza fare storie tira fuori dieci euro di contributo.
-”Sarete stanchi. Non volete accomodarvi?”
-”Veramente siamo di fretta”.
-”Se entrate ci facciamo un drink insieme e potrei darvi molto di più”.
Musica per le nostre orecchie. Abbiamo accettato l'invito. Ci siamo accomodati su un divano con lui al centro che ci frastornava di chiacchiere prendendosi la libertà di toccarci le braccia o le gambe o la schiena come fanno alcuni quando discutono animatamente.
-”Sapete io vivo solo e ho tanto bisogno di compagnia”.
-”Ma certo”
Rispondiamo in coro.
-”Non la compagnia dei vecchi ma quella di due giovani sani e belli come siete voi”.
-“Ah davvero?”
Nel dire questo le sue mani hanno percorso per intero la strada che dalle nostre ginocchia conduce dritta sui pubi. Non siamo delle aquile ma alcuni gesti si spiegano da soli. Anche perché ci è parso come il nostro ospite da poco vestito che era (in tuta e ad occhio e croce senza slip) mantenesse l'asta sul chi va là.
-”Mi capite vero?”
-”Alla perfezione. Ma ci dica a quanto ammonterebbe l'aggiunta di cui ci parlava?”
-”In due che siete miei cari cento euro a testa”.
-”Ci guida Lei?”
-”Fa caldo. Spogliatevi”.
Come gli siamo apparsi a corpo libero non ci ha più visto ed ha subito preso di mira i nostri poveri culetti menando strage prima di uno e poi dell'altro.
Di nostra iniziativa per supplemento e per non lasciare niente in disordine ci siamo anche spesi a ripassargli una minchia di tutto rispetto.
-”Ma che carini. E ditemi dove pensate di andare in vacanza quest'anno?”
-”Ci piace il mare”.
-”Sono in partenza per la Versilia. Veniteci anche voi. A mie spese s'intende con in più qualche extra che di certo vi meriterete”.
-”Affare fatto”.
Ci siamo stati. Il giorno era molto rilassante: spiaggia, tuffi. La notte tutt'altro genere di tuffi e di sgobbate varie anche a disposizione di qualcuno dei suoi sodali, più assatanati di lui, tutta gente ben fornita ed entusiasta di come facevamo coppia e soprattutto molto, molto, quasi troppo riconoscente e generosa.
Al ritorno in città avevamo messo da parte un bel capitale e ancora oggi quando siamo a secco basta che andiamo a bussare a quella porta che fra il dare e l'avere i conti ci tornano sempre.
Recita l'antico proverbio: “Chi trova un amico trova un tesoro”. Proprio vero.
Ma ce n'è un altro che fa al caso nostro.
Perché l'amicizia tenga, un bicchiere che vada e uno che venga”.
E un terzo: “La botte da il vino che ha”. Prosit.
Parola d'ordine: “Fare Moneta”. Dovevamo finanziare la nostra imminente vacanza al mare ed eravamo come al solito in bolletta. Il mio amico del cuore John ed io ci siamo inventati lì per lì una raccolta di offerte per una fantomatica iniziativa benefica.. Giravamo di casa in casa e la cosa stava funzionando.
Suoniamo all'ultimo portoncino della giornata e ci appare un signore assai empatico che senza fare storie tira fuori dieci euro di contributo.
-”Sarete stanchi. Non volete accomodarvi?”
-”Veramente siamo di fretta”.
-”Se entrate ci facciamo un drink insieme e potrei darvi molto di più”.
Musica per le nostre orecchie. Abbiamo accettato l'invito. Ci siamo accomodati su un divano con lui al centro che ci frastornava di chiacchiere prendendosi la libertà di toccarci le braccia o le gambe o la schiena come fanno alcuni quando discutono animatamente.
-”Sapete io vivo solo e ho tanto bisogno di compagnia”.
-”Ma certo”
Rispondiamo in coro.
-”Non la compagnia dei vecchi ma quella di due giovani sani e belli come siete voi”.
-“Ah davvero?”
Nel dire questo le sue mani hanno percorso per intero la strada che dalle nostre ginocchia conduce dritta sui pubi. Non siamo delle aquile ma alcuni gesti si spiegano da soli. Anche perché ci è parso come il nostro ospite da poco vestito che era (in tuta e ad occhio e croce senza slip) mantenesse l'asta sul chi va là.
-”Mi capite vero?”
-”Alla perfezione. Ma ci dica a quanto ammonterebbe l'aggiunta di cui ci parlava?”
-”In due che siete miei cari cento euro a testa”.
-”Ci guida Lei?”
-”Fa caldo. Spogliatevi”.
Come gli siamo apparsi a corpo libero non ci ha più visto ed ha subito preso di mira i nostri poveri culetti menando strage prima di uno e poi dell'altro.
Di nostra iniziativa per supplemento e per non lasciare niente in disordine ci siamo anche spesi a ripassargli una minchia di tutto rispetto.
-”Ma che carini. E ditemi dove pensate di andare in vacanza quest'anno?”
-”Ci piace il mare”.
-”Sono in partenza per la Versilia. Veniteci anche voi. A mie spese s'intende con in più qualche extra che di certo vi meriterete”.
-”Affare fatto”.
Ci siamo stati. Il giorno era molto rilassante: spiaggia, tuffi. La notte tutt'altro genere di tuffi e di sgobbate varie anche a disposizione di qualcuno dei suoi sodali, più assatanati di lui, tutta gente ben fornita ed entusiasta di come facevamo coppia e soprattutto molto, molto, quasi troppo riconoscente e generosa.
Al ritorno in città avevamo messo da parte un bel capitale e ancora oggi quando siamo a secco basta che andiamo a bussare a quella porta che fra il dare e l'avere i conti ci tornano sempre.
Recita l'antico proverbio: “Chi trova un amico trova un tesoro”. Proprio vero.
Ma ce n'è un altro che fa al caso nostro.
Perché l'amicizia tenga, un bicchiere che vada e uno che venga”.
E un terzo: “La botte da il vino che ha”. Prosit.
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