Il debutto
di
IL MICROBO
genere
gay
IL DEBUTTO
In montagna durante un improvviso temporale abbiamo trovato rifugio in una baita abbandonata. C'era della legna per accendere il fuoco e riscaldarci e anche per asciugare i vestiti che erano fradici.
-”Meglio se ce li leviamo”.
-”Credo anch'io”.
E fu così che restammo nudi ad aspettare che smettesse di piovere ma la tempesta infuriava ancora.
-”Hai freddo?”
-”Sì”.
-”Vieni qui che ti riscaldo”.
Mi ha abbracciato da dietro stringendomi forte dentro il tepore del suo corpo e gli è saltata su un'erezione da orbi che non cedeva proprio.
-”Sei duro anche tu?”
-”Sì”.
-”Sai cosa direbbe nostro padre se ci vedesse in questo stato?”
-”Ci chiamerebbe fottuti froci di merda”.
-”Io non l'ho mai fatto”.
-”Io nemmeno”.
-”Ed è una brutta cosa lo sai”.
-”Molto brutta”.
-”Se a te va bene faccio un tentativo”.
-”Provaci dai”.
Me lo ha puntato e lo ha spinto piano. È entrato subito come per magia.
-”Ti piace?”
-”Mi sembra di sì. E a te?”
-”Fin troppo”.
Da lì in poi sono diventato suo fino in fondo, fra gemiti e gridolini. Mentre ci si rivestiva stavamo muti senza guardarci. Il sole era tornato a splendere in tutta la valle e si era alzato un grande arcobaleno.
-”Non deve succedere mai più. Sei d'accordo”.
-”Più che d'accordo”.
-”Anche se il tuo sederino non sarà facile da dimenticare”.
-”E a me la forza della tua canna?”
-”Ti rendi conto che siamo anche fratelli?”
-”Purtroppo sì”.
Ci abbiamo ragionato a lungo. Lo volevamo rifare ma senza allargare il giro per non il rischio di farci scoprire. Meglio custodire il segreto fra noi due. Cercavamo posti isolati e ci si appartava. La chiamavamo “Masturbazione” tanto per alleggerirci la coscienza.
Nessuno ne ha mai saputo niente, meno che meno i nostri genitori che ci hanno considerati ancora a lungo dei “Piccoli”.
Siamo andati avanti così di perfetta intesa per tutte le superiori. Ora che frequentiamo l'Università fuori sede ci sentiamo più liberi e ci siamo aperti agli altri. Ci muoviamo sempre in coppia. Ci chiamano i “Completi” per i nostri strepitosi servizi “All Inclusive”. Alla faccia di quell'antiquato omofobo che è papà.
In montagna durante un improvviso temporale abbiamo trovato rifugio in una baita abbandonata. C'era della legna per accendere il fuoco e riscaldarci e anche per asciugare i vestiti che erano fradici.
-”Meglio se ce li leviamo”.
-”Credo anch'io”.
E fu così che restammo nudi ad aspettare che smettesse di piovere ma la tempesta infuriava ancora.
-”Hai freddo?”
-”Sì”.
-”Vieni qui che ti riscaldo”.
Mi ha abbracciato da dietro stringendomi forte dentro il tepore del suo corpo e gli è saltata su un'erezione da orbi che non cedeva proprio.
-”Sei duro anche tu?”
-”Sì”.
-”Sai cosa direbbe nostro padre se ci vedesse in questo stato?”
-”Ci chiamerebbe fottuti froci di merda”.
-”Io non l'ho mai fatto”.
-”Io nemmeno”.
-”Ed è una brutta cosa lo sai”.
-”Molto brutta”.
-”Se a te va bene faccio un tentativo”.
-”Provaci dai”.
Me lo ha puntato e lo ha spinto piano. È entrato subito come per magia.
-”Ti piace?”
-”Mi sembra di sì. E a te?”
-”Fin troppo”.
Da lì in poi sono diventato suo fino in fondo, fra gemiti e gridolini. Mentre ci si rivestiva stavamo muti senza guardarci. Il sole era tornato a splendere in tutta la valle e si era alzato un grande arcobaleno.
-”Non deve succedere mai più. Sei d'accordo”.
-”Più che d'accordo”.
-”Anche se il tuo sederino non sarà facile da dimenticare”.
-”E a me la forza della tua canna?”
-”Ti rendi conto che siamo anche fratelli?”
-”Purtroppo sì”.
Ci abbiamo ragionato a lungo. Lo volevamo rifare ma senza allargare il giro per non il rischio di farci scoprire. Meglio custodire il segreto fra noi due. Cercavamo posti isolati e ci si appartava. La chiamavamo “Masturbazione” tanto per alleggerirci la coscienza.
Nessuno ne ha mai saputo niente, meno che meno i nostri genitori che ci hanno considerati ancora a lungo dei “Piccoli”.
Siamo andati avanti così di perfetta intesa per tutte le superiori. Ora che frequentiamo l'Università fuori sede ci sentiamo più liberi e ci siamo aperti agli altri. Ci muoviamo sempre in coppia. Ci chiamano i “Completi” per i nostri strepitosi servizi “All Inclusive”. Alla faccia di quell'antiquato omofobo che è papà.
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