Il richiamo della foresta

di
genere
gay

IL RICHIAMO DELLA FORESTA
Il tram era affollato. Un uomo me lo ha fatto sentire a struscio. Poteva essere un caso ma duro com'era non mi sembrava proprio. Sono sceso alla prima fermata e mi ha tallonato.
-”Cosa cazzo di quella sudicia di tua sorella zoccola vuoi da me?”
La risposta è stata disarmante.
-”Il tuo culo”.
Tanto era deciso e ha insistito che gliel'ho dovuto dare. In separata sede a casa sua a disposizione del suo “Black & Deker” forza nove a percussione.
-”Ti è piaciuto?”
-”Zozza di quella troia abbastanzina”.
-”Vuoi rifarlo?”
-”Puttana merda sì”.
-”Torna che ti aspetto”.
-”Penserai che sono un Frocio”.
-”Neanche mi sfiora per il cervello”.
-”E cosa sarei allora?”
-”Un etero in libera uscita”.
-”Mi mandi in confusione”.
-”Tutti lo accettano prima o poi”.
-”Tutti?”
-”Anche i più macho”.
-”Ma che mondo è questo?”
-”Il mondo di oggi”.
-”E di domani e di dopodomani. Quando sarò ancora tuo”.
-”Non fare il difficile non è da te”.
-”Cavolacci come mi hai squinternato”.
-”Ti brucia”.
-”Si molto”.
-”Non farci caso. Rassegnati”.
-”Sicuro che è normale così?”
-”Resta un segreto fra noi due”.
-”Lo spero bene”.
Che bestia che è. Ma mi piace tanto. Mi prende da femmina. Godo quasi più di lui.
scritto il
2026-01-27
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