Dominato da mia moglie. La storia di Karen e Mike Quattordicesimo episodio
di
Davide Sebastiani
genere
dominazione
Il giorno seguente, la domenica, la trascorremmo come al solito con Gianluca e Laura. L’unica novità fu che io mi dovetti alzare prima per preparare la colazione a mia moglie e portargliela servilmente a letto. Poi però, davanti all’altra coppia, il nostro comportamento fu quasi normale, salvo poi tornare a essere l’uomo agli ordini della propria moglie quando tornammo a casa. Come la sera precedente, l’accontentai oralmente prima di andare a dormire. Non fu una richiesta. Mi afferrò la testa per portarmela davanti alla sua fica. "Se non me la lecchi bene, ti riempoio di botte."
Stavo tremando per la paura. Continuava a sostenere che fosse assurdo, na aveva una paura folle di mia moglie. Contemporaneamente però, avevo una voglia pazzesca di lei che dovetti reprimere. Non avevo idea infatti di come avrei dovuto comportarmi sotto il punto di vista sessuale. Da quando era iniziato tutto, avevamo fatto sesso soltanto una volta, due giorni prima, quando mi aveva praticamente violentato costringendomi ad avere un rapporto sessuale contro la mia volontà. Per il resto, aveva soltanto preteso di essere soddisfatta lei. In realtà, anche io avevo avuto due eiaculazioni. La prima quando mi aveva fatto venire col piede mentre mi teneva stretto tra le sue spire, e la seconda proprio il giorno prima, quando mi aveva obbligato a farmi una sega per poi farmi bere il mio sperma. Comunque, non mi azzardai a prendere l’iniziativa. Tutto quello che stavo vivendo era nuovo per me, ed ero completamente incapace di comprendere in che modo dovessi comportarmi. Il giorno seguente ci salutammo quasi come una coppia normale. Mi aveva dato un bacetto sulla bocca e poi mi aveva catechizzato.
“Quando esco dalla palestra ti telefonerò in modo che, quando arrivo a casa, la cena dovrà essere pronta. Non ti trastullare e cerca di farmi trovare la casa in ordine. Ok Mike?”
“Si, Karen”, risposi, le uniche parole che, in quelle situazioni, potevo dire se non volevo essere picchiato. La vidi uscire da casa, ancheggiando su quei tacchi a spillo che mi sembravano l’emblema del suo cambiamento. Anche il suo abbigliamento era ben diverso rispetto a prima: tailleur con gonna molto corta rosa fuxia e occhiali da sole. Non sarebbe passata inosservata, bella com'era. Avrebbe avuto gli occhi di tutti gli uomini addosso. Cercai di non pensarci, mi feci una rapida doccia e uscii di casa per recarmi da Andrea. Mentre guidavo ero però tutt’altro che tranquillo. Avrei dovuto chiedere il suo permesso anche per uscire? E se mi avesse fatto una videochiamata? Cosa mi avrebbe fatto se mi avesse visto seduto a un bar invece di rimanere a casa a pulire come mi aveva ordinato? Avevo paura e nello stesso tempo ero eccitato. Ma come era possibile? Forse avrebbe potuto spiegarmelo Andrea.
Il mio amico quella volta arrivò puntuale. “Allora, Mike, se hai voluto vedermi, immagino che ci siano novità.”
“Ci sono, Andrea. E sono piuttosto grosse”, gli dissi per poi sciorinare i fatti degli ultimi giorni. Ancora una volta mi ascoltò attentamente, intervenendo solo un paio di volte per farmi delle domande su situazioni che, forse, non ero riuscito a spiegargli correttamente. Alla fine, rimase qualche istante in silenzio per osservarmi, e forse per valutare i miei atteggiamenti.
“Devo dire che la cosa non mi sorprende. Alludo al fatto che tu abbia accettato di divenire lo schiavo di Karen. Era nell’aria, e il tuo comportamento, le tue reazioni erotiche, lasciavano trapelare questa possibilità.”
“Andrea, sto quasi sempre col cazzo dritto. Nemmeno se mi fossi preso una scatola intera di viagra. E, nello stesso tempo, me la faccio sotto dalla paura. Che cazzo mi sta succedendo?”
Il mio amico scoppiò a ridere. “Non è mia intenzione farti un trattato di psicologia, ma il binomio paura-eccitazione va soventemente di pari passo. Se ti può rassicurare, non sei il primo e non sarai l’ultimo. Ti faccio un paio di esempi molto semplici che potrebbero aiutarti a comprendere. I tipi che fanno imprese fuori dall’ordinario come scalare una montagna, o rimanere da soli in un posto inospitale. Pensi che siano incoscienti? No, Mike, hanno piena coscienza della loro paura ma, allo stesso tempo, vogliono provare quell’eccitazione, quell’adrenalina che quelle imprese regala loro. Più grande sarà la paura, e maggiore sarà l’eccitazione. Ma ti faccio anche un altro esempio che è più simile alla tua situazione. Parlo di coloro che si eccitano sessualmente nel cercare situazioni… chiamiamole alternative. Ad esempio, coloro che vogliono fare sesso col timore di essere scoperti, quelli che vorrebbero farlo in posti pericolosi. Ecco, in loro la paura provoca una vera e propria eccitazione fisica e mentale. Ed è un po’ quello che accade a te. Hai paura che tua moglie possa picchiarti ma, nello stesso tempo, quel timore ti eccita.”
Tirai un sospiro di sollievo “Beh, meno male. Temevo di essere un caso clinico.”
“Non sei un caso clinico, anche se hai bisogno ugualmente di un aiuto. E per questo ci sono io. Alla fine mi pagherai una bella cena invece che le parcelle.”
“E come? Non ho praticamente un euro. Devo chiedere i soldi a Karen per ogni cosa”, gli feci presente.
Andrea scoppiò a ridere. “E già. Sei proprio fortunato. Non posso nemmeno pretendere qualcosa che assomigli a una parcella. Dovrò lavorare pro bono.”
“Dai, Andrea, per favore torniamo seri.”
“Ok. Concludiamo questo discorso, e qui torno ad essere il serio professionista. Il famoso psicoanalista Gérard Bonnet sosteneva che ciò che conta è che la sessualità non è una questione di piacere, ma di preoccupazione. E questo vale per tutti, perché abbiamo tutti una parte maschile e una parte femminile dentro di noi. Tutti noi, maschi e femmine, cresciamo in una società che ci priva dell’ “altro”, costringendoci ad entrare in una sorta di stampo. Da un lato i maschi, dall’altro le femmine. Occorre scegliere. E’ necessario tagliare una parte di noi stessi. Cosa che avviene non senza dolore.”
“Oh, per favore, non fare il sapientone”, lo interruppi innervosito.
“Non sto facendo il sapientone. Sto cercando di farti comprendere che in te sta uscendo in modo preponderante la parte femminile, il che non significa che ti piacciano gli uomini, ma che stai sviluppando una sensibilità che, di solito, appartiene al genere femminile.”
“Ok, sono sensibile, e non è nemmeno una novità. Ma, tornando a un discorso più terra-terra, cosa faccio? Sono confuso. Sempre più confuso.”
“Invece, malgrado ciò che pensi, non sei confuso. O, almeno, non come credi tu. Hai accettato la dominazione di Karen, segno inequivocabile che hai deciso di percorrere quella strada. Ancora non sai dove ti porterà quella strada ma, comunque, l’hai imboccata.”
Già, il discorso di Andrea non faceva una piega. “Quindi, le dovrò fare da schiavetto per il resto della mia vita?”
“Dipende da lei e da cosa ha in mente. E, naturalmente, da quello che provi tu. E’ una ragazza molto intelligente, e si è accorta delle tue sensazioni prima ancora che tu stesso te ne rendessi conto.”
Stavo per bloccare il mio amico. Mi stava venendo il dubbio che avesse preso una mezza cotta per mia moglie. Già dalla prima volta, l’aveva descritta bellissima e intelligentissima, aveva detto come io non fossi alla sua altezza, sia da un punto di vista estetico che da quello professionale, ma poi dovetti convenire con lui. Karen era veramente di un’altra categoria rispetto al sottoscritto. Pertanto, lo lasciai proseguire. “Con molte probabilità, sta studiando la situazione e si sta informando sul mondo delle dominatrix, per comprendere ciò che può essere sulle sue corde e quello che invece non le può piacere. Per il momento, la sua dominazione verte quasi esclusivamente sul sesso e sulle faccende domestiche, situazioni un po’ scontate in ambito femdom, se vogliamo. Le prime cose che vengono in mente a chi si affaccia sul mondo della dominazione, senza informarsi e senza solide basi, e mi riferisco soprattutto a un rapporto di coppia come il vostro. E’ però probabile che poi sposterà le sue attenzioni su altre cose che in questo momento non possiamo sapere.”
“E’ quello che mi preoccupa. E comunque adesso mi fa pesare anche la sua disponibilità economica.”
“No, amico mio. Ti sbagli. Non ti fa pesare il fatto che lei guadagna e tu no. Da quello che mi hai detto, lei ha invertito completamente i ruoli. E’ lei che guida la macchina grande, è lei che porta a cena te, ed è lei, ovviamente, quella che paga. Ovvero, si comporta con te come la maggior parte degli uomini si comporta con la propria donna. Ci manca solo che ti regali un mazzo di rose rosse. Sai cosa significa tutto questo?”
“L’hai appena detto. Che mia moglie ha deciso di invertire i ruoli.”
“Esatto. Ma questo significa che, in un certo senso, vuole prendersi cura di te, come fa un maschio dominante con la sua femmina. La dominazione di Karen è atipica perché si sviluppa sulla sua superiorità fisica e sul fatto che è lei quella che guadagna, mentre tu sei poco più di un casalingo. Karen quindi non ti fa pesare questo, ma ti sta dicendo di non preoccuparti perché c’è lei che pensa a tutto, mentre tu devi solo pensare alla casa. Ti faccio un esempio per chiarirti la situazione. Ipotizziamo una classica coppia anni 50, con l’uomo che guadagna e la donna che fa la casalinga. Aggiungi che quell’uomo tranquillizza la moglie, che si sente in colpa perché tutta la situazione economica verte sulle spalle del marito. Ci sei?”
Annuii. “Sì, certo, era una situazione abbastanza normale una settantina di anni fa”, risposi.
“Bene. Ipotizziamo quindi che il marito rassicuri la moglie, le dica di non preoccuparsi. Come reagirà quella donna?”
Alzai le spalle. “Non ne ho idea.”
“Beh, te lo dico io. La donna si tranquillizzerà, apprezzerà maggiormente quel marito che non le fa pesare il suo mancato apporto all’economia familiare. Tu, invece, da classico maschio, hai visto in Karen un tentativo di farti pesare il fatto che lei guadagni molto più di te, quando in realtà non è così.”
Annuii di nuovo. “Credo di aver compreso. Quindi Karen, come elemento più forte della coppia, si è caricata tutta la responsabilità economica sulle proprie spalle?”
Vidi Andrea sorridere. “Proprio così.”
“D’accordo. Ma visto che lei basa il suo potere sulla forza fisica, cosa faccio se dovesse picchiarmi più forte?”
“Questo discorso lo abbiamo fatto anche la volta scorsa. Non credo che lei lo voglia fare. Finora ti ha impartito qualche lezione che tu hai recepito. Sa di essere troppo più forte di te, e non ha più lo stimolo di dimostrartelo. Questo non significa che lei non ti metterà di nuovo le mani addosso. Come abbiamo già detto, la sua dominazione verte proprio su questo, ma credo che si limiterà a farti cagare sotto dalla paura. Con qualche ceffone, ad esempio. A meno che, naturalmente, tu non faccia qualcosa di grave e, in quel caso, non te la caveresti con poco.”
“Che cosa intendi con qualcosa di grave?”
“Ad esempio, risponderle male o, peggio ancora, fare qualcosa… Insomma, minacciarla con un coltello o cose del genere.”
Scossi la testa. “Sarei un pazzo. Mi riempirebbe di botte.”
“Esatto! E se tu non farai cose del genere, ho la sensazione che proseguirà con la sua rieducazione. Controllerà che tu pulisca bene, e forse ti punirà per delle sciocchezze. Non è un’esaltata, e sa controllarsi perfettamente, ma ha scoperto di volere un maritino schiavetto.”
“Insomma, dovrei baciarle i piedi dove cammina?” feci con un pizzico d’ironia che il mio amico sembrò non recepire.
“A una come tua moglie, sì. E non si tratta di avere istinti sottomessi ma…” Si fermò, forse conscio che stava esagerando con gli elogi, ma poi proseguì imperterrito. “Insomma, Mike, il fatto che tu abbia accettato la sua dominazione, dimostra che tu ti sia reso conto della sua indiscussa superiorità. Non sei uno che possiede l’animo da schiavo fin dall’adolescenza, e che si inchinerebbe a qualsiasi donna che si presenta come padrona. Tu, un po’ inconsciamente e un po’ riflettendoci, hai accettato che tua moglie si metta su un piedistallo, perché hai compreso che se lo merita.”
E si, quello stronzo di Andrea aveva una specie di cotta per mia moglie. E temevo che non fosse l’unico. Ma aveva ragione. Karen meritava di stare su quel piedistallo. Ma non avevo certo eliminato tutti i miei dubbi.
“Quindi, stando a ciò che mi hai detto prima, Karen non vuole farmi pesare il fatto che lei guadagni e io no, ma vuole prendersi cura di me. Questo significa che mi ama ancora, giusto?”
“In modo diverso, ma ti ama ancora. E questo suo comportamento non lascia adito a dubbi. Certo, è probabile che tenderà sempre più a esagerare, e potrà avere un comportamento sopra le righe. Il fatto che pretenda che tu a casa stia sempre nudo, lo dimostra ampiamente.”
“Ecco, ma perché vuole che io sia nudo?”
“Perché evidentemente non ha ottimi gusti in fatto di maschi”, mi rispose sorridendo ma, vedendo che io non ci trovavo niente da ridere, proseguì con un tono più professionale “A parte le battute, non posso sapere se si sia informata in materia o se si tratta di puro istinto, ma è una situazione abbastanza comune nel BDSM. E’ una questione psicologica. Lei vuole annullare ogni tua resistenza, e ti fa stare nudo perché sa che tu ti sentirai più sottomesso a lei. Perché si dice ? Perché una persona nuda si sente in difficoltà di fronte a una vestita. Soprattutto se è un uomo ad essere nudo. E soprattutto se quest’uomo non ha gli addominali scolpiti.”
“Sei sempre molto carino coi complimenti”, gli feci notare un po’ indispettito.
“E’ la verità. Lo sarei anch'io, mi sentirei indifeso ancor più di quanto potrei esserlo vestito. Soprattutto se poi di fronte a me ci fosse una gran bella donna come Karen.”
“Riassumendo?”
“Io non posso dirti ciò che tu debba fare. Anche perché, come ti ho detto prima, tu hai già scelto. La situazione ti piace ed eccita la tua fantasia. Ma, è anche vero, che per te è una situazione nuova, e che dovrai prendere confidenza col tuo nuovo ruolo.”
“E il sesso? Perché vuole essere soddisfatta solo attraverso il cunnilingus e non attraverso la penetrazione?”
“Perché la penetrazione piace anche a te. La classica scopata verrebbe considerata come una specie di premio che ancora tu non meriti, secondo lei. Al contrario, tu non hai mai voluto leccarle la vagina, e quindi farsi soddisfare in questo modo lo reputa un atto sottomesso da parte tua, un atto che lei ti obbliga a fare se non vuoi prendere una caterva di botte.”
“Il problema è che… Insomma, Andrea, ho avuto un ripensamento su questo tema. Voglio dire che… Non so, ma non mi fa più schifo. Anzi, diciamo che comincia a piacermi notevolmente.”
“Trovi giusto che tu debba farlo?”
“Sì, lo trovo sacrosanto.”
Il mio amico fece un sorrisino. “E’ la riprova che tu hai cambiato il tuo atteggiamento nei suoi confronti. Sai che lei lo desidera, e sai che la devi soddisfare. Stai cominciando a comportarti da vero sottomesso che riconosce che tutto ciò che la sua padrona gli ordina, sia una cosa giusta, un sottomesso che vuole il soddisfacimento della sua padrona prima del suo.”
Feci un sorriso amarognolo scuotendo la testa. “Che cosa mi sta succedendo, Andrea? Piango come un bambino, ho perso quelle poche sicurezze che avevo e mi sento… Mi sento un uomo da niente. In questo momento, ho una paura fottuta che mia moglie mi possa telefonare e accorgersi che non sono in casa. Io non voglio fare qualcosa di nascosto e… Mi sento in colpa.”
Andrea si sistemò, come al suo solito, gli occhiali. “Sono sensazioni logiche, considerando la situazione che stai vivendo. Vedi, Mike, tu hai accettato di vivere nella sua ombra, ed è ovvio che tu ti senta in colpa facendo qualcosa di nascosto. Ed è altrettanto ovvio che tu abbia paura. Ma non è soltanto paura delle botte che potrebbe darti. Tu hai il timore di deluderla. Ascolta, amico mio, io sono convinto che tu ami tua moglie più di quanto l’amassi prima. Tutti noi esseri umani tendiamo ad innamorarci delle persone che vediamo superiori a noi, anche se poi scegliamo, per forza di cose, quella che invece è più simile a noi. Questa svolta ha cambiato tutte le carte in tavola e tu, rendendoti conto della tua inferiorità, te ne sei innamorato, o comunque tenderai ad innamorartene, sempre di più.”
“E’ un controsenso con quello che hai affermato prima, e cioè che Karen potrebbe amarmi anche se in modo diverso. Se affermi che ci si innamora soltanto di chi ci è superiore, mia moglie non può certo amarmi.”
“ Hai ragione e, a prima vista, può sembrare un controsenso, ma un’altra delle cose che fanno innamorare è la voglia di protezione verso una persona più debole, non solo fisicamente, ma anche come capacità di far fronte alle problematiche di una vita in comune. In lei c’è il desiderio di toglierti ogni responsabilità. Situazione di solito molto maschile, ma lei ha, come abbiamo sostenuto prima, sovvertito i ruoli. Comunque, lo vedremo in seguito quando avremo compreso come si evolverà la situazione. Quanto al fatto che tu pianga per un nonnulla, è logico. Ti senti in balia di Karen, sai che non puoi far nulla, e l’unica tua alternativa sarebbe quella di lasciarla, che è però l’ultima cosa che faresti, perché hai bisogno di lei. Piangi perché ti senti debole e perché, come abbiamo detto prima, la tua sensibilità è aumentata moltissimo, ed è diventata come quella che hanno le donne che spesso piangono per sfogarsi. Di solito, invece, noi uomini tendiamo a tenere tutto dentro di noi. Ed è sbagliato. Quindi, piangi se ne hai voglia, e vedrai che ti sentirai meglio, ti sfogherai. Forse, quando avrai fatto ancora più chiarezza dentro di te, quando avrai accettato in toto la sua supremazia e la sua dominazione, queste manifestazioni potrebbero affievolirsi, anche se ho la sensazione che non scompariranno del tutto, e si manifesteranno probabilmente quando ti troverai di fronte a qualche novità che Karen ti propinerà. Ma, ripeto, ben vengano le lacrime. Molti uomini tendono a non piangere, e poi si sentono male. Tu invece hai la possibilità di sfogarti perché sei l’elemento debole della coppia. E sono anche convinto che, a volte, lei potrà apprezzare questa tua sensibilità.”
Annuii. “Secondo te, devo dirglielo che mi sono confidato con te?”
“Secondo me, nel rapporto che si andrà a creare, tu dovrai avere la massima sincerità con lei. E’ probabile che ti punisca. Ma io sono uno psicologo, non un semplice amico, e sono convinto che, alla fine, comprenderà la tua necessità di sfogarti con un professionista. Anche se con te lavoro pro bono.”
Lo guardai deglutendo nervosamente. “C’è un’altra cosa, Andrea. Io le ho detto che non accetterei un suo tradimento. Voglio dire che… Insomma, spesso la dominazione in ambito di coppia si evolve poi in una totale libertà sessuale per la parte dominante. Lei mi ha risposto che non ha nessuna intenzione di tradirmi di nascosto. Tantomeno di farmi assistere ai suoi eventuali tradimenti, ma ha anche detto che non può sapere il futuro, e che se un giorno lei deciderà di andare con un altro, io dovrò accettare in silenzio. Io mi sento male solo al pensiero, Andrea. Pensi davvero che lei potrà tradirmi? Oppure ha solo voluto mettermi paura?”
Il mio amico si tolse, come sua abitudine, gli occhiali, per prendere il solito panno per pulire le lenti, rinforcò gli occhiali e sospirò. “Non faccio l’indovino, Mike. Posso solo presumere.”
“E cosa sei riuscito a presumere?”
“Bisogna ripartire daccapo. Karen starà studiando le sue mosse future, e di questo ne avevamo già parlato. Lei andrà per gradi, anche per valutare le tue reazioni, ma è chiaro che alzerà l’asticella. Fino a che punto? Non possiamo saperlo, ma è possibile, e bada bene ho detto possibile e non certo, che lei in futuro, quando avrà preso il pieno controllo e tu sarai soggetto a lei in tutto e per tutto, possa anche cercare soddisfazioni sessuali altrove. Non lo farà di nascosto. Te lo dirà in faccia ma, a quel punto, tu accetterai perché non potrai fare altrimenti. Il tuo amore nei suoi confronti sarà diventato enorme, la possibilità di lasciarla non la prenderai più nemmeno in considerazione, e un tradimento ti sembrerà quasi una logica conseguenza della sua superiorità e del suo diritto di fare ciò che vuole.”
“Io… No, non posso pensare a Karen con un altro.”
“Adesso è così, ma il vostro rapporto è in evoluzione. Ora non ci pensare perché stiamo parlando di possibilità, non di certezza, ma ho il dovere di essere sincero con te, e un tradimento nel futuro non è da escludere. Ma, a quel punto, tu sarai già diventato un altro uomo. Insomma, Karen è molto intelligente e deciderà una cosa del genere soltanto quando avrà la certezza che tu sei diventato così docile da accettare.”
“Io non ci riesco a pensare a un tradimento. Mi sento male.”
Andrea scosse la testa. “La prima volta ti picchierà, forse anche in modo più violento rispetto alle sue abitudini. La seconda volta tu l’aspetterai in ginocchio a casa ringraziando il cielo che lei sia tornata. Perché per te conterà solo quello, e sarai felice per lei. Questi rapporti funzionano in questo modo, e l’unica alternativa, quella di andartene, l’hai esclusa da tempo. Ma non continuare a pensarci perché ti sentirai male. Al momento, sono soltanto ipotesi.”
Si alzò per farmi capire che la seduta, perché di vera e propria seduta si era trattato, sia pure fatta davanti a un caffè e seduti intorno a un tavolino di un bar, era conclusa. Rimanemmo d’accordo che ci saremmo rivisti la settimana seguente alla stessa ora e, naturalmente, lo ringraziai, per poi avviarmi verso il punto in cui avevo parcheggiato la mia vettura. Tornai di corsa a casa. Dovevo fare le pulizie di casa e poi organizzarmi per preparare la cena a mia moglie. E mi accorsi che non vedevo l’ora che lei tornasse a casa.
Per commentare questo racconto, scrivete a
davidmuscolo@tiscali.it
Stavo tremando per la paura. Continuava a sostenere che fosse assurdo, na aveva una paura folle di mia moglie. Contemporaneamente però, avevo una voglia pazzesca di lei che dovetti reprimere. Non avevo idea infatti di come avrei dovuto comportarmi sotto il punto di vista sessuale. Da quando era iniziato tutto, avevamo fatto sesso soltanto una volta, due giorni prima, quando mi aveva praticamente violentato costringendomi ad avere un rapporto sessuale contro la mia volontà. Per il resto, aveva soltanto preteso di essere soddisfatta lei. In realtà, anche io avevo avuto due eiaculazioni. La prima quando mi aveva fatto venire col piede mentre mi teneva stretto tra le sue spire, e la seconda proprio il giorno prima, quando mi aveva obbligato a farmi una sega per poi farmi bere il mio sperma. Comunque, non mi azzardai a prendere l’iniziativa. Tutto quello che stavo vivendo era nuovo per me, ed ero completamente incapace di comprendere in che modo dovessi comportarmi. Il giorno seguente ci salutammo quasi come una coppia normale. Mi aveva dato un bacetto sulla bocca e poi mi aveva catechizzato.
“Quando esco dalla palestra ti telefonerò in modo che, quando arrivo a casa, la cena dovrà essere pronta. Non ti trastullare e cerca di farmi trovare la casa in ordine. Ok Mike?”
“Si, Karen”, risposi, le uniche parole che, in quelle situazioni, potevo dire se non volevo essere picchiato. La vidi uscire da casa, ancheggiando su quei tacchi a spillo che mi sembravano l’emblema del suo cambiamento. Anche il suo abbigliamento era ben diverso rispetto a prima: tailleur con gonna molto corta rosa fuxia e occhiali da sole. Non sarebbe passata inosservata, bella com'era. Avrebbe avuto gli occhi di tutti gli uomini addosso. Cercai di non pensarci, mi feci una rapida doccia e uscii di casa per recarmi da Andrea. Mentre guidavo ero però tutt’altro che tranquillo. Avrei dovuto chiedere il suo permesso anche per uscire? E se mi avesse fatto una videochiamata? Cosa mi avrebbe fatto se mi avesse visto seduto a un bar invece di rimanere a casa a pulire come mi aveva ordinato? Avevo paura e nello stesso tempo ero eccitato. Ma come era possibile? Forse avrebbe potuto spiegarmelo Andrea.
Il mio amico quella volta arrivò puntuale. “Allora, Mike, se hai voluto vedermi, immagino che ci siano novità.”
“Ci sono, Andrea. E sono piuttosto grosse”, gli dissi per poi sciorinare i fatti degli ultimi giorni. Ancora una volta mi ascoltò attentamente, intervenendo solo un paio di volte per farmi delle domande su situazioni che, forse, non ero riuscito a spiegargli correttamente. Alla fine, rimase qualche istante in silenzio per osservarmi, e forse per valutare i miei atteggiamenti.
“Devo dire che la cosa non mi sorprende. Alludo al fatto che tu abbia accettato di divenire lo schiavo di Karen. Era nell’aria, e il tuo comportamento, le tue reazioni erotiche, lasciavano trapelare questa possibilità.”
“Andrea, sto quasi sempre col cazzo dritto. Nemmeno se mi fossi preso una scatola intera di viagra. E, nello stesso tempo, me la faccio sotto dalla paura. Che cazzo mi sta succedendo?”
Il mio amico scoppiò a ridere. “Non è mia intenzione farti un trattato di psicologia, ma il binomio paura-eccitazione va soventemente di pari passo. Se ti può rassicurare, non sei il primo e non sarai l’ultimo. Ti faccio un paio di esempi molto semplici che potrebbero aiutarti a comprendere. I tipi che fanno imprese fuori dall’ordinario come scalare una montagna, o rimanere da soli in un posto inospitale. Pensi che siano incoscienti? No, Mike, hanno piena coscienza della loro paura ma, allo stesso tempo, vogliono provare quell’eccitazione, quell’adrenalina che quelle imprese regala loro. Più grande sarà la paura, e maggiore sarà l’eccitazione. Ma ti faccio anche un altro esempio che è più simile alla tua situazione. Parlo di coloro che si eccitano sessualmente nel cercare situazioni… chiamiamole alternative. Ad esempio, coloro che vogliono fare sesso col timore di essere scoperti, quelli che vorrebbero farlo in posti pericolosi. Ecco, in loro la paura provoca una vera e propria eccitazione fisica e mentale. Ed è un po’ quello che accade a te. Hai paura che tua moglie possa picchiarti ma, nello stesso tempo, quel timore ti eccita.”
Tirai un sospiro di sollievo “Beh, meno male. Temevo di essere un caso clinico.”
“Non sei un caso clinico, anche se hai bisogno ugualmente di un aiuto. E per questo ci sono io. Alla fine mi pagherai una bella cena invece che le parcelle.”
“E come? Non ho praticamente un euro. Devo chiedere i soldi a Karen per ogni cosa”, gli feci presente.
Andrea scoppiò a ridere. “E già. Sei proprio fortunato. Non posso nemmeno pretendere qualcosa che assomigli a una parcella. Dovrò lavorare pro bono.”
“Dai, Andrea, per favore torniamo seri.”
“Ok. Concludiamo questo discorso, e qui torno ad essere il serio professionista. Il famoso psicoanalista Gérard Bonnet sosteneva che ciò che conta è che la sessualità non è una questione di piacere, ma di preoccupazione. E questo vale per tutti, perché abbiamo tutti una parte maschile e una parte femminile dentro di noi. Tutti noi, maschi e femmine, cresciamo in una società che ci priva dell’ “altro”, costringendoci ad entrare in una sorta di stampo. Da un lato i maschi, dall’altro le femmine. Occorre scegliere. E’ necessario tagliare una parte di noi stessi. Cosa che avviene non senza dolore.”
“Oh, per favore, non fare il sapientone”, lo interruppi innervosito.
“Non sto facendo il sapientone. Sto cercando di farti comprendere che in te sta uscendo in modo preponderante la parte femminile, il che non significa che ti piacciano gli uomini, ma che stai sviluppando una sensibilità che, di solito, appartiene al genere femminile.”
“Ok, sono sensibile, e non è nemmeno una novità. Ma, tornando a un discorso più terra-terra, cosa faccio? Sono confuso. Sempre più confuso.”
“Invece, malgrado ciò che pensi, non sei confuso. O, almeno, non come credi tu. Hai accettato la dominazione di Karen, segno inequivocabile che hai deciso di percorrere quella strada. Ancora non sai dove ti porterà quella strada ma, comunque, l’hai imboccata.”
Già, il discorso di Andrea non faceva una piega. “Quindi, le dovrò fare da schiavetto per il resto della mia vita?”
“Dipende da lei e da cosa ha in mente. E, naturalmente, da quello che provi tu. E’ una ragazza molto intelligente, e si è accorta delle tue sensazioni prima ancora che tu stesso te ne rendessi conto.”
Stavo per bloccare il mio amico. Mi stava venendo il dubbio che avesse preso una mezza cotta per mia moglie. Già dalla prima volta, l’aveva descritta bellissima e intelligentissima, aveva detto come io non fossi alla sua altezza, sia da un punto di vista estetico che da quello professionale, ma poi dovetti convenire con lui. Karen era veramente di un’altra categoria rispetto al sottoscritto. Pertanto, lo lasciai proseguire. “Con molte probabilità, sta studiando la situazione e si sta informando sul mondo delle dominatrix, per comprendere ciò che può essere sulle sue corde e quello che invece non le può piacere. Per il momento, la sua dominazione verte quasi esclusivamente sul sesso e sulle faccende domestiche, situazioni un po’ scontate in ambito femdom, se vogliamo. Le prime cose che vengono in mente a chi si affaccia sul mondo della dominazione, senza informarsi e senza solide basi, e mi riferisco soprattutto a un rapporto di coppia come il vostro. E’ però probabile che poi sposterà le sue attenzioni su altre cose che in questo momento non possiamo sapere.”
“E’ quello che mi preoccupa. E comunque adesso mi fa pesare anche la sua disponibilità economica.”
“No, amico mio. Ti sbagli. Non ti fa pesare il fatto che lei guadagna e tu no. Da quello che mi hai detto, lei ha invertito completamente i ruoli. E’ lei che guida la macchina grande, è lei che porta a cena te, ed è lei, ovviamente, quella che paga. Ovvero, si comporta con te come la maggior parte degli uomini si comporta con la propria donna. Ci manca solo che ti regali un mazzo di rose rosse. Sai cosa significa tutto questo?”
“L’hai appena detto. Che mia moglie ha deciso di invertire i ruoli.”
“Esatto. Ma questo significa che, in un certo senso, vuole prendersi cura di te, come fa un maschio dominante con la sua femmina. La dominazione di Karen è atipica perché si sviluppa sulla sua superiorità fisica e sul fatto che è lei quella che guadagna, mentre tu sei poco più di un casalingo. Karen quindi non ti fa pesare questo, ma ti sta dicendo di non preoccuparti perché c’è lei che pensa a tutto, mentre tu devi solo pensare alla casa. Ti faccio un esempio per chiarirti la situazione. Ipotizziamo una classica coppia anni 50, con l’uomo che guadagna e la donna che fa la casalinga. Aggiungi che quell’uomo tranquillizza la moglie, che si sente in colpa perché tutta la situazione economica verte sulle spalle del marito. Ci sei?”
Annuii. “Sì, certo, era una situazione abbastanza normale una settantina di anni fa”, risposi.
“Bene. Ipotizziamo quindi che il marito rassicuri la moglie, le dica di non preoccuparsi. Come reagirà quella donna?”
Alzai le spalle. “Non ne ho idea.”
“Beh, te lo dico io. La donna si tranquillizzerà, apprezzerà maggiormente quel marito che non le fa pesare il suo mancato apporto all’economia familiare. Tu, invece, da classico maschio, hai visto in Karen un tentativo di farti pesare il fatto che lei guadagni molto più di te, quando in realtà non è così.”
Annuii di nuovo. “Credo di aver compreso. Quindi Karen, come elemento più forte della coppia, si è caricata tutta la responsabilità economica sulle proprie spalle?”
Vidi Andrea sorridere. “Proprio così.”
“D’accordo. Ma visto che lei basa il suo potere sulla forza fisica, cosa faccio se dovesse picchiarmi più forte?”
“Questo discorso lo abbiamo fatto anche la volta scorsa. Non credo che lei lo voglia fare. Finora ti ha impartito qualche lezione che tu hai recepito. Sa di essere troppo più forte di te, e non ha più lo stimolo di dimostrartelo. Questo non significa che lei non ti metterà di nuovo le mani addosso. Come abbiamo già detto, la sua dominazione verte proprio su questo, ma credo che si limiterà a farti cagare sotto dalla paura. Con qualche ceffone, ad esempio. A meno che, naturalmente, tu non faccia qualcosa di grave e, in quel caso, non te la caveresti con poco.”
“Che cosa intendi con qualcosa di grave?”
“Ad esempio, risponderle male o, peggio ancora, fare qualcosa… Insomma, minacciarla con un coltello o cose del genere.”
Scossi la testa. “Sarei un pazzo. Mi riempirebbe di botte.”
“Esatto! E se tu non farai cose del genere, ho la sensazione che proseguirà con la sua rieducazione. Controllerà che tu pulisca bene, e forse ti punirà per delle sciocchezze. Non è un’esaltata, e sa controllarsi perfettamente, ma ha scoperto di volere un maritino schiavetto.”
“Insomma, dovrei baciarle i piedi dove cammina?” feci con un pizzico d’ironia che il mio amico sembrò non recepire.
“A una come tua moglie, sì. E non si tratta di avere istinti sottomessi ma…” Si fermò, forse conscio che stava esagerando con gli elogi, ma poi proseguì imperterrito. “Insomma, Mike, il fatto che tu abbia accettato la sua dominazione, dimostra che tu ti sia reso conto della sua indiscussa superiorità. Non sei uno che possiede l’animo da schiavo fin dall’adolescenza, e che si inchinerebbe a qualsiasi donna che si presenta come padrona. Tu, un po’ inconsciamente e un po’ riflettendoci, hai accettato che tua moglie si metta su un piedistallo, perché hai compreso che se lo merita.”
E si, quello stronzo di Andrea aveva una specie di cotta per mia moglie. E temevo che non fosse l’unico. Ma aveva ragione. Karen meritava di stare su quel piedistallo. Ma non avevo certo eliminato tutti i miei dubbi.
“Quindi, stando a ciò che mi hai detto prima, Karen non vuole farmi pesare il fatto che lei guadagni e io no, ma vuole prendersi cura di me. Questo significa che mi ama ancora, giusto?”
“In modo diverso, ma ti ama ancora. E questo suo comportamento non lascia adito a dubbi. Certo, è probabile che tenderà sempre più a esagerare, e potrà avere un comportamento sopra le righe. Il fatto che pretenda che tu a casa stia sempre nudo, lo dimostra ampiamente.”
“Ecco, ma perché vuole che io sia nudo?”
“Perché evidentemente non ha ottimi gusti in fatto di maschi”, mi rispose sorridendo ma, vedendo che io non ci trovavo niente da ridere, proseguì con un tono più professionale “A parte le battute, non posso sapere se si sia informata in materia o se si tratta di puro istinto, ma è una situazione abbastanza comune nel BDSM. E’ una questione psicologica. Lei vuole annullare ogni tua resistenza, e ti fa stare nudo perché sa che tu ti sentirai più sottomesso a lei. Perché si dice ? Perché una persona nuda si sente in difficoltà di fronte a una vestita. Soprattutto se è un uomo ad essere nudo. E soprattutto se quest’uomo non ha gli addominali scolpiti.”
“Sei sempre molto carino coi complimenti”, gli feci notare un po’ indispettito.
“E’ la verità. Lo sarei anch'io, mi sentirei indifeso ancor più di quanto potrei esserlo vestito. Soprattutto se poi di fronte a me ci fosse una gran bella donna come Karen.”
“Riassumendo?”
“Io non posso dirti ciò che tu debba fare. Anche perché, come ti ho detto prima, tu hai già scelto. La situazione ti piace ed eccita la tua fantasia. Ma, è anche vero, che per te è una situazione nuova, e che dovrai prendere confidenza col tuo nuovo ruolo.”
“E il sesso? Perché vuole essere soddisfatta solo attraverso il cunnilingus e non attraverso la penetrazione?”
“Perché la penetrazione piace anche a te. La classica scopata verrebbe considerata come una specie di premio che ancora tu non meriti, secondo lei. Al contrario, tu non hai mai voluto leccarle la vagina, e quindi farsi soddisfare in questo modo lo reputa un atto sottomesso da parte tua, un atto che lei ti obbliga a fare se non vuoi prendere una caterva di botte.”
“Il problema è che… Insomma, Andrea, ho avuto un ripensamento su questo tema. Voglio dire che… Non so, ma non mi fa più schifo. Anzi, diciamo che comincia a piacermi notevolmente.”
“Trovi giusto che tu debba farlo?”
“Sì, lo trovo sacrosanto.”
Il mio amico fece un sorrisino. “E’ la riprova che tu hai cambiato il tuo atteggiamento nei suoi confronti. Sai che lei lo desidera, e sai che la devi soddisfare. Stai cominciando a comportarti da vero sottomesso che riconosce che tutto ciò che la sua padrona gli ordina, sia una cosa giusta, un sottomesso che vuole il soddisfacimento della sua padrona prima del suo.”
Feci un sorriso amarognolo scuotendo la testa. “Che cosa mi sta succedendo, Andrea? Piango come un bambino, ho perso quelle poche sicurezze che avevo e mi sento… Mi sento un uomo da niente. In questo momento, ho una paura fottuta che mia moglie mi possa telefonare e accorgersi che non sono in casa. Io non voglio fare qualcosa di nascosto e… Mi sento in colpa.”
Andrea si sistemò, come al suo solito, gli occhiali. “Sono sensazioni logiche, considerando la situazione che stai vivendo. Vedi, Mike, tu hai accettato di vivere nella sua ombra, ed è ovvio che tu ti senta in colpa facendo qualcosa di nascosto. Ed è altrettanto ovvio che tu abbia paura. Ma non è soltanto paura delle botte che potrebbe darti. Tu hai il timore di deluderla. Ascolta, amico mio, io sono convinto che tu ami tua moglie più di quanto l’amassi prima. Tutti noi esseri umani tendiamo ad innamorarci delle persone che vediamo superiori a noi, anche se poi scegliamo, per forza di cose, quella che invece è più simile a noi. Questa svolta ha cambiato tutte le carte in tavola e tu, rendendoti conto della tua inferiorità, te ne sei innamorato, o comunque tenderai ad innamorartene, sempre di più.”
“E’ un controsenso con quello che hai affermato prima, e cioè che Karen potrebbe amarmi anche se in modo diverso. Se affermi che ci si innamora soltanto di chi ci è superiore, mia moglie non può certo amarmi.”
“ Hai ragione e, a prima vista, può sembrare un controsenso, ma un’altra delle cose che fanno innamorare è la voglia di protezione verso una persona più debole, non solo fisicamente, ma anche come capacità di far fronte alle problematiche di una vita in comune. In lei c’è il desiderio di toglierti ogni responsabilità. Situazione di solito molto maschile, ma lei ha, come abbiamo sostenuto prima, sovvertito i ruoli. Comunque, lo vedremo in seguito quando avremo compreso come si evolverà la situazione. Quanto al fatto che tu pianga per un nonnulla, è logico. Ti senti in balia di Karen, sai che non puoi far nulla, e l’unica tua alternativa sarebbe quella di lasciarla, che è però l’ultima cosa che faresti, perché hai bisogno di lei. Piangi perché ti senti debole e perché, come abbiamo detto prima, la tua sensibilità è aumentata moltissimo, ed è diventata come quella che hanno le donne che spesso piangono per sfogarsi. Di solito, invece, noi uomini tendiamo a tenere tutto dentro di noi. Ed è sbagliato. Quindi, piangi se ne hai voglia, e vedrai che ti sentirai meglio, ti sfogherai. Forse, quando avrai fatto ancora più chiarezza dentro di te, quando avrai accettato in toto la sua supremazia e la sua dominazione, queste manifestazioni potrebbero affievolirsi, anche se ho la sensazione che non scompariranno del tutto, e si manifesteranno probabilmente quando ti troverai di fronte a qualche novità che Karen ti propinerà. Ma, ripeto, ben vengano le lacrime. Molti uomini tendono a non piangere, e poi si sentono male. Tu invece hai la possibilità di sfogarti perché sei l’elemento debole della coppia. E sono anche convinto che, a volte, lei potrà apprezzare questa tua sensibilità.”
Annuii. “Secondo te, devo dirglielo che mi sono confidato con te?”
“Secondo me, nel rapporto che si andrà a creare, tu dovrai avere la massima sincerità con lei. E’ probabile che ti punisca. Ma io sono uno psicologo, non un semplice amico, e sono convinto che, alla fine, comprenderà la tua necessità di sfogarti con un professionista. Anche se con te lavoro pro bono.”
Lo guardai deglutendo nervosamente. “C’è un’altra cosa, Andrea. Io le ho detto che non accetterei un suo tradimento. Voglio dire che… Insomma, spesso la dominazione in ambito di coppia si evolve poi in una totale libertà sessuale per la parte dominante. Lei mi ha risposto che non ha nessuna intenzione di tradirmi di nascosto. Tantomeno di farmi assistere ai suoi eventuali tradimenti, ma ha anche detto che non può sapere il futuro, e che se un giorno lei deciderà di andare con un altro, io dovrò accettare in silenzio. Io mi sento male solo al pensiero, Andrea. Pensi davvero che lei potrà tradirmi? Oppure ha solo voluto mettermi paura?”
Il mio amico si tolse, come sua abitudine, gli occhiali, per prendere il solito panno per pulire le lenti, rinforcò gli occhiali e sospirò. “Non faccio l’indovino, Mike. Posso solo presumere.”
“E cosa sei riuscito a presumere?”
“Bisogna ripartire daccapo. Karen starà studiando le sue mosse future, e di questo ne avevamo già parlato. Lei andrà per gradi, anche per valutare le tue reazioni, ma è chiaro che alzerà l’asticella. Fino a che punto? Non possiamo saperlo, ma è possibile, e bada bene ho detto possibile e non certo, che lei in futuro, quando avrà preso il pieno controllo e tu sarai soggetto a lei in tutto e per tutto, possa anche cercare soddisfazioni sessuali altrove. Non lo farà di nascosto. Te lo dirà in faccia ma, a quel punto, tu accetterai perché non potrai fare altrimenti. Il tuo amore nei suoi confronti sarà diventato enorme, la possibilità di lasciarla non la prenderai più nemmeno in considerazione, e un tradimento ti sembrerà quasi una logica conseguenza della sua superiorità e del suo diritto di fare ciò che vuole.”
“Io… No, non posso pensare a Karen con un altro.”
“Adesso è così, ma il vostro rapporto è in evoluzione. Ora non ci pensare perché stiamo parlando di possibilità, non di certezza, ma ho il dovere di essere sincero con te, e un tradimento nel futuro non è da escludere. Ma, a quel punto, tu sarai già diventato un altro uomo. Insomma, Karen è molto intelligente e deciderà una cosa del genere soltanto quando avrà la certezza che tu sei diventato così docile da accettare.”
“Io non ci riesco a pensare a un tradimento. Mi sento male.”
Andrea scosse la testa. “La prima volta ti picchierà, forse anche in modo più violento rispetto alle sue abitudini. La seconda volta tu l’aspetterai in ginocchio a casa ringraziando il cielo che lei sia tornata. Perché per te conterà solo quello, e sarai felice per lei. Questi rapporti funzionano in questo modo, e l’unica alternativa, quella di andartene, l’hai esclusa da tempo. Ma non continuare a pensarci perché ti sentirai male. Al momento, sono soltanto ipotesi.”
Si alzò per farmi capire che la seduta, perché di vera e propria seduta si era trattato, sia pure fatta davanti a un caffè e seduti intorno a un tavolino di un bar, era conclusa. Rimanemmo d’accordo che ci saremmo rivisti la settimana seguente alla stessa ora e, naturalmente, lo ringraziai, per poi avviarmi verso il punto in cui avevo parcheggiato la mia vettura. Tornai di corsa a casa. Dovevo fare le pulizie di casa e poi organizzarmi per preparare la cena a mia moglie. E mi accorsi che non vedevo l’ora che lei tornasse a casa.
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