Il coraggio di restare
di
Marika Traves Dressi
genere
poesie
Sotto esame
cammino piano,
come se il cuore dovesse chiedere permesso
a ogni battito.
Ogni gesto è una prova,
ogni parola un equilibrio instabile
tra il dire e il perdere.
Vorrei far funzionare le cose
come si sorregge ciò che sta cedendo:
con mani stanche ma ostinate,
con silenzi messi a colmare le crepe,
con sorrisi che durano
più di quanto dovrebbero.
Ho paura di scompormi davanti a te,
di lasciare cadere la forma
che mi tiene in piedi,
di perdere la faccia
mostrando il caos che sono
quando non recito più.
Eppure è lì,
nel punto esatto in cui mi incrino,
che qualcosa smette di fuggire.
La fragilità non è una resa,
ma un varco:
un modo diverso di restare.
Se resto così, senza armature,
e tu non distogli lo sguardo,
allora ciò che si è rotto
non chiede di tornare com’era.
Chiede solo tempo,
cura lenta,
e il coraggio di rinascere
non perfetti,
ma finalmente interi.
cammino piano,
come se il cuore dovesse chiedere permesso
a ogni battito.
Ogni gesto è una prova,
ogni parola un equilibrio instabile
tra il dire e il perdere.
Vorrei far funzionare le cose
come si sorregge ciò che sta cedendo:
con mani stanche ma ostinate,
con silenzi messi a colmare le crepe,
con sorrisi che durano
più di quanto dovrebbero.
Ho paura di scompormi davanti a te,
di lasciare cadere la forma
che mi tiene in piedi,
di perdere la faccia
mostrando il caos che sono
quando non recito più.
Eppure è lì,
nel punto esatto in cui mi incrino,
che qualcosa smette di fuggire.
La fragilità non è una resa,
ma un varco:
un modo diverso di restare.
Se resto così, senza armature,
e tu non distogli lo sguardo,
allora ciò che si è rotto
non chiede di tornare com’era.
Chiede solo tempo,
cura lenta,
e il coraggio di rinascere
non perfetti,
ma finalmente interi.
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