Hell club - la prima volta (parte 1)

di
genere
dominazione

Elen si sistemó la gonnellino. Era agitata. Aveva sempre desiderato dominare un altra ragazza, ma non credeva che stesse per succedere davvero.
Quel giorno era diventata maggiorenne, finalmente poteva entrare Nell Hell Club, un posto dove le persone ricche potevano pagare per usare schiave e schiavi come volevano.
Pagó il biglietto ed entrò, si trovò in una grossa stanza piena di divani, ovunque vedeva dominatori giocare con schiavi e schiave mezzi nudi o completamente. Senti il cuore battere forte.
Elen aveva i capi lungi e neri, era molto magra. indossava un top nero, una gonnellina nera, calze a rete e lunghi stivali. Non era abituata a vestirsi così, la cosa la faceva sentire a disagio. Per un attimo pensò di andarsene: non aveva mai dominato nessuno, e se avesse fatto una figuraccia?
No: doveva provare!
Si guardò intorno, vide una giovane schiava, all incirca della sua età, aveva i capelli biondi corti, un regiseno nero, un collare e una gonnellina. Niente di più. Stava in ginocchio aspettando che qualcuno la scegliesse. Elen gli si avvicinò, I suoi tacchi rimbombavano per tutta la stanza.
"Ciao." disse semplicemente, arrossi: non era così che si doveva comportare una Mistress. La schiava tenne lo sguardo basso.
"salve padrona"
"seguimi a quel divano"
Disse lei con poca convinzione. Andò a sedersi, la ragazza la segui camminando a quattro zampe. Elen la guardo e si senti bagnare Dall l'eccitazione.
La schiava si mise in ginocchio davanti a lei con lo sguardo basso.
Elen arrossi
"lecca" disse cercando di sbrare autoritaria allungando la gamba. La schiava, senza esitare, si abbasso, tiro fuori la piccola lingua e iniziò a leccare.
Elen la guardò ammirata dal proprio potere. La schiava lecco prima la parte alta dello stivale, scendendo sempre più giù. Poi passo alla parte bassa dello stivale, lecco la suola e poi il tacco a spillo. Elen non stava più nella pelle.
"Come ti chiami?"
"Non ho un nome padrona, solo un numero identificativo"
"toglimi lo stivale"
La schiava inizio con delicatezza a slacciare e stiflo lo stivale con eleganza. Elen si tolse la calza a rete e le punto il piede verso la faccia, allargando le proprie ditine.
"lecca schiava" stava iniziando a prendere confidenza con quel ruolo. La schiava non se lo fece ripetere due volte, inizio a leccare.
Elen mugolo di piacere, sentiva la sua piccola lingua passarle sul piede, ovunque, lentamente.
La lingua era calda e bagnata, la massaggiava, passava in mezzo alle dita, sulla pianta e ovunque. La ragazza si lascio andare sul divano gemendo di piacere. La schiava continuava senza fermarsi.
Elen si guardo intorno, alcune donne stavano costruendo un castello di bicchierini sulla schiena di una schiava a quattro zampe mentre la prendeva o in giro, due uomini avevano bloccato un altra e la schiaffeggiavano sul sedere con forza. Una terza schiava era stata legata ad un palo e veniva frustata con cattiveria. Ovunque rieccheggiavano urla di dolore, risate, persone che gemevano. Molto scopavano completamente nudi incurante di essere visti.
Quel posto era l inferno per gli schiavi, ma il paradiso per i padroni.
Guardo la schiava che le leccava il piede e sorrise: la serata era appena iniziata!
scritto il
2026-03-07
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