Il sogno di Marika
di
Marika Traves Dressi
genere
sentimentali
Dedicata a Mauro e Federica, e a tutto il gruppo di lettori della loro storia 💖
Se apro quella porta, torno da lui. Lo guardo negli occhi e dico la verità, tutta. Parliamo, ci confessiamo paure ed errori, riconosciamo un amore che non è mai davvero scomparso. Lui mi stringe, io mi lascio andare. E, piano piano, tra lacrime e sospiri, torniamo ad amarci davvero.
Se non apro, lo lascio andare. Resto sola con le mie colpe. Lo libero da me, ma mi condanno a vivere senza di lui. Sarebbe la scelta più facile… ed è proprio quella che fa più male.
Federica rimase davanti alla porta della camera, le mani che stringevano la maniglia senza il coraggio di aprirla. La musica nella casa ormai terminava, lasciando solo il rumore dei suoi pensieri che rimbombavano nel silenzio. Sentiva il cuore pulsare forte, un miscuglio di desiderio, paura e indecisione. Ogni secondo trascorso lì le pesava come un macigno, eppure la scelta sembrava sempre più difficile da compiere.
Alla fine, con un sospiro che era più una resa che una decisione, Federica decise di scendere. Si mosse lentamente lungo il corridoio, cercando Mauro in sala, sperando di trovarlo lì e di poter ricomporre almeno in parte quello strano equilibrio di emozioni che li legava.
Ma quando scese, la casa era vuota. Il silenzio le tornò addosso come un pugno. Mauro non c’era. Federica sentì un nodo alla gola, un senso di vuoto improvviso: troppo tardi. Solo il leggero odore di legno e vino rimaneva a testimoniare che lui era stato lì.
Rimase immobile per qualche istante, poi si sedette lentamente, come se le gambe non la reggessero più. Il telefono tra le mani sembrava pesare quanto il suo cuore. Sapeva che forse non era il momento giusto, o forse lo era troppo. Ma sentiva che non poteva restare in silenzio. Non questa volta.
Con le dita che tremavano, Federica decise di scrivergli un messaggio. Non per giustificarsi, non per chiedere, ma per dirgli la verità, tutta.
"Mio amato Mauro,
Non so neanche da dove cominciare, ma sento che devo parlarti con tutta me stessa, senza filtri, senza paura. L’amore che provo per te, come diciamo noi a Roma: nun se po’ spiega. Non lo capisci con la testa, lo senti nello stomaco, nella pelle, nei silenzi. Arriva senza avvertirti e resta, anche quando vorresti scappare, anche quando gli errori sembrano troppo grandi da sopportare. Ti prende e non ti lascia andare, e io lo sento ogni giorno, in ogni respiro.
So di averti ferito, Mauro. So di averti tradito con altri uomini, e so quanto questo ti abbia fatto male. Ho sbagliato, mi sono persa nei miei desideri, nelle mie voglie, nelle paure, e nelle fragilità, senza pensare a quello che contava davvero: te, noi. Mi dispiace, più di quanto le parole possano dire. Ma anche in quei momenti, il mio cuore non ha mai smesso di battere per te, e ogni volta che cado, ogni volta che mi perdo, torno a te.
Il nostro amore porta con sé anche il perdono e la gelosia. Il perdono che accoglie gli errori, che non spegne il cuore, che ci permette di ricominciare più forti, senza cancellare ciò che siamo stati. La gelosia, feroce a volte, dolce e protettiva altre, che mi ricorda quanto ti amo, quanto sei importante, quanto ho bisogno di te e di noi.
Tutto questo insieme crea un’intensità che mi fa tremare, che mi mette a nudo e mi costringe a guardarmi dentro. È un amore che non si misura, che non si spiega, che va sentito fino in fondo, con tutto il cuore. Ti amo, Mauro, con ogni parte di me. Con i miei errori, le mie paure, i miei tradimenti, ti scelgo ogni giorno. Ti scelgo sempre. Tu sei la mia casa, il mio rifugio, la mia verità. E non smetterò mai di restare, di lottare, di perdermi e ritrovarmi in noi.
Per sempre tua,
Federica
Premette invio con un respiro trattenuto, come se quel gesto potesse attraversare il mare e raggiungerlo sulla scogliera.
Nel frattempo, Mauro, deluso e amareggiato, si era rifugiato sulla sua scogliera, lontano dalla casa e dai pensieri che lo tormentavano. Seduto sulla roccia fredda, guardava il mare agitato, le braccia attorno alle ginocchia. Dentro di lui c’era rabbia, dolore, ma anche un amore che non riusciva a spegnere, nonostante tutto.
Due solitudini, separate dalla distanza e dal tempo, ma ancora legate da un filo invisibile che nessuna delusione era riuscita a spezzare. Ora, però, la scelta non era più nelle mani di Federica. Era Mauro a dover decidere, a dover decidere se il loro amore meritava un nuovo inizio o se il silenzio e la distanza avrebbero avuto l’ultima parola.
Se apro quella porta, torno da lui. Lo guardo negli occhi e dico la verità, tutta. Parliamo, ci confessiamo paure ed errori, riconosciamo un amore che non è mai davvero scomparso. Lui mi stringe, io mi lascio andare. E, piano piano, tra lacrime e sospiri, torniamo ad amarci davvero.
Se non apro, lo lascio andare. Resto sola con le mie colpe. Lo libero da me, ma mi condanno a vivere senza di lui. Sarebbe la scelta più facile… ed è proprio quella che fa più male.
Federica rimase davanti alla porta della camera, le mani che stringevano la maniglia senza il coraggio di aprirla. La musica nella casa ormai terminava, lasciando solo il rumore dei suoi pensieri che rimbombavano nel silenzio. Sentiva il cuore pulsare forte, un miscuglio di desiderio, paura e indecisione. Ogni secondo trascorso lì le pesava come un macigno, eppure la scelta sembrava sempre più difficile da compiere.
Alla fine, con un sospiro che era più una resa che una decisione, Federica decise di scendere. Si mosse lentamente lungo il corridoio, cercando Mauro in sala, sperando di trovarlo lì e di poter ricomporre almeno in parte quello strano equilibrio di emozioni che li legava.
Ma quando scese, la casa era vuota. Il silenzio le tornò addosso come un pugno. Mauro non c’era. Federica sentì un nodo alla gola, un senso di vuoto improvviso: troppo tardi. Solo il leggero odore di legno e vino rimaneva a testimoniare che lui era stato lì.
Rimase immobile per qualche istante, poi si sedette lentamente, come se le gambe non la reggessero più. Il telefono tra le mani sembrava pesare quanto il suo cuore. Sapeva che forse non era il momento giusto, o forse lo era troppo. Ma sentiva che non poteva restare in silenzio. Non questa volta.
Con le dita che tremavano, Federica decise di scrivergli un messaggio. Non per giustificarsi, non per chiedere, ma per dirgli la verità, tutta.
"Mio amato Mauro,
Non so neanche da dove cominciare, ma sento che devo parlarti con tutta me stessa, senza filtri, senza paura. L’amore che provo per te, come diciamo noi a Roma: nun se po’ spiega. Non lo capisci con la testa, lo senti nello stomaco, nella pelle, nei silenzi. Arriva senza avvertirti e resta, anche quando vorresti scappare, anche quando gli errori sembrano troppo grandi da sopportare. Ti prende e non ti lascia andare, e io lo sento ogni giorno, in ogni respiro.
So di averti ferito, Mauro. So di averti tradito con altri uomini, e so quanto questo ti abbia fatto male. Ho sbagliato, mi sono persa nei miei desideri, nelle mie voglie, nelle paure, e nelle fragilità, senza pensare a quello che contava davvero: te, noi. Mi dispiace, più di quanto le parole possano dire. Ma anche in quei momenti, il mio cuore non ha mai smesso di battere per te, e ogni volta che cado, ogni volta che mi perdo, torno a te.
Il nostro amore porta con sé anche il perdono e la gelosia. Il perdono che accoglie gli errori, che non spegne il cuore, che ci permette di ricominciare più forti, senza cancellare ciò che siamo stati. La gelosia, feroce a volte, dolce e protettiva altre, che mi ricorda quanto ti amo, quanto sei importante, quanto ho bisogno di te e di noi.
Tutto questo insieme crea un’intensità che mi fa tremare, che mi mette a nudo e mi costringe a guardarmi dentro. È un amore che non si misura, che non si spiega, che va sentito fino in fondo, con tutto il cuore. Ti amo, Mauro, con ogni parte di me. Con i miei errori, le mie paure, i miei tradimenti, ti scelgo ogni giorno. Ti scelgo sempre. Tu sei la mia casa, il mio rifugio, la mia verità. E non smetterò mai di restare, di lottare, di perdermi e ritrovarmi in noi.
Per sempre tua,
Federica
Premette invio con un respiro trattenuto, come se quel gesto potesse attraversare il mare e raggiungerlo sulla scogliera.
Nel frattempo, Mauro, deluso e amareggiato, si era rifugiato sulla sua scogliera, lontano dalla casa e dai pensieri che lo tormentavano. Seduto sulla roccia fredda, guardava il mare agitato, le braccia attorno alle ginocchia. Dentro di lui c’era rabbia, dolore, ma anche un amore che non riusciva a spegnere, nonostante tutto.
Due solitudini, separate dalla distanza e dal tempo, ma ancora legate da un filo invisibile che nessuna delusione era riuscita a spezzare. Ora, però, la scelta non era più nelle mani di Federica. Era Mauro a dover decidere, a dover decidere se il loro amore meritava un nuovo inizio o se il silenzio e la distanza avrebbero avuto l’ultima parola.
3
voti
voti
valutazione
10
10
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
La nascita di Marika 10
Commenti dei lettori al racconto erotico